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Recensione: "In quattro e quattr'otto" (Serie Graffi, fusa e felini #2) di M.A. Church

Titolo: In quattro e quattr'otto 
Titolo originale: Behind the Eight Ball
Serie: Graffi, fusa e felini #2
Autrice: M.A. Church 
Trad.: Emanuela Cardarelli 
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: Werewolves/Shapeshifters 
Cover Artist: Paul Richmond 
Pagg.: 218 
Data di uscita: 10 aprile 
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press 

Sinossi 
L’aria fresca del mattino, un giardino pieno di uccellini e un micio in missione. Cosa può desiderare di più un gatto mannaro? Il beta Heller Wirth ha tutto, tranne un compagno. Un compagno mutaforma, a essere precisi. L’ultima cosa che desidera è uno di quei pericolosi umani che uccidono senza rimorso. Heller lo sa perché ci è passato. Che cosa fa allora la dea Bast? Gli dà proprio quello che non vuole: un umano, Lawson Dupre.

Lawson non ha capito cosa sia successo nel suo negozio. Un istante prima un cliente attraente sta per svenire, quello dopo si riprende e inizia a flirtare, poi fugge via come se fosse inseguito dai demoni dell’inferno. Non è la natura speciale di Heller a spaventare Lawson, che è uno dei pochi umani al corrente dell’esistenza delle creature sovrannaturali, dato che ne ha due come coinquilini. A Heller e Lawson ne succederanno delle belle mentre affrontano vecchie ferite, antichi pregiudizi e un cambio di potere nella colonia felina. 

Recensione 
Con "In quattro e quattr'otto" torniamo nella colonia felina di West Falls e nell'affascinante mondo dei gatti mannari, che mi aveva stregato già nel primo volume della serie.
M.A. Church ci racconta la storia di Heller Whirt, beta del futuro alfa della colonia, incontrato in "Tre d'amore e di guai", il libro di Dolf, Tal e Kirk. La prima impressione non è stata delle migliori, dal momento che Heller manifesta sin da subito il suo odio nei confronti degli umani, cercando di ostacolare in tutti i modi l'unione del suo Alfa con Kirk. Come tutti i mutaforma, però, anche Heller sta aspettando di incontrare la sua metà, quella creatura che renderà completa la sua anima. Così, quando arriva il fatidico momento, la scoperta è sconvolgente: non solo incontra in un negozio un bellissimo uomo che scuote i suoi sensi felini, ma la sorte e il volere della Dea Bast gli sono avversi, perché il suo compagno altri non è che un umano. 
Per una beffarda coincidenza del destino, Heller si ritrova catapultato in una situazione penosa dove si sente dolorosamente diviso in due: da una parte vorrebbe allontanarsi dall'umano di cui non riesce a fidarsi, dall'altra il suo cuore e il suo istinto lo spingono ad avvicinarlo per fare di lui il proprio compagno. 
Dopo essere stato cacciato di casa dai genitori per la sua relazione sentimentale con un uomo di colore, Lawson Dupre ha dovuto ricominciare da capo e iniziare una nuova vita. 
Sembra che tutto stia procedendo nel migliore dei modi quando si scopre, suo malgrado, attratto da  quell'uomo intrigante ma sfuggente: l'attrazione reciproca è immediata, e Lawson non riesce a spiegarsi perché Heller alla possibilità di approfondire la conoscenza e assecondare il trasporto fisico risponda con un rifiuto. 

Ho trovato piacevole il modo in cui i protagonisti interagiscono: Heller sembra un uomo molto sicuro di sé, sempre inappuntabile e preciso in tutto, ma nel momento in cui decide di fidarsi di Lawson, la corazza che porta addosso come un'armatura inizia a cedere e a mostrare il suo vero volto. Heller è un uomo che ha sofferto a causa di una perdita grave e importante; è bisognoso di affetto, di attenzioni, di amore e, soprattutto, di avere accanto una persona su cui appoggiarsi per cedere il ferreo controllo che esercita su ogni aspetto della sua vita. Lawson con la sua pazienza e dolcezza lo aiuterà a lasciarsi andare e a fare emergere un uomo davvero molto speciale. 
"In quattro e quatt'otto", quindi, non è il solito racconto sui compagni predestinati e sul loro rapporto perfetto, ma è la storia del riconoscimento e dell'accettazione di un amore indesiderato, e della capacità di venire a patti con un passato doloroso. M.A. Church dà ampio spazio al tema dell'amicizia vera e che dura per sempre, ci parla di una realtà chiusa e arretrata — quella della colonia felina —, della capacità di accogliere e rispettare la diversità senza escludere. 

Intorno alla nascita dell'amore di Heller e Lawson, descritta con tenerezza e intensità, gravitano le storie di alcuni personaggi che saranno protagonisti dei prossimi libri, tra cui i gemelli Janelle e Marshell, coinquilini nonché famiglia adottiva di Lawson. Anche loro mutaforma, sostengono con tenacia i due protagonisti e gli altri Beta della colonia di West Falls. Inoltre, viene introdotto un personaggio sconosciuto e misterioso che trama nell'ombra.

Graffi, fusa e felini è una serie che consiglio, in primo luogo perché è bello poter leggere di mutaforma veramente affascinanti e diversi dai lupi e dai grandi felini a cui siamo abituati, e in secondo luogo perché M.A. Church è riuscita a creare delle storie inattese con personaggi originali e ben strutturati, un intreccio narrativo che si rivela sempre più avvincente e supportato da bei dialoghi, e scene hot passionali ma non volgari. 
Anche se questo libro può essere considerato come uno stand-alone, consiglio di leggere il primo della serie, per avere una visione completa del mondo paranormal creato dall'autrice.

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