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11/15/2019

Libri in uscita: "Sogno di Natale" di Keira Andrews

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Titolo: Sogno di Natale
Titolo originale: If only in my dreams
Autrice: Keira Andrews 
Trad.: Micol Mian
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 150 
Prezzo: € 3,99
Data di uscita: 26 novembre 2019 

Sinossi 
Per tornare a casa entro Natale, dovranno coprire la distanza che li separa.
Charlie Yates è disperato. È quasi Natale e il suo volo di ritorno dal college ha subito un ritardo. Di giorni. Aveva promesso alla sorellina, Ava, che sarebbe tornato da lei per il suo primo Natale da quando è entrata in remissione dalla leucemia. Adesso si trova bloccato sulla costa opposta e qualcun altro gli ha soffiato l’ultima auto a noleggio. Qualcuno con cui non parla da quattro anni. Qualcuno che gli ha spezzato il cuore.
L’amicizia adolescenziale tra Gavin Bloomberg e Charlie è finita nel giro di una notte dopo una giornata di baci rubati. Separati da anni di risentimento, non vorrebbero stare insieme nella stessa stanza, figurarsi da soli in un’auto. Ma per Ava, Gavin accetta di condividere il suo mezzo di trasporto e di attraversare il Paese in compagnia di Charlie.
Affrontando ostacoli inaspettati durante il viaggio, riusciranno Charlie e Gavin a spianare la strada per un futuro insieme?
Questo romance gay a tematica natalizia di Keira Andrews presenta angst da New Adult, nemici che diventano amanti, prime volte bollenti e, ovviamente, un lieto fine. 

Keira Andrews biografia 
Dopo aver scritto per anni senza aver mai trovato la giusta ispirazione, Keira ha trovato la sua voce nel gay romance, che è diventato poi la sua passione.
Scrive storie di genere contemporaneo, storico, paranormal e fantasy, e le piace una buona dose di delizioso angst all’interno di esse. Keira, però, crede fermamente nel lieto fine.
E come disse Oscar Wilde: “I buoni finivano bene e i cattivi finivano male. Questo è il significato della narrativa.” 

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11/15/2019

Libri in uscita: "Punto di partenza" (Serie Turning Point #3) di N.R. Walker

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Titolo: Punto di partenza
Titolo originale: Starting Point 
Serie: Turning Point #3
Autrice: N.R. Walker
Trad.: Grazia Di Salvo
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 330
Data di uscita: 28 novembre 2019
Prezzo: € 5,99 

Sinossi 
Dopo aver superato il punto di non ritorno e aver raggiunto alla fine quello di rottura, a Matthew Elliott non rimane altro che ricominciare da capo.
Matthew Elliott è un uomo in via di ripresa. Ha un nuovo lavoro nella palestra della comunità locale, dove insegna tecniche di autodifesa e sensibilizza i ragazzini contro la droga, e aver fatto il poliziotto e il lottatore gli torna utile. Il suo nuovo obiettivo di aiutare i ragazzi di strada gli permette di guarire e, con Kira al suo fianco, sta facendo grandi progressi.
Rueben e Claudia, fratello e sorella, sono due ragazzini di strada terribilmente soli. Riescono ad arrivare al cuore di Matt, che fa tutto ciò che è in suo potere per aiutarli.
Ma quando Ruby e Claude hanno bisogno di qualcosa di più dell’aiuto che ha già dato loro, non si
tratta più di lavoro ma di una questione personale.
Il giorno in cui ha conosciuto Kira, la vita di Matt ha cambiato direzione, ma soltanto adesso l’uomo si rende conto che tutto ciò che ha passato serviva per condurlo a questo momento. Non si era mai trattato della fine. La sua vita, il suo scopo, era soltanto all’inizio. 

