Recensione: "In fuorigioco" di Taylor Fitzpatrick

 

Titolo: In fuorigioco
Titolo originale: Thrown Off the Ice
Autrice: Taylor Fitzpatrick
Trad.: Cristina Massaccesi
Editore: Self-published
Genere: Contemporaneo lgbt, fiction
Pagg.: 175
Prezzo ebook: € 4,49 
Data di uscita: 30 agosto 2020
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Sinossi 
Mike Brouwer ha lottato per tutta la vita. Ha lottato per la sua famiglia, per i suoi compagni di squadra, per proteggere se stesso senza mai abbassare la guardia. Ha lottato per ottenere un posto nella National Hockey League e l'unica maniera per riuscire a conservarlo è usare i pugni, per il divertimento dei tifosi e per proteggere la sua squadra.

Liam Fitzgerald è una recluta con dodici anni meno di Mike e più talento nel suo dito mignolo di quanto Mike ne abbia in tutti e due i pugni. È il giocatore più piccolo sul ghiaccio, ma non permette mai che quello gli impedisca di ottenere ciò che vuole. E a quanto pare, ciò che vuole è Mike e quella è una battaglia che Mike si ritrova a perdere.

Mike sapeva che sarebbe stato un errore permettere a quella recluta di infilarsi nel suo letto, ma non sapeva che quell'errore lo avrebbe seguito per il resto della sua vita. 

Recensione 
"In fuorigioco" di Taylor Fitzpatrick, tradotto da Cristina Massaccesi, ridipinge il romance classico trasformandolo in una sofferta e allo stesso tempo delicata riflessione sulla natura umana e sui limiti e le potenzialità dell'amore. L'autrice racconta ciò che viene dopo lo scontato finale "...e vissero felici e contenti". Descrive le esperienze dei protagonisti, gli stati d'animo da loro sperimentati non soltanto nel momento in cui si incontrano, si conoscono e si innamorano, ma anche nel periodo seguente, quando spesso la vita ci presenta il conto delle nostre scelte. 

Mike Brouwer è un trentenne enforcer degli Edmonton Oilers che si dice abbastanza soddisfatto della sua vita, almeno fino a quando la sua squadra non ingaggia il novellino diciottenne Liam Fitzgerald, che comincia in buona sostanza a pedinarlo e a invadere, non appena può, il suo spazio vitale. Mike sa benissimo che accettare le avances di quello sciocco ragazzino è la decisione peggiore che potrebbe prendere ma alla fine, dopo un lento e incessante braccio di ferro, cede alla esuberante ingenuità del ragazzo, dando inizio così a una relazione semiclandestina. 

Raccontato in questo modo, "In fuorigioco" sembrerebbe il riassunto di mille altri romance sportivi ma vi assicuro che c'è molto di più. In primo luogo, la scrittura di Taylor Fitzpatrick. Il suo è uno stile diretto, conciso, scarno e tagliente — particolarmente efficace nel rendere al meglio il personaggio principale del libro, l'aggressivo e scostante Mike Brouwer. 
Mike è arrivato ormai agli sgoccioli della sua carriera. Non è mai stato una stella vera e propria, ma è riuscito grazie alla propria caparbietà e a una prorompente forza fisica ad arrivare nella NHL. Ora, però, vede la sua vita sconvolta all'improvviso sia per l'arrivo del giovane collega, sia per le conseguenze derivanti da uno sport fisico e potente come l'hockey.  Leggendo "In fuorigioco" dunque non troverete soltanto una storia d'amore molto intensa e passionale, ma anche la lotta di un uomo contro se stesso e contro le tragiche ripercussioni di uno sport che è stato, per molto tempo, la sua ragion d'essere. 
Assistiamo così alla crescita dei protagonisti, al modo in cui cambiano e si pentono delle loro scelte, con le quali infine imparano a convivere. Mike è stoico e testardo ma capitolarà anche lui, accogliendo l'amore di Liam ed essendo grato per il tempo che sarà loro concesso. 

Il finale è dolceamaro — non esattamente il solito happy end a cui noi patite del romance siamo abituate. Trovo però che sia perfetto per il libro. Non poteva, d'altronde, essere diverso: l'amore che questi due uomini provano l'uno per l'altro non è di certo romantico e sdolcinato, ma è presente in ogni pagina e in ogni loro azione. 

Come ho già detto lo stile dell'autrice è molto particolare — le frasi sono stringate ed essenziali, perfette per un tipo tosto e brusco come Mike — e la traduttrice ha scelto di rimanere fedele al testo di partenza, adottando soluzioni che in italiano, a volte, sono poco fluide, tanto da rendere necessaria una seconda lettura. Nonostante questo piccolo appunto, "In fuorigioco" è un libro che consiglio caldamente: mi ha fatto sorridere, arrabbiare, sospirare e piangere. 
Senza ombra di dubbio, Mike e Liam resteranno per molto tempo nel mio cuore.

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