Let's talk about books

11/16/2018

Libri in uscita: "Quel che resta" di Garrett Leigh

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Titolo: Quel che resta
Titolo originale: What remains
Autrice: Garrett Leigh
Traduzione: Midnight Books
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Contemporaneo 
Pagg.: 288
Prezzo: € 5,99
Data di uscita: 19 novembre 2018 
Link per l'acquistoTriskell - Amazon

Sinossi 
Il web designer Jodi Peters è una creatura solitaria. Pranzare due volte a settimana con la sua ex fidanzata, diventata la sua migliore amica, e qualche occasionale avventura superficiale in un malfamato bar gay gli forniscono tutta la compagnia di cui ha bisogno, giusto?

Poi una notte si imbatte nel pompiere neodivorziato Rupert O’Neil. Rupert è confuso e solo, ma è il ragazzo più dolce che abbia mai conosciuto. Aggiungeteci l’elettricità inebriante tra loro, e Jodi non può fare a meno di innamorarsi perdutamente. Offre a Rupert un luogo in cui vivere tra le mura del suo accogliente appartamento a Tottenham – un rifugio dove costruire la loro famiglia ideale – e per quattro meravigliosi anni, la loro vita non può essere più felice.

Fino a quando un crudele scherzo del destino porta via tutto. Un momento di distrazione lascia Jodi a lottare per una vita che non riesce a ricordare e spezza il cuore di Rupert. Jodi non lo riconosce, o non vuole farlo. È rimasto poco dell’uomo che adora, e Rupert deve aggrapparsi a quel che resta della sua fede vacillante e pregare affinché Jodi impari ad amarlo di nuovo. 

Garrett Leigh biografia 
Garrett Leigh è una scrittrice e book designer inglese. Attualmente lavora per la Dreamspinner Press, Loose Id, la Riptide Publishing e la Black Jazz Press. I suoi protagonisti sono sempre tormentati, disabili, spezzati e profondamente imperfetti. A tutto questo, aggiungete una storia d’amore eterno, un po’ di barbetta ispida, un sacco di tatuaggi e avete trovato un racconto tipico di Garrett. 

Quando non scrive, potete di solito trovarla a tergiversare su Twitter, a cucinare per un esercito oppure seduta sul didietro a fare il meno possibile... e a inventare nuovi modi per torturare i suoi personaggi. Garrett crede nel lieto fine, però adora che i suoi ragazzi si adoperino per ottenerlo. 

Lavora anche come disegnatrice di copertine freelance per diverse case editrici e autori indipendenti. Per informazioni sulle copertine, visitate il sito blackjazzdesign.com.

È possibile seguire Garrett Leigh su:
Website clicca qui
Facebook facebook.com/garrettleighbooks
Twitter twitter.com/Garrett_Leigh
Instagram instagram.com/garrett_leigh
11/14/2018

Recensione: "L'inverno del Texas" (Serie Texas #) di R.J. Scott

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Titolo: L'inverno del Texas
Titolo originale: Texas winter 
Serie: Texas #1
Autrice: R.J. Scott 
Traduzione: Rita Demaria
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 176 
Prezzo: € 3,99
Data di uscita: 13 novembre 2018 
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi 
Il passato di Riley torna a dargli la caccia, sia professionalmente sia nella vita privata.
La morte del fratello si è lasciata dietro ben più degli odiosi ricordi con cui Riley dovrà fare i conti. Quando entra in gioco l’FBI, tutto d’un tratto il giovane rischia di perdere qualcosa di molto più prezioso del suo buon nome.
Jack è sempre al suo fianco, ma per quanto ancora riuscirà a essere comprensivo?
Specialmente quando, durante una luna di miele troppo a lungo rimandata, Riley scopre di avere una figlia di otto anni di cui non conosceva neanche l’esistenza... 

Volumi della serie Texas 
Il cuore del Texas (Texas #1): clicca qui 

Recensione 
Con "L'inverno del Texas" di R.J. Scott, trad. di Rita Demaria, edito da Triskell Edizioni, torniamo nella folle vita dei coniugi Campbell-Hayes e dei loro familiari. 
Come ne "Il cuore del Texas", primo volume della serie, anche nel secondo i due protagonisti dovranno superare molti ostacoli prima di ottenere il loro lieto fine. 

Il libro inizia con la descrizione di un paesaggio da sogno: Riley e Jack, dopo aver rimandato più volte la più che meritata luna di miele, si trovano finalmente in una spiaggia caraibica, destinazione perfetta e romantica per festeggiare il loro matrimonio. Una telefonata inaspettata da parte di Eden, però, costringe i due sposi a ripartire in fretta e furia e a fare ritorno a casa, in Texas.
Riley, infatti, scopre di avere una figlia di 8 anni, che ha bisogno di lui e che gli scombussolerà la vita, già profondamente segnata da lutti pesanti e da numerosi problemi ereditati dal proprio fratello. 