Serie Turning Point
Punto di non ritorno (Turning Point #1): clicca qui 
Punto di rottura (Turning Point #2): clicca qui

N.R. Walker biografia 
Chi sono io? Bella domanda... Sono molte cose: una madre, una moglie, una sorella, una scrittrice. Ho dei ragazzi carini carini che vivono nella mia testa, che di notte non mi lasciano dormire a meno che non dia loro vita tramite le parole. Mi piace quando fanno cose zozze, zozze... ma mi piace ancora di più quando si innamorano. Pensavo che fosse strano avere delle persone che mi parlavano nella testa, finché un giorno non ho incrociato altri scrittori che mi hanno detto che era normale. Scrivo fin da allora... 
Sito web di N.R Walker: clicca qui

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11/13/2019

Recensione: "Taming Teddy - Edizione italiana" (Serie Made Marian #2) di Lucy Lennox

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Titolo: Taming Teddy - Edizione italiana
Titolo originale: TAming Teddy
Serie: Made Marian #2
Autrice: Lucy Lennox 
Trad.: Natascia Gandini
Editore: Triskell Edizioni 
Collana: Rainbow
Genere: Contemporaneo 
Pagg.: 290
Prezzo: € 4,99 
Data di uscita: 8 novembre 2019
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi 
Teddy: Se c’è una cosa che non faccio, è proprio impegnarmi in una relazione. Non diventi un fotografo
pluripremiato restando in un unico posto. Sono sempre per strada, alla ricerca del prossimo scatto, del prossimo premio, del prossimo corpo sexy. Motivo per cui sono finito sul portico del dottor James Marian nel bel mezzo dell’Alaska. È conosciuto come l’Uomo che Sussurra alla Natura e voglio fotografarlo in azione. È riluttante all’inizio, ma posso essere persuasivo. 
Molto presto me lo ritrovo nel letto a dire sì ancora e ancora, ma la mia abilità a colpire e fuggire è bloccata da una tempesta nella contea di Denali. 

Jamie: Mi sono sempre visto come un uomo da matrimonio. Fino al momento in cui sono stato lasciato
sull’altare. Ora ho un nuovo motto: mai impegnarsi e mai innamorarsi. Così, quando un arrogante fotografo decide che sono la chiave del suo nuovo capolavoro, mi sembra l’accordo perfetto; lo sbruffone è in città solo per un breve incarico e poi se ne andrà. Nessun impegno, niente legami e nessuna possibilità di avere di nuovo il cuore spezzato.
C’è solo un problema: credo di essermi innamorato. Dopotutto, temo davvero di essere un tipo da
matrimonio. E lui di certo non lo è. 

Recensione 
James Marian, famoso veterinario specializzato in animali selvaggi, adora il silenzio che solo la natura incontaminata sa dare. 
Theodore Kodiak è un fotografo naturalista alla ricerca dello scatto perfetto che gli possa far vincere il Gramling Prize, il riconoscimento più importante per gli artisti che lavorano nel campo della fotografia. Nessuno meglio di Jamie — conosciuto da tutti come colui che Sussura alla Natura — potrebbe fargli raggiungere finalmente l'ambito traguardo. Teddy dunque vorrebbe arrivare il prima possibile in Alaska — dove Jamie attualmente lavora — per fotografarlo, ma riceve soltanto dinieghi assoluti dal veterinario, almeno fino al momento in cui, grazie a delle tecniche poche ortodosse ma spassosissime, riesce a ottenere il permesso di immortalarlo mentre lavora. 
Sin dal primo incontro scatta qualcosa fra i due uomini e ben presto la passione divampa tra loro, ma numerosi ostacoli, tra cui un ex geloso, tenteranno in ogni modo di dividerli. 

Abbiamo conosciuto Jamie Marian nel primo volume della serie Made Marian di Lucy Lennox: in "Borrowing Blue" (qui) è appena stato abbandonato all'altare dall'ormai ex fidanzato ed è importunato da un noto fotografo, che vorrebbe fare un reportage su di lui e sul suo lavoro. 
In "Taming Teddy", secondo capitolo sulla famiglia Marian sempre edito da Triskell Edizioni e tradotto da Natascia Gandini, scopriamo come il povero Jamie finirà con il cedere all'insistenza di Teddy e come due uomini all'apparenza tanto diversi potranno invece completarsi.
Entrambi i protagonisti non vogliono una relazione a lungo termine — Jamie perchè ancora scottato dal comportamento del precedente fidanziato; Theo, invece, costretto dal suo lavoro a viaggiare spesso oltreoceano, non riesce e non vuole impegnarsi in un rapporto sentimentale che, andando incontro a una fine inevitabile, gli procurerebbe solo dolore. Entrambi quindi hanno chiuso il loro cuore a ogni sentimento, ma innamorandosi capiranno che per amore si possono superare tutti gli ostacoli e le incomprensioni. 

