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Recensione: "Chi siamo davvero" (Serie Enhanced World #2) di Victoria Sue

Titolo: Chi siamo davvero
Titolo originale: Who We Truly Are
Serie: Enhanced World #2
Autrice: Victoria Sue
Trad.: Claudia Nogara
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: Other Paranormal/Science Fiction
Cover Artist: Paul Richmond
Pagg.: 227 
Data di uscita: 9 aprile 2019
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press - Amazon

Sinossi 
Talon sta perdendo il controllo delle sue letali abilità. Pronto a qualsiasi cosa pur di tenere Finn al sicuro, Talon lotta per proteggere l’uomo che ama con tutto il cuore e per non diventare il rischio maggiore per la vita del suo amato.

A Finn invece non resta altra scelta se non di offrirsi come esca alle oscure forze che rapiscono i bambini potenziati: dovrà esporsi a pericoli per cui non è pronto né addestrato, e dovrà farlo da solo.

Avrà Talon la forza per affrontare quest’ultima battaglia? Riuscirà a sconfiggere coloro che vogliono distruggere Finn e la squadra oppure alla fine si renderà conto che, per battere il loro nemico e la sua terribile minaccia, la più grande lotta che dovrà sostenere è quella contro se stesso? 

Recensione 
“Manu, dove siamo?”
“Non ne ho la più pallida idea! So solo che appena ho iniziato a leggere Chi siamo davvero di Victoria Sue mi sono ritrovata in questo edificio, che sembra essere sotto assedio. Oh, cavoli, Fede, guarda! Ma quelli sono…?”
I nostri occhi si soffermano su un gruppetto di uomini piuttosto massicci e su quello che pare un ragazzino di diciassette, diciott'anni al massimo.
Barare? Non è un cazzo di gioco, Finn.”
Sentiamo una profonda voce infuriata rivolgersi contro il ragazzo. Non si tratta di un semplice ragazzo — ne prendiamo atto con sbigottito stupore —, ma di Finley Mayer, ventiquattro anni, umano, recluta in addestramento di una squadra segreta dell'FBI, composta da umani potenziati. E colui che lo sta aggredendo verbalmente altri non è che Talon, potenziato, suo caposquadra e suo partner nella vita. 

Wow! Siamo a dir poco elettrizzate di essere piombate nuovamente nel mondo creato da Victoria Sue, dove accanto a umani normali convivono umani con poteri straordinari. Peccato che la maggior parte delle persone non veda di buon occhio i potenziati: in effetti, ne sono piuttosto terrorizzate. 
I potenziati godono di pochissimi diritti, sono continuamente discriminati e, di fatto, sono prigionieri in un paese che non permette loro di avere il passaporto per poter espatriare. Finalmente, però, qualcosa si sta smuovendo anche ai piani alti del governo. 
Nel primo libro di questa serie avvincente, abbiamo avuto modo di conoscere la squadra H.E.R.O. al completo e di apprendere le diverse abilità di Talon, Gael, Vance, Eli e Sawyer. Abbiamo tifato per il giovane Finn, disposto a sopportare un buon numero di sacrifici pur di riuscire a entrare nell'FBI e abbiamo sentito il nostro cuore accelerare i battiti di fronte al sentimento sempre più intenso e inevitabile che intreccia le vite del giovane e di Talon. 
Di una cosa siamo assolutamente certe: Finn è un catalizzatore di guai. Sul serio! I guai lo trovano come se un faro lo illuminasse continuamente. 

L'autrice ha creato personaggi dal forte impatto emotivo che riescono a incastrare, meravigliosamente bene, le differenze e le diverse sfaccettature caratteriali come perfette tessere di un puzzle. 
Da un lato abbiamo Finn, giovane determinato, dolcemente ingenuo e altruista, disposto a tutto per dimostrare di essere degno della squadra. Una squadra che, con l’eccezione di Gael e Vance, vede in lui un ragazzino inesperto e impreparato. 
Dall'altro, c’è Talon, un uomo tutto d'un pezzo, dal passato tormentato — di cui finalmente iniziamo a scoprire alcuni frammenti —, che d'improvviso si ritrova a dover fare i conti con sentimenti ed emozioni difficili da gestire: l'amore che lo trascina verso Finn, il terrore di fargli del male ma, al contempo, il lacerante desiderio di averlo sempre accanto. 
 
A volte Talon desiderava non aver mai conosciuto Finn. A volte avrebbe voluto solo scappare e nasconderlo da qualche parte per tenerlo al sicuro. Qualche luogo remoto… la Groenlandia aveva il suo fascino, per esempio. 

In un crescendo di tensione e adrenalina, si rimane talmente coinvolti dalle vicende di questi ragazzi che si fatica a lasciarli andare. Ci sono le loro vite e c’è il loro lavoro. E questa volta la posta in gioco è altissima, perché sono stati presi di mira dei bambini. 
Finn è consapevole che il suo addestramento non è ancora completato. Non ha desiderio di mettersi in mostra per il puro gusto di vantarsi. Vorrebbe, però, che la squadra e in particolar modo l’uomo che ama sempre di più non lo vedessero come un ragazzino, o come un peso o una risorsa; vorrebbe piuttosto che riconoscessero le sue capacità. 

Abbiamo apprezzato moltissimo questo aspetto di Finn. Lui non è un superuomo e non risolve situazioni con colpi di scena mozzafiato, non agisce da solo. È un uomo consapevole dei propri limiti e non ha alcuna paura di chiedere aiuto… sebbene questo significhi doversi appoggiare a dei ragazzini (questa volta, nel vero senso della parola). 
Troviamo credibili e profondamente veri il tormento di Talon e le sue paure. Ma, a volte, l’amore prende strade inaspettate e ci obbliga e scegliere dei percorsi inusuali. Finn deve dimostrare di non essere solo un ragazzo da copertina. Talon deve mostrare maggior fiducia nel suo partner, ma soprattutto deve imparare a non soffocarlo con il suo bisogno di proteggerlo. 
Le indagini proseguono lasciando il lettore sul chi vive; le emozioni e la passione risalgono prepotentemente verso la superficie facendoci palpitare il cuore e, in tutto ciò, continuiamo a scoprire nuovi tasselli sugli altri componenti della squadra desiderando di conoscerli sempre di più. 

Sbattiamo le palpebre un po' confuse. E adesso cosa succede? Uffa! Siamo ritornate indietro, nel nostro mondo, alla nostra vita. E… non abbiamo saputo resistere in alcun modo: siamo andate a sbirciare la sinossi del terzo volume per scoprire chi saranno i futuri protagonisti. Ora, stiamo gongolando in attesa di leggere il continuo quanto prima, perché — davvero — gli H.E.R.O. lasciano un segno difficile da cancellare.

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