Let's talk about books

Tra leggere e scrivere...

Se messe a confronto con attività più concrete, le quali richiedono all'apparenza una laboriosità fitta e una buona dose di instancabile pragmatismo, leggere e scrivere appaiono come due pratiche astratte il cui esito è quello di far perdere tempo. 
A pensarci bene, però, la narrazione ricopre un ruolo fondamentale nelle nostre vite: se da una parte ci mette in condizione di attraversare e superare il tempo, dall'altra ci aiuta anche a esplorare e recuperare un tempo che non ci appartiene, fatto di una memoria lontana e vicina, di identità, storie ed esperienze altrui. 
Per questo motivo abbiamo sollevato l'annosa questione del perché l'essere umano sia così fortemente attratto dalla narrazione. Perché ci appassioniamo a una serie tv? Perché andiamo a teatro o al cinema? Perché ci innamoriamo di un libro? Perché sentiamo il bisogno di godere e di costruire una narrazione? In buona sostanza, perché leggiamo e scriviamo? 

Dal momento che le domande sono tante e lasciano presupporre risposte altrettanto numerose e diverse, abbiamo deciso di coinvolgere chi con la scrittura e la lettura convive quotidianamente. Ci proponiamo di ospitare autori, traduttori, blogger, professionisti dell'editoria che leggono avidamente e con una forte intenzionalità e che considerano la parola scritta vitale e necessaria. 

Inauguriamo, quindi, la rubrica "Tra leggere e scrivere...", uno spazio virtuale in cui raccoglieremo idee sulla lettura — una sorta di viaggio figurato che ci permetterà di scoprire vecchi e nuovi libri. 

Ad aprire le danze è oggi Rosalie Hawks, autrice di "La piccola collezione di verità omesse" (clicca qui) e "La casa degli specchi" (clicca qui), in uscita il 3 ottobre, editi da Triskell Edizioni
Rosalie, "nata e cresciuta sul mare", è una lettrice appassionata e, come lei stessa ama definirsi, "cantastorie virtuale" che "scrive perlopiù perché altrimenti la notte le toccherebbe dormire." 

Vi ricordiamo che potete trovare Rosalie Hawks e le sue storie su
Archive of Our Own clicca qui 
Facebook clicca qui 

Infine, un ringraziamento caloroso a Rosalie, che ci ha dedicato la sua attenzione con un intervento bellissimo e ricco di proposte intriganti e spaventose — leggere per credere!

Vi auguriamo di cuore buona lettura e, come sempre, buon viaggio tra le parole.


Grazie a Reading Rainbow Books per avermi concesso questo piccolo spazio!


Mi presento, sono Rosalie Hawks e fra le altre cose nella mia vita racconto storie.
Ho superato da un po' i trent'anni e i quaranta stanno cominciando a farmi “Ciao” con un sorriso sornione. Amo fin troppo i gatti e il mare, ma non so nuotare, e sono e sarò sempre una fanwriter.
Scrivo principalmente storie a tematica LGBT, romance, non romance e svariate declinazioni del fantastico. Non amo soffermarmi a lungo sullo stesso genere, perché quello che scrivo sono prima di tutto dei mondi che visito per poi raccontarli ai lettori, e preferisco continuare a spostarmi per esplorare posti diversi. 

Naturalmente, prima di essere un'autrice sono una lettrice, e i lettori, si sa, amano accumulare titoli da leggere come i vagabondi accumulano roba vecchia. Quindi ho pensato bene di approfittare di questo spazio per prendere una piccola carriola e scaricare ai vostri piedi dei nuovi titoli da leggere, così, tanto per gradire e con molta grazia.

Non credo che esistano dei titoli da leggere per forza nella vita, perché la lettura non deve essere un obbligo e i lettori non sono mica dotati di tessera per la raccolta punti (un classico di un autore morto e sepolto vale due punti, narrativa giapponese o coreana tre punti, narrativa latina quattro). La lettura deve essere un piacere legato solo alla curiosità di esplorare.

È proprio questa curiosità che a volte però mi fa chiedere se mi sto perdendo qualcosa.

Ho i miei generi preferiti, altri che mi piacciono un po' meno, e fra quest'ultimi c'è l'horror e tutto ciò che è legato al terrore, perché sostanzialmente sono una fifona e una persona troppo suggestionabile. Mi piacciono però i grandi intrecci e i misteri, e in fondo l'horror e il terrore sono proprio strettamente legati al mistero.

C'è anche un'altra cosa: da sempre mi affascina quanto il terrore e la meraviglia siano interconnessi.
Qualcosa può apparire ai nostri occhi talmente meravigliosa da lasciarci impietriti sul posto e toglierci il fiato, proprio come se ci facesse paura. D'altro canto, però, qualcosa di terrificante può essere così grande, complesso e denso di significati da avere una propria bellezza ed essere meraviglioso.

