Let's talk about books

1/18/2019

Libri in uscita: "Stormhaven" (Serie Whyborne & Griffin #3) di Jordan L. Hawk

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Titolo: Stormhaven
Titolo originale: Stormhaven
Serie: Whyborne & Griffin #3
Autrice: Jordan L. Hawk 
Trad.: Victor Millais 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Horror/Fantasy, Storico, Investigativo
Pagg.: 282 
Prezzo: € 4,99
Data di uscita: 28 gennaio 2019
Link per l'acquistoAmazon

Sinossi 
Gli eventi misteriosi non sono una novità per il solitario studioso Percival Endicott Whyborne, ma trovare uno dei suoi colleghi che urla per strada chiedendo aiuto è piuttosto insolito. Allan Tambling afferma di non ricordare cosa gli sia successo nelle ore precedenti, ma qualcuno ha assassinato suo zio e Allan è coperto di sangue.

L’amante di Whyborne, l’affascinante ex-Pinkerton e detective Griffin Flaherty, acconsente a dimostrare l’innocenza di Allan. Ma quando il giovane viene dichiarato pazzo e rinchiuso nel manicomio di Stormhaven, Griffin è costretto a rivivere gli orribili ricordi della sua reclusione in un istituto psichiatrico.

Insieme alla loro amica Christine, i due uomini si addentrano sempre più a fondo in un’oscura ragnatela di cospirazioni, magie e omicidi. Il loro unico indizio è un artefatto scomparso che ritrae un dio sconosciuto. Chi l’ha rubato, e perché Allan non ricorda cosa sia successo? E qual è la verità dietro ai terribili esperimenti condotti all’inquietante terzo piano di Stormhaven? 

Ci vorranno tutti gli incantesimi di Whyborne e tutta la temerarietà di Griffin per fermare gli assassini e salvare Allan. Prima, però, dovranno sopravvivere a una sfida ancora più grande: una visita della famiglia di Griffin. 

Volumi della serie Whyborne & Griffin attualmente pubblicati in Italia
Widdershins (Serie Whyborne & Griffin #1): recensione - clicca qui
Threshold (Serie Whyborne & Griffin #2): clicca qui 

La nostra intervista a Jordan L. Hawk: clicca qui

Jordan L. Hawk biografia 
Jordan L. Hawk è cresciuta nel North Carolina e non se ne è mai andata. I racconti d’infanzia su spiriti della montagna e su creature misteriose le hanno procurato un grande amore per tutto ciò che vaga di notte. Quando non scrive prepara birra artigianale e cerca di impedire ai suoi gatti di distruggere la casa. La serie campione di vendite Whyborne & Griffin (che ha inizio con Widdershins) si può trovare in formato cartaceo, ebook e audiolibro su diversi rivenditori online.
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Puoi trovare Jordan L. Hawk agli indirizzi:
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1/18/2019

Libri in uscita: "Fuoco amico" di Cari Z.

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Titolo: Fuoco amico
Titolo originale: Friendly Fire
Autrice: Cari Z.
Trad.: Raffaella Arnaldi
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 310 
Prezzo: € 5,99
Data di uscita: 21 gennaio 2019 
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi 
Elliot McKenzie è il re della reinvenzione di sé. Cinque anni dopo aver perso il lavoro e l’amante, ed essere quasi finito in prigione, sta avendo più successo di quanto avrebbe mai sognato, grazie a Vita Incantata, il suo programma di auto-aiuto. Sperava di essersi lasciato alle spalle il suo sordido passato, ma quando comincia a ricevere criptiche minacce… si rende conto che forse non è finita.
L’esperto in sicurezza Lennox West si sente smarrito da quando uno scontro letale in Afghanistan lo ha costretto al pensionamento anticipato dall’esercito. Deve aiutare la sua ex a tirare su la figlia avuta da lui, ma il disturbo post-traumatico da stress di cui soffre non gli facilita il compito. Quando la sorella di lei gli chiede di installare un sistema di sicurezza per il suo capo, l’ultima cosa che Lennox si aspetterebbe è di incontrare un uomo come Elliot McKenzie, il quale rapisce la sua attenzione e lo fa sentire sereno per la prima volta da quando ha lasciato il servizio.
Tuttavia, Elliot è testardo fino all’imprudenza. Persino quando le minacce contro di lui si fanno serie, si rifiuta di coinvolgere la polizia, e Lennox teme che questa ostinazione possa portarlo a essere ucciso. Comincia tra loro un braccio di ferro che li avvicina più di quanto nessuno dei due si sarebbe mai aspettato. Ma se le minacce sono reali, potrebbero non vivere abbastanza a lungo per costruirsi un futuro insieme. 

