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Recensione: "Provocazione" (Serie Enlightenment #1) di Joanna Chambers

Titolo: Provocazione
Titolo originale: Provoked
Serie: Enlightenment #1
Autrice: Joanna Chambers
Trad.: Claudia Milani
Casa Editrice: Triskell Edizioni 
Genere: Storico
Pagg.: 214
Data di uscita: 9 aprile 2019
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon 

Sinossi 
David Lauriston sta facendo di tutto per affermarsi all’interno del facoltoso mondo legale di Edimburgo. Come se non bastassero le sue umili origini a intralciargli la strada, la recente decisione di difendere un gruppo di tessitori accusati di tradimento fa nascere nei colleghi il sospetto che David possa nutrire simpatie radicali. In questo scenario, l’ultima cosa di cui ha bisogno è accettare di aiutare il fratello di uno dei tessitori condannati a trovare l’agente provocatore che ha istigato la rivolta. 

La sua vita personale non va molto meglio. Tormentato dai desideri proibiti verso il suo stesso sesso e dai ricordi dolorosi dell’amico d’infanzia di cui una volta era invaghito, David fa di tutto per condurre un’esistenza casta, pentendosi amaramente ogni volta che i suoi propositi vengono meno.

Ma all’improvviso, nella sua esistenza repressa e disciplinata, irrompe Lord Murdo Balfour.

Cinico, edonista e impenitente, Murdo è il contrario di David. Mentre quest’ultimo rifiuta persino l’idea di contrarre un matrimonio privo di amore al solo scopo di preservare le apparenze sociali, Murdo è deciso a sposarsi, un giorno, senza per questo rinunciare alla compagnia degli altri uomini. Per quanto David possa essere inorridito dall’inveterato egoismo del gentiluomo, non riesce tuttavia a resistergli.

Murdo lo tenta e lo irrita allo stesso tempo, distraendolo dalla promessa di trovare l’agente governativo responsabile del triste destino dei tessitori e costringendolo a riconoscere i propri desideri carnali.

Ma potrebbe Murdo essere più che una semplice distrazione?
Magari proprio l’uomo a cui David sta dando la caccia? 

Recensione 
L'anno è il 1820. Broad Street — la via principale di Stirling, antica capitale della Scozia — è in fermento. Pullula di "uomini, donne e bambini, di alta e bassa estrazione." Sono tutti in attesa di celebrare la sgradevolezza dell'esistenza, l'ordine intricato di compassione e crudeltà, di commiserazione e disprezzo, di violenza e dolore privo di ogni possibilità di riscatto che definisce la vita. 

Da qui ha inizio "Provocazione", primo volume della serie Enlightenment, di Joanna Chambers, edito da Triskell Edizioni. Da un fatto realmente accaduto, e da un incipit e un primo capitolo che contengono, di per sé, tutto: il folle potere della ricchezza e lo squallore della povertà, il desiderio dei più forti di sopraffare e annientare i più deboli, l'inefficacia e l'impotenza della giustizia quando è irrisa dalla malvagità. 
"Provocazione" è, dunque, un racconto dal punto focale ristretto che riesce a trasportarci, con grande naturalezza, in un'epoca lontana e distante eppure, allo stesso tempo, vicina. Capace di instaurare, cioè, con ognuno di noi un rapporto intimo e vitale. Perché questo libro è, innanzitutto, un campo di battaglia che consegna all'amore una cattiva reputazione. Ed è anche una storia di amicizia e di famiglia, di fede e ragione, di perdono e vendetta. Ed è, in ultima analisi, una riflessione sui conflitti esteriori e interiori che incidono sul modo in cui costruiamo e viviamo le relazioni umane. 
Al di là del periodo storico descritto, infatti, vi ricorrono temi che potremmo definire universali poiché sono in grado di attraversare il tempo e lo spazio, mettendo in luce la capacità dell'uomo di confrontarsi, coraggiosamente ed eroicamente, con la crudeltà e l'oppressione. Ma vi è anche una dimensione più soggettiva che riguarda la propria gerarchia di valori e sentimenti morali, con cui tutti, almeno una volta nella vita, dobbiamo fare i conti. Succede, ad esempio, quando ci troviamo di fronte a forme di intolleranza e repressione da parte di individui incapaci di promuovere e rispettare il nostro diritto alla diversità. 
E, in effetti, Joanna Chambers sintetizza mirabilmente le lotte per la libertà e l'autodeterminazione, certi dolori inevitabili, i concetti di amore, vocazione e fedeltà intrecciando il piano storico con uno più personale, che è tipico di una narrazione di eventi immaginari, sì, ma pur sempre plausibili. 
Joanna Chambers rievoca personaggi realmente esistiti e ci fa dono di un'apertura di romanzo la cui materia è davvero rara nel M/M. È potentissima e straziante, gravida di solennità ma priva di retorica e affettazione. 

