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Scaffale Rainbow #5

Vincitore del Premio Pulitzer 2018 sezione narrativa, "Less" è il nostro consiglio di oggi. Ovvero, i 50 anni che valgono secondo Andrew Sean Greer. Un romanzo da non perdere, insomma, parte per le rocambolesche avventure del personaggio principale, catturato in una descrizione dolceamara ed esplosiva; parte per la lingua, tersa e tagliente e allo stesso tempo luminosa, generosa e di grande potenza musicale. "Less" è, infatti, un libro che non stanca: ha un ritmo straordinario e avvincente — grazie anche a una struttura aperta che concede a Greer la possibilità di vagabondare (letteralmente e metaforicamente) —, ed è intriso di un umorismo strepitoso, tipico di chi non ha compassione di nulla, neanche di se stesso. 
Forse queste parole suonano un po' come un panegirico, ma in realtà sono soltanto una dichiarazione d'amore: al protagonista, Arthur, un antieroe quasi disperato e all'apparenza in corsa verso un dirupo senza appigli cui aggrapparsi, e a Andrew Sean Greer, uno scrittore di razza, complesso, profondo, intelligentissimo e, ve lo assicuro, irresistibile. 

Vi auguriamo, come sempre, una buonissima lettura e vi diamo appuntamento al prossimo Scaffale.

Titolo: Less
Titolo originale: Less
Autore: Andrew Sean Greer
Trad.: Elena Dal Pra 
Casa Editrice: La nave di Teseo - qui
Collana: Oceani 
Genere: Fiction
Pagg.: 292 
Data di uscita: 12 ottobre 2017
Prezzo cartaceo: € 19,00
Prezzo ebook: € 9,99
Link per l'acquisto: Amazon - Ibs 

Sinossi 
Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant'anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant'anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l'ultimo.

Estratto 
Vista dalla mia prospettiva, la storia di Arthur Less non è così male. 
Guardatelo lì, sul morbido divano rotondo dell'albergo, compassato nel suo abito blu e camicia bianca, le gambe accavallate e il mocassino lucido che gli penzola dal tallone. È la postura di un giovane. E in effetti la svelta silhouette è ancora quella della gioventù, anche se lui, a cinquant'anni, è un po' come le statue bronzee dei giardini pubblici che, a parte un fortunato ginocchio lustrato dai ragazzini, cambiano stupendamente colore fino a intonarsi con gli alberi. Lo stesso è accaduto ad Arthur Less, un tempo roseo e dorato di giovinezza, ora sbiadito come il divano sul quale è seduto a tamburellare un dito sul ginocchio, con lo sguardo fisso sull'orologio a pendolo. Il lungo naso aristocratico perennemente bruciato dal sole (perfino in un nuvoloso ottobre newyorkese). I capelli di un biondo slavato troppo lunghi in cima e troppo corti ai lati — ritratto del nonno. Gli stessi occhi azzurri acquosi. Ascoltate: si riesce a sentire il tic tac, tic tac, tic tac della sua ansia, mentre fissa la pendola... che invece, ahinoi, ha smesso di ticchettare da quindici anni. Di questo però Arthur Less non si rende conto; è ancora convinto, alla sua tenera età, che i giovani degli uffici stampa che devono scortarlo agli eventi letterari arrivino puntuali e che gli alberghi dispongano di tuttofare che ricaricano affidabili gli orologi delle hall. Lui non porta orologio: la sua fiducia è incrollabile. Il fatto che le lancette siano ferme alle sei e trenta, ossia quasi l'orario preciso in cui dovrebbero presentarsi a prelevarlo per l'evento di stasera, è una mera coincidenza. Il poverino non lo sa ma ormai sono già le sette meno un quarto.

L'Autore 
Andrew Sean Greer è nato nel 1970 a Washington. 
È l’autore di Le confessioni di Max Tivoli (scelto come miglior libro del 2004 da San Francisco Chronicle e Chicago Tribune e vincitore del Northern California Book Award, il California Book Award, il New York Public Library Young Lions Award, e l’O. Henry Award), Storia di un matrimonio e Le vite impossibili di Greta Wells
È direttore della Fondazione Santa Maddalena.

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