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Recensione: "Blueprint" (Serie Le regole del possesso #1) di S.E. Harmon

Titolo: Blueprint
Titolo originale: The Blueprint 
Serie: Le regole del possesso #1
Autrice: S.E. Harmon
Trad.: Emanuela Cardarelli
Casa Editrice: Dreamspinner Press 
Genere: Contemporaneo
Cover Artist: Kanaxa
Pagg.: 267
Data di uscita: 30 aprile 2019
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press - Amazon

Sinossi 
Kelly Cannon è soddisfatto della sua vita. Ha degli amici, una famiglia fantastica e un buon lavoro. La sua vita amorosa, però, fa davvero pietà. E per quale motivo? Perché il suo cuore ha deciso di infrangere due regole importanti: non innamorarsi di un etero e soprattutto non innamorarsi del proprio migliore amico. 

Il campione di football Britton “Blue” Montgomery è sotto pressione. Suo padre è interessato solo alla sua carriera di giocatore. I suoi allenatori vogliono che giochi senza infortunarsi di nuovo. E poi ci sono i tifosi, il suo agente e infine sua madre, che è ricomparsa dopo aver lasciato la famiglia anni prima. Come se non bastasse, il suo rapporto con Kelly si fa sempre più incerto, e questo lo spaventa più di qualsiasi altra cosa. 

Quando Kelly ammette di essere innamorato di lui, il loro legame è messo alla prova, e Blue deve decidere cosa conta davvero. Non vuole perdere la persona più importante della sua vita, ma il prezzo per tenere Kelly al suo fianco potrebbe essere più alto di quanto lui sia disposto a pagare. 

Per fortuna, il suo soprannome in campo è Blueprint, il Prototipo: è l’unico che potrà cambiare le regole del gioco.  

Recensione 
L'amore. Tutti vorremmo trovarlo, custodirlo e tenercelo stretto. Anche quando dubitiamo della possibilità di conquistarlo e la nostra unica paura — o, talvolta, la nostra unica certezza — è che ci stiamo piano piano dissolvendo. Di solito, in un tempo di attesa: nel tempo dell'illusione e della speranza.
Ne siamo consapevoli, credo, un po' tutti. Ne è consapevole persino Kelly Cannon, protagonista di "Blueprint", primo volume della serie Le regole del possesso, di S.E. Harmon, trad. di Emanuela Cardarelli, edito da Dreamspinner Press

Kelly — insegnante di fisica in un piccolo ed esclusivo college privato di Miami — è profondamente e irrimediabilmente innamorato del suo migliore amico, nonché stella della NFL, Britton "Blue" Montgomery. 
Un dettaglio parecchio ingombrante, però, gli impedisce di dichiararsi e di coronare il suo sogno d'amore e di felicità: Blue è etero. Un dissoluto, impenitente eterosessuale. O almeno entrambi ne sono convinti. Quello che entrambi ignorano, invece, è che la realtà è fatta di contraddizioni e che, di conseguenza, non è per nulla semplice e scontata come sembra. 

Questa breve sintesi potrebbe indurci a pensare che le premesse per un primo volume ad alto tasso di drammaticità ci siano tutte. Eppure, tali premesse sarebbero di molto più prossime al vero, se non avessimo tra le mani un libro di S.E. Harmon. Perché, quando si tratta di lei e dei suoi romanzi, ci sono due o tre verità su cui posso sempre fare affidamento: so che i dialoghi saranno maliziosi e brillanti, la sensualità sfrenata, ogni scena, anche la più triste e straziante, sarà pervasa di ironia e levità.
E, in effetti, uno degli aspetti più belli di "Blueprint" è l'umorismo, imprevedibile e mordace. Della sua trama, all'apparenza dolorosa, S.E Harmon fa un libro spassosissimo, in alcuni passaggi al limite del politicamente scorretto (vaghi riferimenti sessisti che sono radicati nella nostra vita quotidiana). Ma non solo, fa anche di più: vi distribuisce in modo equo amabilità e spigolosità, appagamento e frustrazione, gioia e sconforto, risate e commozione. Un po' come accade nella vita vera.