Il libro inzia molto bene con dei divertenti scambi di mail e messaggi fra i due protagonisti, che battibeccano come due sposi di lunga data, ma dopo un inizio spumeggiante non ho più trovato la freschezza e l'ironia che invece sono presenti nel primo volume della serie. 
Jamie e Teddy sono dei personaggi, a mio parere, riusciti a metà: molto interessanti e ben descritti quando sono soli o insieme al gruppo di amici e parenti, mentre nelle scene in cui li vediamo interagire risultano a volte spenti e meccanici. I loro dialoghi sono un po' troppo lenti e in alcuni passaggi anche rindondanti, e purtroppo non sono  riuscita a percepire il sentimento che li lega. 
Ho invece amato i momenti che Jamie trascorre con gli animali selvatici, le descrizioni dei bellissimi paesaggi di Denali e i racconti sul passato di Teddy e sul suo rapporto controverso con il padre. 
È comunque molto bello rivedere la pazza famiglia Marian e Blue e Tristan ancora più innamorati. 

In ogni caso, consiglio di leggere "Taming Teddy" per proseguire la conoscenza, sempre più approfondita, dei fratelli Marian e per sognare tra le nevi e gli incredibili animali dell'Alaska selvaggia e incontaminata.
11/12/2019

Libri in uscita: "Jesse's Diner - Edizione italiana" (Serie Hope #2) di Cardeno C.

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Titolo: Jesse's Diner - Edizione italiana
Titolo originale: Jesse's Diner
Autore: Cardeno C. 
Traduzione: Valentina Chioma
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Contemporaneo 
Pagg.: 110 
Data di uscita: 18 novembre 2019
Prezzo: € 2,99 
Link per l'acquistoTriskell - Amazon 

Sinossi 
Due uomini con un passato in comune e un’attrazione reciproca devono essere sinceri con se stessi e l’uno con l’altro per poter realizzare i loro sogni.

Il tranquillo e umile Tanner Sellers passa la vita gestendo una tavola calda a Hope, in Arizona. Non particolarmente socievole, il ventiduenne sta per conto suo e si gode un’esistenza semplice, ma desidera qualcuno da amare. Nei suoi sogni più segreti, quella persona è il sexy Steve Faus. Ma Steve è il padre del suo migliore amico e il vedovo del suo mentore, e di conseguenza intoccabile.

Nonostante alcune difficoltà, il trentanovenne Steve Faus ha avuto una bella vita. È apprezzato al lavoro, ha un eccellente rapporto con il figlio universitario e vive in una splendida cittadina. Diciotto mesi dopo aver perso il suo compagno, l’unica cosa che gli manca è una persona con cui condividere la propria vita. Se Steve fosse sincero con se stesso, ammetterebbe che quella persona è un giovane uomo che conosce e a cui tiene da anni. Steve e Tanner si desiderano, e tutto ciò che gli serve è una spintarella nella giusta direzione perché il loro sogno si avveri. 

Serie Hope 
McFarland’s farm - Edizione italiana (Hope #1): clicca qui 

Cardeno C. biografia
Cardeno C. – CC per gli amici – è un romantico senza speranza che vuole aggiungere tanta felicità e un po’ di “awww” nella giornata di un lettore. Scrivere è una piacevole pausa dalla vita reale come associato in una compagnia e come volontario per le organizzazioni dei diritti civili dei gay. Le storie di Cardeno spaziano dal dolce all’intenso, dal contemporaneo al paranormale, lunghe e brevi, ma includono sempre relazioni forti e passeggiate per il tramonto del lieto fine.
Le sue serie Home, Family e Mates hanno ricevuto premi da Love Romances, More Golden Roses, Rainbow Awards, Goodreads M/M Romance Group, e numerose recensioni. Ma ancora più speciali per Cardeno sono le reazioni dei lettori, come quando gli dicono: «Porti gioia e amore e li rendi parte della vita quotidiana.»