Il primo libro della serie mi era piaciuto molto. Ho adorato il continuo susseguirsi di colpi di scena eclatanti e lo scambio di battute al vetriolo tra i vari personaggi. 
Riley e Jack sono stati una grande sorpresa: due personaggi costretti a odiarsi per colpa dei padri ma che riescono ad avvicinarsi, capirsi e ad amarsi con intensità e passione.
Purtroppo, in questo libro non ho ritrovato la stessa alchimia, che invece mi aveva affascinato nel primo. 
Anche in questo caso l'autrice non ci ha risparmiato momenti di tensione, la presenza di agenti dell'FBI e di strumenti pericolosi che farebbero invidia a James Bond, ma Jack e soprattutto Riley non sono stati all'altezza delle mie aspettative. 

Il petroliere, ben avviato nei nuovi progetti lavorativi, si trova spiazzato dall'arrivo della  propria figlia di cui ignorava l'esistenza, e nemmeno l'immediato appoggio del marito e della famiglia riescono a convincerlo di essere adatto al nuovo e difficile ruolo. L'ho trovato, quindi, molto diverso dall'uomo energico e impetuoso che ha affrontato genitori e fratello nel primo libro, troppo incostante e insicuro dei sentimenti che lo legano al marito.
Invece, sempre interessante l'insieme dei familiari che li accompagnano in questa avventura, a partire dalla sorella Eden, che affrancandosi dall'idea di essere una svampita dedita allo shopping, interpreta un ruolo ben definito nell'inserimento della figlia di Riley nella sua grande famiglia allargata. 

"L'inverno del Texas" è un libro che consiglio, in ogni caso, per ritrovare tutta la famiglia Campbell-Hayes, per saperne di più sullo sviluppo delle loro vite dopo le vicissitudini patite ne "Il cuore del Texas", e per passare qualche ora in completo relax, immaginando la neve scendere sull'assolato Texas.
11/08/2018

Libri in uscita: "Il foxling Soldati" (Serie Il cuore dei soldati #2) di Charlie Cochet

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Titolo: Il foxling Soldati
Titolo originale: The Foxling Soldati
Serie: Il cuore dei Soldati #2
Autrice: Charlie Cochet 
Trad.: Emanuela Graziani 
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: Angels and Damons / Urban Fantasy / 
Werewolves/Shapeshifters
Cover Artist: L.C. Chase 
Pagg.: 108 
Data di uscita: 11 dicembre 2018 
Link per l'acquistoDreamspinner Press 

Sinossi 
Il foxling Toka ha servito per secoli il re dei Soldati e ora si occupa del suo amato consorte. È una posizione prestigiosa che lo rende felice, perché gli permette di aiutare il principe una volta umano a adattarsi al loro regno magico e coltivare la loro amicizia. Anche i suoi incontri con Rayner, guerriero e braccio destro del re, si fanno più audaci. Ma le leggi parlano chiaro: i servi e i Soldati non hanno il permesso di accoppiarsi. Non importa che da tempo Toka sia innamorato perdutamente dell’affascinante farabutto.

Rayner non avrebbe mai immaginato di innamorarsi di un servitore, ma è rimasto stregato da quel foxling bellissimo e intelligente, e non sopporta le regole che li tengono separati. Quando arriva in visita da un regno vicino un re arrogante e perfido, Rayner rischia di perdere tutto. Ma i guerrieri Soldati non si arrendono, e lui ha intenzione di combattere con tutte le sue forze per far rimanere Toka nel posto che gli appartiene: tra le sue braccia. 

Volumi della serie Il cuore dei soldati pubblicati in Italia
Il principe dei soldati (Il cuore dei soldati #1): clicca qui 

Charlie Cochet biografia 
Charlie Cochet è un’autrice di giorno e un’artista di notte. Sempre pronta a soccombere ai mormorii della sua musa ribelle, nulla è irraggiungibile quando segue la sua passione. Da agenti avventurosi e sexy mutaforma a gentiluomini dell’alta società e detective dal carattere duro, i suoi eroi sono destinati a ritrovarsi in molti guai… e anche in tante storie d’amore!
Al momento Charlie vive nella Florida centrale ed è a completa disposizione di un Doxiepoo desideroso di dominare il mondo. Quando non scrive, di solito legge, disegna o guarda dei film. Va avanti a caffè, si nutre di musica e ama ricevere notizie dai suoi lettori. 

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11/06/2018

Libri in uscita: "L'inverno del Texas" (Serie Texas #2) di R.J. Scott

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Titolo: L'inverno del Texas
Titolo originale: Texas winter 
Serie: Texas #1
Autrice: R.J. Scott 
Traduzione: Rita Demaria
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 176 
Prezzo: € 3,99
Data di uscita: 13 novembre 2018 
Link per l'acquisto: Triskell

Sinossi 
Il passato di Riley torna a dargli la caccia, sia professionalmente sia nella vita privata.
La morte del fratello si è lasciata dietro ben più degli odiosi ricordi con cui Riley dovrà fare i conti. Quando entra in gioco l’FBI, tutto d’un tratto il giovane rischia di perdere qualcosa di molto più prezioso del suo buon nome.
Jack è sempre al suo fianco, ma per quanto ancora riuscirà a essere comprensivo?
Specialmente quando, durante una luna di miele troppo a lungo rimandata, Riley scopre di avere una figlia di otto anni di cui non conosceva neanche l’esistenza... 