A me sembra che questo sia il primo punto di forza del libro: con un talento innato e un'abilità che non può lasciare indifferenti, l'autrice sfrutta il tumulto dell'insurrezione scozzese del 1820 per dare vita a due protagonisti maschili pieni di contraddizioni che riflettono, come un'immagine allo specchio, le lacerazioni del loro Paese. 
Emerge così, sin dalle prime righe, il tessuto culturale e sociale di una collettività articolata ed eterogenea, in cui si mescolano e si contrappongono tradizionalismo e progresso. 
"Provocazione", però, è lontano dall'essere un manifesto politico. Joanna Chambers non manipola gli eventi per impartirci una lezione di storia o di cieco rigorismo. Le sue parole sono, invece, al servizio del passato e del presente in un modo dolente e umano. Ci ricordano, infatti, cosa vuol dire spendere la propria vita nella precarietà e in condizioni di miseria, o in un clima di vessazione che frustra non soltanto i desideri, ma persino la libertà. Ancora, le sue parole ci ricordano cosa significa vivere nella paura e nella menzogna, o nel coraggio e nel fervore degli ideali, lasciando che i limiti, i difetti, le ossessioni e le imperfezioni di un'epoca si manifestino da soli senza per questo assolversi. 

Un'altra caratteristica importante che rende "Provocazione" un libro davvero bello e prezioso è che ogni parte di cui è composto non prevale mai l'una sull'altra. La storia dei personaggi principali non indebolisce la storia dei personaggi secondari; l'esplorazione dei rapporti di amicizia e delle dinamiche di potere non toglie spazio agli intrighi e al mistero; il peso della religione non cancella i momenti di intimità. 
La magia quindi è tutta qui: ogni elemento è ricco, trascinante e carico di una sincera risonanza emotiva. 
Ciò che va in scena, comunque, non serve soltanto a costruire una semplice storia d'amore, ma serve anche a raffigurare un mondo in cui il sistema politico e gli affari pubblici, gli usi e i costumi, la moda e il linguaggio sono il fondamento di un tempo diverso dal nostro. Joanna Chambers, anche attraverso i dialoghi, ne riproduce gli odori e i sapori. Reimmagina, con un'aderenza alla realtà dell'epoca frutto di un serio lavoro di ricerca, la cupezza scivolosa dei vicoli di Edimburgo, la consistenza dei suoi giorni e delle sue notti. 
E dal momento che questo primo volume della serie Enlightenment è una spietata e malinconica rappresentazione di una struttura sociale in piena trasformazione, Joanna Chambers sceglie come protagonisti del racconto due personaggi figli del loro tempo — anche se "Provocazione" è, in realtà, la storia di David Lauriston. 
Breve premessa: David discende da una famiglia di agricoltori, per studiare legge si è trasferito dal suo villaggio di origine a Edimburgo, dove ormai lavora e sta muovendo i primi passi di avvocato totalmente sprovvisto di appoggi politici e di un sicuro sostegno economico. 
Il suo co-protagonista — anzi, direi quasi il suo antagonista — è Murdo Balfour, ricco e privilegiato figlio di un potente uomo scozzese. 
I due si incontrano una sera, per caso, in una locanda e finiscono con il cedere alla loro improvvisa ma inaspettata attrazione, certi che non si rivedranno mai più.  Ma la cerchia di conoscenze e amicizie che hanno in comune sembra giocare con il destino e con le loro vite, vanificando di fatto la separazione. Per loro, rivedersi significa riaccendere una passione che credevano, più o meno coscientemente, esaurita, un'attrazione feroce che, però, non può durare per sempre e le cui conseguenze possono essere ignorate. 
E, difatti, Joanna Chambers sceglie di non forzare la mano. Se da una parte comincia a scoprire e a esplorare le vulnerabilità e le imperfezioni di David e Murdo, dall'altra costruisce una serie di interazioni punteggiata, sì, da una tensione sessuale esplosiva, ma dettata comunque dal grado di intimità di due persone che sono ancora essenzialmente estranee. D'altronde, i loro modi di pensare appartengono ai lati opposti di una società che appare in dissoluzione. Ed ecco, quindi, che non mancano sfide e turbolenti scontri verbali, mentre sentono entrambi di sprofondare verso una fine inevitabile e, nonostante tutto, incomprensibile. 