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1/17/2019

Recensione: "Il Principe del teatro" (Serie Storie d'amore a Laguna #3) di Tara Lain

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Titolo: Il Principe del teatro
Titolo originale: Prince of the Playhouse
Serie: Storie d'amore a Laguna #3 
Autrice: Tara Lain 
Trad.: Claudia Nogara
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: contemporaneo 
Cover Artist: Reese Dante 
Pagg.: 247 
Data di uscita: 15 gennaio 2019
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press - Amazon

Sinossi 
Guidato dal desiderio di diventare uno stilista di successo e preoccupato di dover nascondere il suo passato discutibile, Ru Maitland ha permesso che la sua ossessione nei confronti della star dei film d’azione Gray Anson sostituisse la sua vita sociale. Ossessione e realtà si scontrano quando a Ru viene chiesto di ideare dei costumi moderni per una rappresentazione speciale dell’Amleto che vede come protagonista proprio Gray Anson e che sarà allestita al Teatro di Laguna. Gray si rivela un miscuglio di timidezza e spavalderia e, nonostante un fidanzamento di grande risonanza con una donna dell’alta società, i segnali che manda a Ru fanno ballare la salsa alla sua libidine.

Gray Anson ha quello che la maggior parte della gente può solo sognare: ricchezza, popolarità e un lavoro che ama. In cambio ha detto addio a ogni parvenza di privacy e al diritto di dire no alle migliaia di persone che dipendono da lui e ai milioni di fan che lo amano. Tutto quello che ha sempre desiderato sta appena al di là della bolla della sua vita, ma deve decidere a quali compromessi scendere per ottenere ciò che vuole. Quando il passato travagliato di Ru si infrange sul presente infestato di paparazzi di Gray, entrambi si renderanno conto che a volte l’unico compromesso accettabile è la verità.  

Recensione 
Il sipario è aperto, le luci di scena sono accese. Sul palcoscenico del teatro di Laguna Beach appare, in tutto il suo metro e novanta di bellezza e mascolinità, il famosissimo attore Gray Anson. Dai film d’azione campioni d’incassi in tutto il mondo all’Amleto di William Shakespeare il salto interpretativo è davvero notevole. Gli attori suoi compagni in questa avventura e tutto lo staff del teatro sono in attesa di vederlo recitare in un ruolo così impegnativo e discosto dal suo repertorio. Dietro le quinte, un sognante Ru Maitland, astro nascente della moda nonché costumista della rappresentazione, trattiene il fiato pieno di aspettativa. 
Ma qualcosa non va, decisamente! Gray Anson ripete le parole imparate a memoria... ed è tutto lì, in effetti. Nessuna brillante interpretazione, nessun carisma, solo un attore che recita le battute di Amleto. 
Per Ru, che nutre una profonda ammirazione verso Gray fin dalla prima volta in cui lo ha visto sul grande schermo — una passione smodata che, forse, quasi certamente, potrebbe rasentare una leggera ossessione —, questa performance è umiliante quasi come se su quel palco ci fosse lui. 
Quando però, all’improvviso, si trovano faccia a faccia nella privacy offerta da un camerino, parlarsi diventa semplice. 
Gray si sente smarrito, perso. Quelle frasi sono così sofisticate! Non gli dicono nulla. Per Ru invece, cresciuto in un quartiere degradato di Los Angeles e con un passato alle spalle da dimenticare, è facile evocare la rabbia, il tormento, i sensi di colpa e la confusione provate dal giovane Amleto. 
Solo dimenticando le parole e lasciando emergere i sentimenti Gray potrà interpretare e rendere visibili le emozioni di Amleto, almeno secondo il punto di vista del giovane stilista. Non gli è mai capitato di voler mandare al diavolo qualcuno? O di sentirsi in qualche modo smarrito? O di sentirsi soffocare dalle aspettative, dai sensi di colpa? Ecco, se Gray riuscirà a trovare ciò che lo accomuna al Principe danese avrà trovato la chiave di volta per rappresentarlo sulla scena in modo convincente. Anche se ognuno di noi vive vite molto diverse da quelle degli altri, tutti abbiamo però dei punti in comune, sia oggi sia nel lontano 1607, anno in cui l’opera vide, probabilmente, una delle sue prime rappresentazioni. 