Volumi della serie Texas attualmente pubblicati in Italia
Il cuore del Texas (Texas #1): clicca qui 

R.J. Scott biografia 
L'obiettivo di RJ è scrivere storie con un nucleo romantico, una strada accidentata che porta alla felicità e, cosa più importante, una spruzzata di 'per sempre felici e contenti'.
RJ Scott è un'autrice di best seller che ha creato più di novanta libri di genere gay romance. Narra storie piene d'emozione su personaggi complessi, cowboy, milionari, principi e sugli uomini che rimangono invischiati nelle loro vite. RJ è famosa per i suoi libri caratterizzati sempre da un lieto fine. Abita poco fuori Londra e spende ogni secondo che non passa con la sua famiglia a leggere o a scrivere. Scrive anche romance MF sotto lo pseudonimo di Rozenn Scott.
L'ultima volta che si è presa una settimana di ferie dalla scrittura non le è piaciuto per niente, e non ha ancora incontrato una bottiglia di vino che riesca a resisterle.

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Per una lista aggiornata di tutti gli eBook disponibili di RJ Scott e su dove acquistarli, si prega di visitare www.rjscott.co.uk 

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11/03/2018

Recensione "La lunga strada tortuosa" (Serie Un insolito triangolo #4) di TJ Klune

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Titolo: La lunga strada tortuosa
Titolo originale: The Long and Winding Road
Serie: Un insolito triangolo #4 
Autore: TJ Klune 
Trad.: Claudia Milani 
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: Contemporaneo 
Cover Artist: Paul Richmond 
Pagg.: 340 
Data di uscita: 6 novembre 2018 
Link per l'acquistoDreamspinner Press 

Sinossi 
La famiglia non è sempre definita dal sangue, ma da coloro che ci rendono completi e contribuiscono a costruire la nostra identità.


In questa storia ormai giunta alla fine, Bear e Otter saranno messi alla prova come mai prima.

Una ragazzina che non ha un altro posto dove andare bussa alla loro porta.

Una telefonata improvvisa comunica novità inaspettate.

Un fratello torna finalmente a casa dopo aver imparato a camminare da solo.

E, mentre questi tre elementi convergono, le vite di tutti subiranno una svolta dalla quale sarà impossibile tornare indietro.

Cominciando con Un insolito triangolo e proseguendo con La nostra identità e L’arte di respirare, TJ Klune ci parla di famiglia e affetto fraterno, di amore e sacrificio. In questo capitolo finale, gli eventi del passato servono a lastricare la lunga e tortuosa strada che porta a un futuro che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. 

Recensione 
Chiunque abbia letto un libro di TJ Klune sa che è un genio e che i suoi libri sono delle perle. Ma questo? Questo è sicuramente il mio preferito tra tutti quelli di Klune che ho letto, il mio preferito della serie BOATK. 
"La lunga strada tortuosa" è un addio, e come tale — così come dice Bear verso la fine del romanzo — fa male. Tutti gli addii sono dolorosi, ma questo, beh, questo è un addio dolceamaro, che spezza il cuore. O almeno è così per me. 
Sì, ora sappiamo che Bear e Kid, dopo tanti in cui hanno sopravvissuto anziché vissuto, dopo tutte le volte che la vita ha messo loro i bastoni tra le ruote, staranno bene. No, staranno alla grande.
Perché è questo che io e lui facciamo. Ci mettono al tappeto, noi sputiamo sangue e ci rialziamo. È quello che abbiamo sempre fatto e ciò che siamo.
Ci sono momenti in cui senti il cuore spezzarsi in mille pezzi e momenti in cui non riesci a smettere di ridere. Ci sono, poi, squarci di quotidianità in cui capisci che Bear è cresciuto, maturato, è diventato un uomo, e ti chiedi quando sia successo. Perché il tempo passa in fretta e, all'improvviso, stai leggendo di un giovane adulto che si rende conto di quanto i cambiamenti siano necessari, inevitabili nonostante possano far male. Si rende conto che è arrivato il momento di lasciar andare il suo fratellino — che tanto piccolo e indifeso non lo è più — e di pensare alla propria vita, e a quella dell’uomo che ama, adora e venera; quell'uomo che lo ricambia, quasi baciando la terra su cui cammina. Otter lo farebbe, lo sappiamo benissimo. Finalmente, è arrivato il momento di pensare alla loro vita insieme. 

