Recensione: "Fallow - Edizione italiana" (Serie Whyborne & Griffin #8) di Jordan L. Hawk

 

Titolo: Fallow - Edizione italiana
Titolo originale: Fallow
Serie: Whyborne & Griffin #8
Autrice: Jordan L. Hawk 
Trad.: Mariangela Noto
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Paranormal
Pagg.: 254 
Prezzo ebook: € 3,99 
Prezzo cartaceo: € 12,00
Data di uscita: 2 settembre 2020
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon - Kobo 

Sinossi
Quando il passato di Griffin si scontra con il suo presente, gli costerà le vite di tutti coloro che ama?
Tra la minaccia di un’invasione da fine del mondo dall’Esterno e le rivelazioni spiacevoli sulla propria natura, Percival Endicott Whyborne è sotto pressione. Suo marito, Griffin Flaherty, vuole aiutarlo, ma come può farlo se Whyborne non vuole dirgli cosa c’è non va?
Quando un uomo che proviene dal passato di Griffin uccide uno stregone, la situazione diventa ancora più disperata. L’assassino, che una volta era un semplice agricoltore di Fallow, la città natale di Griffin, ha addosso il marchio di una terribile corruzione magica, che nemmeno Whyborne riesce a spiegare.
Per garantire la sicurezza della madre di Griffin, devono viaggiare fino a una città morente del Kansas. Ma mentre la siccità fa appassire i raccolti di Fallow, un culto sinistro si radica in quel suolo arido. E se il tremendo raccolto del culto non verrà bloccato in tempo, Fallow sarà solo la prima città a cadere.
Fallow è l’ottavo libro nella serie Whyborne & Griffin, dove la magia, il mistero e il romance m/m si amalgamano con l’età Vittoriana in America. 

Recensione
Se avete letto le mie recensioni sui volumi precedenti della serie Whyborne e Griffin di Jordan L. Hawk sapete benissimo quanto io la apprezzi e cosa penso di ogni singolo personaggio. Di solito, quando si arriva così avanti in una serie, le storie diventano banali, forzate, magari anche ripetitive o eccessive. Whyborne e Griffin non appartiene a questa categoria di libri: nuovi pericoli e nemici sconosciuti sono sempre in agguato, pronti a mettere in pericolo la vita dei personaggi che tanto amiamo. Allo stesso tempo, questi ultimi sono sempre disposti a combatterli. Mai che si intimidiscano, che chiudano gli occhi dinanzi a una nuova minaccia, che lascino che il destino faccia il suo corso. Questa volta il rischio più grande è fuori dai confini della comfort zone di Whyborne; e non solo perché non si trova a Widdershins, ma soprattutto perché è in Kansas, e più precisamente a Fallow, dove è cresciuto il nostro Griffin. Ed è proprio a lui che si rivolge la nuova insidia…

Griffin ha lasciato Fallow definitivamente dopo che suo padre lo aveva aiutato a uscire dal manicomio. Non era benvoluto in quel paesino, i suoi abitanti lo giudicavano e disprezzavano, e tutto questo perché attratto dagli uomini. Ritornarci non è mai stato nei suoi piani. Quando però scopre che la minaccia è proprio lì, dove vive sua madre, Griffin non può fare altro che darsi forza e tornare in quel luogo foriero di dolore. 

Ti pentirai di essere tornato a Fallow. Non hi idea di quanto te ne pentirai. 
Ma chi si nasconde dietro questa nuova minaccia? In verità, lo sappiamo già grazie a “Maelstrom” (ne abbiamo parlato qui), settimo volume della serie: 

Due mesi prima, il culto dei Fideles aveva usato il potere del maelstrom per mandare un raggio magico attraverso il velo che separava il nostro mondo dall’Esterno, con l’intenzione di evocare gli antichi Padroni che avevano dominato la terra migliaia di anni prima, che aveva creato i Ketoi e le umbrae e che avevano piegato le linee arcane per formare il maelstrom stesso. 

Eravamo rimasti qui, con l’intento di Whyborne di chiudere il passaggio. Ricordate? Un bellissimo Whyborne che si fonde con il maelstrom, con Widdershins, che conosce chi gli appartiene e lo chiama a sé. E Widdershins ha attirato nella sua città Griffin, Christine, Iskander, un gruppo che combatte insieme — senza timore, con orgoglio, coraggio e determinazione — i Padroni e chiunque sia loro fedele. Ecco perché seguono tutti Griffin nel paesino dov’è cresciuto, dove sono arrivati i Fideles. E quando lo scoprono, per il mio amato Griffin è un dolore quasi insopportabile. 