Una lettura può essere meravigliosa, così tanto da farci andare in maniera inconscia in apnea nel mondo che crea, e l'attimo in cui torniamo alla realtà – perché qualcuno attira la nostra attenzione interrompendoci, o perché il libro finisce – rimaniamo dapprima confusi, poi per qualche istante sconvolti dall'essere riusciti a evadere così tanto dalla realtà, e c'è un pizzico di terrore in questo. È terrorizzante che una lettura possa avere così tanto potere sulla nostra mente, ma è un tipo di terrore bello, meraviglioso. 

Qualche anno fa e proprio in autunno, armata della volontà di affacciarmi su letture spaventose, mi sono imbattuta nell'All Hallow's Read (clicca qui). Si tratta di una sorta di tradizione ideata da Neil Gaiman, e consiste nel regalare nella settimana di Halloween o nella notte di Halloween un libro spaventoso a qualcuno. Non ci sono regole, l'importante è che si tratti di un libro adatto all'età di chi lo riceve. 

Affascinata da ciò, ho spulciato varie liste di titoli consigliati per l'occasione, sperando che si rivelassero i posti buoni in cui trovare qualcosa per iniziarmi al genere. Non credo che sarò mai pronta per qualcosa di splatter e gore, e non mi sono ancora del tutto avvicinata a Stephen King, perché anche se mi piace il suo stile e come intreccia le sue trame, non so davvero quanto le sue atmosfere siano affini alla quantità di terrore e angoscia che riesco a reggere. Però ho trovato qualcosa che mi è piaciuto davvero molto, e se come me siete indecisi sul buttarvi o meno su questo genere, o se per caso nel mese di ottobre vi stuzzica l'idea di leggere qualcosa di mostruoso, eccovi qui la mia carriolata di titoli. 
Considerateli pure dei miei doni per
All Hallow's Read.


Piccola precisazione: molti titoli sono bollati come “per ragazzi”, ma non lasciatevi ingannare da questo. In realtà sono storie crudeli come il destino che vi fa cadere all'improvviso una tegola in testa, e scritte con una tale capacità di coinvolgere il lettore da fare invidia a molti romanzi “per adulti”. E poi non esiste un'età per leggere un libro. 

Iniziamo con delle storie di fantasmi.

Jonathan Stroud è il mio autore di narrativa per ragazzi preferito, sia per la sua capacità di popolare i suoi libri di personaggi dalla morale grigia (dettaglio che sta diventando sempre più raro da trovare anche nei libri per adulti), sia per il sarcasmo di cui è intrisa la sua scrittura. Stroud è irriverente, non indora la pillola e non si preoccupa del fatto che le sue metafore siano poco sottili.

La scala urlante, edito in Italia dalla Salani, è il primo dei cinque libri della serie Lockwood & Co., da leggere in ordine di uscita:
-        La scala urlante (2013, edito in Italia)
-        Il teschio parlante (2014, edito in Italia)
-        The Hollow Boy (2015, ancora non tradotto)
-        The Creeping Shadow (2016, ancora non tradotto)
-        The Empy Grave (2017, ancora non tradotto)

Lockwood & Co. è ambientata in una versione del nostro mondo in cui i fantasmi esistono da sempre, solo che negli ultimi tempi le loro manifestazioni sono drasticamente aumentate e la faccenda si sta facendo assai seria e problematica. Dato che lì i fantasmi sono una realtà, il progresso tecnologico si è sviluppato in maniera diversa rispetto al nostro mondo, concentrandosi di più sul ferro e i metalli (utili per la cattura dei fantasmi) a sfavore delle telecomunicazioni, quindi l'atmosfera e l'ambiente è quello dei nostri Anni Settanta con un pizzico di età vittoriana dovuto alle armi di metallo usate per la caccia ai fantasmi.
Peculiarità di questa storia è che solo i ragazzi fino ai diciannove anni circa riescono a vedere i fantasmi e a cacciarli, gli adulti no, quindi esistono delle grandi agenzie guidate da adulti che trattano con pressapochismo i loro dipendenti ragazzini mandandoli praticamente a morire per salvare altri adulti. 
Non so se sia stato nelle intenzioni dell'autore, ma io ho sempre trovato ciò come una grande metafora. Mi è sembrato come se volesse sottolineare che ai giorni nostri sembra che siano solo i giovani a essere in grado di vedere i “mostri” che la società odierna sta creando, e sempre più spesso le vecchie generazioni mandano i giovani allo sbaraglio – caricandoli di responsabilità – e fregandosene poi di loro. Essendo Stroud un autore così cinico e sarcastico potrebbe anche darsi che sia così.
La storia si concentra su una piccolissima agenzia cattura-fantasmi indipendente che si rifiuta di essere gestita da adulti, e la protagonista è Lucy, una ragazzina col dono di sentire (nel senso di ascoltare, udire) i fantasmi. E diciamo che lei ha i suoi buon motivi per non fidarsi più di agenzie gestite da adulti.
È una serie di grandissima atmosfera, con storie di fantasmi che fanno accapponare la pelle (alcune si svolgono in quel tipo di case così perfette e in ordine da essere inquietanti e darti proprio l'impressione che da un momento all'altro accadrà qualcosa di brutto, altri in vere magioni dall'aspetto spaventoso). Quello che però conquista di più sono i personaggi, gente dalla morale completamente grigia e con personalità da vendere, e dialoghi che ti fanno capire subito chi è che sta parlando senza nemmeno leggere il suo nome.
Noticina finale: al termine del quinto libro (che ho letto in lingua originale) c'è una sorpresa LGBT. È piccina, però ho gradito moltissimo che Stroud abbia avuto la volontà di mettercela, soprattutto di questi tempi. 