Il libro si divide in tre parti: passato, presente e futuro. Abbiamo anche un prologo, che comincia esattamente dove termina "L’arte di respirare". 
Ve lo ricordate, sì? Quando Bear inizia a blaterare su suo figlio killer con la coda e poi apre la porta della Mostruosità Verde, trovandosi di fronte una ragazzina che svela di essere la sua sorellina, mentre Otter è al telefono e urla qualcosa su due gemelli? Bene. Ricordate anche, sempre da "L’arte di respirare", della dipendenza di Ty per gli psicofarmaci? Ecco. Il passato è dedicato a quel periodo, e a un insieme di ricordi su come ogni cosa ha avuto inizio. 
Bear e Otter sono una coppia sposata, solida e ancora innamorata, con tutte le normali questioni domestiche che affrontano due persone che convivono. Lo stress da lavoro, la spesa, la lavastoviglie… il desiderio della paternità. 
Ma non dimentichiamoci che questa è la vita di Bear e non per molto tutto può essere normale, quindi ecco che arriva la scoperta della dipendenza del suo fratellino. 
Riviviamo quei momenti bui e difficili dal punto di vista di Bear, con Otter al suo fianco come sempre. Leggiamo della sua furia, del dolore e del senso di colpa. Conosciamo un Bear e un Otter diversi, nuovi per così dire, costretti a un comportamento a cui non abbiamo mai assistito e che personalmente mi ha fatto versare molte lacrime, col cuore a pezzi. 

Per quanto riguarda il presente e il futuro non voglio anticiparvi nulla ma, come ho già scritto, sappiamo bene cosa accadrà, grazie al volume precedente: Bear e Otter diventeranno padri. Conoscendo Bear, potete immaginare ciò che la sua mente combinerà! 
Sappiamo anche di come Kid prenderà la notizia della morte della loro madre. Bear e Otter si troveranno allora immersi in una situazione inaspettata, che li metterà a durissima prova. Eppure, ce la faranno. Loro sono una squadra. Bear non è ancora riuscito a convincersene, ma è forte. È un uomo speciale, la cui mente viaggia a 1000 km orari in luoghi per altri incomprensibili. È un uomo capace di accogliere nel suo cuore — e nella sua casa — dei perfetti sconosciuti; non si arrende mai e farebbe di tutto per le persone che ama, spesso mettendo la propria vita in secondo piano. 
Otter, poi, è un personaggio unico che vorrei esistesse davvero: darebbe speranza a questo mondo. Non è perfetto, e in questo libro lo dimostra, ma è meraviglioso. 

Mi sto dilungando, lo so e mi scuso, ma credetemi quando vi dico che questa perla è un miscuglio di emozioni ‒ amore, dolore, speranza, risate, commozione ‒ di cui è difficile parlare; allo stesso tempo, però, è impossibile non farlo. È difficile descrivere ciò che si prova mentre si legge — si vive — questa storia; è difficile spiegare quanto io sia grata a TJ per aver creato questa serie e, soprattutto, quest’ultimo volume, di cui sentivo quasi il bisogno. 
"La lunga strada tortuosa" parla proprio di come la vita, dopo che hai trovato un certo equilibrio e fatto tanti sacrifici, possa metterti ancora a dura prova. Ma se hai coraggio, se hai un cuore grande come quello di Bear e Otter, se hai una famiglia ‒ di sangue o per scelta ‒ sempre pronta a starti accanto e ad aiutarti, se hai una persona che ti ama disposta a stare sempre al tuo fianco, non importa quante volte cadrai: sarai sempre capace di rialzarti, fino a trovare, una volta per tutte, quella serenità e felicità che meriti. 
Bear, Otter e Kid, insieme a Creed, alla signora Paquinn, a Dom e a tutti gli altri componenti di questa pazza e meravigliosa famiglia allargata, mi hanno insegnato tutto questo. 

Un grazie speciale va anche a Claudia Milani, per una traduzione davvero spettacolare.
La vita può cambiare in un battito di ciglia. Ma se hai qualcuno al tuo fianco che ti sorregge quando le ginocchia cedono, qualcuno che ti bacia ogni volta come se fosse la prima, allora hai la possibilità di farcela. Io ho questa possibilità. Perché c’è lui al mio fianco.
Grazie, BOATK. Non vi dimenticherò mai. 

 La serie Un insolito triangolo
Un insolito triangolo (Serie Un insolito triangolo #1): clicca qui 
La nostra identità (Serie Un insolito triangolo #2): clicca qui 
L'arte di respirare (Serie Un insolito triangolo #3): clicca qui 

La nostra intervista a TJ Klune: clicca qui 
11/02/2018

Libri in uscita: "Siamo sempre stati io e te" di Antonella Pellegrino

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Titolo: Siamo sempre stati io e te 
Autrice: Antonella Pellegrino 
Editore: Triskell Edizioni 
Collana: Rainbow
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 271
Data di uscita: 8 novembre 2018 
Prezzo: € 5,99 
Link per l'acquistoTriskell 