È possibile seguire Cardeno C. su
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11/12/2019

LIbri in uscita: "Due Anime" di Sara Santinato

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Titolo: Due Anime
Autrice: Sara Santinato
EditoreTriskell Edizioni
Genere: Contemporaneo, giallo
Pagg.: 300 
Data di uscita: 12 novembre 2019 
Prezzo ebook: € 5,99 - Promo € 4,99 per 2 settimane
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon 

Sinossi 
Alessandro Rafaldi, ragazzo ventiduenne, arriva in ospedale dove la sorella Loriana è stata operata d’urgenza dopo un’aggressione. Il luogo del delitto è sconosciuto e così anche chi l’ha aggredita.
Loriana viene operata e messa in terapia intensiva. Per starle accanto Alessandro comincia a passare del tempo in ospedale, dove fa amicizia con Ivan, un ragazzo ricoverato per accertamenti.
Mentre proseguono le indagini del caso di Loriana, Alessandro dovrà fare i conti con il suo senso di colpa: quel pomeriggio infatti aveva annullato l’appuntamento con la sorella per andare a casa di Gianfranco, amico dell’università con cui aveva avuto una breve storia. Dovrà vedersela inoltre con un padre che lo accusa di aver abbandonato la sorella, con dei giornalisti che lo tormentano di domande, con Gianfranco che pretende qualcosa di più che una semplice amicizia, e con il suo carattere impulsivo che più di una volta lo metteranno nei guai.
A sostenerlo ci sarà Ivan, che con il suo carattere solare e tranquillo riuscirà a far ragionare più di una volta Alessandro. Ma anche Ivan ha i suoi scheletri nell’armadio e un segreto inconfessabile e ad un certo punto toccherà ad Alessandro tirare fuori tutto il suo coraggio per arrivare alla verità sul passato di Ivan e sull’aggressione a sua sorella. 

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11/10/2019

Recensione: "Questa non è una storia d'amore" di Suki Fleet

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Titolo: Questa non è una storia d'amore
Titolo originale: This is Not a Love Story
Autrice: Suki Fleet 
Trad.Amneris Di Cesare 
EditoreSelf-published
Genere: Contemporaneo, Lgbtq Fiction, Young Adult
Pagg.: 375 
Data di uscita: ottobre 2019 
Prezzo ebook: € 4,99 - Disponibile anche in KU
Link per l'acquisto: Amazon 

Sinossi 
Quando la mamma di Romeo esce di casa per non tornare più, il quindicenne si ritrova senza un tetto e a cercare di sopravvivere sulla strada. Muto e terrorizzato, il suo silenzio lo rende vulnerabile; una notte viene aggredito da una gang di altri giovani come lui ma viene soccorso da un ragazzo che si impegna a proteggerlo da lì in avanti.

Julian ha solo due anni in più di Romeo. Scappato da una vita in famiglia sempre più violenta, Julian è stato infatti costretto a compiere scelte molto difficili e si ritrova a vendere se stesso per sopravvivere. Proteggere Romeo gli dà la possibilità di cambiare, gli dona uno scopo di vita, gli offre speranza ma nonostante cerchi di dimostrarsi forte e di gettarsi alle spalle i passati problemi con la droga, vivere come sono costretti a fare lo sta lentamente distruggendo e gli insinua il dubbio di non essere forte abbastanza. 

Recensione 
Inizio questa recensione con una premessa: non è facile parlare di questo libro. Quando l’ho iniziato, non avevo alcuna idea di cosa aspettarmi. Sapevo soltanto che la storia sarebbe stata caratterizzata da una buona dose di angst, un genere che adoro a patto che, ovviamente, ci sia un lieto fine. E qui c’è, ma c’è anche molto, molto dolore. Forse troppo.

Il libro si intitola “Questa non è una storia d’amore”, ma non è così. Quello tra Romeo e Julian è un amore potente, completo, forse addirittura surreale. Due adolescenti senzatetto costretti, così giovani, a vivere per strada, a prostituirsi e, come spesso capita, a essere divorati dalla droga. Almeno, per quanto riguarda Julian. 

Già, denaro facile e un pezzetto di anima.

Due amici che condividono quotidianamente paura, disperazione, sofferenza. Amore. Un amore tenuto segreto, ma che in fondo aleggia tra loro da sempre, fino a quando finalmente trovano il coraggio di ammetterlo a voce alta, perché sono l'uno la forza e la speranza dell'altro. Anche se la vita è stata troppo dura con entrambi, troppo malvagia, trovano nell'amore reciproco la luce, come un faro che indica loro la strada giusta da percorrere. 