Una volta rimasti soli, mi alzai in piedi e sollevai il bicchiere. Posai lo sguardo sui miei compagni uno alla volta. Iskander, praticamente un fratello come Jack, per me. Christine, sempre pronta a prendere le mie difese, sia che il nemico venisse da un altro mondo o che fosse semplicemente la società. E, come ovvio, il mio Ival. Intorno ai suoi occhi c’erano ancora i egni della stanchezza, ma quella sensazione di dolore, di un peso portato in silenzio da luglio, era ormai scomparsa. «Un brindisi,» dissi. «A noi. Quale sia stata la forza che ci ha portati insieme, ci siamo scelti a vicenda. Voi siete la mia vera famiglia e vi voglio bene, più di quanto riesca a esprimere. 

Spero che Whyborne non me ne voglia, ma io adoro Griffin un pizzico in più di quanto adori lui. Il suo passato è stato tortuoso, la sua infanzia colma di sofferenza; e quando finalmente aveva trovato qualcuno che davvero gli voleva bene, ha perso tutto, anche i suoi nuovi affetti, a causa della sua attrazione per i ragazzi, per il suo amore verso un uomo. La sua felicità non è stata un motivo sufficientemente valido perché i suoi genitori lo accettassero. Per fortuna, Widdershins lo ha chiamato a sé e lì ha conosciuto Whyborne, che gli ha donato gioia, orgoglio, amore e una passione mai provata prima. Certo, anche un bel po’ di guai, ma questi non saranno mai abbastanza per dividerli e allontanarli. Griffin e Whyborne sono legati da un amore indissolubile, unico e speciale. Il ritorno a Fallow fa capire a Griffin che il suo passato è ormai lontano, che le persone a cui ha voluto bene lo hanno fatto soffrire e continuano a farlo soffrire troppo. Non smetterà di amare i suoi genitori, sua madre, ma Whyborne gli ha fatto conoscere sentimenti ed emozioni che nessuno prima gli aveva mai fatto provare, neanche i suoi genitori adottivi, sebbene gli abbiano dato una casa e tanto affetto. Griffin ha bisogno di questo viaggio in Kansas, affinché la sua anima possa finalmente trovare la pace e capire cosa significa davvero avere una famiglia. 

«Accoglierai mio marito se verrà con me?» le chiesi. Lei non rispose. Annuii. «Allora hai la mia risposta.» […] 
«Non preoccuparti per me. Sono contento della mia vita. Sono più felice di quanto non sia mai stato.» 

Anche Whyborne, pur cercando in tutti i modi di stargli accanto e di dargli coraggio, sta attraversando un periodo buio, gravido di paura per i suoi cari, di rabbia a causa dei Padroni, di sensi di colpa per quello che realmente è. Whyborne è un Ketoi, è Widdershins, è il Maelstrom stesso. Forse non è umano, ma il suo cuore lo è e la sua anima è pura. Lo dimostrano l’amore che nutre per i suoi amici, per Griffin, il desiderio di fare la cosa giusta, di salvare il mondo e le persone a lui care. Ma anche il suo coraggio, la determinazione nel combattere contro il male a dispetto della sua stessa sicurezza. Whyborne farebbe di tutto per l’amore della sua vita. Anche lasciarlo andare. 

Se l’avesse avuta dalla sua parte, di certo non avrebbe più avuto bisogno di me. Di certo sarebbe felice di restare a Fallow, lontano dall’oscurità e dalla morte. 

Peccato, o forse no, che non sia questo ciò che Griffin desidera. E sarà proprio lui a farglielo capire. 

«Non posso perderti, Ival. Non posso.» 

Ormai conosciamo bene Ival e Griffin, quindi non è necessario dire che in questo volume, oltre a Christine, all’amore, alla passione, al coraggio — e, sì, anche a qualche risata strappata qua e là dai siparietti di Whyborne, che in questa occasione si troverà a lottare contro un gallo pazzo — non mancano i sensi di colpa.

La mia vecchia famiglia che attacca la nuova. E tutto per causa mia. 

Ma l’amore è così: quando qualcosa che ti riguarda suscita dolore e fa soffrire le persone che ami, non puoi fare altro che sentirti in colpa e soffrirne. 

«Tutta la paura degli ultimi anni, le volte che siamo sfuggiti alla morte per un soffio, tutto il dolore e l’orrore… ti saresti potuto risparmiare tutto quanto, ed è solo colpa mia se così non è stato. È colpa mia per tutto, e posso solo pregare che tu non mi odi.» […] 
«Ti vedo,» mormorai, quando mi permise di parlare. «E amo quello che vedo. Più di quanto immaginavo fosse possibile.»

Insomma, anche "Fallow" è un concentrato di pericolo, magia, misteri e morte, mescolato a una combinazione di sentimenti — capaci di farci sognare, arrabbiare, emozionare — di tanto amore, passione, amicizia e un bel po’ di risate. Perché questa serie è un colpo al cuore sia nel bene che nel male. Ci fa sussultare, ci risucchia, ci fa inumidire gli occhi e sorridere. 
Non smetterò mai di ringraziare Jordan L. Hawk per aver creato un mondo fantastico, dei personaggi che vorrei esistessero davvero per abbracciarli e coccolarli. Ora spero solo che non si debba aspettare tanto per il prossimo volume!

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