Sinossi 
Drew e Tyler sono diversi come il giorno e la notte: Drew è riservato, insicuro, tende a sproloquiare ed è dedito alla monogamia. Tyler è egocentrico, impulsivo, spavaldo, gli piace flirtare e non ha idea di cosa sia una relazione. Drew è mingherlino, Tyler è muscoloso. Drew ha i capelli rossi, la pelle diafana e un sacco di lentiggini. Ty ha i capelli neri e la pelle color caramello. Eppure, sono migliori amici da dieci anni. E segretamente innamorati uno dell’altro. Ma per quanto tempo si possono nascondere i propri sentimenti? 
Quando Drew scopre il suo compagno a letto con un altro uomo, Tyler convince il suo migliore amico ad assaporare un po’ di libertà e a diventare l’unico protagonista della sua vita, visto che negli ultimi dieci anni Drew non è quasi mai stato single. Trascorrere del tempo insieme senza nessun fidanzato di mezzo, porterà a galla sentimenti nascosti troppo a lungo. Il loro è un rapporto troppo speciale per metterlo in pericolo, ma l’amore non è un sentimento che può essere ignorato. L’amore è più forte di ogni dubbio, insicurezza e paura. Più forte di un ex fidanzato geloso, ossessivo e violento che, proprio quando finalmente possono essere sinceri e amarsi alla luce del sole, metterà a rischio la loro felicità. 

La nostra intervista a Antonella Pellegrino: clicca qui 

Antonella Pellegrino biografia 
Antonella Pellegrino ama la sua città, il calcio, viaggiare e leggere. La sua passione più grande, e spesso anche cura contro la tristezza, è la scrittura. Ha scritto il suo primo racconto a undici anni e da allora non ha più smesso. La sua testa è quotidianamente occupata da ragazzi un po’ folli che le tengono sempre compagnia e, a volte, la fanno impazzire.

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I romanzi di Antonella Pellegrino: clicca qui 

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10/31/2018

Tra leggere e scrivere... #2

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Nella nostra rubrica Tra leggere e scrivere, abbiamo il piacere e l'onore di ospitare la bravissima autrice e traduttrice Micol Mian. Le sue parole d'amore per la lettura ci ricordano che i libri sono confortanti e terapeutici e che leggere — e leggere bene — non è soltanto il più salutare dei piaceri, ma è anche eccitante ed emozionante, un'opportunità di entrare in mondi sconosciuti e talvolta persino impensabili. 

Micol scrive in coppia con Sabrina Romiti da almeno dieci anni. Insieme hanno iniziato "a infestare l’ambiente della scrittura amatoriale con storie chilometriche a cui raramente si degnano di mettere la parola fine." In realtà, hanno portato a termine Opera al rosso, un riuscitissimo e intenso romanzo psicologico a tinte fosche (qui e qui), e Folco sotto il letto — primo volume della serie Gemini, edito da Triskell Edizioni (recensione - qui) —, uno dei migliori M/M attualmente in circolazione. 
Micol è anche autrice del romanzo breve I segreti delle lucciole e della novella Roots (qui). Tra qualche mese uscirà per Milena Edizioni il suo ultimo romanzo Dormono gli aironi (qui).

Vi ricordiamo che potete trovare Micol Mian e Sabrina Romiti su: 
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Ringrazio di cuore Micol per aver accettato di condividere con noi la sua passione per la lettura e la scrittura. Il suo è un tributo di riconoscenza ricco e commovente alle scrittrici e agli scrittori che hanno contribuito a plasmare la sua identità di autrice di talento, ed è un invito davvero sorprendente e meraviglioso a lasciar perdere tutto, perché quello che conta è iniziare a leggere. 

Vi auguriamo di cuore buona lettura e, come sempre, buon viaggio tra le parole.


Parlare di libri è una delle cose che preferisco in assoluto, quindi non posso che essere grata al blog Reading Rainbow Books per aver inaugurato questa rubrica proponendomi di prendervi parte. Grazie di avermi dato l’occasione per l’ennesimo sproloquio a tema! 

Due parole brevi per presentarmi, dato che sospetto mi dilungherò fin troppo in seguito: mi chiamo Micol, ho una trentina d’anni e non ricordo davvero un tempo in cui la lettura non abbia fatto parte della mia vita. Scrivo da sempre, quasi, e da quando ho diciotto anni condivido le mie storie con un pubblico – prima online, ora attraverso pubblicazioni più tradizionali – ma se mi chiedessero di scegliere tra leggere e scrivere, non credo avrei dubbi. Ho bisogno delle parole altrui per regolare il mio passaggio nel mondo, per attutirne gli stimoli o potenziarli, per riposarmi e trovare conforto e mettermi in gioco e comprendermi. Sono come l’aria, in un modo abbastanza letterale: non riesco a ricordare un giorno trascorso senza leggere qualcosa. Non scherzo, quando dico che una delle mie più grandi paure è quella di restare cieca. E il fatto che il mio lavoro – tradurre – mi porti a frequentare ogni giorno pagine e pagine di narrativa non ha intaccato per nulla la mole di parole che leggo per piacere. (Anche se ha contribuito, sospetto, a rinforzare il terrore di una cecità imminente…)

Come corollario di questa “lieve” voracità, c’è il fatto che i miei gusti sono piuttosto eclettici. Negli anni ho passato periodi interi – un po’ bui, un po’ difficili – a non leggere altro che fanfiction slash, perché la familiarità dei personaggi mi consolava tantissimo; ci sono state fasi in cui macinavo thriller e gialli come se non ci fosse domani, altre in cui consumavo quasi esclusivamente romance MM. In alcuni periodi ho letto solo in lingua inglese, in altri solo in lingua spagnola: è finito da pochissimo (per mia immensa gioia) una fase molto, molto lunga in cui faticavo a portare avanti qualunque lettura in lingua italiana. E i titoli che amo sono sparsi tra tutti questi generi – oltre al mare magnum della narrativa letteraria in generale – tanto che persino per quelli a me meno congeniali (come la fantascienza o lo storico) posso contare almeno un paio di romanzi che mi hanno cambiato la vita. (Per dire i primi che mi vengono in mente al riguardo: Gli dei di pietra di Jeanette Winterson e Q di Luther Blissett.) 