Chris Priestley è un altro autore capace di creare grandi atmosfere, e a questo proposito vi consiglio Le terrificanti storie di zio Montague, edito in Italia dalla Newton Compton (2007). Si tratta di una raccolta di storie raccontate dallo zio del titolo, con un'atmosfera che mescola bene Edgar Allan Poe e l'estetica di Tim Burton.

Nonostante all'apparenza sembri una raccolta per bambini, non lo è affatto. Il comune denominatore di tutti i racconti è la giovanissima età dei protagonisti, ma non si va mai a parlare di innocenza violata – nonostante i finali tragici e crudeli – ma di come la malizia sia presente anche nei bambini, e di come possa portarli a pensieri e desideri non proprio puri con conseguenze terrificanti.
Questa raccolta è la prima di una serie di raccolte a tema non collegate fra di loro. 
Dello stesso autore, anche se ancora non tradotta in italiano, vi consiglio anche la raccolta Christmas Tales of Terror, per un Natale agghiacciante. 




Una storia che parla di paura e di mostri non proprio fatti di carne e ossa è Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness (2011, Mondadori), un romanzo da leggere almeno una volta nella vita.
È una storia in cui, in un certo senso, ci sono mostri che raccontano di altri mostri, ma soprattutto è una storia che parla dei mostri generati dal senso di perdita e dalla paura che provoca. È uno di quei libri capaci di colpire dritto dove fa più male, ti fa a pezzi solo per poi ricomporti meglio.




En passant, vi consiglio due titoli del fondatore di All Hallow's Read, Neil Gaiman: Coraline (2002, Mondadori) e Il figlio del cimitero (2008, Mondadori). 
Gaiman racconta le sue storie mostrandosi apertamente come il primo fan di ciò che scrive, quando leggi le sue righe hai proprio la sensazione di averlo davanti agli occhi che sbracciandosi ti dice: “Mettiti comodo. Ora ti racconterò una storia e sarà un po' turbolenta, ma basterà solo che tu ti regga forte quando sarà necessario farlo e andrà tutto bene”. Adoro.



In questa lista mi rendo conto di avere messo un po' da parte i grandi classici del terrore che riguardano i vampiri e i lupi mannari, perché escluso rarissime eccezioni non mi attirano moltissimo, però... a tema LGBT vi consiglio molto la novella gotica Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu, e sappiate che Carmilla è l'antenata di Dracula (ebbene sì, prima di Dracula ci fu Carmilla e non era eterosessuale). 

Un romanzo che invece quasi passa in secondo piano rispetto ad altri quando si tratta di mostruosità è il Frankenstein di Mary Shelley. Mi rendo conto che la sua trama è così conosciuta e popolare, che alla fine si finisce col non leggerlo, dandolo quasi per scontato, ma la sua lettura è un'esperienza che vi consiglio davvero di fare, mettendo da parte l'infarinatura generale che potete già avere a riguardo. Leggetelo la notte di Halloween (ne esiste anche una bellissima versione inglese illustrata da Gris Grimly).









Sperando di aver stuzzicato abbastanza la vostra curiosità, vi lascio con una citazione da Sette minuti dopo la mezzanotte, una delle mie preferite di sempre, perché anche le storie possono essere degli esseri terrificanti quanto meravigliosi: 
Le storie sono creature selvagge e indomite. Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?

Nessun commento:

Posta un commento

My Instagram