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Recensione: "L'uomo che non c'era" di Erin E. Keller

Titolo: L'uomo che non c'era 
Autrice: Erin E. Keller 
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Noir 
Collana: Rainbow
Pagg.: 222
Prezzo ebook: € 4,99 
Data di uscita: 14 febbraio 2019 
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Sinossi 
Jimmy O’Brien non ha avuto una vita facile. 
Nato in una famiglia molto povera e picchiato quotidianamente dal padre violento, da ragazzino riesce a scappare a morte certa piombando letteralmente tra le mani di George Finn, boss irlandese di Chicago, braccio destro di Bugs Moran, famoso rivale di Al Capone. Da quel momento in poi, Jimmy entra a far parte di un mondo fatto di violenza e cieca fedeltà al capo. 
Jimmy è abituato a non esternare i propri sentimenti, l’ha imparato fin da bambino. Ma la vicinanza con il figlio di George, Henry, gli rende la vita difficile e ancora più tormentata. 
L’incontro con un ragazzo di strada, poi, complica ulteriormente le cose, soprattutto quando proprio Henry decide inspiegabilmente di ospitarlo nella sua villa.
Il Natale è ormai alle porte, e l’arrivo imminente di un carico di alcolici dall’Europa potrebbe essere l’occasione tanto attesa dal clan Moran per avere la meglio su Capone. 
Per assicurarsi che tutto vada per il meglio, Jimmy si affida a un poliziotto che ha sempre ricattato dopo averlo incontrato in un locale per omosessuali, David Sheena. David è luce, tanto quanto Jimmy è ombra. 
In un mondo in bianco e nero, dove non c’è spazio per le debolezze, Jimmy si troverà a dover lottare per la propria vita e per quella delle persone a cui tiene, cercando di tenere a bada ciò che si agita nel suo petto e che non avrebbe mai pensato che potesse farlo sentire così vivo. 

Recensione 
Ho letto questo libro tutto d’un fiato, staccandomi dal mio kindle solo quando proprio ne ero costretta, e sono certa che chiunque lo leggerà farà lo stesso.
"L’uomo che non c'era" è la storia, ambientata nella Chicago degli anni ’30, di Jimmy, un uomo sempre accompagnato da una sigaretta tra le mani e un capello con la tesa calata sugli occhi. 
Jimmy O’Brian aveva undici anni quando è stato accolto in casa Finn, una famiglia appartenente alla criminalità organizzata, e ben presto diventa il braccio destro prima di George, il capofamiglia, e poi di Henry, che prende il posto del padre quando questi muore. Crescere in una famiglia come quella dei Finn, vivere tra crimini, sangue e lealtà verso il suo capo, plasma Jimmy, facendolo diventare un uomo gelido, silenzioso e solitario. Un uomo che non è altro che un guscio vuoto senza sentimenti, il cui compito è unicamente quello di proteggere i Finn ed eseguire i loro ordini. Jimmy è solo un’ombra, una figura cupa e tenebrosa. È l’uomo che non c’è.

‹‹Sei lo stronzo più freddo e bastardo che abbia mai incontrato in vita mia.››
Jimmy serrò i pugni lungo i fianchi. ‹‹Lo so,›› rispose solamente.

Ma ogni ombra ha la propria luce, e quella di Jimmy è David Sheena, il poliziotto che è diventato il suo informatore ormai molti anni prima. David, però, è un uomo buono e Jimmy fa quanto più gli è possibile per tenerlo fuori dagli affari dei Finn e del loro capo, Moran, ora in guerra con Al Capone.
Sì, un altro elemento che fa amare questo libro è che è una storia di fantasia ma molto vicina alla realtà: una guerra tra clan mafiosi per ottenere il potere e il controllo di un territorio, una guerra che, nonostante la sua tragicità, porterà nella vita di Jimmy qualcosa di buono: l’amore. Sono momenti fugaci, nascosti e segreti, momenti in cui ombra e luce si incontrano, si conoscono, si legano. 
Sono proprio quei momenti che portano Jimmy a riflettere sulla sua vita e su stesso. È davvero un uomo così gelido, insensibile? È davvero solo ombra e oscurità?

‹‹Chi sei tu davvero?››
Le parole sussurrate di David gli fecero sgranare gli occhi e gli bloccarono il respiro per un istante. Cosa poteva rispondere, se nemmeno lui lo sapeva?

Sì, Jimmy non sa realmente chi è. Per tutta la sua vita non fa altro che eseguire gli ordini di altri uomini, essere fedele a loro, e chiudere nel più profondo del suo io qualsiasi sentimento possa provare. Tutto ciò a causa della sua famiglia, dei Finn. A causa di Henry.

Henry. Se Jimmy è ombra, Henry è mistero. Un mistero che il suo più caro amico non riesce a svelare, ma Martin, un ragazzo sbucato un po’ dal nulla, sì. Ed ecco che altri dubbi e domande nascono in Jimmy. Si è trovato costretto a vivere una vita che non avrebbe mai scelto, ma cosa dice di lui il fatto che non conosce davvero neanche il suo più vecchio amico? 
Martin arriva un po’ dal nulla con uno scopo ben preciso abbandonato lunga la strada, e porta una ventata di gentilezza, bontà e genuinità. È una sorta di faro per Jimmy e per Henry, che sono più simili e legati di quanto credano. Entrambi si sentono intrappolati in una vita che non hanno scelto ed entrambi sono costretti a portare avanti un ruolo che a loro, però, sta troppo stretto, quasi fino a togliere il respiro, quando le cose si fanno sempre più pericolose.
E se Martin, grazie alla sua genuinità e alla dolcezza che si porta dentro a dispetto del suo passato, dà a Jimmy la possibilità di aprire gli occhi e di farsi delle domande, David è colui che gli darà le risposte.

