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Recensione: "Mon cœur" (Serie Le luci dell'Eos #5) di Aurora R. Corsini

Titolo: Mon cœur
Serie: Le luci dell'Eos #5
Autrice: Aurora R. Corsini 
Editore: Triskell Edizioni 
Collana: Romance
Genere: Paranormal
Pagg.: 153
Data di uscita: 6 marzo 2021

Prezzo ebook: € 3,99 
Prezzo cartaceo: € 12,00 

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Triskell - Amazon - Kobo

Sinossi 
Silenziosa e riservata, Annesa è una presenza gentile tra i guerrieri dell’Eos, un’anomala vampira indifesa che tutti proteggono in modo feroce, perché vittima di un passato terribile. Per lei, figlia della potente Nael, è però giunto il momento di essere coraggiosa e riprendersi parte di ciò che le è stato strappato da mani crudeli.
Scelto proprio da Nael per accompagnarla e vegliare su di lei, Dietrich è costretto a imbrigliare i sentimenti che prova per Annesa, convinto che la terrorizzerebbero: la piccola Signora è un tesoro inavvicinabile, soprattutto per un vecchio capobranco che ha fallito la propria missione di vita.
Due anime smarrite, due cuori spaventati che troveranno finalmente la felicità. 

Recensione
Ci sono storie che chiedono a gran voce di essere raccontate; personaggi che emergono impetuosamente dalle pagine, decisi a non essere ignorati. La prima volta che abbiamo scorto Annesa, eterea vampira, abbiamo avvertito forte e chiaro il suo richiamo. Annesa non parla quasi mai, è una donna schiva e riservata, cammina come se i suoi piedi sfiorassero a malapena il pavimento. Eppure, fin da quel timido incontro con Kane nelle meravigliose ma strazianti pagine di "Pardus", primo libro della serie Le luci dell’Eos, abbiamo udito, distintamente, la sua voce raschiante e spezzata aprirsi un varco nelle nostre emozioni e risalire fino al nostro cuore.
I vampiri, nel panorama letterario fantasy, sono quasi sempre rappresentati come figure ai vertici della catena alimentare, sono predatori spietati. Incontrare questa creatura dall’aspetto tanto fragile, circondata da un perenne alone di paura, è stato come leggere, per certi versi, appese a testa in giù: le nostre convinzioni sono state capovolte. Fin da principio ci siamo rese conto del tragico passato che grava sulle sue spalle centenarie — un passato che strazia crudelmente i suoi sogni ancora nel presente.
Partendo da questi presupposti, come avremmo potuto non desiderare con ogni grammo di romanticismo che tiranneggia nelle nostre cellule — noi che da tempo non leggiamo più romance M/F — il lieto fine per questa vampira tormentata e per quel lupo che, dopo un solo sguardo, le ha donato il proprio cuore?
Ed ecco che siamo testimoni, una volta di più, di come l’Eos sia una grande, eterogenea famiglia, pronta a tutto per difendere ogni singolo compagno. Soprattutto la piccola Annesa, vezzeggiata e protetta ferocemente da ognuno di loro, in un amore senza limiti. 
Per la prima volta da tempo immemore, la piccola Signora vuole qualcosa per sé, vuole riprendersi una parte di ciò che le è stato disumanamente strappato via. Con coraggio e determinazione è pronta ad affrontare un nuovo dolore, consapevole però che non sarà fine a se stesso e che non dovrà fronteggiarlo da sola, perché al suo fianco ci sarà Dietrich, il lupo che guarda di sfuggita. Il lupo che la spaventa, e non perché lei abbia paura di lui, ma per quello che le fa provare, per il sentimento che le è sbocciato nel cuore. 

Poter finalmente leggere la tenera storia che nasce tra di loro è come prendere un lungo, profondo respiro. La dolcezza che li accompagna, l’inaspettata scoperta che per entrambi possa esserci un'occasione di felicità, la tenerezza negli sguardi e nei gesti, la passione che divampa sotto la pelle e accende un fuoco che arde ma non brucia, era proprio quello che sognavamo per questa dolcissima Signora. 

Grazie alle amorevoli cure di Aurora R. Corsini — che appaiono evidenti in ogni singolo personaggio — abbiamo avuto la possibilità di leggere nuove pagine del mondo dell’Eos. E così, in una pigra domenica mattina — sì, sembra incredibile ma capitano anche noi delle ore in cui possiamo prendercela comoda — abbiamo iniziato a sfogliare "Mon cœur" e... abbiamo lasciato le nostre due famiglie al loro destino, fino a quando cioè non lo abbiamo doverosamente ed entusiasticamente terminato.

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