Ho riflettuto molto su quale filo rosso scegliere per questo pezzo, e alla fine ho deciso di circoscrivere il campo a dieci romanzi che hanno in qualche modo aperto il mio campo visivo: alla fine di ogni lettura mi sono trovata a pensare qualcosa di molto simile a: “Ma quindi con la scrittura si può fare anche questo”. Che per quanto mi riguarda è una delle sensazioni più belle del mondo. 

Non appartengono a un solo genere – gusti eclettici, dicevo – ma sono riuscita per qualche miracolo a radunarli in tre grandi microcategorie che frequento con particolare piacere: gli sguardi introspettivi, le riscritture di favole&miti e il realismo magico/gotico/fantastico letterario. Oltre a un thriller che fa un po’ da jolly e non rientra in nessuna delle categorie, ma amo troppo. 

Buona parte dei romanzi sono a tematica LGBT, e c’è una preponderanza di autrici: un po’ per scelta “pilotata” (qualche anno fa mi sono imposta di leggere più donne) e un po’ per affinità personali. Spero che possano intrigare anche qualcuno che magari non li conosceva, e illuminino la sua vita quanto hanno illuminato la mia.

Comincio con la categoria più arbitraria e indefinibile: tre romanzi che sento affini – e ho amato per ragioni simili – e in cui il bilancio azione/riflessione tende decisamente a favore di quest’ultima. I titoli che ho scelto – perché mi hanno folgorata – sono Tutto ciò che ti appartiene, di Garth Greenwell, L’amante di Marguerite Duras e Il corpo odiato di Nicola Lecca. In tutti e tre, un protagonista narra in prima persona eventi tutto sommato minori, che diventano in qualche modo cifra stessa della vita, oltre che specchio del lettore: uno specchio impietoso, eppure talmente bello da essere anche dolce. 

Altro tratto in comune – che ho notato solo mentre li mettevo a confronto per capire se aveva senso parlarne insieme – è che il protagonista narratore si trova lontano dal paese natale, in una sorta di esilio: un americano in Bulgaria nel romanzo di Greenwell, un italiano in Francia in quello di Lecca e una francese in Indocina in quello di Duras. Non è un dettaglio da poco, credo: in tutti e tre i casi, l’essere sradicati non fa che sottolineare l’estraneità profonda che i protagonisti sentono verso la vita, vista dall’esterno, spesso, più che vissuta. E al tempo stesso, radiografata con una certa spietatezza. 

Qualche dettaglio in più su ciascuno, anche se non potrò far loro giustizia. 

Tutto ciò che ti appartiene di Garth Greenwell è uscito nel 2016 ed è già considerato uno dei classici della narrativa del nuovo millennio; sicuramente è imperdibile per qualunque canone della letteratura LGBT contemporanea. È stato tradotto di recente in Spagna, dove sta mietendo consensi a tutto spiano; in Italia è uscito per Mondadori l’estate scorsa, nella traduzione bellissima di Matteo Colombo, e merita, assolutamente. Sotto ogni punto di vista. La storia, di per sé, è riassumibile in breve: un americano che insegna inglese a Budapest incontra un giovane prostituto e inizia con lui una relazione complessa – e complicata dalla barriera linguistica – che lo porterà a scontrarsi anche con problematiche dure come la violenza e la malattia. Ma l’incontro con Mitko – che non a caso è l’unico personaggio provvisto di nome dell’intero romanzo – è soltanto un pretesto per uno scavo dolorosissimo (e divinamente reso) all’interno dell’animo umano, della solitudine al suo centro, degli oscuri sensi di colpa che ci portiamo addosso, della maniera in cui il desiderio ci segna, e trova espressione. Personalmente, l’ho trovato meno tragico di quanto mi fossi aspettata dalla quarta di copertina: non è straziante, solo… intimo. E come tutte le intimità ferisce, quando ti ci rivedi dentro. 