David è un uomo di legge così come Jimmy è un uomo di mafia. La cosa migliore da fare sarebbe odiarlo, ma lui crede che quell’uomo nasconda altro dentro di sé. 
Sa che non si può scegliere chi amare, perché l’amore non funziona così — è una cosa irrefrenabile, che ti brucia dentro; sa anche che Jimmy è un pericolo per lui, e quando questi gli chiede per la prima volta un favore, che va oltre ogni suo principio, inizia a capire che, sì, è davvero sbagliato quello che c’è tra loro. 

‹‹Dovrei odiarti.››
‹‹Ne avresti tutto il diritto.››
‹‹Dovrei arrestarti.››
‹‹Potresti.››
‹‹Ma mi sto innamorando di te. […] Non volevo ed è successo. Pin piano. Ogni volta che ci vedevamo un pezzetto di me se ne andava via con te. Ogni volta che mi sorridevi mi sentivo sempre più alla deriva. Perché tu, Jimmy? Perché tu, tra tutti gli uomini che potevo conoscere?››”

Anche Jimmy lo sa. David Sheena è un uomo perbene, coraggioso, onesto. Lasciarlo entrare nella propria vita e dare ai loro sentimenti una possibilità è l’unica cosa buona che abbia mai fatto. Ma farlo entrare nel proprio mondo? Quello no. Amore e sensi di colpa si scontrano dentro di lui, così come la consapevolezza che dirgli addio sarebbe la cosa giusta da fare si scontra con il dolore per non riuscire a farlo. 

‹‹Ti sono davvero grato. Ti tengo aggiornato.››
‹‹Ah, sì? E come? Verrai di nuovo a trovarmi nel bel mezzo della notte?››
Jimmy trattenne un sospiro. ‹‹Capisco che tu sia sotto stress e dicevo davvero quando ho detto che ti lascerò in pace. Sono consapevole di metterti in una brutta situazione e potenzialmente in pericolo. Davvero, non permetterò che ti accada niente. Non importa chi sono e chi sei tu, non lo permetterò. Ti proteggerò.››
Dal nulla, arrivò un sorriso, breve ma luminoso, e rischiarò l’espressione di Sheena.
‹‹Cosa c’è?›› Jimmy aggrottò la fronte.
‹‹Riesci a essere così dolce a volte.››
Oh, per la miseria! Quell’uomo era più imprevedibile di una pallottola vagante. ‹‹Non sono dolce. Sono… Non sono dolce.››
[…] per la prima volta, Jimmy pensò che non voleva che quella vita lo mandasse al creatore prima del tempo. Aveva voglia di… avere tempo. Tempo per vedere quanti sorrisi improvvisi avrebbe potuto strappare a David.

Il primo termine che mi viene in mente se penso a questo libro è mozzafiato. È una storia che tiene il lettore sulle spine, in trepidante attesa; è una storia che sorprende e fa sospirare di sollievo. Fa sorridere, fa sperare. Fa sperare in una vita migliore per Jimmy, che trova finalmente la sua luce dopo trent’anni di sola oscurità; fa sperare in una possibilità per lui e David, i quali ci insegnano che l’amore va oltre ogni limite, ogni oltre barriera, ogni oltre apparenza. 
Fa sperare affinché Henry trovi quella serenità che gli è sempre stata negata.

‹‹Anche Henry è così. Ha tanto fuoco dentro, ma è diverso dal suo. Il fuoco di Henry è alimentato da… una specie di disperazione.››

Per Henry ci vorrebbe una recensione a parte, e anche un libro a parte. 

‹‹Ho tanta rabbia dentro, Jimmy. Verso di te, verso mio padre, verso questa cazzo di vita che non mi sono scelto ma che sono fin troppo bravo a portare avanti.››

Ho amato questo momento. Il momento in cui Henry sputa fuori rabbia, sofferenza e sincerità. Immaginavo si nascondesse qualcosa di molto più profondo dietro il suo folle atteggiamento, dietro i suoi scatti di odio e di rabbia, così come Jimmy nasconde molto di più dietro la propria corazza. Il rapporto tra Henry e Jimmy è senz’altro particolare, un po’ contorto, ma quando finalmente mettono da parte passato, rancore e dolore, mi sono sentita felice come se non fossero solo personaggi inventati.
Erin E. Keller ha proprio questa dote di farti immergere nel mondo che crea. È capace di far innamorare il lettore dei personaggi di cui scrive, gli fa desiderare di volerli abbracciare forte, di coccolarli e proteggerli da qualsiasi male. È quello che avrei voluto fare con Jimmy, e con Henry. 
Forse questa recensione è troppo lunga, ma ho amato così tanto questo libro che non smetterei mai di parlarne.
Ringrazio infinitamente Erin per averci regalato "L’uomo che non c’era", una storia che si è rubato un pezzettino del mio cuore. 

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