Proprio come in un’opera teatrale, i due giovani dovranno affrontare prove e mettersi in discussione mentre il loro sentimento sboccerà trasformando una passione travolgente in un amore sempre più grande, che li metterà di fronte a delle scelte. 
Come potrebbe Gray proseguire la sua carriera di attore macho di film d’azione se dovesse fare coming out di fronte al mondo intero? Riuscirebbe Ru ad essere l’amante segreto di un uomo desiderato da buona parte del pianeta? Vederlo fotografato al braccio di donne che, seppur di facciata, avranno il privilegio di apparire al suo fianco mentre lui dovrà vivere sempre nell’ombra, e magari uscire a sua volta con altri uomini pur di non far scoprire alla stampa la loro relazione? E cosa succederà quando il suo passato turbolento tornerà prepotente, pronto a reclamare il conto per i suoi errori di gioventù? 
Il sipario è aperto, le luci della ribalta sono rivolte verso tutti i personaggi di questa appassionante storia. 

Rivedremo vecchi amici: come dimenticarci dell’esuberante e incontenibile Shaz, protagonista del primo libro della serie Laguna, "Il cavaliere di Ocean Avenue", talmente fuori dalle righe da essere fuori dai pois, a detta del suo molto più pacato e solido marito Billy?
Incontreremo nuovi amici: non perdete di vista il dolce e brillante attore Merle Justice, amatissimo dagli adolescenti, e il sempre presente autista/ guardia del corpo di Gray, Chris.
Un uomo tornerà dal passato di Ru... sarà un bene o un male?
E le donne? È bello scoprire che Tara Lain mostra un occhio di riguardo anche verso di loro. A tal proposito  facciamo una ola con tutte le mani alzate per Pamela! E no, non vi diciamo chi è! Lo scoprirete voi leggendo questo meraviglioso romanzo in cui l’unione tra azione e moda è a dir poco emozionante.

Buona lettura! 

Volumi della serie Storie d'amore a Laguna
Il Cavaliere di Ocean Avenue (Storie d'amore a Laguna #1): clicca qui 
Il fante di cuori spezzati (Storie d'amore a Laguna #2): clicca qui 

La nostra intervista a Tara Lain: clicca qui
1/16/2019

Libri in uscita: "Prima che cali il giorno" (Serie La Volta #2) di Mary Calmes

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Titolo: Prima che il giorno cali
Titolo originale: Late in the Day 
Serie: La Volta #2
Autrice: Mary Calmes 
Trad.: Sara Linda Benatti
Casa Editrice: Dreamspinner Press 
Genere: Contemporaneo 
Pagg.: 186
Cover Artist: Reese Dante
Data di uscita: 19 marzo 2019
Link per l'acquistoDreamspinner Press 

Sinossi 
Terrence Moss. Conrad Harris. Gold Team Leader. Darius Hawthorne. La Volta. Fare il giocoliere con tutti questi nomi per alcuni potrebbe essere un problema, ma per Darius è la quotidianità. Quando un capitolo della sua vita si chiude, lui si lascia alle spalle un nome e le persone a esso collegate. In oltre quarant’anni è riuscito a tenersi alcuni colleghi, perfino qualche amico, ma nessun compagno. Qualcosa però sta cambiando.

