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Recensione: "Contro la marea" (Serie Kick at the darkness #2) di Keira Andrews

Titolo: Contro la marea 
Titolo originale: Fight the tide 
Serie: Kick at the darkness #12
Autrice: Keira Andrews 
Trad.: Sara Linda Benatti 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Paranormal 
Pagg.: 294 
Data di uscita: 11 gennaio 2019
Link per l'acquistoTriskell - Amazon 

Sinossi 
Alla deriva in un mondo post apocalittico, tutto quello che hanno è… se stessi. Sarà abbastanza?

Un virus che trasforma gli infetti in assassini simili a zombie si sparge come un incendio trasformando il mondo in un caos senza legge. Gli innamorati Parker e Adam sono in fuga in mare aperto quando sentono un messaggio che arriva da un posto chiamato Salvation Island, che dovrebbe essere un rifugio sicuro.
Orfano sin da quando era bambino, il lupo mannaro Adam ha sempre desiderato un branco. Non vede l’ora di indagare su quell’isola, ma Parker non crede nemmeno per un nanosecondo che ci si possa fidare di quella voce alla radio. Lui non si fida di nessuno tranne Adam, ed è deciso a continuare così. Non hanno bisogno di nessuno a complicare la loro lotta per la sopravvivenza. Oppure sì?
In alto mare il pericolo può arrivare alla superficie in un batter d’occhi, e se Parker e Adam non fanno attenzione, la corrente li trascinerà sotto.

Attenzione: nel romanzo vengono rappresentate scene sessualmente esplicite con contenuti forti

Recensione 
Contro la Tenebra.
Contro la Marea.
Due titoli evocativi di una lotta: una dura battaglia senza esclusione di colpi per la sopravvivenza. 
Come spesso accade quando decidiamo di intraprendere la lettura di un libro che apre una serie, se l’autore riesce a emozionarci, a trascinarci nel suo mondo immaginario senza darci la possibilità di uscirne finché non incontriamo la parola FINE, non abbiamo altra scelta che proseguire, approdando per alcuni giorni in luoghi lontani e sconosciuti, imparando ad amare e, a volte, odiare personaggi che fino a poco tempo prima non sapevamo nemmeno di voler conoscere. 
Così è stato quando ci siamo immerse nella storia di "Contro la Tenebra", primo volume della serie Kick at the darkness di Keira Andres, edito da Triskell EdizioniAbbiamo dovuto continuare la lettura, tuffandoci a testa bassa nelle pagine di "Contro la Marea". Proprio come i due ragazzi che non si erano mai incontrati fino a poco prima di un'apocalisse non-zombie, ma che ora non possono più fare a meno l’uno dell’altro, noi non siamo riuscite a trattenerci dal voler sapere. Avevamo bisogno di sapere! 

“Ti conosco solo da due mesi.” […] 
“Non riesco a immaginare di non conoscerti.”

In poco meno di tre giorni abbiamo attraversato migliaia di chilometri in sella a Mariah, l’amata Harley Davidson di Adam — ebbene sì, abbiamo fatto un paio di nottate —; abbiamo scorto l’orrore negli occhi e nei cuori dei due giovani; abbiamo sussultato davanti a quel primo bacio rovente e ci siamo sciolte come neve al sole di fronte al sentimento sempre più soverchiante che unisce Adam e Parker. 
In "Contro la Marea" salpiamo l’ancora e attraversiamo l’Oceano navigando lungo le coste dell’America orientale, schivando tempeste e pericoli sempre in agguato. 
Durante la lettura, per quanto si tratti di un genere paranormal, ci siamo interrogate spesso su cosa ispira il comportamento della natura umana. Se, all’improvviso, tutto il nostro mondo crollasse, cosa saremmo disposti a fare, a sacrificare, pur di sopravvivere? Fidarsi di qualcuno all’infuori di se stessi è quasi come andare contro natura, a questo punto. Lo sa bene Parker che, seppur giovanissimo, in pochi mesi si è trovato ad affrontare un mondo totalmente ostile e brutale. Un mondo popolato da persone ormai prive della loro umanità — zombie non morti —. Un mondo in cui chi non è infettato dal virus potrebbe rivelarsi peggiore di coloro che ormai sono perduti. Un mondo in cui esseri considerati sovrannaturali esistono, invece, davvero. Un mondo in cui solo l’amore sempre più travolgente verso il suo lupo mannaro tiene Parker, in qualche modo, ancorato a una realtà via via più labile e terrificante. 
Tuttavia l’uomo non è fatto per stare da solo: ha bisogno di avere una famiglia, un gruppo o un branco per vivere e prosperare. Come potrà bastare a se stesso, se rifugge qualunque forma di contatto per la paura di venire ferito o, peggio, ucciso? Tutto è volto alla sopravvivenza, ma può bastare questo per vivere? Andare avanti, giorno dopo giorno, con l’unico obiettivo di rimanere in vita può essere l’unico motore? 
Il desiderio, schiacciante, di ritrovare una parvenza di normalità, di poter costruire una casa dove sentirsi al sicuro, sta prendendo sempre più forma nell’animo di Adam. Qualcosa si è smosso dentro di lui, non sa dargli voce ma è un richiamo al quale diventa sempre più difficile non rispondere. 
Con la gola chiusa e gli occhi che bruciavano di lacrime non versate fu travolto da una dolce, meravigliosa gratitudine; per Parker e la famiglia oltre l’acqua, per il branco che stavano forgiando. Per la casa che avrebbero costruito. 

Abbiamo letto questi due libri praticamente con il fiato in gola, come se i creepers ci stessero realmente alle calcagna. Abbiamo a malapena respirato in alcuni punti, abbiamo sofferto, ci siamo arrabbiate, abbiamo combattuto al fianco di Adam e Parker e ci siamo infiammate insieme a loro. 
Questi ragazzi sono due creature fortemente passionali e vivranno momenti giudicati estremi nella loro relazione, generando, forse, nel lettore una sorta di dibattito interiore, a un certo punto. Noi abbiamo discusso parecchio sulla necessità di scrivere o meno una determinata scena, dal momento che l’abbiamo vissuta in due modi totalmente differenti. Per una si tratta di una parte che non arricchisce il libro; al contrario lo ha reso, per certi versi, meno godibile. Per l’altra invece è una scena nata dal naturale evolversi della storia di Adam e Parker, dall’affiorare delle paure più profonde e dalla necessità di colmare un vuoto crescente, emerso dalle differenze e dal vissuto dei due ragazzi. Spesso ci domandiamo, come in questo caso, quanto di ciò che scrive un autore sia un puro desiderio di portare al lettore la sua visione, o quanto sia il lettore stesso a influenzare le scelte dello scrittore con richieste specifiche. Beh, anche questo è un enorme merito alla scrittura: la facoltà di generare opinioni, ispirare dibattiti e confronti, perché…

Nonostante l’orrore il mondo era un posto strano e meraviglioso.

Buona lettura!

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