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Doppia recensione: "Finché non sei arrivato tu" (Serie A prima vista #3) di TJ Klune

Titolo: Finché non sei arrivato tu
Titolo originale: Until You
Serie: A prima vista #3
Autore: TJ Klune 
Trad.: Claudia Milani
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo  
Pagg.: 183 
Prezzo ebook: € 3,99 
Prezzo cartaceo: € 12,00 
Data di uscita: 4 gennaio 2021
Link per l'acquistoTriskell - Amazon - Kobo

Sinossi 
Il giorno del matrimonio di Paul e Vince è ormai vicino, ma tra amici intriganti, una famiglia affettuosa ma strana e nuovi amori a sorpresa, la cerimonia semplice a cui tanto aspirano sembra irraggiungibile. Senza contare che una certa drag queen non ha proprio idea di cosa sia un normale addio al celibato. In mezzo a tutta questa confusione, riusciranno i nostri eroi a scrivere le loro promesse di matrimonio? 

Recensione di Cinzia 
"Finché sei arrivato tu", novella della serie Dimmi che è vero di TJ Klune, edita da Triskell Edizioni, ci conduce finalmente al momento più bello della vita di Paul Auster — momento che tutti noi folli amanti di questa serie aspettavamo con trepidazione.
Fin dalle prime battute ritroviamo il TJ che ci ha fatto innamorare della sua scrittura unica e incalzante e della sua originalità narrativa, grazie anche alla magistrale traduzione di Claudia Milani.
Come nei libri precedenti della serie, pure questo volume inizia con un Prologo che solo un personaggio creato da TJ può concepire — il ritmo e il tono, infatti, rivelano che ad attenderci ci sarà un susseguirsi di risate, di amore e di nuove conferme. 
Ancora una volta viviamo tutto attraverso il punto di vista di Paul, che ben rappresenta il significato di questa serie. Perché se c'è un personaggio che incarna alla perfezione il senso di indaguatezza e di inferiorità di chi si ritiene sempre in difetto, è proprio Paul Auster. Pur essendo molto timido e irrazionalmente convinto di essere meno degli altri, però, Paul riesce comunque a raggiungere la felicità, conquistando il bellissimo uomo che ha sempre e solo sognato. E tutto questo, essendo semplicemente se stesso. Perché in questa serie è tutto vero. 
Vince si è innamorato di Paul sin dal primo sguardo e non ha mai avuto dubbi sulla volontà di essere il suo per sempre, a differenza di Paul, che ancora, dopo anni di fidanzamento, teme che la loro storia sia solo una finzione, l'ennesimo sogno che si infrangerà prima del lieto evento.
Saranno la sua meravigliosa famiglia di origine, Sandy e Kori/Corey a fargli comprendere che invece tutto è più vero che mai. Ancor di più gli sarà di aiuto Darren che, sebbene ormai adori Sandy alla follia, è visto da Paul come una minaccia per la felicità del suo migliore amico. In "Finché non sei arrivato tu" Paul, per la prima volta, riconoscerà in Darren sentimenti che non credeva reali: un cuore follemente innamorato del suo amico Sandy e della drag queen Helena Handbasket, e un infinito affetto per il fratello Vince, che ha trovato in Paul l'uomo giusto con cui trascorrere la vita. 

I capitoli procedono tra tentennamenti (del futuro marito), preparativi per le nozze imminenti, addii al celibato danzanti e supersexy, persone innamorate che si lasciano prendere dalla passione davanti ad amici che dispensano sguardi disgustati, in un susseguirsi di dialoghi frizzanti e surreali che trovano il loro posto — e la loro logica — solo nell’universo bizzarro che ruota intorno a Paul Auster e a tutti coloro che lo amano.
Faremo inoltre la conoscenza di nuovi personaggi, che ci spingeranno a interrogarci su cosa accadrà nel prossimo e attesissimo volume della serie, il/la cui protagonista sarà Kori/Corey. 

Intanto, credo che rileggerò più volte "Finché non sei arrivato tu": la pazza famiglia allargata di A prima vista merita di essere frequentata con una certa assiduità. Perché è capace di farti ridere come forse nessun altro sa fare. Perché ti aiuta a comprendere, e a ricordare, che l'amore è la cosa più importante della nostra esistenza. E soprattutto perché ti fa capire che i sogni possono diventare realtà, anche quando a coltivarli è qualcuno che non spicca per avvenenza ma solo per il suo cuore. Un cuore che lo rende unico e bellissimo e a cui non si può non dire che, sì, è proprio tutto — ma tutto — vero. 

Recensione di Sunflower 
Da quanto tempo stavamo aspettando il tanto agognato matrimonio di Paul Auster e Vincent Taylor? Troppo, vero? Ma finalmente l’attesa è terminata! 
Cosa posso dire per iniziare questa recensione? Sicuramente che Paul e Vince — tantomeno Sandy o Nana con il suo Johnny Depp, o ancora i signori Auster — non vi deluderanno! Siete pronti a ridere e sognare? Perché è questo ciò che farete mentre leggerete “Finché non sei arrivato tu”.

