Recensione: "Draakenwood – Edizione Italiana" (Serie Whyborne & Griffin #9) di Joardan L. Hawk

Titolo: Draakenwood - Edizione italiana
Titolo originale: Draakenwood
Serie: Whyborne & Griffin #9
Autrice: Jordan L. Hawk 
Trad.: Mariangela Noto
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Paranormal
Pagg.: 249 
Prezzo ebook: € 4,99 

Prezzo cartaceo: € 12,00
Data di uscita: 15 dicembre 2020
Link per l'acquistoTriskell - Amazon - Kobo

Sinossi 
Qualcuno sta uccidendo i membri delle famiglie più antiche… e le prove puntano verso Whyborne. 

Widdershins è stata insolitamente tranquilla per mesi. Ma una misteriosa creatura dall’Esterno va in giro ad ammazzare i membri delle famiglie storiche prosciugando il loro sangue. Whyborne e Griffin intendono risolvere il mistero ma, quando le prove si accumulano, la polizia inizia a sospettare che l’assassino sia proprio Whyborne. 
Whyborne dovrà quindi sia riabilitare il suo nome che fermare gli orrori che il mostro minaccia di scatenare. La sua unica speranza è l’alleanza con i suoi vecchi nemici: gli Endicott. 
Perché qualcosa di terribile è in agguato a Draakenwood, e non si fermerà davanti a nulla pur di prendere il controllo del maelstrom. 
Draakenwood è il nono libro della serie Whyborne & Griffin, dove magia, mistero e amore m/m si mescolano nell’America vittoriana. 

Recensione 
Draakenwood” non ha nulla da invidiare ai suoi precedenti volumi. Tutto ciò che abbiamo amato di questa serie qui non manca, tutt’altro... Nuove oscure morti stanno turbando i cittadini di Widdershins, per di più i membri delle più antiche e nobili famiglie della città, le stesse che hanno contribuito a fondarla.
Perché? Chi è l’assassino? Questo è ciò che devono scoprire inizialmente Whyborne e Griffin, sempre aiutati dai loro alleati più fedeli, Christine e Iskander. 
Niente di nuovo sotto al sole, si potrebbe dire, ma in realtà non è così: tutti gli indizi di questi nuovi omicidi portano chiaramente a Whyborne, e sono così realistici e limpidi da assicurargli una visita alla prigione di Widdershins. 
Beh, in realtà il vecchio detective Tilton non avrebbe mai, mai, gettato il giovane Whyborne in prigione, ma c’è un nuovo detective in città, pronto a mettere ordine e, soprattutto, a mettere fine alla “corruzione” delle famiglie nobili. 
«Io li conosco quelli come lei, dottor Whyborne. Lei pensa di essere superiore a tutti noi. Lei crede che il suo denaro e la sua genealogia la rendano migliore di noi gente comunque. Ma si sbaglia. Io diventerò famoso per essere il capo della polizia che ha distrutto il figlio di uno degli uomini più ricchi d’America.» 
Beh, non si può non odiarlo...