Il più recente capitolo della sua esistenza si apre su uno scenario completamente diverso: una casa stabile, un’identità recuperata, una famiglia improbabile, e adesso la possibilità di incontrare di nuovo il solo uomo che Darius abbia mai amato, Efrem Lahm. I motivi della loro separazione sono ancora validi e sembra impossibile che i due possano fidarsi l’uno dell’altro. Ma Efrem ha già deciso che non lo lascerà andare… e Darius dovrà decidere se vuole mettere a rischio il suo cuore, prima che cali il giorno. 

Serie La Volta 
Basta un giorno (La Volta #1): qui 

Mary Calmes biografia 
Mary Calmes crede nel romanticismo, nel lieto fine, e nella fiducia che mostrano i suoi personaggi nel poterlo raggiungere. Nelle sue vene scorre il caffè, pensa che la cioccolata dovrebbe essere un gruppo alimentare a parte, e attualmente vive nel Kentucky con un ninja peloso di tre chili che la protegge dagli uccellini, dai ragni e dai cani del vicino. 
Per rimanere aggiornati sulle sue riflessioni e il suo pandemonio (comprese le avventure del ninja), seguitela su Twitter @MaryCalmes o su Facebook e iscrivetevi alla newsletter dedicata ai suoi lettori, Mary’s Mob. 

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1/15/2019

Libri in uscita: "Guardia e ladri" (Serie Delitti e disastri #1.5) di Rhys Ford

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Titolo: Guardia e ladri
Titolo originale: Cops and Comics
Serie: Delitti e disastri #1.5
Autrice: Rhys Ford 
Trad.: Claudia Milani
Casa Editrice: Dreamspinner Press 
Genere: Mystery/Suspense
Cover Arstist: Reece Notley 
Pagg.: 39 
Data di uscita: 12 marzo 2019
Link per l'acquistoDreamspinner Press 

Sinossi
Un racconto della serie Delitti e disastri (qui

Si ride e si scherza finché non ci si imbatte nel corpo di un uomo morto.

La vita di Alex Martin è piuttosto ordinaria. Dal Planet X Comics, il suo negozio di fumetti, passano i geek e gli strambi, ma ormai lui non fa più caso alle loro stranezze. Tutto cambia il giorno in cui apre il negozio e trova un cadavere sul pavimento.

A indagare viene chiamato il detective James Castillo. Alex non sa se vorrebbe abbarbicarsi all’uomo oppure stargli alla larga ma, per fortuna, anche il detective si mostra interessato ad Alex… perché sospetta proprio di lui. 

Rhys Ford biografia 
Rhys Ford è nata e cresciuta alle Hawaii, poi se n’è andata a vedere il mondo. Dopo essersi masticata una pila di libri, un sacco di cibi strani, e un paio di fidanzati di passaggio, alla fine Rhys è approdata a San Diego, che è un gran bel posto ma ha davvero bisogno di più pioggia. 
Al momento Rhys lavora ammassando pixel grafici per una compagnia di gestione patrimoniale, a un piano molto in alto e con una vista fantastica vista sul mare, e ammette di condividere la casa con tre gatti, un batuffolo nero di Pomerania, un cane lupo in miniatura e un indomabile Cairn terrier rossiccio. Inoltre lavora come una schiava per mantenere in buono stato una Pontiac Firebird del 1979, un portatile Qosmio, e una macchinetta per il caffè rossa Hamilton Beach.
Site web: clicca qui 

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1/14/2019

Libri in uscita: "Delitti e disastri" (Serie Murder and Mayhem #1) di Rhys Ford

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Titolo: Delitti e disastri
Titolo originale: Murder and Mayhem
Serie: Murder and Mayhem #1 
Autrice: Rhys Ford 
Trad.: Claudia Milani
Casa Editrice: Dreamspinner Press 
Genere: Mystery/Suspense
Cover Arstist: Reece Notley 
Pagg.: 238 
Data di uscita: 5 marzo 2019
Link per l'acquistoDreamspinner Press 

Sinossi 
I morti tengono la bocca chiusa.