Credo che ormai conosciamo tutti abbastanza bene Paul da aspettarci un matrimonio con RoboCop da bambino e uno in un ranch — con il continuo disappunto di Sandy/Helena — da adulto.
«Mamma,» la chiamai. «Devi aiutarmi! Oggi mi sposo e non ho nulla da mettermi!»
Mia mamma, Matty Auster, sollevò lo sguardo dallo specchio davanti a cui si stava aggiustando i riccioli, nel bagno che divideva con papà. […] «Ti piacerebbe ripetere?»
«Oggi,» scandii, sapendo anche a sette anni che spesso gli adulti sono lenti, «mi sposo. E non ho niente da mettermi.»
Lei annuì con fare solenne. «È senza dubbio un disastro a cui cercheremo di rimediare all’istante. Ma devo ammettere di essere un po’ sorpresa da questo matrimonio, considerato che non ero a conoscenza di nessun fidanzamento.»
«È una cosa recente. E ti prego di non farne una questione di stato.»
Le labbra le tremarono come se stesse cercando di non ridere. «Come vuoi, cercherò di non dare troppa importanza al matrimonio del mio unico figlio. Vediamo, cosa c’è che non va nei tuoi vestiti?»
Finché non sei arrivato tu” inizia proprio con il matrimonio di Paul a sette anni. Da questa prima scena ho capito che questo terzo volume della serie A prima vista mi sarebbe entrato nel cuore più del primo. 
Questo libro è la consolidazione dell’amore tra Paul e Vince, è il sogno di chiunque desideri sposarsi un giorno con la propria anima gemella, con l’uomo o la donna che si ama più di chiunque altro al mondo. È la vivida, e forse per qualcuno ritrovata, speranza per chiunque abbia perso la fiducia nell’amore e nell’umanità.
Certo, come gli altri libri della serie, o altri romanzi, di Klune è anche un misto di situazioni assurde, imbarazzanti e divertenti, alternate a momenti di dolcezza, intimità ed emotività. Che si tratti di Paul e del suo quasi marito, di Sandy e del suo fidanzato Homo Pomp burbero ma sotto sotto tenerone super protettivo, o anche di Corey/Kori, poco importa. Oh, anche del vecchio Charlie, che ama i ragazzi come suoi figli, che adora minacciare i loro sederi e che, a oltre settant’anni, ha ancora una sana e incredibile voglia di vivere. 
C’è davvero tanto su cui riflettere e da imparare in questo libro. Provare ad accettare se stessi, avere fiducia nelle persone che dicono di amarci, fiducia nella società e magari anche in noi. Avere il coraggio di mettere da parte i nostri dubbi e le nostre paure per rincorrere e realizzare i nostri sogni. Questo è ciò che fanno i nostri amati personaggi, il nostro Paul, seppure con, ancora, qualche piccola perplessità.
Grazie all’amore di Vince, Paul si sente più vivo, la sua stima è forse aumentata un po’, ma di certo non è l’uomo più sicuro del mondo. Del resto, come dice lui stesso, “non puoi essere grasso e non sentirti insicuro.” Questa frase mi ha colpito molto perché è di una verità, purtroppo, molto triste. Paul ha un compagno che lo ama e che lo trova bellissimo e sexy, eppure, quando si guarda allo specchio, non vede altro che un uomo troppo in carne, con un lavoro noioso, e fortunato. Fortunato perché ha accanto un partner meraviglioso, sexy e dolcissimo che vuole trascorrere il resto della sua vita con lui. Non importa quanto Vince gli ripeta che è vero il contrario — che a essere fortunato è lui perché ha trovato qualcuno che lo accetta così com’è e che lo ama — Paul non gli crederà mai davvero. Questo, però, fa parte non solo di Paul, ma anche di centinaia e centinaia di persone che popolano il nostro mondo. TJ Klune ha la capacità, e lo sappiamo bene, di inserire frasi e questioni che colpiscono i cuori dei suoi lettori tra battute, scene divertenti e magari una Drag Queen urlante. Drag Queen che, fortunatamente, non perde tempo a prendere la situazione in pugno...
«Potrebbe avere molto di meglio! Dai, l’hai guardato?» 
Il nervo sotto il suo occhio sinistro iniziò a pulsare. «Molte volte.» 
«Quindi deve avere un piano diabolico. È l’unica spiegazione che ho trovato, poi però mi sono detto che lui non è così. In primo luogo, bisognerebbe programmare tutto in anticipo, e io non so neanche sicuro che sappia come si fa.» 
«È troppo puro per questo mondo,» convenne Sandy. […] Perché ti ho chiamato? Non me lo ricordo. Oh, Paul, giusto. Potresti farmi un favore e portarlo nello stanzino della cancelleria per una fellatio al volo? Sembra che abbia dei dubbi sul matrimonio. Vero? È un tale sciocchino. Te lo mando. Se potessi irrumare via le sue preoccupazioni, sarebbe fortemente apprezzato.» 
[…] 
«Allora, quella telefonata.» 
«Sandy mente su tutto e tutti. Sta diventando un problema.»
Vince sbuffò. Un suono leggermente fastidioso, soprattutto perché la sua bocca era esattamente contro il mio orecchio. «Quindi non sei preoccupato?» 
«No, ovvio che no. Perché dovrei?» 
Si allontanò quel tanto che bastava a guardarmi negli occhi. «Paul.» 
Deglutii visibilmente. «Sì?» 
Il fuoco nei suoi occhi si smorzò. «Sai che ti amo, vero?» 
«Sì,» risposi. Lo sapevo. Per qualche imperscrutabile ragione, Vince Taylor amava Paul Auster. 
«E sai che è vero, giusto? Io e te. Ma posso dirtelo di nuovo se dovesse servire.» 
Annuii perché non sapevo se potessi fidarmi della mia voce. 
«È vero Paul. E se dipenderà da me, lo sarà per sempre.»
Io amo Vince. Paul mi fa a volte una tenerezza infinita, mi fa divertire e sorridere con affetto, ma Vince... lui è dolce, premuroso, mi fa sognare e credere in un mondo migliore. Mi fa credere (grazie, TJ!) che c’è ancora chi riesce ad andare oltre l’aspetto fisico, oltre la superficialità che contraddistingue la nostra realtà. Perché Vince è innamorato di Paul — anche se non possiamo fingere che purtroppo, a questo mondo, c’è ancora chi si fa scappare dalle mani qualcosa di prezioso solo per difetti, che tali non sono in realtà, esteriori.
«Sto cercando di perdere qualche chilo per il matrimonio, ma non ci riesco. È stressante, sapete? Più di quanto avrei creduto. Non è...» 
«Tu stai benissimo,» dichiarò Charlie con una nota definitiva nella voce. 
«E non devi perdere peso. Non capisco perché tu abbia questa idea fissa. Sei un ragazzone, Paul, e porti bene il tuo fisico. È così che sei fatto. Vince si è innamorato di te perché sei tu. Non c’è bisogno che cambi per lui, né per nessun altro. Se vuoi farlo per te, allora va bene, è una tua decisione. Ma non farti condizionare dagli altri.»
Questa di Charlie è un’altra parte che ho adorato del libro, e un altro esempio di quanto ho scritto finora. Charlie dice una cosa importantissima: non farti condizionare dagli altri.
Vedete, TJ è tra gli autori che stimo di più proprio per questo: per la sua delicatezza nel farci riflettere su temi reali inseriti in contesti per nulla semplici o noiosi, strappandoci risate e lacrime insieme. 
Charlie. Adoro anche lui. Ne ha passate tante nella vita e vede quel gruppo di ragazzi “strani”, parola di Corey, come la sua famiglia. Quest’uomo ci dimostra che la famiglia non dipende dal sangue. La famiglia sono le persone che noi scegliamo. Le persone che ci amano e non ci chiedono di cambiare. Magari qualcuno è fortunato dalla nascita, ma c’è chi trova calore e fiducia lungo la strada. Per Charlie è stato così. Anni addietro, ha conosciuto due ragazzini travestiti da Village People, e da allora sono diventati i suoi figli.

