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Scaffale Rainbow #13

Titolo: Una scala fino al cielo 
Titolo originale: A Ladder to the Sky 
Autore: John Boyne
Trad.: Marinella Magrì
EditoreRizzoli 
Collana: Scala stranieri 
Genere: Narrativa, LGBTQ Fiction 
Pagg.: 400 
Prima pubblicazione: 1 ottobre 2019 
Prezzo cartaceo: € 21,00 
Prezzo ebook: € 9,99 
Link per l'acquisto: Rizzoli - Amazon

Sinossi 
Un salto nelle tenebre di un opportunismo sfrenato, la descrizione della salita inesorabile e nera di un antieroe letale, che nell'agire al di fuori di ogni morale si appropria di tutte le regole della seduzione.

«Il ritratto sinistro di un'ambizione implacabile» – Daily Express

Maurice Swift vuole fare lo scrittore nonostante sia incapace di immaginare storie. Non ha fantasia, ma un diverso talento, che coltiva fin dall'adolescenza, fin da quando ha capito che gli altri, uomini e donne, lo trovano irresistibile: usa la sua spiazzante bellezza, che si esprime attraverso una sensualità incoercibile, come strumento per ottenere quello che da solo non sa creare, grandi storie. Alla fine degli anni Ottanta, l'incontro con il noto romanziere Erich Ackermann all'Hotel Savoy di Berlino, dove Maurice lavora come cameriere, gli offre la prima, grande occasione: Ackermann ha avuto successo, ma oggi è un anziano terribilmente solo e inerme di fronte agli assalti della giovinezza, ai suoi furori. Gravato da un passato ingombrante, l'uomo ha vissuto una storia dolorosa ed emotivamente potente che a Maurice fa gola. Swift riesce a insinuarsi nella sua vita, a diventarne amico, e l'esito di questa sua calcolata mossa è un incendiario debutto narrativo che lo porta là dove intendeva arrivare. Ma la caccia vera inizia adesso: il Mr Ripley della letteratura ha bisogno di altre storie e per farlo deve trovare nuove prede, consumare e schiacciare altre esistenze. Il nuovo romanzo di John Boyne è un salto nelle tenebre di un opportunismo sfrenato, la descrizione della salita inesorabile e nera di un antieroe letale, che nell'agire al di fuori di ogni morale si appropria di tutte le regole della seduzione. 

Incipit 
Fin da quando avevo accettato l’invito, tornare in Germania mi aveva reso inquieto. Dopotutto, erano trascorsi talmente tanti anni dall’ultima volta, che era difficile sapere quali ricordi il mio ritorno avrebbe resuscitato.
Era la primavera del 1988, l’anno in cui il termine «perestrojka» entrò nel vocabolario, e sedevo al bar del Savoy Hotel, sulla Fasanenstraße, meditando sul mio sessantaseiesimo compleanno che sarebbe caduto da lì a poche settimane. Sul tavolino di fronte a me, il contenuto di una bottiglia di Riesling era rimasto a decantare in un recipiente di vetro che, secondo una nota sul menu, era stato modellato sul seno sinistro di Maria Antonietta. Era un vino eccellente, uno dei più costosi della lunga lista dell’albergo, ma nell’ordinarlo non mi ero sentito in colpa, dato che il mio editore mi aveva rassicurato dicendosi ben lieto di coprire ogni mia spesa. Un grado di generosità per me del tutto nuovo. La mia carriera di scrittore, cominciata oltre trent’anni prima, con sei romanzi brevi e una pessima raccolta di poesie all’attivo, non aveva mai riscosso molto successo: nonostante le recensioni generalmente positive, nessuno dei miei libri aveva attratto molti lettori, né suscitato l’attenzione internazionale. Tuttavia, e con mia grande sorpresa, l’autunno precedente avevo ottenuto un importante premio letterario con il mio sesto romanzo, Terrore. E sulla scia del premio, il libro era arrivato a vendere bene e a essere tradotto in svariate lingue. Il disinteresse che in genere accoglieva il mio lavoro aveva presto lasciato il posto all’ammirazione e agli studi critici, mentre sulle pagine letterarie si discuteva su chi potesse rivendicare il merito della mia rinascita. Di colpo mi ero ritrovato a ricevere inviti a festival e a tour promozionali in Paesi stranieri. Berlino era la sede di uno di questi eventi, una serie di reading a cadenza mensile presso la Literaturhaus, e sebbene a Berlino ci fossi nato, non riuscivo a sentirmici a casa.

John Boyne biografia 
John Boyne, classe 1971, è l’autore di uno dei più clamorosi bestseller internazionali degli ultimi anni, Il bambino con il pigiama a righe (Rizzoli 2006), divenuto poi un film di Mark Herman. Tra i suoi romanzi, editi da Rizzoli e disponibili nel catalogo BUR, Il palazzo degli incontri (2013), Resta dove sei e poi vai (2014), La casa dei fantasmi (2015) e Le invisibili furie del cuore (2018). Vive e lavora a Dublino. 

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2 commenti:

  1. John Boyne ha scritto il libro immenso "Non all'amore ne' alla notte", quindi leggero' anche quest'ultimo. Glielo devo, perche' e' l'autore di uno dei miei libri preferiti in assoluto.

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    1. "Non all'amore né alla notte" è un libro che ti risucchia. Tragico ma... davvero emozionante e, per me, ricco di poesia. Ti capisco! <3

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