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Recensione: "Incanto" (Serie Enlightenment #2) di Joanna Chambers

Titolo: Incanto
Titolo originale: Beguiled
Serie: Enlightenment #2
Autrice: Joanna Chambers
Trad.: Claudia Milani
Casa Editrice: Triskell Edizioni 
Genere: Storico
Pagg.: 213 
Prezzo:  4,99
Data di uscita: 17 agosto 2019
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi 
Due anni sono trascorsi da quando David Lauriston ha visto per l’ultima volta il nobile e cinico Murdo Balfour. L’occasione di un nuovo incontro giunge con la visita di re Giorgio IV nella capitale scozzese, per celebrare la quale Murdo viene inviato dal padre in rappresentanza dell’aristocratica famiglia. 

In passato, la separazione tra i due uomini era stata amara e, da parte di Murdo, rancorosa. Il tempo sembra tuttavia aver ammorbidito il risentimento del gentiluomo, al punto da fargli chiedere a David di godersi la rispettiva compagnia durante il suo soggiorno. 

Nonostante le iniziali riserve, quest’ultimo non riesce a fare finta di niente e in breve si trova alla porta, e tra le braccia, del precedente amante.

Ma altri personaggi del suo passato convergono in città e, mentre la pompa magna della visita reale si dispiega intorno a loro, David è trascinato in una catena di eventi che minacciano di distruggere ogni cosa: dalla sua carriera, alla sua serenità, al fragile legame che, nonostante tutto, sta nascendo tra lui e Murdo. 

Recensione
«Amo ancora e non amo,
e sono pazzo e non sono pazzo
(Anacreonte, Fr. 46)

Joanna Chambers possiede un'inclinazione e un talento non comune per la creazione di trame originali e avvincenti; ha un'immaginazione generosa e una capacità innata nel catturare dettagli fisici, storici e culturali senza perdere di vista la realtà emotiva dei personaggi. Lo abbiamo scoperto con "Provocazione" (qui), primo volume della serie Enlightenment — un romanzo sorprendente, ricco di intensità, struggimento e passione il cui ritmo coinvolge al punto da far sentire il lettore completamente immerso nell'epoca in cui è ambientato. E non solo perché è un libro che riporta con attenzione e cura fatti realmente accaduti, ma anche perché è uno spazio aperto in cui luoghi, eventi e persone reali si mescolano e si sovrappongono alla storia dei personaggi, i quali a loro volta si scontrano con la costruzione dei propri ricordi, con il desiderio e la perdita.
Ma "Provocazione" racchiude in sé molto di più: racconta, infatti, di un passaggio inevitabile che obbliga i protagonisti a confrontarsi con le inadeguatezze e le asperità della vita ed è, allo stesso tempo, la quiete prima di una tempesta che cambia tutto. Forse, per la prima volta dopo molto tempo, in meglio. 

Sono trascorsi due anni dagli avvenimenti del primo volume della serie, ed Edimburgo, sotto la più che trascinante regia di Sir Walter Scott, si prepara ad accogliere la visita solenne dell'impopolare Re d'Inghilterra Giorgio IV, che con il suo viaggio in terra di Scozia intende opporsi e spegnere l'eco delle rivolte popolari della cosiddetta Radical War
È in questo clima di fervente attesa e di entusiasmo collettivo — capace di avvicinare la piccola e grande nobiltà ai cittadini più poveri, creando una nuova identità nazionale scozzese — che David Lauriston incontra, fortuitamente, Lord Murdo Balfour. 
Vedersi e soprattutto avere modo di parlare, sebbene dopo un lungo periodo di separazione, risveglia in entrambi emozioni intense e incontrollabili — che rifuggono cioè qualsiasi tentativo di sottomissione —, e l'attrazione che li aveva uniti due anni prima diventa, in "Incanto", la chiave per aprirsi l'uno all'altro con maggiore profondità e convinzione. 

