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Recensione: "Deosil - Edizione italiana" (Serie Whyborne & Griffin #11) di Jordan L. Hawk

Titolo: Deosil - Edizione italiana
Titolo originale: Deosil
Serie: Whyborne & Griffin #11
Autrice: Jordan L. Hawk 
Trad.: Mariangela Noto
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Paranormal
Pagg.: 265 
Prezzo ebook: € 4,99 

Prezzo cartaceo: € 12,00
Data di uscita: 6 settembre 2021
Link per l'acquistoTriskell - Amazon - Kobo 

Sinossi 
Whyborne, Griffin, e i loro amici hanno fronteggiato cultori, mostri e stregoni. Ma la sfida più grande gli si è appena parata davanti.
Durante il viaggio di ritorno da Balefire Manor, Whyborne riceve la peggiore notizia possibile: Widdershins è caduta sotto l’attacco violento dei Fideles e dei loro servitori. C’è ancora tempo per fermare il ritorno dei Padroni, ma diminuisce sempre di più.
Assieme a Christine e Iskander, Whyborne e Griffin devono raggiungere Widdershins per affrontare l’ultima prova e decidere il destino del mondo, una volta per tutte. 

Recensione 
Credo che questa sia una delle recensioni più difficili che abbia mai scritto, e non perché il libro non mi sia piaciuto. Dire addio a qualcuno — anche se parliamo di un personaggio di fantasia — che ti ha fatto compagnia per tanto, tantissimo tempo, tra nuove letture e riletture, che ti ha fatto commuovere, imbestialire, ridere, preoccupare e piangere, è difficile. Mi sento triste, riuscite a crederci? Non vedevo l’ora di leggere quest’ultimo volume, eppure, quando l’ho iniziato, sono rimasta bloccata ai ringraziamenti iniziali di Jordan L. Hawk per più di un minuto. E poi, di nuovo, alla prima pagina del primo capitolo. Come farò senza Whyborne e Griffin, e Christine e Iskander, Persephone e la sua seppiolina, senza Heliabel, Seul, Niles, e gli Endicott, cavolo? Anche gli Endicott.
Ascolta bene, pesciolino, pesciolino,
Esprimiamo un desiderio, piccolino,
Poiché un tempo deve ancora arrivare,
Uno per la terra e uno per il mare.
Non mancherà anche a voi tutto ciò che riguarda Widdershins?
Per Widdershins!
Widdershins sceglie chi le appartiene; e noi, che amiamo questa serie, siamo stati scelti.

Mi sono dilungata senza neanche iniziare a parlare del libro. Ma cercate di capirmi. “Whyborne e Griffin” si è rubata un pezzo enorme del mio cuore e, ne sono sicura, anche del vostro.

Passiamo ora a “Deosil”.

Abbiamo lasciato Whyborne e il suo seguito sulla Mesuline, in viaggio verso Widdershins dopo la lotta e le sconvolgenti scoperte in “Balefire” (ne ho parlato qui): la sua morte, se ciò è vero, arriverà presto. Il timore di morire, però, non lo fermerà. Deve combattere e lo farà. 
Sentivo che il nostro tempo insieme scivolava via, come la sabbia di una clessidra che stava per terminare il conteggio. Volevo trascorrere ogni secondo con lui, nel caso Nyarlathotep non avesse mentito. Nel caso io e mia sorella fossimo davvero condannati.
Ha finalmente ottenuto il codice Wisborg ma non ha il tempo di studiarlo: un messaggero lo informa che Widdershins è sotto attacco. 
Mi dispiace Fuoco nel Suo Sangue: Widdershins è caduta.
Da qui, lettori, inizia un’avventura devastante e magnifica che vi procurerà ansia, agitazione, paura e trepidazione. Accadrà di tutto. Che fine hanno fatto Niles, Persephone, Heliabel e la signorina Parkhurst? E Saul? Cosa troveranno i nostri amati personaggi, una volta tornati in città? Morte? Distruzione? Ma, soprattutto, come arrivarci se i loro nemici hanno praticamente barricato il porto? L’unica via è abbandonare la nave, ma i Fideles sono ovunque, e anche i loro Perfetti. 

Vi avverto: niente è come sembra. E niente andrà liscio come l’olio, ovviamente. Nel momento in cui tutto procede come dovrebbe, ecco arrivare un imprevisto, un incantesimo, una bestia. Whyborne deve dare prova del suo coraggio, della sua forza, della sua determinazione per salvare non solo i suoi cari, ma tutto il mondo, umano e no. Non può abbattersi, neanche davanti al dolore di una perdita, alla vista del sangue, alla paura di veder morire le persone che ama. Non può, deve lottare e deve farlo insieme a chiunque sia in grado di aiutarlo.
«Non me ne importa.» Che i Padroni arrivassero pure e che l’universo bruciasse.
 «Deve importarti.» La sua mano strinse la mia. «È in gioco il mondo intero.»
«Non ti sacrificherò.»
«Non ti sto chiedendo di farlo.» Mi strinse a lei. «Perché non è una tua scelta, bensì mia. E ho deciso.» 
Le lacrime mi bruciavano gli occhi e sentivo il corpo di Iskander scosso dai singhiozzi. […] 
«Ferma i Padroni e manda i Fideles all’inferno facendoli urlare anche per me.»
«Te lo prometto.»
Rivedremo vecchi personaggi che, inaspettatamente, aiuteranno i nostri amati combattenti; altri che li attaccheranno. Ho vissuto, sì proprio vissuto, attimi inimmaginabili. Non so quante volte io abbia pianto, devo ammetterlo, per diversi motivi: perché sapevo che quella sarebbe stata l’avventura finale; perché temevo la perdita di un personaggio; perché l’emozione era soverchiante; perché Whyborne è… Whyborne.
 Ormai lo conosciamo, e anche bene. La sua crescita è sensazionale, la sua nuova sicurezza, la fermezza, il coraggio di affrontare la morte vi emozioneranno e, credetemi, vi preoccuperanno. 
L’avevo desiderato dal primo momento che l’avevo visto, e amato sin da allora, eppure, vederlo diventare ciò che era diventato era stato, ed era ancora, la più grande gioia della mia vita. Era sempre il tranquillo ricercatore che avevo conosciuto, ma al tempo stesso, era molto di più. La sicurezza con cui ormai parlava era stata guadagnato con fatica e non regalata, e io lo adoravo più di quanto pensavo fosse possibile.
Ciò vale anche per Persephone perché, non dimenticatelo, ciò che deve fare Whyborne spetta anche a lei.
Uno per la terra e uno per il mare.
Non dimenticate mai questa frase, questa sorta di profezia, perché non si perderà nel tempo, tutt’altro.