Un altro aspetto importante del racconto è la caratterizzazione dei personaggi. Come tutti gli eroi di S.E. Harmon, Kelly ha una personalità forte, per certi versi incline alla polemica, alla testardaggine e a una calma ribellione. Come Mackenzie Williams di "Resta con me" (qui) o Rain Christiansen di "Firmato: il tuo agente spettrale" (qui), ha un fondo di sarcasmo e di irridente ironia del quale a volte si compiace e che rende il suo viaggio davvero sapido e travolgente. 
Sin dal primo capitolo, in cui è impegnato a districarsi da una situazione piuttosto spinosa — e che comporta un elevato livello di prontezza di spirito (ah ah!) —, Kelly si affida alla propria lucidità. È caustico e del tutto onesto, soprattutto con se stesso. 
Il dramma iniziale si consuma allo stadio BankAtlantic, aprendo la strada a una tormentata vicenda sentimentale, che diverte ed emoziona tantissimo. In aggiunta, questo iniziale momento di disagio si trasforma, per Kelly, nell'opportunità di affrontare le sue paure, ovvero il proverbiale elefante nella stanza. 
Lui e Blue sono amici da almeno vent'anni. Si sono conosciuti alle elementari e da allora sono diventati inseparabili. Hanno avuto a disposizione il tempo necessario per conoscersi ed essere sinceri e autentici l'uno con l'altro. Hanno consolidato il loro legame scoprendo le proprie differenze (tante) e rivelando anche i propri limiti e difetti (pochi, a sentir loro — ah ah!). Hanno imparato ad amare il tempo trascorso insieme, a godere della reciproca presenza, a essere premurosi, attenti, pronti ad ascoltare l'uno la prospettiva dell'altro, disposti ad aiutarsi a vicenda senza chiedere nulla in cambio. In poche parole, sono diventati amici. E fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. 
Il problema nasce nel momento in cui Kelly si rende conto di amare il suo Blue. E non come si ama il proprio migliore amico, e cioè senza nessun fine e con semplice affetto, ma con un coinvolgimento emotivo, una passione e una carnalità che nel suo caso, purtroppo, lasciano presagire un futuro molto più che oscuro e incerto. Praticamente, inesistente. 
Così, dopo anni di sospensione, inquietudine e struggimento, Kelly decide di prendere le distanze, da se stesso e da Blue: amarlo in segreto non sta portando nulla di buono — solo scontentezza e una dose indefinita di ostilità. 
Voler uscire dal proprio cuore, però, non basta, non quando i sentimenti sono davvero genuini, profondi, irrazionali e quindi indipendenti dalla volontà. D'altro canto, allontanarsi dal suo migliore amico innesca una reazione inaspettata, una risposta incredibile nel vero senso della parola: agli occhi di Blue, un Kelly elusivo e sfuggente corrisponde a un Kelly seducente e in assoluto desiderabile. 
In fondo, se nella vita si vuole sempre ciò che non si può avere, in amore — quando la buona sorte ci sorride — vince chi fugge. 
Da questo momento in poi, la vicinanza tra Kelly e Blue si fa incerta — andare alla ricerca di un confronto significa anche esporsi al rischio di guardarsi dentro — mentre l'attrazione cresce, matura e solleva interrogativi sopiti o forse, per meglio dire, trascurati, nascosti come la polvere sotto un tappeto lungo una vita. 
Perché Blue, un atleta abituato a incassare colpi durissimi sui campi da gioco, si allena da sempre a nascondere il dolore. Avendo imparato a reprimere la sofferenza provocata da un violento impatto fisico — il suo è uno sport che chiede tutto e non perdona —, sa anche come rifuggire da ogni disagio emotivo, da qualsiasi stato d'animo che possa sottrarsi al suo controllo. A conti fatti, lui è Blueprint, "il prototipo del perfetto tight end" — in questo modo lo ha definito il suo coach del college —, "il modello originale", colui che sa essere metà ricevitore, metà difensore, abbastanza veloce per portare la palla e abbastanza forte per bloccare, se necessario
Blue è, quindi, molto più di un atleta sotto pressione: sente costantemente il peso del mondo in cui vive gravare sulle sue spalle. Per ottenere sempre la migliore prestazione possibile, ha bisogno di essere guidato dalla razionalità, di soppesare i vantaggi e gli svantaggi di ogni situazione, di tenere a bada lo stress, gli impulsi e l'emotività. Il piano è quello di non cedere mai terreno alla complessità del suo sentire poiché deve essere sempre all'altezza delle aspettative e dell'esigenze del coach, dei compagni di squadra, di un ambiente sportivo in cui le discriminazioni possono arrecare danno a lungo termine, di un padre che, oltre a essere avido, è anche omofobo. Blue deve essere il giocatore perfetto, perfetto quanto il suo progetto di vita. 
Tuttavia, come qualsiasi altro essere umano illuso di trasformare la propria esistenza in una pianificazione invariabile di mete, obiettivi e strategie, Blue viene sorpreso, sconvolto, terrorizzato, eccitato dal desiderio, che ha radici oscure e imperscrutabili. E, dunque, con l'ironia spiccia e diretta che lo contraddistingue e con un'ingenuità e una purezza d'animo che sciolgono il cuore, Britton "Blue" Montgomery si scopre non così etero come da sempre sostiene. E, soprattutto, si scopre ferocemente attratto dal suo migliore amico, Kelly Cannon.  
Per fortuna, le aspettative, soprattutto quando sono ostacolanti, possono mettere l'essere umano di fronte alla facoltà di cambiare e al diritto di trovare la  propria libertà, di modificare in corsa sogni, programmi e progetti. L'importante è essere disposti a infrangere le regole, per scriverne di nuove e per dare alle nuove aspirazioni il rispetto che meritano. 