L’ex topo d’appartamento Rook Stevens ha rubato molti oggetti preziosi in passato, ma mai prima d’ora era stato accusato di aver sottratto una vita. Una cosa è trovare una vecchia complice ad aspettarlo dentro al Potter’s Field, il suo negozio di cimeli della cultura pop, un’altra è inciampare nel suo cadavere.

Il detective Dante Montoya era convinto di aver chiuso per sempre con Rook Stevens, dopo che il suo precedente partner aveva falsificato delle prove per incastrare il ladro di gioielli che invece se l’era cavata impunemente. Così, quando interrompe la fuga di un sospettato di omicidio coperto di sangue, rimane senza parole nello scoprire che si tratta proprio dell’uomo che aveva giurato di mettere dietro le sbarre e che continua a fargli ribollire il sangue nelle vene anche a distanza di anni.

Rook è determinato a scrollarsi di dosso l’accusa di omicidio, anche se ciò significa prendere le distanze dal duro detective messico-cubano che lo ha arrestato. Ma come se un’artista della truffa morta non fosse abbastanza, presto se ne aggiungo altre e, mentre i cadaveri si ammucchiano ai suoi piedi, Rook è costretto a chiedere aiuto proprio all’ultima persona che in teoria dovrebbe credere alla sua innocenza… e l’unico uomo che non è mai riuscito a dimenticare. 

Rhys Ford biografia 
Rhys Ford è nata e cresciuta alle Hawaii, poi se n’è andata a vedere il mondo. Dopo essersi masticata una pila di libri, un sacco di cibi strani, e un paio di fidanzati di passaggio, alla fine Rhys è approdata a San Diego, che è un gran bel posto ma ha davvero bisogno di più pioggia. 
Al momento Rhys lavora ammassando pixel grafici per una compagnia di gestione patrimoniale, a un piano molto in alto e con una vista fantastica vista sul mare, e ammette di condividere la casa con tre gatti, un batuffolo nero di Pomerania, un cane lupo in miniatura e un indomabile Cairn terrier rossiccio. Inoltre lavora come una schiava per mantenere in buono stato una Pontiac Firebird del 1979, un portatile Qosmio, e una macchinetta per il caffè rossa Hamilton Beach.
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1/10/2019

I libri LGBT del 2018 che abbiamo amato di più!

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Chiudiamo il nostro bilancio di fine/inizio anno con i libri LGBT del 2018 che abbiamo amato di più. 
Li amiamo tuttora perché sono doni che attraversano il tempo. Perché sanno ammaliare con le loro parole raffinate, selvagge o strazianti. Perché offrono una ricchissima esplorazione delle dinamiche sociali, familiari e relazionali con l'intento di trasportarci in mondi conosciuti oppure nuovi, lontani e immaginari. 
Questi libri ci costringono a fare i conti con il passato e il presente, con le atrocità della guerra, con le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani. 
Chiedono a noi lettori di meditare sul significato dell'amore, sulle cause e gli effetti del tradimento, sul peso della solitudine e dell'ossessione. 
In poche parole, reclamano la nostra totale attenzione.
Li amiamo dunque perché distogliere il pensiero dalla profondità e dalle spinte emozionali dei loro personaggi è una lotta impari e persa in partenza. E perché i loro autori hanno saputo descrivere la scoperta di sé e dell'intimità con una sensibilità preziosa, andando forse al di là delle proprie convinzioni, e sondando l'insufficienza della vita, il fascino elusivo delle illusioni e le immancabili debolezze del cuore umano.