È impensabile che due ragazzi così giovani debbano affrontare e sopportare un dolore tanto grande, eppure è quello che accade, e il libro è scritto talmente bene — dal punto di vista di Romeo — che ti senti parte di quel mondo buio, triste e ingiusto. E sapete perché questo libro è così bello e fa tanto male? Perché, che siano adolescenti o adulti, esistono tantissime persone a questo mondo che vivono nella realtà ciò che Suki Fleet ha raccontato in questo libro. Sì, è un libro che racconta la quotidianità di persone senzatetto, abbandonate, dimenticate e che non hanno mai la sicurezza di un pasto, di un luogo dove dormire, di una mano amica. Siamo così fortunati, noi, ad avere una casa, del cibo, persone che ci amano, che spesso ci dimentichiamo di chi, invece, tutto questo non ce l’ha. 

Mi chiedo quando si inizi a perdere dignità. Quale sia il punto in cui uno inizi a supplicare pur di avere qualche genere di aiuto. In quale momento ci si butti per terra con la speranza che qualcuno si fermi invece di scavalcarti.

"Questa non è una storia d’amore" è un libro da leggere anche perché ci aiuta a ricordare che la vita, a volte, diventa una battaglia quotidiana e infinita che ci lascia con cicatrici che non guariranno mai, ma se abbiamo un amore a spingerci, a darci forza e uno scopo per vivere, possiamo trovare una via d’uscita. È quello che accade a Romeo e Julian. Loro lottano per sopravvivere, insieme. 

Nelle prime pagine, Romeo viene descritto come il personaggio più debole a causa anche del suo mutismo, e Julian è sempre pronto a combattere per lui. A un certo punto, però, i ruoli si invertono. Nel momento in cui i due vengono divisi, Romeo non si perde d’animo, si fa coraggio, affronta i suoi timori, e si mette in marcia, sfidando tutto e tutti, per ritrovare il suo amico, il suo amato, la sua ancora di salvezza. 

Devo ammettere, però, che in questa storia ci sono alcuni elementi che non mi convincono fino in fondo. Innanzitutto, mi sono sentita davvero poco coinvolta, e di questo mi dispiace molto visto quanto adori il genere e quanto, tutto sommato, il libro mi sia piaciuto. Pagina dopo pagina non avvertivo una reale commozione, malgrado la trama intensa e struggente: una cosa davvero insolita per me. Mi rincresce dirlo, ma credo che la resa in italiano non sia riuscita a dare il giusto valore e peso alle parole dell'autrice. Inoltre, mi è sembrato fin dall'inizio che ci fossero dei buchi, a partire da come Romeo e Julian si sono conosciuti. 
Nonostante ciò, come ho detto, “Questa non è una storia d’amore” è un libro che ti resta nel cuore — dopo averlo ridotto in mille pezzi — quantomeno per il suo significato e per quello che simboleggia. 

Suki Fleet biografia
Suki Fleet ha pubblicato romanzi vincitori di premi, legge voracemente (anche se non tanto quanto vorrebbe) e ama le storie d’amore difficili, romantiche e inaspettate.
Scrive storie poetiche su personaggi memorabili e crede che ogni persona abbia il diritto di avere un lieto fine.
Il suo primo romanzo, This is Not a Love Story, ha vinto il premio come Miglior Opera Prima Gay ai Rainbow Award del 2014 ed è stato fra i finalisti dei Premi Lambda nel 2015. Con Foxes ha vinto il premio come Miglior Romanzo Gay per Giovani Adulti ai Rainbow Awards del 2016.

Suki Fleet contatti
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11/07/2019

Recensione: "Quel che dicono tutti" di Martin Wilson

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Titolo: Quel che dicono tutti
Titolo originale: What They Always Tell Us 
Autore: Martin Wilson
Trad.: Chiara Messina
EditoreTriskell Edizioni
Collana: Reserve 
Genere: Narrativa, LGBTQ Fiction, Young Adult
Pagg.: 300 
Prima pubblicazione: 31 ottobre 2019 
Prezzo cartaceo: € 15,00 
Prezzo ebook: € 6,99 - € 4,99 per un mese
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi 
Il popolare e atletico James sembra avere la vita perfetta, ma l’unica cosa che il ragazzo vuole davvero è ricevere la sua lettera di ammissione al college, così da poter lasciare l’Alabama una volta per tutte. In una città in cui è impossibile mantenere i segreti, tutti sembrano essere al corrente di quello che suo fratello Alex ha fatto durante la festa per l’inizio del nuovo anno scolastico, anche se nessuno sa spiegarsi il perché del suo gesto.