Certo, i due non possono prendere in considerazione l'idea di intrattenere una relazione a lungo termine, ma il nodo della questione — presumibilmente lo stesso su cui si fonda e si svilupperà l'intera serie — è la loro appartenenza, per nascita e per posizione, a due diverse classi sociali. 
David ha ricevuto una rigidissima educazione presbiteriana, che ha contribuito allo sviluppo di un insieme di sentimenti negativi nei confronti della propria omosessualità. Non vuole tradire la sua natura ma non intende neanche abdicare ai valori religiosi nei quali fermamente crede. E se ogni tanto cede alla tentazione, rimane tuttavia sempre in lotta con se stesso e alla ricerca di un posto nel mondo che non lo costringa a ingannare se stesso né, soprattutto, gli altri. 
La sua integrità morale fa da contraltare al magnetismo, alla spietatezza e all'ironia derisori di Murdo Balfour. Il quale non subisce il fascino dei dettami religiosi e ha imparato da tempo a obbedire ai propri demoni e a volersi bene. Di sicuro, sa anche come assecondare gli oscuri meccanismi di potere che derivano dalla sua posizione privilegiata. Consapevole — almeno quanto un David animato dal desiderio di progresso ed emancipazione dei più deboli — che il baluardo della nobiltà non è più impenetrabile. 
Balfour ha già un presentimento di sconfitta. Sa che è in corso un processo di cambiamento radicale, e per questo, forse, cerca di essere libero e lontano dai luoghi comuni. Per questo, forse, rimane colpito — più di quanto non voglia ammettere — dalla volontà intransigente di David Lauriston. Così come David è colpito e irretito da Murdo, tentato e provocato da quella figura oscura e scandalosa che lo obbliga a uscire, anche se per poco, da una gabbia di solitudine, sensi di colpa e costrizione. 
Perché, per quanto l'uomo si sforzi di indirizzare i destini e di essere coerente e razionale, la verità è che spesso e volentieri è mosso e governato dalle sue emozioni. In modo particolare, quando scopre la forza dirompente del desiderio. Di quel sentimento di attesa disordinato e stupido e confuso che mette a nudo il suo cuore mentre lo spinge ad andare oltre la superficie, per conoscere se stesso più in profondità, per scoprire e accettare quello che lo rende davvero vivo. 

Il racconto di "Provocazione" — romanzo meravigliosamente atipico nel panorama M/M e meravigliosamente tradotto da Claudia Milani — segue lo svolgersi degli eventi dal punto di vista di David. La sua visione limitata non ci permette mai di afferrare fino in fondo la natura ambivalente di Murdo, e ritengo questa una scelta indovinata e riuscitissima. 
Per di più, i due sono sostenuti da figure minori originali, e dai colori forti e vivaci, che rappresentano ogni strato della società e lasciano un segno del loro passaggio.  

In definitiva, mi sono affezionata a David Lauriston, insieme a lui mi sono sentita provocata e sedotta dal carisma pericoloso di Murdo Balfour e ho amato il talento di Joanna Chambers, la sua capacità di descrivere i drammi e le complesse sfaccettature dell'animo umano, in un climax emotivo struggente e carico di rimpianti e attese.
In fondo, se ogni fine è possibile, lo è anche un nuovo inizio. Quell'irriducibile e profondo bisogno di passione e libertà che vuol dire tutto, o forse niente. Ma che per il momento può bastare.

2 commenti:

  1. E' bellissimo! Mi ha preso molto, è davvero un libro insolito. Spero che verranno tradotti prestissimo i successivi libri della serie, perchè promette cose grandiose

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    1. Davvero taaaanto bello! <3 Soprattutto perché non so cosa aspettarmi da David e Murdo... e quindi, niente, sono pronta a tutto! :D Claudia Milani sta per iniziare la traduzione del secondo volume — rimaniamo in trepidante attesa!
      Grazie mille, Lucy <3

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