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Recensione: "Il figlio dello chauffer" di Tara Lain

Titolo: Il figlio dello chauffer
Titolo originale: Return of the Chauffeur's Son
Autrice: Tara Lain 
Trad.: Valentina Andreose
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: contemporaneo 
Cover Artist: Reese Dante 
Data di uscita: 10 settembre 2019
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press 

Sinossi 
Luca McGrath sarà anche tornato nella Napa Valley, California, come promettente chef, con il sogno di aprire un proprio ristorante con cantina di vini, ma il suo cuore è ancora legato a James Armstrong, il classico cattivo ragazzo e figlio di un miliardario. Luca ha trascorso tutta l’infanzia con James, il ragazzo d’oro dell’alta società californiana, così accecato dalla sua bellezza da non notare il pacato e tenebroso fascino del fratello maggiore, Dylan.

Ma ora Luca è tornato, e il suo nuovo charme sembra essere in grado di far dubitare James della sua eterosessualità, tanto da mettere a rischio il fidanzamento dell’uomo con una ricca e potente donna d’affari. La palese attrazione tra i due fa sì che Dylan si decida a fare la sua mossa: perché mentre Luca sognava James, Dylan sognava Luca. Quando Luca si trova incastrato in una disputa tra fratelli e viene addirittura accusato di spionaggio culinario, si prepara a cestinare il suo sogno d’amore, ma non sa che proprio Dylan potrebbe essere la chiave per realizzare i suoi sogni. 

Recensione 
Tara Lain è sicuramente una delle autrici che, nel panorama Male to Male, ci regalano le storie più romantiche. I suoi personaggi ci fanno sognare a occhi aperti, ci fanno soffrire per amori che sembrano irraggiungibili e, alla fine, sorridere con i loro meravigliosi happy end.
Per questa ragione, la sua scelta di riprendere in chiave M/M la bellissima commedia romantica Sabrina, mi ha fatto pensare sin dal principio che "Il figlio dello chauffer" avesse tutte le carte in regola per bissare quelle emozioni, raccontandoci una storia frizzante e piena di romanticismo. 

Luca McGrath e i due fratelli James e Dylan Armstrong. Avendo visto più volte il film Sabrina, con i mostri sacri Audrey Hepburn, Humphrey Bogart e William Holden, mi spiace per James, ma ho fatto subito il tifo per Dylan, perfetto nel suo essere serio e riservato, ma sempre attento e puntuale presenza nei momenti clou del libro. Impossibile non essere vittime del suo fascino, e più volte mi sono chiesta come Luca potesse essere ancora così interessato a James, quando aveva un perfetto Bogart innamorato di lui. 
Ma proprio come Humphrey, Dylan si rivela nelle azioni e non nei sentimenti, con il suo altruismo verso tutti; Luca, ancora troppo infatuato dal suo amore adolescenziale nei confronti di James, non si rende conto di quello che sia i signori Armstrong, sia suo padre, hanno compreso fin dal suo ritorno da New York a Napa Valley, dopo cinque anni trascorsi a studiare e fare pratica come chef sia nella Grande Mela che in giro per il mondo. 
James ha il suo fascino, dovuto alla sua parlantina e al suo ammiccare che conquista tutti coloro che lo ascoltano, ma si comprende che il suo interesse verso Luca è solo un capriccio volto a eguagliare il fratello maggiore in tutto, anche nell′orientamento sessuale. Etero fin nel midollo, viste le sue innumerevoli conquiste femminili, ha voluto sperimentare in passato con un modello, ma la sua confusione non lo aiuta nel suo tentativo di ammaliare Luca per averlo per sé. 
Dylan, gay dichiarato da sempre, è invece innamorato del figlio dell’autista praticamente da quando Luca è diventato un adolescente curioso della propria sessualità. Tuttavia, la differenza di età rispetto a Luca e James, lo ha sempre posto nel ruolo di fratello maggiore: troppo grande per giocare con loro, troppo impegnato nel diventare il successore capo nell'azienda di famiglia, lasciando al fratello minore quel sogno d'amore a occhi aperti e cuoricini con il quale Luca è cresciuto.
Un incidente occorso a James sarà il motivo di avvicinamento tra Dylan e il ragazzo che ha sempre amato, la scusa che lo porterà a mostrare cosa si nasconde dietro la sua riservatezza e che, seppur James sia una fantasia adolescenziale, Dylan è una realtà sexy che Luca inizia a conoscere e del quale è sempre più affascinato. 

In questo insolito e platonico, finora, triangolo amoroso, ci sono poi le vicende di Luca all'interno del nuovo ambiente di lavoro; felice di affiancare un grande chef, deve aiutarlo a vincere un concorso culinario contro il suo nemico di sempre. E qui Tara, complici forse tutte le trasmissioni su chef senza alcuno scrupolo, ci addentra nei loschi piani volti a far perdere credibilità agli avversari, a colpi di mestoli e ricette originali, con intrighi e seduzioni da vere spie, travolgendo il nostro Luca in diversi giochi di potere, tanto da indurlo ad abbandonare tutto e ritornare a New York. E chi andrà a consolarlo, dichiarandogli il proprio amore e il desiderio di averlo accanto per realizzare insieme tutti i loro sogni? 

Ah, quanto è bello e dolce l'amore di Tara, che ci fa sognare ancora una volta con le sue storie, che ci descrive un mondo bellissimo e gayfriendly, dove i genitori tifano per la felicità dei propri figli — non importa se etero o gay — perché il loro sorriso è la massima realizzazione e la dimostrazione più nobile di essere stati dei buoni genitori, e che la famiglia non ha genere, ma solo tanto, tanto amore. 
Voglio spendere un’ultima parola per le fantastiche fanciulle — avanti con gli anni — che arricchiscono questa storia con la loro irresistibile e allegra presenza, Winnie e Hazel, le quali, ancora prima di Luca, curiosando tra le foto dei fratelli Armstrong all′inizio della storia, avevano capito tutto, e anche come sarebbe finita.

E scusami, William Holden, ma Humphrey Bogart è... Bogart. Ed è impossibile non tifare per lui!

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