Incipit 
È così che ti ho visto per la prima volta, Long Island, sulla cartina appoggiata al cruscotto della macchina di Paul Benchley. Come il corpo di una donna nel porto di New York. Mi sorprende sempre che nessuno veda in quell’isola allungata la forma di una donna, nelle gambe la biforcazione del litorale, nei fianchi e nei seni le insenature incrostate di gusci d’ostrica, e poi la testa, spaccata, rivolta verso New York City. Ancora adesso, quando chiudo gli occhi e cerco di ripensare al luogo dove tutto è successo, la vedo galleggiare lì, nell’acqua, a est. 
Senza dubbio, chi sta ancora cercando di darmi un volto ricorda soltanto l’ultima volta in cui mi ha visto, subito prima che scomparissi. Si è discusso molto sulla notte in cui ho lasciato il North Fork di Long Island: come avesse potuto un diciannovenne ricercato per una serie di omicidi eludere la polizia e i vigili locali, tutti troppo lenti tra le pallide paludi gelide, sferzate dai venti invernali del Sound che trasformano i fondali della costa in spaventose lastre di ghiaccio. Qui la risposta è facile: ho corso. Quello che è andato perduto, nel vortice crescente dell’attribuzione della colpa, è il ricordo di come fossi arrivato a Orient.
Non mi aspetto che crediate alla bontà delle mie intenzioni. Ho imparato troppo tardi la lezione della vita nei luoghi migliori d’America: occorrono azioni grette, diffidenti, spietate per vivere un’esistenza ordinaria. Ero arrivato a Orient a fine estate, mi facevo chiamare Mills Chevern. Ed ero fondamentalmente un bravo ragazzo. Vi ricordate di me in quelle ultime giornate calde?
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Incipit 
Si fermavano allo stazzo di Carminuccio, che era abbandonato da anni, da quando se n’era andato a Milano e aveva preso moglie. Una puttana dicevano, ma lui ci faceva la sua figura quando scendeva giù in paese. Solo d’estate e solo dieci giorni, per incontrare gli amici e passeggiare avanti e indietro lungo il corso appeso al braccio di quella che lo sopravanzava della testa. Della sua terra, che puzzava ancora di merda di capra, niente, diceva che non ne voleva più sapere. E cosa gliene poteva fottere di quei campi sassosi dove suo padre s’era torto la schiena, lui che c’aveva una pizzeria e un bar con il biliardo aperto fino alle quattro della notte e una moglie che gli uomini strabuzzavano gli occhi per guardarle il culo?
Non proprio allo stazzo si fermavano, ma più avanti, dove c’era la fontana che sgocciolava ancora un respiro d’acqua, e un fascio di quercioli a fare ombra di giorno a tanta aridità. Lì dietro, la macchina spariva, un po’ ingoiata dall’ombra e un po’ dai tronchi. E poi era quasi notte quando ci arrivavano, dopo l’allenamento e nello spogliatoio a tirare in lungo, più che per l’attesa del buio, per l’altro gioco che era incominciato sul campo fra le schermaglie della palla e continuava lì, sotto le docce aperte, nudi in mezzo agli altri, senza guardarsi mai ma sentendosi nella stessa acqua che li bagnava, ripassando con la mente l’uno il corpo dell’altro, le lunghe carezze del sapone sul petto e giù, fino al membro. E frenare il desiderio doloroso, rimandare la resurrezione, ascoltare, con la testa altrove, rispondere con parole diverse… e gioire dell’attesa e del loro segreto. Dopo. E il dopo arrivava dentro la vecchia Fiat del padre di Antonio, in quell’ombra nascosta, con il gocciolio dell’acqua e il grido di un uccello notturno che si mescolava al loro affanno e sembrava precedere la resa finale. 
Si amavano da due mesi, e prima non lo sapevano. 
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Incipit 
Io e Bobbi abbiamo incontrato Melissa per la prima volta a una serata di poesia in città dove ci esibivamo insieme. Melissa ci ha fotografate all’uscita, con Bobbi che fumava e io che mi tenevo impacciata il polso sinistro con la mano destra, come se temessi che se ne andasse per conto suo, il polso. Melissa usava una grossa macchina fotografica professionale e aveva vari obiettivi in un’apposita borsa. Chiacchierava e fumava e intanto scattava foto. Ha parlato della nostra performance e noi del suo lavoro, nel quale ci eravamo imbattute su internet. Verso mezzanotte il bar ha chiuso. Stava iniziando a piovere, e Melissa ci ha detto che se ci andava potevamo bere una cosa da lei. 
Siamo salite tutte e tre su un taxi e abbiamo trafficato per allacciarci le cinture. Bobbi stava seduta in mezzo e aveva la testa girata per parlare con Melissa, per cui potevo vederle il collo e le piccole orecchie a cucchiaino. Melissa ha dato al tassista un indirizzo a Monkstown e io mi sono messa a guardare fuori dal finestrino. Alla radio una voce ha detto: ottanta… pop… classici. Poi è partito un jingle. Ero eccitata, pronta a raccogliere la sfida di una visita a casa di estranei, già impegnata a elaborare complimenti e certe espressioni del viso per apparire interessante.
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Incipit 
