Recensione: "Conquista" (Serie Enlightenment #3) di Joanna Chambers

Titolo: Conquista
Titolo originale: Enlightened
Serie: Enlightenment #3
Autrice: Joanna Chambers
Trad.: Claudia Milani
Casa Editrice: Triskell Edizioni 
Genere: Storico
Pagg.: 224 
Prezzo:  4,99
Data di uscita: 10 dicembre 2019
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Sinossi 
Sono cinque mesi che David Lauriston è ospite a Laverock House, la tenuta di campagna di Lord Murdo Balfour, e in questo lasso di tempo ha recuperato la salute fisica e la fiducia in se stesso, conoscendo anche, grazie alle attenzioni del padrone di casa, una felicità e un appagamento mai immaginati prima. 
David è però consapevole che presto dovrà rinunciare a tutto ciò e riprendere la propria professione di avvocato a Edimburgo, così come Murdo dovrà tornare alla sua vita di Londra. Ma quando Patrick Chalmers, vecchio amico e mentore ormai sul letto di morte, convoca David al proprio capezzale, entrambi gli uomini non possono fare a meno di pensare che il giorno del distacco sia giunto prima di quanto avrebbero voluto. 
Chalmers chiede a David di occuparsi in sua vece di un’ultima faccenda: assicurarsi che Elizabeth, sua figlia, possa contare su un vitalizio. Per esaudire quel desiderio, David è costretto a recarsi nella capitale inglese, ovviamente accompagnato dal suo titolato angelo custode. 
Non appena i due uomini arrivano nella residenza cittadina dei Balfour, vengono raggiunti dal padre di Murdo, il quale, fedele alla propria fama di spietato manipolatore, rivela a David un segreto che scuote il giovane fin nel profondo. A peggiorare la situazione sopraggiunge la scoperta che Elizabeth corre un rischio molto più grande di quanto Chalmers avesse immaginato e, ancora una volta, David non si tira indietro, anche a costo di mettere a repentaglio la propria incolumità. 
Via via che la posta in gioco cresce, è però Murdo a trovarsi nella condizione di dover decidere quanto sia disposto a sacrificare per continuare ad avere David al proprio fianco, e a chiedersi se uomini come loro possano aspirare a una felicità durevole. 

Recensione 
In "Conquista", terzo e ultimo volume della serie Enlightenment, Joanna Chambers opera una piccola grande magia: lancia un incantesimo che non si spezza raccontando una storia intrisa non soltanto di passione, amore e fragili emozioni, ma anche di dolore e felicità, di sentimenti coraggiosi e consolanti speranze. L'autrice dunque porta a compimento un lavoro davvero splendido, che mi farà a lungo compagnia nel tempo avvenire. 

Si può facilmente desumere da questa breve premessa che leggere la serie completa è poco meno che un obbligo — il primo volume "Provocazione" (ne abbiamo parlato qui) è un primo passo necessario, perché è proprio tra le vie di Stirling e poi tra quelle nebbiose di Edimburgo, nella Scozia del 1820, che ha inizio l'intenso e indimenticabile viaggio dell'avvocato David Lauriston e del suo nobile Murdo Balfour. 
Il viaggio prosegue nel secondo volume "Incanto" (ne abbiamo parlato qui), delineando una vicenda d'amore che sa di insaziabile desiderio e, allo stesso tempo, di crescita interiore. I due protagonisti, infatti, durante lo svolgersi della trama, impareranno a conoscere loro stessi, l'altro e il mondo che li circonda soprattutto grazie al loro improbabile legame. 
"Conquista" però, segna il punto di svolta. 
Immersi nella natura scozzese, nella bellissima campagna del Perthshire, David e Murdo hanno l'opportunità di costruire una nuova realtà, in cui l'intimità e la passione consentono loro di evolvere assieme e di scoprire le similitudini e le differenze che li contraddistinguono. 
Ma non lasciatevi ingannare dall'ambientazione bucolica — David e Murdo sono due personaggi profondamente umani, il cui impegno, anche inconsapevole, sta nella lotta per ottenere una vita diversa da quella che hanno ereditato. La compagnia e la comprensione reciproche guariscono le loro ferite fisiche ed emotive, sciolgono i nodi dell'esistenza — il groviglio di compromessi, inganni, egoismi e bugie che nutre e minaccia, giorno dopo giorno, la loro relazione. 