Mentre Ival si allena, insieme a sua sorella Persephone, a combattere i Padroni per il momento in cui ci sarà uno scontro diretto, vecchi nemici ritornano, accompagnati da nuove orribili creature, i Segugi. Ma non solo. Come se tutto ciò non bastasse, ecco ritornare anche gli Endicott. Cosa vorranno? Combatterlo? Distruggerlo? Beh, sono rimasta sorpresa quando ho letto che, in realtà, tutto ciò che vogliono è allearsi con lui nella guerra contro i Fideles. 
«Ah. E questo deve essere l’abominio.» 
La donna si avvicinò alle spalle e mi guardò come se fossi un animale in una gabbia dello zoo. 
«Accidenti, sembra umano, non credi. Non lo indovineresti mai.» Mi studiò con aria critica. «E non è neanche molto intelligente!» 
«Ma insomma! Ho apprezzato il vostro arrivo nel momento giusto, ma voi chi siete?» 
«Deve scusarci. Mi permetta di presentarle la signorina Hattie Endiccott. E io sono Rupert Endicott. Siamo i suoi cugini.» 
La battagli finale si avvicina sempre di più ed è necessario unire le forze, quante più possibili, per vincere. Non c’è un quando, un come o un dove per quanto riguarda l’arrivo dei Padroni e, sinceramente, sta diventando tutto molto stancante per il nostro Whyborne. Sappiamo bene che non ha mai desiderato nulla di tutto questo. Gli sarebbe bastata una vita tranquilla, il lavoro al museo, Griffin e Saul. Perché il Maelstrom ha dovuto scegliere proprio lui? Non poteva affidarsi a qualcun altro? Purtroppo, però, le cose non possono essere cambiate, e tutto ciò che può fare è tenere al sicuro la sua città e i suoi cari. Ne sarà capace?
I Fideles sono nuovamente pronti a mettere in atto rituali raccapriccianti, e, in particolare, il desiderio di potere e di vendetta, l’odio e l’invidia sono così impressi nel nemico di Whyborne da non farsi scrupoli, tanto da fargli del male non solo fisicamente, ma lasciandolo solo, senza i suoi più fedeli alleati, senza amici, famiglia, senza l’uomo che ama. E nel momento in cui al nostro amato stregone metà ketoi viene sottratto tutto ciò che per lui conta di più, ecco che tornano dubbi e insicurezze: come può un uomo come lui salvare vite umane, combattere uomini senza morale e cattivi fin dentro l’anima ed esseri abominevoli il cui intento è riportare dall’Esterno i Padroni; come può, da solo, mettere in salvo la vita delle persone a lui più care? 
Ma Whyborne è davvero solo? Ed è veramente inutile, come lui crede? Ovviamente noi, e chi lo ama, sappiamo la risposta. E nel momento in cui, finalmente, anche lui prende consapevolezza del suo coraggio, del suo potere e che ci sono persone pronte ad aiutarlo, metterà tutto se stesso per sconfiggere questa orribile minaccia. Come sempre la determinazione, il coraggio e l’amore che lo contraddistinguono lo guideranno per salvare i suoi cari, tanto da sacrificarsi. 
Ma a preoccupare Ival non è soltanto la nuova, ennesima minaccia, ma anche il Maelstrom. Sì, lui ha tutto il suo potere proprio perché attinge ad esso, perché è stato creato da esso, ma del resto è anche in qualche modo al suo servizio. Il Maelstrom non ha morale, come dice proprio lui, attira persone a Widdershins e le usa per non tornare nuovamente al servizio dei Padroni. 
Raccoglie le persone non perché sono buone, ma perché sono utili, in qualche modo... o forse perché gli piacciono? 
Widdershins riconosce chi gli appartiene, ma in che senso? Nonostante ciò, c’è chi ne è grato: Griffin. Se non fosse stato per la città, per il Maelstrom, lui non avrebbe mai conosciuto il suo Ival, chissà come sarebbe stata la sua vita in un altro luogo, senza di lui. Di certo, però, non vuole scoprirlo. Se Whyborne quindi è preoccupato, Griffin cerca in ogni modo di fargli capire che è giusto esserlo, forse, ma non deve  sentirsi in colpa per tutto ciò che è accaduto nel corso degli anni, tutt’altro. 
«Non è umano. Non comprende la differenza tra giusto o sbagliato. O se lo fa, non lo fa come noi.» 
Scelsi le mie parole con cura. «Suppongo che abbia senso. Sarebbe pretendere davvero troppo aspettarsi che un gigantesco vortice magico semi-senziente veda il mondo come lo vediamo noi. Anche noi umani non siamo sempre d’accordo su cosa sia giusto e cosa non lo sia, dopotutto.» 
«Ma io sono parte di esso,» rispose con tristezza. «Quindi cosa sono?» 
«Umano,» replicai. «Be’, un ibrido umano-ketoi. Un uomo, in ogni caso.» Gli strinsi la mano. «L’uomo migliore che io abbia mai conosciuto.» 
Whyborne è sempre più convinto che Griffin meriti una vita e un compagno migliori, ma in questo volume noi capiamo davvero quanto, invece, Ival sia importante per lui. 
«So che la tua connessione al Maelstrom ti ha sconvolto sin dal momento in cui hai scoperto la verità. Ma portandomi qui, mi ha salvato... e io non sapevo neanche che avessi bisogno di essere salvato. Il fatto che tu sei una parte di esso ti rende ancora più splendido ai miei occhi.» 
Insomma, nonostante siamo al nono volume, l’amore tra Ival e Griffin riesce ancora ad emozionarci, a farci sospirare e sognare.
Sì, questo è il nono volume della serie Whyborne & Griffin, ma c’è ancora così tanto da scoprire, riusciamo ancora a sconvolgerci, restare sorpresi, commuoverci. La serie si sta avvicinando alla fine, eppure ancora coinvolge il lettore in un modo imprevedibile. La genialità di Jordan L. Hawk ancora ci appassiona tra mostri, nemici, nuove scoperte, battaglie, alleanze, amicizia e amore. E se da un lato non vogliamo che la serie finisca, dall’altro non vediamo l’ora di leggere lo scontro finale: cosa accadrà? Come? Quanto saranno in pericolo i nostri amati personaggi e come riusciranno a sopravvivere?
Per non parlare, poi, delle novità in campo sentimentale: ci sarà una nuova coppia che, devo dire, non mi ha per nulla sorpreso e il rapporto tra Niles e Whyborne, ancora molto traballante, farà comunque un passo avanti. Niles mi sta sorprendendo volume dopo volume nonostante non abbandoni mai il suo solito carattere, e spero che i suoi sforzi, seppur non fatti sempre nel modo giusto, possano avere alla fine un risultato positivo. 
«Ho fatto quello che reputavo fosse meglio,» disse, infine. «Per tutti noi. Ma il mio giudizio si è dimostrato errato, in modo disastroso. 
Forse questo non è il mio libro preferito della serie, credo sperassi in un passo in più nella lotta contro i Fideles, ma anche adesso è come se fossi sempre più innamorata di Whyborne — sempre lui con la sua cocciutaggine, la negazione verso le nuove “tecnologie”, le sue battute sarcastiche e il suo desiderio di tenere al sicuro Griffin e i suoi amici tanto da sacrificarsi per loro — e di Griffin – che sta iniziando, soprattutto dopo l’incontro con sua madre in "Fallow", a capire davvero cos’è una famiglia, a superare tutto il dolore che ha vissuto negli anni passati; Griffin, che è ancora così grato al suo Ival per l’amore che gli dona, per averlo salvato da una vita che non sarebbe stata veramente tale. 
Adoro sempre di più Christine e Iskander, sempre al fianco dei loro amici; Persephone, una ketoi combattiva, una vera guerriera ma con l’animo di una ragazzina adorabile. Il loro lento e appassionante sviluppo è qualcosa di meraviglioso, sempre più comprensibile a mio parere, sempre più coinvolgente ed emozionante.
E non vedo l’ora di scoprire cosa combineranno nel prossimo volume!

Posta un commento

0 Commenti