Poi abbiamo Corey/Kori. Abbiamo Corey quando sta bene con se stesso, Kori quando invece c’è qualcosa che la turba, che la rende insicura. Non vedo l’ora di leggere la sua storia. Sua e di quel ragazzone che conosciamo alla fine di “Finché non sei arrivato tu”. 

Forse ho reso questa recensione più “seria” di quanto avrebbe dovuto essere, ma se avete letto i libri precedenti, sapete già cosi vi aspetta in “Finché non sei arrivato tu”. Insomma, stiamo parlando di Paul. E di Sandy. Stiamo parlando dei signori Auster e di Nana, di Charlie (con una grande novità) e di Corey, che resta improvvisamente a bocca asciutta, e forse pure con il cervello annebbiato, per qualcosa che si ritrova davanti... Sapete che vi aspettano risate, tante, quasi da avere i crampi allo stomaco, e occhi a cuoricino, come si suol dire.
Perché Paul e Vince si amano. Perché Vince ha “Freddie Prinze Juniorizzato” Paul. Ed è tutto vero.

Vi lascio con un’ultima perla, perché, davvero, c’è qualcun altro che ci fa sbellicare dalle risate, oltre Paul e Sandy? Beh, non credo proprio!
«Che bella giornata oggi per l’amore,» dichiarò Vince piantandomi un bacio sulle labbra. 
«Avresti dovuto fuggire quando ne avevi ancora la possibilità,» disse Darren a Robert. «Perché ora non ne uscirai più. Soprattutto se sono coinvolti questi due.» 
«Mi dispiace per quello che succederà, di qualunque cosa si tratti,» aggiunse Charlie. 
Io e Sandy li ignorammo. 
«Robert,» chiese Sandy, «tuo figlio è single?» 
«Ebbene sì,» rispose quello. Le labbra gli tremavano tanto si sforzava di non ridere. 
«E gli piace il calippo?» domandai io. 
«È bisessuale, se è quello che volete sapere.»
Io e Sandy ci guardammo. «Robert, credo che questo sia l’inizio di una bellissima amicizia.»
«E via che andiamo,» borbottò Charlie.

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