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Recensione: "Parole" di John Inman

Titolo: Parole
Titolo originale: Words
Autore: John Inman 
Trad.: Sara Linda Benatti 
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: Mystery/Suspense
Cover Artist: Aaron Anderson 
Pagg.: 213 
Data di uscita: 22 gennaio 2019 
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press 

Sinossi 
Il mondo di scrittori, lettori e recensori è una famiglia unita e intrecciata di amici, appassionati e fanatici della narrativa. È questo il mondo di Milo Cook e Logan Hunter, che vivono per gli scambi creativi e la condivisione di storie e idee e vanno fieri del loro sconfinato amore per i libri e le parole che li animano.

Ma certe volte le parole possono ferire. E quando succede, è inevitabile doverne pagare il prezzo.

Con ogni nuova tenera scoperta romantica, l’amore tra Milo e Logan cresce. Ma prima di placarsi, ciò che accade nel loro mondo trasforma la loro vita in una folle corsa per salvare se stessi e le persone che hanno vicino.

Chi avrebbe mai sospettato che qualcosa di meraviglioso come la parola scritta potesse diventare un catalizzatore di vendetta e, infine, di omicidio? 

Recensione 
Quanto pesano le parole nella vita di ognuno di noi? Quando parliamo con i nostri amici o i nostri familiari, ricordiamo a noi stessi che la comunicazione è un bisogno vitale? Riusciamo a capire e a farci capire? Manifestiamo un'idea con cura e attenzione? Perché le parole sono piene di forza: ci trasportano in mondi lontani, ci fanno vivere nuove avventure e sperimentare nuovi amori, ci mettono nelle condizioni di conoscere e imparare. 
E sono proprio le parole il centro del nuovo, bellissimo libro di John Inman in uscita il 22 gennaio per Dreamspinner Press — le parole che esprimono odio e amore, felicità e tristezza, ammirazione e disprezzo. E che faranno anche incontrare Milo e Logan, i due protagonisti del romanzo.
È infatti attraverso le parole dei suoi libri che Milo Cook esprime se stesso. Scrittore di discreto successo, è tra i fortunati che riescono a vivere grazie alla propria arte. È un ragazzo solare, allegro, ottimista. Con una battuta sagace sempre pronta per ogni occasione, affronta la vita da scrittore con la consapevolezza di dover accettare i giudizi, positivi o negativi, dei lettori e soprattutto dei temuti recensori.
Logan Hunter fa parte proprio di quest'ultimo gruppo; con il nome di BookHunter recensisce libri di ogni genere cercando di essere sempre onesto e di rispettare il lavoro dei romanzieri.
I due uomini si incontrano a un firmacopie di Milo in una libreria scarsamente frequentata e fra loro scatta la famosa scintilla, un'attrazione da cui nascerà prima una forte amicizia e che con il passare del tempo si trasformerà in amore. 
Ma non è tutto oro quel che luccica perché qualcuno trama nell'ombra, scuotendo nel profondo la comunità dei recensori e degli autori con una serie di efferati omicidi. 

John Inman non mi ha mai deluso, è uno dei miei autori preferiti, e anche "Parole" è la riprova del suo innato talento. Ho amato il modo in cui ha intessuto la tela dell'assassino legandola a un colpo di scena finale e alla tenera storia d'amore di Milo e Logan, e ho amato il modo in cui ha affrontato l'argomento delle recensioni e del lavoro dello scrittore, ovvero con decisione e consapevolezza. 

I due protagonisti si incontrano per caso, ma in realtà il destino che li unisce ci ha visto benissimo: anche se da un punto di vista lavorativo si sentono realizzati e appagati, sono entrambi, inconsapevolmente, alla ricerca di un compagno. 
Ho apprezzato moltissimo il loro avvicinamento: solo dopo aver creato e consolidato una solida amicizia, dopo aver alimentato il rispetto reciproco, si sono lasciati trasportare dall'amore. 
Milo e Logan sono due personaggi descritti davvero bene; la loro alchimia è profonda e tangibile, traspare da dialoghi mai banali e descrizioni splendide. 

Un'ombra inafferrabile, però, mina la loro tranquillità allo scopo di eliminare tutti quei recensori che, mediante le parole, feriscono e giudicano con spietatezza condizionando le vendite dei libri, decretandone il successo — o l'insuccesso — e facendo perdere la stima di sé a molti autori. 

A certe persone essere critici dà l’erronea convinzione di poter essere maligni al di là dei parametri di un comportamento civilizzato. Le cose che non si sognerebbero di dirti in faccia le rigirano e le blaterano al mondo su qualsiasi forum li faccia sentire protetti. 

Ed è proprio per questa mancanza di empatia nei riguardi degli autori che il libro vira verso la suspense con un finale al cardiopalma. 

John Inman ci ha regalato un altro piccolo gioiello, un libro che ci fa sognare grazie al tenero amore di Milo e Logan e ci fa rabbrividire per la crudeltà del serial killer. 
Ma "Parole" è anche un romanzo che ci spinge a riflettere sul ruolo di chi recensisce e giudica sebbene in modo amatoriale — come amatoriale è questa stessa recensione —, e sul fatto che dietro a un romanzo c'è sempre una persona che ha sofferto e lavorato per offrirci il prodotto migliore e che, per questo motivo, deve sempre essere ricordata e rispettata. 
Quindi leggetelo, non ve ne pentirete: Milo e Logan sono assolutamente da non perdere!

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