Allontanato dai suoi amici e con un fratello costantemente impegnato e distante, Alex è pronto ad affrontare il nuovo anno da solo. Ma Henry, il bambino che vive alla porta accanto, continua a presentarsi a casa sua in cerca di compagnia. E, quando Alex decide di darsi alla corsa campestre, nella sua vita entra anche Nate, un amico di James, che saprà rivelarsi più di un semplice compagno di squadra. 

Recensione 
Tutto ciò che James vuole è prendere il diploma, vincere il più possibile con la sua squadra scolastica di tennis, frequentare un'università prestigiosa lontano da Tuscaloosa, Alabama. Non desidera invece compiacere le persone intorno a lui, né tantomeno ricostruire il rapporto con il fratello più piccolo, Alex, la cui vita durante il quarto anno di liceo ha improvvisamente iniziato a disfarsi. 

Tutto ciò che Alex vuole è scomparire, rifugiarsi nel suo mondo di crescente incertezza e precarietà esistenziale, non solo smarrito nella solitudine, ma anche confuso, insicuro, incapace di chiamare le cose con il loro nome. Non desidera invece prefissarsi una meta, un obiettivo appagante che lo allontani dallo smarrimento e dall'indeterminatezza del suo vissuto.

James e Alex sono dunque due fratelli diversissimi e distanti, nonché protagonisti indimenticabili di "Quel che dicono tutti" di Martin Wilson — uno YA intenso, commovente, tenero, coinvolgente e davvero, davvero unico. Forse perché, da un certo punto di vista, sembra più un racconto di memorie che semplice narrativa di genere. E forse perché queste memorie, più o meno, sembrano appartenere a tutti: sono i ricordi di quello che fummo. Poi, i ricordi di quello che siamo diventati. La storia di James e Alex ci aiuta a dissotterrarli. 
Se da una parte, infatti, Martin Wilson scrive un romanzo che racconta l'adolescenza agli adolescenti e agli adulti che si mettono in gioco per camminare con loro, dall'altra sviluppa una narrazione adatta ai lettori di ogni età. Anzitutto, per le qualità intrinseche al testo. Wilson ci accompagna a Tuscaloosa, una città dell'Alabama centro-occidentale, nel profondo Sud degli Stati Uniti d'America, in quel territorio che intorno al 1920 Henry Louis Mencken definì, con ironico cinismo, Bible Belt e Sahara of Bozarts. In quello stesso Sud, insomma, i cui adolescenti cari al primo Faulkner apparivano "isolati e abbandonati a loro stessi"; ragazzi dietro ai quali si intravedevano "segreti, decadenza, case fatiscenti, grotteschi freaks, qualche residua Mammy nera, paesaggi stralunati, comunità spesso accecate dal bigottismo e dall'intolleranza." (qui) 
Sono trascorsi più di cinquant'anni da questa immagine di grigia e schiacciante ineluttabilità del destino che ispirò un'intera generazione di romanzieri americani, e di acqua ne è passata sotto i ponti — i comportamenti e la morale comune hanno subito dei cambiamenti radicali grazie alla rivoluzione sessuale del '68, ad esempio — ma per dirla con Flannery O'Connor, anche se la letteratura del Sud è oggi famosa in tutto il mondo, "il Sud è sempre la Bible Belt." Vale a dire che non siamo più di fronte al deserto delle belle arti, ma ci troviamo pur sempre nel regno del protestantesimo, del tradizionalismo e dell'ipocrisia. Del tempo scandito da abitudini e rituali inossidabili, a cui è quasi impossibile sottrarsi. In fondo, "[...] la nonna di Sam Jones lesse la Bibbia trentasette volte stando in ginocchio. E il Sud rurale e di provincia, nonché parte di quello metropolitano, è composto da discendenti delle anziane signore come lei. Non basta il trascorrere di alcune generazioni per scrollarsi di dosso la loro influenza." (qui
In questo clima di forti condizionamenti religiosi e sociali vivono e si muovono i personaggi di "Quel che dicono tutti" — ragazzi alle prese con quel modo fragile e frammentato di stare al mondo che contraddistingue la vita di molti adolescenti. 
James, Alex e tutti i personaggi secondari — che impreziosiscono ulteriormente il racconto con la loro vivida e complessa profondità — sono esseri umani imperfetti che cercano un cammino in solitaria, convinti di non trovare negli adulti la cura, il sostegno e la comprensione di cui hanno bisogno. Il loro è un presente che non li appaga e che li rende inquieti perché troppo soli.
Partendo da queste premesse, Martin Wilson sviluppa una storia dolcissima — ma priva di condiscendenza — in cui prevale la realtà della vita con tutta la sua ferocia e crudeltà. Un evento doloroso, infatti, ha allontanato i due fratelli, su cui grava ormai il peso dell'indifferenza reciproca; e così, costretti dalla rabbia e dal dolore a fare i conti con la propria interiorità, vogliono prevenire il pericolo di legarsi l'uno allo sguardo dell'altro cercando una via di fuga. Perdendosi nella solitudine o nelle molteplici relazioni (e attività) che caratterizzano le loro esistenze. 

