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Recensione: "Il Principe Prigioniero" (Serie Captive Prince #1) di C. S. Pacat

 
Titolo: Il Principe Prigioniero 
Titolo originale: Captive Prince 
Serie: Captive Prince #1 
Autrice: C. S. Pacat 
Traduzione: Claudia Milani 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Letteratura Lgbt/Storico/Fantastico 
Pagg.: 186 
Data di uscita: 30 giugno 2017 
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Sinossi 
Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. 
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all'interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.
Per il giovane condottiero, a quel punto vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo... 

Recensione 
Dietro la pietà si celano, a volte, la miseria e la crudeltà. Dietro l'accondiscendenza l'arte del depistaggio, della menzogna e dell'inganno. Dietro l'indifferenza l'ambizione e il veleno della mistificazione e della rivalità. Questo lo sanno bene i personaggi de "Il Principe Prigioniero" di C. S. Pacat, primo volume della serie Captive Prince, tradotto con grande sensibilità da Claudia Milani ed edito da Triskell Edizioni. Un libro paragonabile a un labirinto, un meandro oscuro e impenetrabile in cui storia e personaggi si ramificano in una molteplicità di variazioni per poi raccogliersi e confluire in un corso limpido e unitario. Un libro che solleva domande, che avanza interrogando il lettore in un moto lento, intricato e ciò nonostante bellissimo e incantevole. Una lunga premessa capace di percorre direzioni contrastanti, di scomporre e ricomporre strati sovrapposti, di intrecciare una serie di elementi specificamente elaborati senza un'apparente via d'uscita. 
Dunque, a C. S. Pacat non si sfugge. Non si sfugge al suo avventuroso mondo fantasy, né allo stile pulito e preciso della traduzione, al suo ritmo imaginifico, armonico e poetico.

Ne
"Il Principe Prigioniero" non mancano luoghi suggestivi e senza tempo, imprese rischiose e inaspettate, intrighi, macchinazioni e colpi di scena, rancori e contrasti, slanci di affetto e di malvagità. Ne "Il Principe Prigioniero" si consumano violenze, turpitudini e ingiustizie; si esplorano temi disturbanti, scabrosi e immorali; si rappresentano passioni, astuzie e ingenuità, ma soprattutto si vive il desiderio — di gloria, di potere politico e sessuale. E la storia, forse, di un amore che si sviluppa lentamente, e che di certo nasce dall'odio e dall'avversione, dalla ripugnanza e dall'inimicizia. 

Damen, un guerriero valoroso e fiero, è l'erede al trono di Akielos. In seguito alla morte del padre, il suo fratellastro Castor lo tradisce e, dopo averne delegittimato il potere, lo consegna in dono, sotto mentite spoglie, al regno nemico di Vere come schiavo sessuale agli ordini del principe Laurent. Ogni suo tentativo di fuga e di ribellione però si rivela inutile e, così, per sopravvivere e affrontare l'imponderabile Damen si adatta alle circostanze, accetta la sua nuova condizione e si sottomette. 
Benché con significati e sfumature diverse, infatti, quelle di Vere e di Akielos sono società schiaviste, e uno schiavo non può rifiutare di soddisfare le esigenze e le richieste del proprio padrone, soprattutto quando il proprio padrone è un principe come Laurent. Uno dei maggiori punti di forza e di fascino, infatti, de "Il Principe Prigioniero" non è soltanto il complesso intreccio narrativo, ma anche e soprattutto il complicato e sfaccettato rapporto che si instaura fra i due protagonisti. 

Nemici, rivali, profondamente diversi, Damen e Laurent si incontrano quando rivestono un ruolo impari. Nondimeno, si respingono, sono in costante conflitto, mostrano emozioni e stati d'animo divergenti, che raramente coincidono con i loro stessi pensieri e che finiscono per allontanarli e rendere le loro interazioni vive, tormentate, vere. 

Damen è leale, aperto e sincero. È integro, fermo, con un forte senso dell'onore e non ha paura di affrontare ostacoli, aggressioni o la forza della spada. È spinto da un'autodisciplina e uno stoicismo senza pari. Non si piega e non si spezza, perché ogni sua azione ha un unico scopo: difendere quello che ha di più caro al mondo. 

Laurent è cinico, insensibile, astuto e glaciale. Ha una grande capacità di percepire le contraddizioni, gli opposti e i punti deboli dei suoi nemici. Ama manipolare, servirsi di parole che graffiano ferocemente o che lusingano, e ha sviluppato, probabilmente nel tempo, un'identità che di fatto non gli appartiene: su di lui grava l'invisibile mentre vortica in una danza che suscita apprensione, ma anche tenerezza e curiosità. Se Damen è la passione, l'istinto e il sentimento, Laurent è il contrasto, la trepidazione e il turbamento. Sotto la distruttività, la ribellione e i suoi molteplici meccanismi di difesa si nasconde un uomo che conosciamo, nel primo volume, solo attraverso la voce narrante del libro, ovvero quella di Damen, la quale osserva, scruta e descrive ciò che la realtà gli rimanda in un infinito gioco di specchi. Anche se tutto riflette chi lo racconta.
E dal momento che l'implicito, talvolta, fonda le relazioni e salva quel lembo di spazio inconsapevole su cui costruire fiducia e fedeltà, Damen e Laurent si ritrovano a inseguirsi, a illuminare dettagli nascosti, a guardare nell'abisso dei loro cuori, a dare vita a una tensione inquieta e a suo modo seduttiva.
Damen e Laurent giocano la loro partita mentre sostengono un'atmosfera di cupa sensualità e intorno a loro ruotano personaggi indecifrabili, volubili, temerari e deboli. 

C. S. Pacat ritrae, con una lucidità e una chiarezza sofisticate e intriganti, una corte imbellettata e attaccata alla forma, decadente e dissoluta; ricorre a stilettate verbali raffinate e volgari e mette in scena una realtà purtroppo ancora attuale, declinata secondo le meschinità e le inadeguatezze dell'animo umano, trascinandoci verso un finale che emoziona, stupisce e apre le danze a nuovi disarmanti intrighi, a nuovi giochi di potere, a nuovi colpi di scena. E al futuro amore, impossibile e appassionato, di Damen e del suo acerrimo e bellissimo nemico Laurent.
 


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4 Commenti

  1. Meravigliosa questa recensione!

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    1. Grazie di cuore! <3 Il libro è davvero intenso... una novità assoluta almeno per me! :)

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  2. Bellissima recensione 💜 non vedo l'ora di leggerlo

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    1. Grazie mille! 💖 Complimenti ancora 😍 ti auguro buonissima e intensa lettura 💖 D.

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