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Recensione: "Stirpe" (Serie Whyborne & Griffin #5) di Jordan L. Hawk

Titolo: Stirpe
Titolo originale: Bloodline
Serie: Whyborne & Griffin #5
Autrice: Jordan L. Hawk 
Trad.: Caterina Bolognesi
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Horror/Fantasy, Storico, Investigativo
Pagg.: 330 
Prezzo: € 4,99
Data di uscita: 20 settembre 2019
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Sinossi 
Tra il padre tiranno e il fratello dissoluto, Percival Endicott Whyborne ha sufficienti familiari problematici con cui doversela vedere. Perciò, quando sua sorella torna a Widdershins, chiedendo il suo aiuto per risolvere il mistero di una nave trovata alla deriva, Whyborne è riluttante a lasciarsi coinvolgere. Questo fino a quando un brutale omicidio non lo colpisce direttamente, obbligando lui e Griffin ad accettare il caso. 
L’indagine li porta a scoprire una cospirazione fatta di ricatti, omicidi e magia nera. Ma il segreto peggiore di tutti è quello interno alla famiglia stessa, uno che distruggerà tutto ciò in cui Whyborne aveva sempre creduto, non soltanto della sua famiglia, ma anche di se stesso. 

Recensione 
Percival Endicott Whyborne e Griffin Flaherty ritornano in splendida forma in "Stirpe" — edito da Triskell Edizioni e tradotto da Caterina Bolognesi — riportandoci in una Widdershins sempre più misteriosa e magica. 

Il quinto volume di questa bellissima serie inizia con i festeggiamenti anticipati del compleanno di Percy, coincidenti con il ritorno a casa dall'Inghilterra della sorella Guinevere, ora Lady Gravenwold. 
Il povero Whyborne sta sempre sulle spine durante questo genere di eventi mondani ma decide di partecipare comunque per il bene del compagno, che al contrario presenziando spesso e volentieri a cerimonie ed eventi pubblici riesce a procurarsi ottimi contatti per il suo lavoro d'investigatore privato. Durante questa cena, però, oltre a ricevere occhiate piene di odio dal fratello maggiore, Percy conosce due lontanti cugini inglesi del ramo degli Endicott, arrivati insieme alla sorella Guinevere e con i quali entra immediatamente in sintonia. Ma è proprio la sorella, inaspettatamente, a chiedere il suo aiuto catapultandolo verso un nuovo e pauroso mistero da affrontare. 

Se, a mio avviso, "Necropoli" (clicca qui) è stato un libro un po' di passaggio e per certi aspetti non all'altezza dei precedenti, con "Stirpe" Jordan L. Hawk torna con prepotenza e incisività al fascino gotico e agli eventi inspiegabili e misteriosi della cittadina di Widdershins e della famiglia Endicott Whyborne.
Mai come in questa avventura il nostro Percival dovrà combattare non solo contro delle entità misteriose, ma anche contro il suo stesso sangue, con i misteri della sua famiglia che rischiano di porre fine sia alla sua relazione con l'amato Griffin, sia alla sua stessa vita. 

Non voglio anticipare nulla degli avvenimenti raccontati — perchè il lettore deve viverli in prima persona insieme ai protagonisti — né dei fatti che accadranno e che vi faranno trattenere il fiato per la suspense e la tensione. Ma posso affermare con certezza che numerosi saranno i colpi di scena, i momenti in cui non si riuscirà a chiudere il libro perchè sarà necessario scoprire quello che sta per succedere ai nostri amati protagonisti. Ci sarà da soffrire, sperimenteremo un po' di timore per le spaventose creature che incontreremo durante la lettura e ci arrabbieremo per la testardaggine di Percy e Griffin, ma tutta questa sofferenza sarà ricompensata da un bellissimo epilogo, che ci farà innamorare ancora di più di questa meravigliosa serie. 

In "Stirpe" Jordan L. Hawk ha voluto mostrarci un altro aspetto della personalità di Percy, che abbiamo conosciuto come un uomo che ha passato la sua vita cercando di nascondersi — prima dalla propria famiglia, che lo vessava per la sua intelligenza e la voglia di imparare, e poi dal mondo — celandosi in uffici angusti e polverosi, tra libri scritti in lingue nella maggior parte dei casi sconosciute. In questo quinto volume lo troviamo invece alle prese con la possibilità di primeggiare, di essere al centro del potere, riconosciuto come uomo e non per le sue origini o per la storia della sua famiglia. 
Ma sarà proprio questa nuova sicurezza — questa necessità di tenere tutto sotto controllo — a corromperlo, spingendolo a a perdere di vista le persone veramente importanti. 
L'autrice con la sua abituale e graffiante ironia ci mostra, così, come anche il più mite degli uomini possa essere contaminato dalla brama di potere, dal sentirsi invincibile e infallibile, e come solamente l'amore del compagno e dell'amica più cara lo aiuteranno a essere e diventare, nuovamente, la persona che abbiamo conosciuto nei precedenti libri. 

Ho trovato molto bella l'evoluzione del rapporto tra Grif e Ival, ma ancora di più, a mio parere, lo è la figura della madre di Percy che in "Stirpe" ha un ruolo più centrale: finalmente riusciamo a conoscere questa fragile donna e, soprattutto, riusciamo a capire il rapporto che la lega al figlio minore in virtù dell'amore e del sostegno che gli ha sempre donato. 

Questo quinto volume della serie Whyborne & Griffin è per certi versi un giro di boa: si aprono prospettive diverse per i due protagonisti, i quali dovranno fare i conti con le rivelazioni apprese, nel tentativo di adattare la loro vita e di rinegoziare il loro rapporto dopo tutti gli sconvolgimenti cui andranno incontro. 
Considero, dunque, "Stirpe" uno dei migliori libri letti finora, sia per quanto riguarda la parte investigativa, sia per l'approfondimento dei personaggi. E adesso non mi resta che aspettare la prossima nuova avventura dei nostri beniamini, consigliandovi di leggere "Stirpe" ed eventualmente anche i capitoli precedenti nell'attesa del sesto volume.

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