E uno degli aspetti più sorprendenti del romanzo è proprio la capacità dell'autore di concentrarsi sul mondo interiore dei personaggi e di descriverne i delicatissimi quanto inevitabili cambiamenti. E sebbene i temi affrontati siano particolarmente forti e potenti, Wilson ce li restituisce con gentilezza, con una sensibilità toccante e un'acuta empatia.

I punti di vista in terza persona alternati tra Alex e James — oltretutto, coniugati al presente per una comprensione immediata e vivamente partecipe — concedono al lettore la possibilità di scoprire il modo in cui gli adolescenti elaborano i loro sentimenti.
Mentre affiorano le emozioni del primo amore, mentre si sperimentano le gioie dell'amicizia, il senso del rifiuto e dell'accettazione vicendevoli, si delinea il percorso obliquo e accidentato che i personaggi sono obbligati a percorrere. Ed è entusiasmante assistere alla crescente consapevolezza dei due fratelli che non esistono soluzioni semplici e lineari alle avversità della vita, perché per conoscere a fondo il proprio cuore occorre affrontare la paura, l'isolamento, il terrore di non farcela. 
Così Alex impara a misurarsi con le proprie grandezze e le proprie umanissime miserie. Pur costandogli cara l'idea di compiere il primo passo, comprende che è necessario scollarsi dal posto che si è costruito. Avverte dentro di sé il desiderio di entrare a far parte della complessità di un mondo a cui, giorno dopo giorno, non può più sfuggire. Un mondo che è fatto anche, e soprattutto, di confini, di ostacoli e pregiudizi di ogni sorta. Perché, alla fine, "rendersi conto di essere fuori posto è la ruggine sul rasoio puntato alla gola. È un insulto superfluo." (qui) — il vero timore è quello di esporsi, di essere giudicati e di non essere accettati.
James, dal canto suo, impara a riconoscere e a gestire le proprie emozioni — la rabbia, il dolore, l'ansia, il senso di colpa —; sa di dover fare chiarezza dentro di sé e di doversi liberare di un fardello che, forse, ha caricato fino all'eccesso. Per farlo, però, deve imparare a confrontarsi con il silenzio e ad avere pazienza; ha bisogno di prendersi del tempo per ascoltare se stesso, suo fratello e persino gli altri. Non per riempire quel vuoto che si è creato tra lui e Alex, ma per ripartire insieme da ciò che preme in loro per emergere e farsi strada. Perché entrambi si rendono conto che qualcosa può cambiare, anzi, che tutto cambia nel tempo e nello spazio.

Martin Wilson, però, non si limita a esplorare il rapporto tra i due fratelli e fa un ulteriore passo in avanti. Probabilmente sa che di tanto in tanto, soprattutto quando si è adolescenti, i sentimenti e gli affetti possono aprire tutte le porte — del resto, chi potrebbe affermare che l'amore non è bello? E allora a fare da sfondo alla crescita e all'evoluzione dei due protagonisti c'è anche una relazione tenerissima e romantica tra Alex e Nate, uno dei migliori amici di James. Forse, il senso di "Quel che dicono tutti" si gioca anche tra l'identità individuale e le relazioni tra le persone. Nel momento in cui Alex accetta la sfida di conoscere se stesso e gli altri, si incammina lungo sentieri che gli aprono nuove prospettive e che fanno germogliare in lui qualche piccola dose di felicità. Il suo innamoramento è così naturale, libero, coraggioso e vero che è quasi una conquista ammettere che essere significa amare.