Era il tempo peggiore e il tempo peggiore. Di nuovo. Perché le cose a un certo punto questo fanno. Crollano. È sempre stato così e sempre lo sarà, è nella natura delle cose. Ed ecco, un uomo vecchissimo viene portato a riva dalla corrente. Sembra un pallone sgonfio con le cuciture allentate, una di quelle palle di cuoio con cui si giocava a calcio cent’anni fa. Il mare è agitato. Gli ha strappato la camicia di dosso; nudo come il giorno in cui sono nato, queste le parole che gli scorrono in testa, quella testa che l’uomo fa girare sul collo, sebbene gli faccia male. Meglio non muoverla, allora. Cos’è che ha in bocca, tritume? È sabbia, ce l’ha sotto la lingua, la sente, ne sente anche il rumore, quando i denti sfregano gli uni contro gli altri fa quel raschio, e canta la sua canzone sabbiosa: Sono fina, son copiosa, son la fine di ogni cosa, quando cadi su di me son silenziosa, al sole splendo, al vento mi spando, se affidi un messaggio a una bottiglia, e la bottiglia al mare, sappi che sono io a comporre il materiale, granelli su granelli difficile è il raccolto 
difficile è il raccolto
le parole della canzone svaniscono piano piano. È stanco.
La sabbia che ha in bocca e negli occhi sono gli ultimi granelli nel collo della clessidra.
Daniel Gluck, la tua fortuna è ormai agli sgoccioli.
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Incipit 
Era uno strano momento. Nel bar non c’era realtà; non c’era più nulla di solido; tutte le cose si confondevano l’una nell’altra. Il tempo si era fermato.
Sedeva da solo a un tavolo, e ascoltava la musica che proveniva da una scatola di plastica rossa, illuminata all’interno. Ricordava qualche brano per averlo ascoltato altrove. Ma non era più in grado di capire le parole. Mentre si ubriacava riusciva solo a fare delle vaghe associazioni, ascoltando la musica.
Il suo bicchiere di whisky, acqua e ghiaccio era traboccato e il piano del tavolo adesso era diventato interessante: isole, fiumi e dei laghi sparsi trasformavano quella superficie in un continente. Con un dito tracciava dei disegni sul tavolo di legno. Da un lago formò un cerchio; dal cerchio tracciò due fiumi; inondò e distrusse un’isola, creando un mare. C’erano tante cose che si potevano fare con il whisky e l’acqua su un tavolo. 
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Incipit
Un giorno, potrei dire esattamente quando, ricordo la data con precisione, un giorno mi trovo nella hall di un albergo, in una città di provincia, una hall che fa anche da bar, sono seduto su una poltrona e parlo con una giornalista, tra di noi un tavolino basso, rotondo, la giornalista mi sta intervistando sul mio romanzo appena uscito, Come finisce un amore, mi fa domande sulla separazione, sulla scrittura delle lettere, sull’esilio che risana oppure no, io rispondo, conosco le risposte alle domande, rispondo quasi sovrappensiero, le parole escono facilmente, in modo automatico, tanto che il mio sguardo segue la gente che attraversa la hall, il continuo andirivieni, invento vite a questa gente che va e che viene, provo a immaginare da dove arriva, dove sta andando, mi è sempre piaciuto farlo, inventare le vite di sconosciuti appena incrociati, interessarmi ai profili, è quasi una mania, credo di aver cominciato da bambino, sì proprio nella più tenera età, ora ricordo, mia madre si preoccupava, diceva: non mentirmi, smettila di raccontare bugie, diceva bugie invece di storie.
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Incipit 
Il metodo per preparare un cadavere in Missouri era proprio eccezionale. I nostri poveri soldati sembravano acchittati per le nozze, mica per la tomba. L’uniforme tutta spazzolata a petrolio, che bella cosí da vivi non l’avevano mai vista. La faccia sbarbata, come se il becchino non volesse vedere neanche l’ombra d’un pelo. Nessuno avrebbe riconosciuto il soldato Watchorn, perché i suoi famosi scopettoni erano spariti. Comunque la morte gli piace cambiarti i connotati. Certo le bare erano di legnaccio, ma il punto non era quello. Ne sollevavi una e il corpo dentro la infossava. Il legno in fabbrica lo tagliavano talmente fino che era un’ostia piú che una tavola. Ma i soldati morti non stanno a guardare certe cose. Il punto è che in fondo ci faceva piacere vederli rimessi così a nuovo.
Sto parlando del finale del mio primo impegno sotto le armi. Nel 1851, mi sa tanto. Siccome non ero piú un fiore, a diciassette anni m’ero arruolato volontario in Missouri. Se avevi braccia e gambe ti prendevano. C’era il caso che ti prendevano anche se ti mancava un occhio. In America la paga peggiore in assoluto era la paga dell’esercito. E davano da mangiare roba talmente strana che cacavi merda fetentissima. Ma eri contento d’avere un lavoro perché in America, se non guadagnavi quei due soldi, facevi la fame, e io la lezione l’avevo imparata. Insomma, ero stufo di fare la fame.
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Verbatim theatre/Teatro documentario