Prima di ogni altra definizione, però, "Incanto" è una storia di ineffabili passioni — familiari, politiche, culturali — che hanno il potere di distruggere o di plasmare le esistenze dei personaggi, principali e secondari. 
Joanna Chambers non si limita a scavare nella mente di David, né mira, senza tanti preamboli, a una rigorosa accuratezza storica ridondante e improduttiva; dipinge, invece, un mondo punteggiato di ricchezze e ambizioni sociali contrastate da disuguaglianze di ogni genere. Riconosce la scomoda realtà dell'Europa del 1822 e ne sfrutta le conquiste (poche) e le contraddizioni (tante) per raccontare una delle storie d'amore più commoventi di cui abbia letto quest'anno. 
Mentre David e Murdo si avvicinano, di nuovo, sia da un punto di vista fisico che psicologico, l'autrice inserisce elementi di suspense capaci di conferire ulteriore complessità a un universo già di per sé molto ricco. Il romanzo diventa, così, ancora più vivo, più coinvolgente e attuale. Innanzitutto perché la narrazione, avvolta inizialmente in un'atmosfera tranquilla, prende fiato e ritmo attraverso una galleria di personaggi intensi e indimenticabili, che lasciano emergere il coraggio e la comprensione, la violenza e le ritorsioni contro i più deboli e i vinti laddove concentrano il proprio sguardo sulla grandezza o la mediocrità della natura umana. Così, le vicende di David Lauriston e Murdo Balfour si intrecciano, ancora una volta, a quelle di Elizabeth Chalmers, una giovane donna che decide di lottare contro l'abuso e l'oppressione. 
Elizabeth, descritta con delicatezza e compassione, è un personaggio che vive in balia di una minaccia dura e ineluttabile. Eppure, osa sognare l'impensabile, nel tentativo di abbandonare il ruolo soffocante assegnatole da una società misogina, che la tiene violentemente sotto controllo. All'interno di questa cultura pervasivamente maschilista — nella quale la donna è un'assenza opaca poiché non marcata dal privilegio di genere e di classe — Elizabeth si ribella, rivendica la propia indipendenza e scopre di avere forza e coraggio. 
A David, Murdo ed Elizabeth si affianca, ancora una volta, Euan — forse, uno dei personaggi più sensibili e più attenti ai contrasti e agli ideali spirituali della serie. 
Euan è, due anni dopo gli eventi di "Provocazione", un uomo più maturo e avveduto: ha ceduto, sì, la propria autonomia a una causa politica che lo mette in costante pericolo, ma ha anche imparato sulla propria pelle che vivere nella menzogna e nel rancore comporta un dispendio di energie, di tempo e di attenzione doloroso e sterile. Euan ha imparato che "per quanto l’odio sia forte [...] l’amore lo è di più" e che "un uomo può combattere a lungo sostenuto dall’odio, ma combatterà fino alla morte per amore", perché "non siamo mai così nobili come quando amiamo." In tal modo, la sua apertura al cambiamento, il suo bisogno di rovesciare una condizione sociale coercitiva e innaturale regalano riflessioni intelligenti, ironiche e soprattutto sincere. 

Ma è la scoperta — lenta e allo stesso tempo inesorabile — di poter diventare padroni del loro destino il collante che unisce e consolida le relazioni di questi irresistibili personaggi. Perché tutti e quattro dimostrano che la storia è fatta da coloro che conoscono le leggi e sanno come infrangerle. 

David, Murdo, Elizabeth e Euan sono figure vibranti e vulnerabili, desiderosi di conoscere la passione e tutto quello che la vita ha da offrire. Anche se su piani diversi, infatti, per ognuno di loro la scelta di chi finiranno con l'amare solleverà, probabilmente, un interrogativo più importante ed emblematico: chi sarà la persona da cui si lasceranno amare. 
Per questo motivo, forse, il processo di formazione dei personaggi è la parte più potente del romanzo. Soprattutto perché passa attraverso la storia di David e Murdo, i quali iniziano a inseguire ciò che pensano e sentono di essere, pur pagando, ancora, un prezzo altissimo al conformismo e alle convenienze sociali e familiari. 