Intorno a questi splendidi protagonisti ruotano poi altri giovanissimi personaggi, i quali danno vita a un interessante gioco di maschere che svela la difficoltà di vivere, a volte, nella retrograda Bible Belt. Parliamo di adolescenti vulnerabili e fragili che si aggrappano a qualsiasi cosa gli capiti a tiro pur di non sentirsi aridi, o per placare la fame di attenzioni e per allentare la morsa di una cintura che esige obbedienza, conformismo e rassegnazione. Perché la loro vita quotidiana patisce non la noia ma la solitudine. Così, lungo il viaggio, chiusi all'interno di un branco rigido e senza fini, sperimentano il sesso e l'alcool, magari con la speranza di trovare nel corpo le risposte alle domande che infuriano nella loro mente.
Un personaggio, però, entra nel cuore del lettore ed è un bambino di nome Henry, le cui scelte provocheranno dei cambiamenti quasi insperati e che conferiranno dignità al senso delle cose.

Naturalmente, in questo microcosmo abitato da protagonisti davvero tanto giovani, non mancano figure più adulte che possiedono la grazia dell'attesa. La loro capacità di aspettare e di volgere lo sguardo verso l'altro alimenta la bellezza e la libertà di un personaggio profondo e intenso come Alex. Quello di cui tutti abbiamo bisogno, in fondo, è qualcuno che non perda la fiducia in noi e nell'umanità che ci pervade.

Ora, che io abbia amato "Quel che dicono tutti" a questo punto è abbastanza evidente; e proprio per questo motivo sento l'urgenza di ringraziare di cuore sia la Triskell Edizioni per aver creduto nello splendore di questo romanzo, sia Chiara Messina per il meraviglioso e appassionato lavoro di traduzione. Soprattutto, però, sono grata a Martin Wilson perché, con il suo stile di scrittura vivo e tagliente — quasi spoglio di punte di espressività eppure pulsante di vita e di mistero —, ha estratto "dall'altro la radice prima del suo dolore" e l'ha fatta "propria senza esitazione" (qui). E gli sono maggiormente grata perché ha saputo parlare di bullismo, di omosessualità e coming out, di amicizia, amore e accettazione con un'eleganza rara nel genere YA. Ha raccontato la storia di una vita — in cui tutti possiamo riconoscerci — che può cominciare soltanto con la capacità di rompere il contatto con l'ambiente; e non stiamo parlando di un ambiente qualsiasi ma di quell'America profonda che non vuole neanche sentir parlare di diritti delle minoranze.

Alex, James e Henry alla fine imparano a riprendersi, a possedersi forse per la prima volta e a raggiungere un centro se non la propria integrità. Tutto è iniziato da un ripiegamento: non da una resa ma da un movimento complesso che richiede coraggio e concentrazione, per convertire le forze e staccarsi in volo.
Lo sappiamo tutti, credo, che la persona non indietreggia se non per spiccare meglio il salto e per correre insieme agli altri incontro al futuro: 
Alex spinge al massimo, nonostante il dolore, nonostante la sensazione di non aver mai corso così veloce in vita sua. Viene superato da alcuni avversari, ma poi è lui a superarne altri, ragazzi che hanno cominciato la gara con troppo sprint. Quando si avvicina al traguardo – Jake è andato avanti, ma Alex è convinto di essere in testa ad altri membri della squadra – vede suo padre che batte le mani e urla il suo nome, incoraggiandolo da bordo pista. [...] Prima che abbia il tempo di rendersene conto, Nathen lo raggiunge. «Ce l’hai fatta, Lex!» Lui sta ancora ansimando, sforzandosi di mettere in pratica gli esercizi di raffreddamento che il coach gli ha insegnato. Si asciuga la fronte sudata e sorride. «Non riesco a crederci. È stato pazzesco.» «Ce la siamo cavata bene,» dice Nathen. «Joseph è arrivato secondo. E Jed poco dopo di lui.» [...] Nel frattempo suo padre gli va incontro con il signor Blume e una Gatorade ghiacciata. «Bravissimo, figliolo!» esclama, porgendogli la bottiglia e abbracciandolo nonostante sia disgustosamente sudato. Alex lotta contro l’impulso di divincolarsi e contro il proprio imbarazzo, perché quel gesto gli dà una bella sensazione. Suo padre lo stringe più forte e, alla fine, anche lui cede e ricambia la stretta. Quando si separano, tracanna la sua Gatorade ascoltando le chiacchiere della gente. Crollerebbe disteso sul prato per la fatica, se non si sentisse così carico. In quel preciso istante sarebbe pronto a gareggiare di nuovo.


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