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Recensione: "Punto di partenza" (Serie Turning Point #3) di N.R. Walker

Titolo: Punto di partenza
Titolo originale: Starting Point 
Serie: Turning Point #3
Autrice: N.R. Walker
Trad.: Grazia Di Salvo
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 330
Data di uscita: 28 novembre 2019
Prezzo: € 5,99 
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Sinossi 
Dopo aver superato il punto di non ritorno e aver raggiunto alla fine quello di rottura, a Matthew Elliott non rimane altro che ricominciare da capo.
Matthew Elliott è un uomo in via di ripresa. Ha un nuovo lavoro nella palestra della comunità locale, dove insegna tecniche di autodifesa e sensibilizza i ragazzini contro la droga, e aver fatto il poliziotto e il lottatore gli torna utile. Il suo nuovo obiettivo di aiutare i ragazzi di strada gli permette di guarire e, con Kira al suo fianco, sta facendo grandi progressi.
Rueben e Claudia, fratello e sorella, sono due ragazzini di strada terribilmente soli. Riescono ad arrivare al cuore di Matt, che fa tutto ciò che è in suo potere per aiutarli.
Ma quando Ruby e Claude hanno bisogno di qualcosa di più dell’aiuto che ha già dato loro, non si
tratta più di lavoro ma di una questione personale.
Il giorno in cui ha conosciuto Kira, la vita di Matt ha cambiato direzione, ma soltanto adesso l’uomo si rende conto che tutto ciò che ha passato serviva per condurlo a questo momento. Non si era mai trattato della fine. La sua vita, il suo scopo, era soltanto all’inizio. 

Recensione 
Nella vita di Matthew Elliott, ormai ex detective della narcotici di Los Angeles, ci sono stati diversi turning point, o punti di svolta, momenti in cui alcuni eventi della vita lo hanno messo di fronte a delle scelte, a delle biforcazioni, che ne hanno alterato profondamente il corso. 
La prima (s)volta è accaduta quando, poco più che diciassettenne, si è ritrovato improvvisamente solo al mondo e un poliziotto di buon cuore lo ha preso sotto la propria ala protettiva, assicurandosi che quel ragazzino spaventato e smarrito non si inoltrasse in una strada pericolosa e senza via d’uscita. Grazie al suo sostegno, al suo essere presente, quel ragazzino impaurito aveva trovato un nuovo inizio e, con il passare del tempo, una famiglia proprio nel corpo di polizia dove si è arruolato il giorno del suo diciottesimo compleanno. 
Uomo dal cuore grande e generoso, Matt conduce da allora una vita serena insieme alla sua squadra, i Fab Four, anche se per timore di perdere tutto e tutti, si sente costretto a mantenere nascosta la propria omosessualità. 
Quando un giorno incontra Kira Takeo-Franco, il nuovo istruttore di boxe della palestra, Matt capisce di aver raggiunto il "Punto di non ritorno" (ne abbiamo parlato qui), perché, questa volta, non permetterà alla paura di avere la meglio, ma soprattutto non permetterà a quel meraviglioso uomo che è Kira di non far parte della propria vita. Non si può tornare indietro dunque dal profondo sentimento che unisce i due uomini. 
Allorché la vita di Kira, però, viene minacciata proprio dagli uomini a cui Matt sta dando la caccia, questi va profondamente in crisi. Riavere Kira tra le braccia non è sufficiente; il senso di colpa che divora Matt è sempre più schiacciante, lo trascina in una spirale di autodistruzione e dolore che non è più in grado di controllare, conducendolo respiro dopo respiro verso il fatidico "Punto di rottura" (ne abbiamo parlato qui). 
Quando tutto sembra perduto ed è Matt stesso, questa volta, in pericolo di vita; quando anche Kira sembra aver raggiunto il limite di rottura nella loro relazione, ecco che i due uomini, insieme, decidono di lasciare il passato alle spalle e ricominciare. 

Un nuovo punto di svolta si presenta sul loro cammino e, mano nella mano, Kira e Matt lo affronteranno a cuore aperto. Basta segreti. Basta inganni. Basta tenersi tutto dentro. 
Matt ha definitivamente detto addio al lavoro da poliziotto e si è buttato a capofitto nel promuovere corsi di recupero per i giovani disagiati della zona. La palestra in cui sorge il Fight club dove ha incontrato nuove persone da chiamare amici e dove si è misurato con una realtà aberrante — intravedendo, allo stesso stempo, la speranza di poter fare la differenza per quei ragazzini di strada abbandonati a loro stessi, per gli uomini che ora lavorano con lui e che lottano con coraggio al fine di garantire un futuro dignitoso alle loro famiglie — è il punto di incontro per i ragazzi di strada. Qui i giovani hanno la possibilità di cambiare le carte in tavola e pensare all'avvenire, perché ci sono persone che credono in loro a sostenerli. Certo, il lavoro sarà duro e sofferto ma quello che potrebbero ottenere in cambio potrebbe ripagare tutti i loro sacrifici. 

Ingenuamente credevamo, speravamo, che questo capitolo conclusivo avrebbe ripreso i toni più dolci e spensierati del primo volume (beh, almeno fino a poco prima del rapimento di Kira). Invece le tensioni e le sofferenze per i nostri protagonisti non sono ancora terminate. L’unica consolazione è che, questa volta, Matt e Kira affronteranno ogni cosa sostenendosi a vicenda. Vivremo dei momenti tra loro meravigliosamente intensi e commoventi, ci sarà una struggente dolcezza nei loro gesti e negli sguardi colmi di amore. Matt sarà capace di metterci in ginocchio con la sua determinazione e il suo impegno verso Kira. 
Kira dal canto suo è La roccia. Quella a cui aggrapparsi con tenacia nel mezzo di una tempesta. Lui è, e sempre sarà, casa. Non solo per Matt ma anche per Claude, la ragazzina che irromperà nella loro vita come un uragano. Leggere l’ingiustizia di cui sono vittime questi bambini porta il lettore a soffrire terribilmente, perché è inevitabile immedesimarsi nella situazione — che sia il punto di vista di un ragazzino costretto a spacciare droga per assicurare del cibo alla sorellina, o il punto di vista di adulti che lottano duramente per evitare che destini già scritti possano avverarsi con inevitabile ferocia. Matt fa di tutto per aiutare Rueben, il fratello tredicenne di Claude, nello stesso modo in cui lui da ragazzo fu aiutato. Rendersi conto che il ragazzino non vede alternative, che il mondo degli adulti lo ha così crudelmente tradito e colpito tanto da non dargli speranze, spezza il cuore. Perché la storia di Rueben è la storia di migliaia di bambini, purtroppo, ai quali l’infanzia è stata rubata. Negata. 
Quindi, preparate fazzoletti a volontà; armatevi di un bel cuscino imbottito su cui sfogare gli attacchi di rabbia che vi colpiranno a bruciapelo, ma mantenete accesa la fiamma della speranza. Alimentatela con vigore, perché quello che per alcuni può sembrare la fine per altri è un nuovo Punto di partenza

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