Tuttavia, considerato che ogni incontro lascia una traccia, entrambi hanno appreso e accolto un nuovo punto di vista. Se in "Provocazione" sedurre ed essere sedotto significa sfidare se stesso e l'altro — e la sfida contempla la sconfitta e il rifiuto —, in "Incanto" David e Murdo vengono colpiti nella loro autenticità. 
Dopo essersi detti addio, entrambi hanno avuto modo di riflettere sulle regole imposte loro dalla società e dal moralismo — quelle stesse regole interiori che hanno avvelenato la loro esistenza, soprattutto quella di David. Ritrovarsi, pertanto, significa rendersi estranei a ciò cui prima si era legati per scoprire nuove possibilità. Implica un'arrendevolezza esaltante, la necessità di lasciarsi trasportare dall'altro per essere condotto nel suo mondo. 
David, ormai consapevole che la vita si rivela più facile se non sai cosa ti stai perdendo, non intende più essere remissivo e impaurito. Dopo aver dolorosamente conosciuto lo spettro del rimpianto, trova il coraggio di osare, di conoscersi davvero e di farsi carico delle conseguenze che una simile scelta può comportare. 
Murdo, dal canto suo, ha scoperto che si può essere onesti con se stessi e la propria natura — per quanto fragile essa possa essere — accettando di correre dei rischi, esprimendo senza mentire i propri pensieri e le proprie emozioni. La corazza che sino a quel momento lo ha protetto dai fallimenti e dalle sconfitte — e che lo ha reso immune da qualsiasi partecipazione emotiva — comincia a perdere la sua durezza, e lo allontana da quella stessa atroce solitudine sperimentata da David. 

È dunque bellissimo il modo in cui David e Murdo si avvicinano, riconoscendo di essere l'uno la speranza dell'altro. Emoziona la volontà di concedersi lo spazio necessario per esprimere, o tacere, tutto ciò che è successo loro, provando a misurarsi con quella diversità che ha sempre caratterizzato il loro rapporto. Pur temendo ciò che non conoscono, si lasciano andare ai sentimenti, al loro potere di trasformare la realtà, e la reinterpretano secondo i propri desideri. 

Del libro, però, mi è davvero difficile dimenticare il momento in cui David decide di accettare l'invito di Murdo presentandosi, infine, a casa sua. Joanna Chambers descrive la scena in maniera toccante senza essere melodrammatica — qualità che apprezzo moltissimo in un autore. La narrazione è così musicale, luminosa e intensa da lasciare senza fiato. Il linguaggio, il susseguirsi degli eventi e le emozioni di David, soprattutto, sottolineano la complessità del desiderio e della passione, la cui forza prorompente si abbatte sul suo animo come un maglio e lo trascina senza che lui possa opporre alcuna resistenza. 

Ma la bellezza di "Incanto" si nasconde anche nei non detti, nelle visioni e nei temi profondi che vengono alla luce senza un'eccessiva verbosità. Joanna Chambers descrive i risvolti psicologici dei personaggi con estrema bravura; ne cattura le diverse sfumature in un romanzo che è sicuramente narrativa di intrattenimento ma di qualità. 

E di tutte le storie che descrivono cosa significhi innamorarsi davvero, quella di David e Murdo ha un posto speciale nel mio cuore. Per la trama, la coerenza e l'ambientazione, per i dialoghi credibili, per lo stile asciutto e, al tempo stesso, denso di significato. E soprattutto perché Joanna Chambers ci spinge a identificarci in una relazione contrastata e difficile, che appartiene a un tempo lontano e all'apparenza distante dal nostro sentire. Nella certezza che l'amore sa essere sempre avvincente e universale perché sa sempre provocare, sedurre e alla fine, quando siamo fortunati, anche trasformare e conquistare. 
E allora che delizia! Che gioia! Che incanto!

1 commento:

  1. La Chambers è una piacevolissima scoperta. Di quelle che ti domandi: "ma perchè non è stata tradotta prima? E perchè non traduciamo tutto il possibile di questa magnifica scrittrice?"
    Caratteri ben definiti, crescita dei personaggi, trama mai banale, inserimento di problemi reali e dolorosi all'interno dei suoi romance... Cosa chiedere di più ad un libro? Ebbene, questa trilogia stupisce in un crescendo boleriano. Grandiosa!

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