L’amante è forse il romanzo più famoso di Marguerite Duras, un’autrice che conosco poco ma che vanta nella sua biografia un’uscita scandalosa dal Partito Comunista francese per questioni vincolate alla libertà sessuale e una relazione poliamorosa ante-litteram con due compagni di partito ed espulsione. (Pare. È un pezzo che mi riprometto di approfondire.) Brevissimo, e piuttosto autobiografico, racconta la relazione sessuale tra la protagonista quindicenne e un cinese molto più adulto di lei sullo sfondo di quell’Indocina coloniale che l’autrice stessa ha conosciuto da bambina, ma come nel romanzo di Greenwell questa vicenda sembra essere soprattutto lo spunto per un’indagine molto più profonda sul punto di vista di chi scrive, su come la memoria può essere ricostruita, e fallace, sulle articolazioni complesse di sessualità e desiderio e su un sacco di altre cose – tra cui il rapporto con la famiglia – che mi manca lo spazio per descrivere. La scrittura è straordinaria e la narrazione personalissima, composta di brani brevi, intrecciati in un ordine perfetto ma non cronologico, che costituiscono continui rimandi e approfondimenti e buchi che si verranno a colmare più tardi. Se amate la bella scrittura, lo consiglierei anche solo per questo. 

Il corpo odiato è un po’ un outsider in questo elenco, invece, perché l’ho incontrato una decina d’anni fa in biblioteca e non credo di averlo mai visto citato in giro, ma gli sono ancora legatissima per tutta una serie di motivi che esulano da quelli strettamente personali. Sulla carta, è la storia di un ragazzino che combatte con l’anoressia e con l’omofobia interiorizzata, ma secondo me racconta soprattutto del male che uno può farsi quando cerca di controllare tutto: se stesso, il mondo, il proprio corpo (sia in termini fisici, che di pulsioni e desiderio). Narrato in forma di diario, che poi è un esercizio quasi clinico e uno sfogo personale del perfezionismo che tormenta il protagonista in ogni altro ambito della vita – esemplificato dal fatto che non tollera gli spazi bianchi, e quindi scrive tutto di seguito, in un flusso di coscienza che per qualche miracolo riesce a risultare armonioso e coerente invece che confuso – è letteralmente disseminato di frasi che sono come un pugno allo stomaco per qualunque perfezionista più o meno compulsivo. La prima volta che l’ho riletto, dopo averlo acquistato, ho riempito il libro di sottolineature così trasparenti che quando, anni dopo, ho dovuto prestarlo, sono stata seriamente tentata di comprarne un’altra copia solo per non dovermi mettere così a nudo. Anche questo, ovviamente, è molto consigliato.
Visto che mi sono dilungata tantissimo sui primi tre, cercherò di procedere un po’ più spedita. Le riscritture e rivisitazioni sono una delle mie passioni – confluita anche nell’amore che provo per il fandom e i lavori trasformativi – e dei tre titoli che propongo al riguardo, due almeno non hanno quasi bisogno di presentazioni. 

Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese è un testo così incredibile che mi fa quasi effetto citarlo solo in relazione alle riscritture, perché di fatto è poesia in prosa, e poesia bellissima. Dato che però di fatto è una riscrittura in chiave dialogica dei principali miti greci – da quello di Orfeo a quello di Giacinto, passando per Edipo, Odisseo e Arianna e tantissimi altri – non poteva mancare. È molto più di questo, però, davvero: tra tutti i libri che ho in casa, è tra i pochi che salverei a occhi chiusi senza soppesarlo con gli altri. Dentro, chiunque può trovarci se stesso. E forse anche, per usare un’espressione a lui cara, il proprio destino. 


Parlando di rivisitazioni, poi, La camera di sangue di Angela Carter è forse una delle più famose, e in particolare rappresenta uno dei capostipiti delle riscritture in chiave femminile. Si tratta di favole, in questo caso – che del resto, in parte, sempre miti sono – che nella prosa di Carter diventano lo scenario di vicende conturbanti, inquietanti e avvolgenti, che mettono a nudo (e rovesciano) la violenza insita in quelle narrazioni a noi tanto familiari. Un po’ come mettere in mano un coltello a Cappuccetto Rosso, insomma, e mandarla incontro al lupo. (Con cui, spesso, stringerà un patto per assassinare il cacciatore). Io amo Angela Carter di mio, e alcune di queste storie fanno parte del mio personalissimo pantheon di ritratti narrativi, ma a prescindere dall'aspetto soggettivo, è una raccolta imperdibile per chiunque ami le favole. 
E sempre di favole, questa volta riviste in chiave lesbica, parla Emma Donoghue ne Il bacio della strega: poetico, personalissimo, con un filo rosso che unisce – e porta verso il lieto fine – tutte le storie classiche raccontate, è una lettura più semplice de La camera di sangue ma non meno rivoluzionaria; forse un po’ meno crudele. Io lo adoro, e tornarci mi fa sempre bene.

Quella del fantastico è una categoria complessa e super variegata e non starò a tediarvi sull'argomento (che però mi affascina molto, tanto che ci ho scritto la tesi di specialistica). I tre romanzi che propongo non vi rientrano a pieno titolo e sono stati presentati – a ragione –con altre definizioni. Si tratta di tre opere (femminili) piuttosto diverse nel tempo e nello spazio, ma che mi hanno illuminata con intensità simile: Amatissima di Toni Morrison, L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniels e Her Body and Other Parties di Carmen Maria Machado, che stando al sito dell’autrice dovrebbe arrivare in Italia in un non ben precisato futuro. 