'Prefazione dell'autore' 
Il 26 giugno 2015, con l’epocale sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America nel caso Obergefell contro Hodges, le coppie gay e lesbiche hanno visto riconosciuto il loro diritto al matrimonio in tutti e cinquanta gli Stati dell’unione. Tuttavia, ciò non ha messo fine al dibattito. I diritti delle minoranze sono forti quanto la nostra determinazione a difenderli e, basta dare un’occhiata a una cartina geografica, per rendersi conto che molte Nazioni del mondo non trattano ancora i cittadini appartenenti alla comunità LGBTQ in modo equo. Mentre scrivo, l’Australia ha indetto un plebiscito popolare per stabilire se le famiglie gay meritino di godere delle stesse forme di tutele che spettano a quelle tradizionali. Purtroppo, ancora una volta, i diritti elementari di una minoranza sono subordinati a un voto a maggioranza all’interno di un sistema che non garantisce alcuna onestà. Ancora una volta, il dibattito è permeato dalle stesse argomentazioni ingannevoli che per generazioni siamo stati costretti ad ascoltare negli Stati Uniti mentre combattevamo la nostra personale battaglia, una battaglia intrapresa da molti per lungo tempo in quella che è stata la nostra crociata per la verità. 
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Raccolta di racconti 

Incipit del racconto "Per Adrián" di Sofía Olguín 
Adrián, amore mio, ricordi com'era il nostro appartamento quando ci eravamo appena trasferiti? Non avevamo neanche il letto matrimoniale. Fummo costretti ad attaccare i nostri tristi letti da scapoli e riempire il vuoto con i cuscini. Me ne ricordo e sorrido e provo anche tanta nostalgia. Com'eravamo giovani. Non ci importava di non avere il letto matrimoniale. Non avevamo bisogno di un letto che ci confermasse di essere una coppia. Andavamo a letto tardi, guardavamo la televisione o facevamo l'amore. E la mattina ci svegliava il sole, bruciandoci le palpebre e facendoci il solletico sul collo. Io mi svegliavo sempre per primo e restavo a fissarti. Non te l'ho mai detto. Dormivi con la bocca un po' aperta, con l'espressione rilassata. E quando cominciavi a risvegliarti arricciavi le sopracciglia, chiudevi la bocca e iniziavi ad aprire gli occhi. 
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