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Recensione: "In altre parole... omicidio" (Serie Holmes & Moriarity #4) di Josh Lanyon

Titolo: In altre parole... omicidio
Titolo originaleIn Other Words... Murder
Serie: Holmes & Moriarity #4
Autrice: Josh Lanyon 
Trad.:Raffaella Arnaldi
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Mystery 
Pagg.: 230 
Prezzo ebook: € 4,99 
Prezzo cartaceo: € 12,00 
Data di uscita: 4 ottobre 2021 
Link per l'acquistoTriskell - Amazon - Kobo 

Sinossi 
L’autore di gialli (e occasionale investigatore dilettante) Christopher Holmes è felicemente (tutto sommato) fidanzato e a un passo dalle nozze. Sta considerando l’idea di una nuova carriera come autore di true crime quando viene a sapere che nel giardino della sua vecchia casa è stato scoperto un cadavere.
A complicare le cose ricompare dal nulla il suo ex, il quale insinua che il corpo potrebbe essere quello dell’ex assistente personale di Christopher.
A casa Holmes è il solito tran tran. In altre parole... omicidio. 

Recensione 
Ritroviamo, finalmente, Kit e J.X.! Non potete immaginare con quanta trepidazione aspettassi il loro ritorno, anche solo per alzare gli occhi al cielo, o ridere per il primo e sentirmi totalmente solidale con il secondo. Ho iniziato a leggere “In altre parole... omicidio”, tradotto da Raffaella Arnaldi ed edito da Triskell Edizioni, già sapendo che mi sarebbe piaciuto. Invece, era assolutamente inaspettato il “ma” finale che mi è scappato. 

Adoro Kit, amo J.X. Il primo è un bel combinaguai, testardo, impulsivo, ma è maturato dal primo volume della serie. Ora è più sicuro di sé – grazie anche all’amore che J.X. gli dimostra ogni giorno –; è più sicuro della sua relazione con J.X. e della sua vita in generale. È pronto per fare dei passi importanti, ora — o meglio, a volte — riesce a mettere da parte i propri rancori e le ostilità verso situazioni e/o persone per il bene dell’uomo che ama. Riesce addirittura ad ammettere gli errori commessi, quando vuole, e a rendersi conto che tenere a debita distanza le persone è solo un mezzo per evitare ciò che lo tormenta. 
In quel breve lasso di tempo mi resi conto che lo stavo facendo di nuovo. Stavo scatenando una discussione per evitare di dover affrontare ciò che davvero mi tormentava. 
Sì, ha fatto proprio dei passi da gigante. 

J.X, dal canto suo, ha imparato ormai come comportarsi con Kit in ogni suo momento, che sia positivo o negativo. Sa quando un “no” significa in realtà “” e viceversa, conosce i suoi meccanismi di autodifesa; la sua pazienza è infinita, il suo amore smisurato. È sempre pronto a essere la roccia e la bussola dell’uomo che ama, non lascia mai il suo fianco, neanche quando è contrariato. Insomma, insieme si incastrano a meraviglia, come i pezzi di un puzzle, sebbene a volte Kit stenti ancora a crederci. 

In questo particolare volume della serie i nostri due adorati personaggi sono in procinto di organizzare una vacanza, durante la quale, finalmente, potranno essere soltanto loro due, per fare ciò che più desiderano, senza alcun intoppo né restrizione, senza alcuna cognata/ex moglie a disturbarli, senza nessun bambino a interromperli, senza nessuna presentazione a intralciare i loro piani. O quasi. Perché ormai lo sappiamo, c’è sempre qualcosa, nella vita di Kit, che non segue la giusta via. E difatti, eccogli arrivare una notizia che mai si sarebbe aspettato: un cadavere è stato trovato sotterrato nel giardino della sua vecchia casa. Come se non bastasse, ecco anche il suo ex, con grande malcontento di J.X. 
La folla si divise istintivamente e J.X., suppongo altrettanto d’istinto, aprì le braccia per me. Crollai contro di lui e le sue braccia mi cinsero forti e protettive. 
«Kit, che cosa è successo?» 
«Non può essere una coincidenza,» gli dissi con fervore. 
«Tesoro…» 
«Ci deve essere Jerry dietro.» 
«Credo abbia battuto la testa,» intervenne David da qualche punto alle mie spalle, desideroso di aiutare. 
«E tu saresti...?» indagò J.X. 
«David Gordon,» rispose prontamente lui. «L’ex di Christopher. Non c’è bisogno di dirmi chi sei tu, sono tuo grande fa.» 
«Temo di non poter dire lo stesso di te,» rispose J.X. con freddezza. 
Oh sì, ho dimenticato di condividere due informazioni: la prima è che, per quanto J.X. sia sexy, affascinante e ammaliante, è geloso dell’ex del suo compagno, ma è comprensibile. Insomma, lui e Kit si sono conosciuti durante un convegno, sono stati insieme una notte e poi Kit è tornato da David. Potrebbe benissimo succedere la stessa cosa, no? Beh, questo ovviamente è solo frutto della sua impaurita immaginazione. La seconda è che, insieme al corpo ritrovato nel suo vecchio giardino e a David, nella vita di Kit torna, per così dire, Jerry, il suo non tanto caro stalker. Questa volta, però, Jerry ha una compagna pronta a difenderlo e proteggerlo... 