Ora, scendendo nello specifico. Toni Morrison è forse la più famosa autrice afroamericana, e Amatissima è forse il più famoso tra i suoi romanzi: le è valso un Pulitzer, oltre al Nobel che ha vinto nel 1993. È un romanzo terribile e splendido, ambientato intorno a metà Ottocento in un paese dell’Ohio dove gli schiavi neri liberati e fuggiaschi potevano trovare rifugio. Ed è una storia di fantasmi, per certi versi: punto focale è lo spirito di una bambina morta nella casa in cui si ambienta il romanzo, figlia della protagonista, ma anche quello di tutti gli africani morti durante la tratta atlantica, e durante la schiavitù nelle piantagioni; e un po’ forse anche quello dell’umanità intera. Le violenze che ha subito e inflitto, i modi incredibili, impensabili, in cui ha saputo sopravvivere nonostante tutto. È bellissimo, e agghiacciante, e ipnotico; parla dell’amore di una madre, di come possa essere spaventoso, soprattutto in un contesto in cui la prima lezione che impari è di amare poco, cose piccole e a piccole dosi, perché l’amore stesso è una debolezza imperdonabile. Una storia d’orrore reale – la ricostruzione storica è dettagliatissima – e al tempo stesso una delle prose più belle, e ricche, e profonde che abbia mai letto. 

L’estate che sciolse ogni cosa è molto più recente, invece: opera di un’autrice esordiente, portato in Italia l’anno scorso da Atlantide Edizioni, è stato definito come il primo vero esempio di Southern Gothic del XXI secolo. Non mi dilungherò troppo sulla trama o sul perché l’ho amato, dato che l’ho già fatto abbondantemente altrove (recensione - qui), ma è la storia di come, nel 1984, un bambino nero che si fa chiamare Lucifero arriva in un paesino bianco dell’Ohio portandosi dietro un’estate terribile, e innescando nella vita del protagonista, della sua famiglia e del suo paese una serie di conseguenze strazianti e ampiamente annunciate. Parabola di follia collettiva, pregiudizio e intolleranza, ha una scrittura particolarissima – che personalmente adoro – e resta in bilico sulle crepe della realtà, offrendo una prospettiva tanto distorta e allucinata quanto lirica. 

L’ultimo, Her Body and Other Parties, è una raccolta di racconti pubblicata negli USA l’anno scorso che ha fatto incetta di premi e di cui mi sono innamorata follemente. L’autrice, Carmen Maria Machado, è apertamente queer e tutti i suoi racconti sono espressione di un punto di vista femminile spudorato e intensissimo; scavano nelle esperienze femminili più comuni e vi applicano una sorta di straniamento, servendosi – in modo magistrale – degli strumenti che il fantastico mette a disposizione proprio per questo; pescano abbondantemente nella cultura pop – uno dei racconti più lunghi è letteralmente una riscrittura perturbante di tutte le stagioni di Law&Order – e nelle problematiche femminili più complesse e dolorose, come l’ossessione per il corpo perfetto, la maternità, il tema del consenso, la violenza domestica (anche nelle relazioni omosessuali), i disturbi mentali, per offrire un quadro complessivo che è tanto disturbante quanto ipnotico. E più realistico di tante storie più verosimili, com'è tipico della letteratura, del resto. Quindi insomma: tenete gli occhi aperti. Prima o poi dovrebbe arrivare anche da noi.

Per concludere questo elenco imbarazzantemente lungo – perdonatemi, davvero – un thriller che fin dalla prima lettura è diventato per me il termine di confronto obbligato per il genere (e non solo): Nel bosco, di Tana French. Che all'estero è considerata una delle autrici di literary thriller più affermate, ma in Italia è venuta alla ribalta solo quest’anno, quando Einaudi ha pubblicato quello che allora era il suo ultimo romanzo, L’intrusoNel bosco apre la serie sulla Omicidi di Dublino in cui si inserisce anche L’intruso, ed è sicuramente il più imperfetto tra i volumi che la compongono: sia nello stile – forse un po’ troppo fiorito – sia nella trama, che si chiude con un colpo di scena meno intrigante degli altri e soprattutto compie una scelta molto rischiosa che ha polarizzato i lettori. Per me resta il romanzo più speciale di quelle che è la mia autrice di thriller preferita in assoluto, però. Il protagonista è un detective della Omicidi di Dublino che ha nel suo passato un buco nero di ricordi: una mattina è andato a giocare nel bosco con gli amici ed è tornato a casa giorni dopo, solo e insanguinato. Nessuno sa che ne sia stato degli altri e lui stesso ha un blocco totale al riguardo. Blocco che verrà messo in discussione quando, nel paesino della campagna irlandese dove è nato, viene ritrovato il corpo di un’altra bambina, e lui deve tornare sul posto per indagare sull'accaduto. E nonostante la trama sembri scritta appositamente per me – tocca tutti i miei punti deboli – Tana French è una narratrice così abile, e le psicologie dei suoi personaggi sono così umane e complesse, che mi sento di consigliarla davvero a chiunque apprezzi il genere. E forse anche agli altri.

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