Christine e Iskander, miei cari lettori. Non so come spiegare ciò che ho provato per loro. Christine è una donna dal cuore immenso e dal coraggio ancora più grande. Ora non combatte solo per le persone che ama, ma anche per dare un futuro al suo bambino.
«Che succederà se dovesse diventare uno di quegli orfani? O uno di quelli che piangono la madre? Iskander ha ragione, in un modo o nell’altro non finirà mai. Ma che altro possiamo fare oltre a vivere al meglio che possiamo? Affogare nella disperazione non risolve mai nulla.» Il mento assunse una posa decisa. «Se la nostra scelta è di alzare le mani e andarcene, o di combattere e continuare a farlo, anche se non si vede la fine della battaglia, io so cosa sceglierei.»
Niles. Un uomo che ha commesso diversi errori in passato, primo tra tutti il modo di crescere i suoi figli, e in particolare il minore. Un uomo che, a dispetto della propria personalità, riesce ad ammettere i suoi errori. È un ottimo generale, un condottiero tutto d’un pezzo che non abbandona le sue truppe. Anche a costo di morire. 
«Volevo solo dirti che sono davvero orgoglioso di te. Sei diventato il miglior figlio che un padre potesse desiderare. Anche se non saremo mai d’accordo su molte cose, non significa che non sia un onore combattere accanto a te.»
La signorina Parkhurst. Una ragazza timida ma scaltra che non si perde mai d’animo, che guarda il mondo con occhi brillanti e una mente aperta, che si innamora di una ketoi dai denti da squalo, capelli svolazzanti, piedi palmati e pelle blu. Non c’è altro da dire, credo, per farvi comprendere la sua forza e il suo grande cuore.
Heliabel. Una madre che per l’amore di un figlio ha affrontato diverse volte la morte. Cos’altro possiamo dire?
Infine, Griffin. Un uomo le cui sofferenze hanno spezzato l’anima, che poi è stata ricucita pezzo per pezzo da un uomo inizialmente timido e insicuro, il quale lo ha amato senza alcun timore, con coraggio, affetto, passione. Un amore che lui senz’altro ricambia, un sentimento dimostrato quasi a occhi chiusi, anche dopo aver scoperto la vera natura di quel giovane uomo di cui si è innamorato al primo sguardo. Griffin e Ival si sono sempre sostenuti, rincorsi, aiutati, compresi. 
«Sei tutto per me,» disse a bassa voce. «Nulla di questo ha senso, se non sei con me.»
Passai le dita tra i suoi capelli lunghi. Era il centro del mio mondo, e lo sarebbe sempre stato. «Voglio invecchiare con te,» gli sussurrai, e la mia gola si contrasse per l’emozione. «Voglio vedere come sarai con i capelli grigi e le rughe di espressione intorno agli occhi. Voglio barcollare con te lungo la strada quando avremo ottant’anni, o sedermi sul prato e guardarti mentre curi il giardino. Voglio svegliarmi tra le tue braccia ogni singolo giorno dei prossimi cinquant’anni, fino a che non esalerò l’ultimo respiro.» 
«Anche io.» Cambiò posizione per baciarmi, con una tenerezza che mi fece male al cuore. «Non lasciarmi, Ival. Ti prego.»
 Non era una promessa che potevo fare. «Non lo farò, a meno che non abbia altra scelta.»
Dire loro addio è davvero difficile. Io non lo farò mai del tutto. So già che ora inizierò una rilettura di tutta la serie, che ha presto scalato la lista delle mie preferite arrivando al primo posto in compagnia di un’altra. Sono consapevole che questa recensione ha davvero poco della trama di “Deosil”, ma davvero non posso scrivere molto a riguardo. Ci sono così tanti avvenimenti, così tante azioni, imprevisti, sentimenti, combattimenti. Sarebbe tutto uno spoiler enorme. È la battaglia finale, non posso rovinarvi la sorpresa. A un certo punto diventa quasi confusionario, tra attacchi e difese, lotte e creature mostruose. Dovete soltanto leggerlo — ma credo sia quasi inutile dirvelo — se avete letto tutta la serie; e se non lo avete ancora fatto, ora non avete più scuse. 

Vi lascio, infine, con una citazione di Whyborne. Sarà pure l’uomo più coraggioso che possa esistere, ma è pur sempre il Whyborne che abbiamo conosciuto e amato:
«Non sei niente, piccola scintilla,» rimbombò la voce vuota. […]
Fissai con aria di sfida il punto dove avrebbe dovuto avere gli occhi. «Io sono Percival Endicott Whyborne, filologo presso il museo Nathaniel R. Ladysmith. E lei, signore, sta violando una proprietà privata.»
Addio Widdershins, grazie per avermi accolta.
Addio, miei vecchi amici, grazie per tutte le emozioni che mi avete fatto provare nel corso degli anni. 


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