In altre parole... omicidio” è un vero mix di diversi elementi. Abbiamo un vecchio omicidio per il quale Kit si trova ovviamente − e impulsivamente – in dovere di indagare, nonché a essere un sospettato; un probabile scomparso; un ex a cui farebbe tanto piacere dare un ultimo addio alla sua lunga relazione; un vecchio stalker; un clown con istinti omicidi e una donna che pazza è dir poco. Cos’altro potremmo chiedere?

A dire il vero, forse, in questo libro, c’è anche troppo. Ci troviamo di fronte a ben tre casi diversi, e sì, da un lato due si intersecano ma non sono propriamente collegati, gli indizi sono fuorvianti come dovrebbero essere e il mistero è notevole, ma ho trovato tutto — e questo mi fa male dirlo — un po’ confusionario e, in fin dei conti, senza un reale scopo, e tutto questo a differenza dei volumi precedenti. Ciò non vuol dire che il libro non mi sia piaciuto, tutt’altro! Perché c’è Kit a rendere questa serie meravigliosa, con i suoi sproloqui, la sua lingua affilata, la sua ironia e autoironia, le sue risposte poco brillanti ma esilaranti, anche nei momenti meno opportuni. 
Toc toc! 
Chi è? 
Il clown. 
Quale clown? 
Il clown che ti ammazza!
Dai, chi potrebbe pensare una cosa simile mentre un uomo vestito da clown sta tentando di ucciderti?

Per non parlare di fare una battuta su Halloween anche se il tuo ragazzo sta quasi morendo di paura per te:
«Dove diavolo è? Sarà meglio che stia bene. Se gli avete fatto qualcosa, se gli avete anche solo torto un capello...» 
Mi alzai dal gradino e gridai: «Ehi, è questo che stai cercando?» 
[...] Si girò verso di me e disse: «Kit?» con voce strana, incrinata.
Andai verso di lui e mi trovai avvolto tra le sue braccia, con lui che mi baciava e baciava a ripetizione. 
«Gesù Cristo, Kit!» esclamò. «Pensavo... avevo paura... ho creduto...» 
«Dolcetto o scherzetto!» risposi, e chiusi gli occhi.
Ma diciamo la verità, è anche per questo che amiamo Kit. 

Anche J.X. merita tanto amore (e compassione!), con il suo romanticismo e la sua dolcezza, la sua pazienza, il suo istinto di protezione, il suo continuo incoraggiare Kit a credere in se stesso e nella sua scrittura.
E poi abbiamo un finale che mi ha fatto sorridere, ma su questo non voglio dirvi altro. 

Sappiate che è vero che gli autori, a volte, passano mesi, forse addirittura anni, senza buttare giù una parola, per poi ritrovarsi a mettere per iscritto frasi su frasi in un batter d’occhio. Anche questa scena mi ha fatto sorridere, tra un misto di tenerezza e orgoglio, ma non ho potuto fare a meno di pensare: “È finito? Di già? Così?”. Da un lato perché non avrei mai voluto lasciare nuovamente questa coppia così ben assortita nonostante le loro differenze, e dall’altro perché, come ho detto, il romanzo mi è sembrato un po’ debole dal punto di vista narrativo. Con ogni probabilità, però, è solo perché io avevo bisogno di qualcosa di più intenso. 

Vi lascio con un’ultima citazione, che, come proprio J.X. sa, descrive alla perfezione Kit, nonché la loro relazione: 
«Ma quel che provo per te...» Mi schiarii la gola. «Se fossi un altro genere d’uomo, un romantico, farei... cose romantiche per te.» [...] «Ti manderei fiori, o uno di quegli enormi biglietti in rilievo, o magari ti scriverei una poesia.» 
J.X. sogghignò: «Le rose sono rosse, il sangue ancor di più, amo risolvere delitti, aiutami tu.» 



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