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Recensione: "Punto di rottura" (Serie Turning Point #2) di N.R. Walker

Titolo: Punto di rottura
Titolo originale: Breaking Point 
Serie: Turning Point #2
Autrice: N.R. Walker
Trad.: Grazia Di Salvo
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 300
Data di uscita: 18 luglio 2019
Prezzo: € 5,99 
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi 
Una lotta per ciò che è giusto si trasforma in una lotta per la vita.

Mentre il senso di colpa lo tormenta, il mondo di Matthew Elliott inizia ad andare fuori controllo. Più lui cerca di tenere duro, più tutto gli scivola via tra le dita, senza che riesca a impedirlo.

Dopo essersi introdotto nell'ambiente dei combattimenti clandestini nelle gabbie, Matt inizia a lottare per ciò che è giusto. Più ne resta coinvolto, più il senso di colpa lo consuma – più dolore si fa infliggere per espiare la sua colpa – e presto si ritrova a combattere per qualcosa di più della giustizia.

Lotta per amore.
Lotta per la sua vita. 

Recensione 
Quando, in primavera, abbiamo letto “Punto di non ritorno” (qui), primo volume della serie Turning Point, è scattata una scintilla immediata tra noi e i due protagonisti. Ci siamo perdutamente innamorate di Matt e Kira, al punto da rileggere la loro storia più volte in brevissimo tempo, andando alla ricerca di quante più informazioni possibili sui restanti due libri che ne compongono la trilogia. Per cui, quando abbiamo avuto tra le mani “Punto di rottura”, sapevamo a cosa saremmo andate incontro. Più o meno. All'incirca. Quasi. Non proprio. Ok, pensavamo di essere preparate e invece non lo eravamo proprio per nulla! 

Questo sofferto, soffertissimo libro ci ha trascinato, pagina dopo pagina, nelle profondità più oscure di Matt. Abbiamo sentito sulla nostra pelle ogni pugno e calcio incassati dall’ex detective. Abbiamo percepito gli occhi gonfi e la vista sfocata ai margini, perché siamo state colpite al volto con violenza. Ogni respiro spezzato usciva dalle nostre labbra al ritmo accelerato del nostro cuore, per la rabbia, la paura, il dolore… l’amore. L’amore totalizzante per Kira. Un amore talmente profondo da spingere Matt a sopportare qualsiasi sacrificio — qualunque cosa pur di proteggere l'uomo che ama. Perché Kira è la sua ragione di vita. Pensare che sia stato vittima di torture a causa del suo lavoro come poliziotto, accusare se stesso e biasimarsi per non aver impedito tanta sofferenza, e non darsi alcuna assoluzione faranno precipitare Matt in una serrata spirale di autodistruzione. 

Davvero, è stato difficile mantenere un distacco emotivo sufficiente a proseguire la lettura; è stato impossibile evitare che il nostro cuore venisse stritolato in una morsa per poi esserne risputato fuori a brandelli. 
E, sussurrandolo piano piano, vi confessiamo che Fede ha fatto una cosa da molti giudicata oltraggiosa, orripilante, vietata! Non sopportando più la discesa agli inferi di Matt, è andata direttamente alla fine del libro: un click sul dispositivo, et voilà! Servito l’ultimo capitolo. 
Confessate: quanti di voi non lo hanno fatto almeno una volta nella vita?  
Ma il peccato di Fede non si è limitato a questo. Dopo aver capito quanto accaduto, ha iniziato a leggere le pagine a ritroso, capitolo per capitolo, manco avesse tra le mani un manga!
Manu desidera esprimere la sua solidarietà a tutti i lettori che, come lei, stanno storcendo il naso per questo sacrilegio letterario. 

Come era già successo con “Punto di non ritorno”, N.R. Walker ci ha decisamente stupito creando situazioni destabilizzanti, che hanno portato il nostro battito cardiaco alle stelle. Abbiamo raggiunto il fondo con Matt, siamo andate talmente in profondità che risalire in superficie sembrava impossibile, con un lontano raggio di luce — via via più tenue e flebile — a illuminare il cammino. 
Sarà sufficiente quella luce proveniente dall'anima di Kira a permetterci di riemergere? Sarà sufficiente il calore di quell'amore, che suo malgrado Matt sta spingendo via, a scacciare il gelo che si sta impadronendo del suo cuore?
Leggere questo libro è stato come ritrovarsi paralizzati davanti alla forza dirompente di un ciclone guardando il susseguirsi degli eventi con una sorta di fascinoso orrore: sei terrorizzato da ciò che sta accadendo, ma allo stesso tempo non riesci in alcun modo a distogliere lo sguardo. Poi, quando hai raggiunto quel punto di rottura dove non c’è ritorno, mentre boccheggi per il dolore insieme al protagonista, arriva una prima boccata d’aria fresca: puoi finalmente tornare a respirare con gli occhi umidi di lacrime. 

Ma “Punto di rottura” non è solo la storia di Matt e Kira. Vi si incontrano uomini che, a causa del loro aspetto imponente e per l’atteggiamento intimidatorio, farebbero fuggire la maggior parte delle persone. Eppure, il mondo non è diviso nettamente in buoni e cattivi, e lo abbiamo capito una volta di più vivendo insieme a Matt la sua nuova quotidianità. 
Sal e Yumi, i genitori di Kira, ci avevano conquistato già nel primo volume, ma ora li amiamo incondizionatamente, perché sono due personaggi semplicemente meravigliosi; due genitori che ogni figlio vorrebbe avere al proprio fianco. Inoltre, è anche merito loro se Kira è l’uomo fantastico che abbiamo imparato ad apprezzare e amare insieme a Matt. 

Oh, Kira! Era impossibile che Matt non si innamorasse della tua dolcezza, del tuo essere presente senza essere mai invadente, della tua lealtà assoluta, della tua integrità. Soprattutto, era impossibile che non si lasciasse avvolgere dalla forza salda del tuo amore. 
Tu e Matt ci avete fatto sudare le proverbiali sette camicie in queste pagine, e non vediamo l’ora di potervi ritrovare finalmente in pace con il passato e pronti per iniziare un nuovo futuro, perché quando ci si imbatte in un amore come il vostro non si vorrebbe mai leggere la parola fine.

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