Ora, che S.E Harmon abbia un superbo senso del tempo della narrazione è un dato di fatto — è abilissima nel bilanciare il pungente e sardonico struggimento di Kelly con la goffa e tenerissima ansia di Blue —, ma se c'è una cosa in cui ha un istinto infallibile è la capacità di rallentare o intensificare il ritmo degli eventi. Sa come dare ai suoi personaggi lo spazio necessario per andare alla scoperta di una nuova dimensione, senza affrettare il passo né tantomeno quello che accade. E, soprattutto, sa come creare dialoghi incalzanti, assecondando un'inventiva sarcastica, originale e, quindi, inattesa. 
La costruzione del racconto e la caratterizzazione dei personaggi, poi, permettono di entrare facilmente in contatto sia con Kelly e Blue, sia con i loro familiari, gli amici — a proposito, spero tanto di leggere un libro dedicato a un certo Connor O'Rourke —, i colleghi e i compagni di squadra, i quali sono più o meno e quasi tutti interconnessi. Questa rete di rapporti rende l'universo di "Blueprint" maggiormente coinvolgente e realistico. 
E, nondimeno, riesce a disegnare un rapporto di amicizia intenso e che resta impresso in modo convincente e credibile. Nel romance come nella vita vera, se si desidera una relazione forte e duratura, l'amicizia è la chiave di tutto. Gli amici lo fanno meglio — lo so io, lo sa forse S.E. Harmon e adesso, di sicuro, lo sanno anche Kelly e Blue: 
Accade sempre qualcosa di meraviglioso nella tua vita quando la persona che tu ritieni davvero speciale pensa che in qualche modo sia speciale anche tu.

4 commenti:

  1. Amo la S.E. Harmon, profondamente, visceralmente. Mi sono innamorata di " Resta con me" che rimane il mio libro preferito in assoluto tra gli MM, del tipo che quando ho voglia di leggere qualcosa di divertente è sempre quello che prendo e che non mi annoia mai. Ora sul mio kindle c'è Blueprint e ritrovo l'ironia brillante che la contraddistingue. Lunga vita a S.E. Harmon!

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    1. Awwwww <3 Ciao, Lucy ^_^ Amo tantissimissimo anche io la sua arguzia e ironia. I suoi libri sono sempre, SEMPRE, sempre avvincenti e i protagonisti fantastici e molto più che brillanti: sono indimenticabili! Anche i personaggi secondari non sono da meno, naturalmente.
      A proposito di "Resta con me", come darti torto? Credo sia uno strepitoso romanzo d'esordio. E quindi sono d'accordo te... long live S.E. Harmon in prosperity! <3

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    2. C'è possibilità che venga tradotto e pubblicato "So Into You (The PI Guys Book 2)"?

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    3. Purtroppo, per il momento non credo sia previsto :( In compenso entro la fine dell'anno avremo il secondo volume di Kelly e Blue ^_^ <3

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