Non si tratta, naturalmente, di un percorso uniforme e armonico; in fondo, l'amore non è una cosa semplice e le divergenze tra i due sono spesso e volentieri accentuate. Eppure, è in una quotidianità a volte conflittuale, caratterizzata da situazioni piuttosto vivaci e variegate, che David e Murdo affrontano il loro tempo, le speranze e le attese, i pensieri e i sentimenti inespressi. Entrambi imparano che l'amore non è soltanto una prova di forza dialettica — non è soltanto conflitto o desiderio fisico — ma anche bisogno di appartenenza, rinuncia di sé, sostegno, fiducia e cambiamento. La loro fragile relazione attraversa quindi il confronto, la paura, il tentativo maldestro di preservare una tranquillità immaginaria e rassicurante affinché tutto resti sempre uguale. E così divertono ed emozionano enormemente le loro schermaglie, le reticenze, il modo in cui uno accoglie e abbraccia con audacia i propri sentimenti mentre l'altro fa di tutto per non innamorarsi perdutamente. 
E seduce, ancora una volta, la capacità di Joanna Chambers di non snaturare i suoi personaggi. Le scene tra David e Murdo sono sempre meravigliose, tenere e cariche di tensione; David e Murdo, d'altro canto, brillano per la loro arguzia, coerenza e intelligenza. L'autrice, oltretutto, li colloca in mezzo a una serie di personaggi — sia storici, sia immaginari — complessi, sorprendenti e altrettanto difficili da abbandonare. Euan, Elizabeth, Patrick Chalmers, insomma, non sono fragili come il cristallo ma taglienti come il vetro: lasciano emergere contraddizioni distanti da noi ma capaci di trasformare un racconto particolare come quello di Enlightenment in qualcosa che ci tocca da vicino. Pertanto, i rapporti tra genitori e figli, i conflitti di potere tra uomo e donna, tra ambizioni personali e una giustizia priva di compromessi, la dicotomia fra rinnovamento e tradizione diventano il fulcro attorno al quale ruota una delle più belle storie d'amore del genere M/M. 

Con il suo stile ben calibrato e penetrante, Joanna Chambers descrive i dettagli storici dell'epoca in modo davvero impeccabile — d'altronde, amare il proprio mondo, o la propria terra, significa non ricoprirli mai di un eccesso di sentimentale e sdolcinato idealismo. Soprattutto, però, Joanna Chambers ama i suoi personaggi, li ama al punto da renderli coraggiosi e liberi. Parafrasando la Nina Berberova de "Il giunco mormorante" (qui), David e Murdo trovano e conquistano insieme la loro "No man’s land", quella terra di nessuno in cui sono totali padroni di loro stessi. Perché alla fine ciò che non può essere negata è la libertà di essere, che equivale alla libertà di sperare, di sognare e persino di lottare e soffrire. Solo in questo spazio di verità assoluta si può incontrare dapprima se stessi — per conoscersi a fondo — e infine l'altro. Solo in questo caso — solo se abbiamo la forza di proteggere il nostro reale sentire — saremo in grado di accettare, sperimentare e condividere l'incredibile potenzialità dell'amore:


Persino nel buio parziale della carrozza David riuscì a vedere il dolore nel suo sguardo scuro e commosso, e si sentì spezzare il cuore. Alzò una mano e gliel’appoggiò sulla guancia, percorrendo la linea forte e determinata della sua mascella e facendo scorrere il pollice sulla curva generosa della sua bocca. Quell’uomo, il cui viso conosceva ormai bene come il proprio, gli aveva tenuto nascosto un simile segreto, e lui odiava che fosse successo. Odiava soprattutto che ognuna delle cose che Murdo aveva appena detto – come lui ricordasse costantemente a entrambi che non potevano stare insieme e che doveva tornare a Edimburgo – erano dovute al suo anteporre il mondo ai sentimenti.
L’amore non dovrebbe essere negato.

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