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mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione: "Adrien English e il mistero di Natale" (Serie Adrien English #5.5) di Josh Lanyon

Titolo: Adrien English e il mistero di Natale 
Titolo originale: So This is Christmas 
Serie: Adrien English #5.5 
Autore: Josh Lanyon 
Trad.: Chiara Messina 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Mystery 
Pagg.: 130 
Data di uscita: 24 dicembre 2017 
Link per l'acquistoTriskell - Amazon

Sinossi 
Tornato a casa in anticipo dopo aver trascorso il Natale nella cara, vecchia Inghilterra, l’investigatore dilettante a tempo perso Adrien English è costretto a fare i conti con delle allarmanti novità in famiglia e, come se non bastasse, una vecchia conoscenza si fa viva in cerca di aiuto per rintracciare il fidanzato scomparso.
Per sua fortuna, Adrien conosce un bravo detective privato… 

Recensione 
In questo momento, scrivere ciò che penso di Josh Lanyon non è semplice, e la difficoltà sta tutta qui: il modo giusto per dire addio a Adrien English proprio non riesco a trovarlo. Dovrei mettermi il cuore in pace, arrendermi all'inevitabile — in fondo posso sempre rileggere la serie per ritrovare i protagonisti, l'atmosfera, tutte quelle sfumature e quei dettagli  che sfuggono a una comprensione e a un'elaborazione immediata —, ma è più facile a dirsi che a farsi. 
In tutta franchezza, quando ho iniziato Adrien English e il mistero di Natale, ero piena di buone intenzioni: mi ero ripromessa di comportarmi da lettrice adulta e consapevole, di affrontare la perdita e di accettare il distacco, ma il mio proposito si è rivelato molto più complesso di quanto io in realtà non abbia saputo prevedere. Forse, alla fine, non ci ho messo il giusto impegno. L'ho fatto senza troppa convinzione. D'altra parte, mal tollero le separazioni definitive, e mi capita così, di tanto in tanto, di allinearmi all'amara visione, fisica e mentale, dei francesi — che "hanno un modo di dire per tutto" —, di Raymond Chandler e del suo Philip Marlowe: "dirsi addio è un po' come morire". E lasciare andare Adrien con la E è un po' come perdere uno di quei possibili viaggi che apre al piacere della lettura e della scoperta: che sia per un gioco di fantasia o di identificazione, dire addio a Adrien è un po' come smarrire una piccola parte di me. Ho deciso pertanto di crogiolarmi nella malinconia, nel ricordo di immagini, idee e riflessioni di un viaggio interiore, che appartiene alla mia vita di lettrice: lo devo a Adrien, lo devo a Jake, lo devo soprattutto a Josh Lanyon, grande narratrice dalla cifra stilistica originale e riconoscibile, capace di descrivere in poche battute, essenziali e asciutte, il mondo del racconto, così come l'universo raccontato, all'interno del quale prendono vita e si muovono i suoi personaggi — principali e secondari — di grande rilievo, senza nulla togliere a certe sue comparse, a cui attribuisce tratti fisici, qualità e funzioni che vanno oltre la più semplice e la più piatta delle descrizioni. Josh Lanyon dimostra quindi la sua bravura anche nella novella che chiude la serie: con fascino analitico e una minuziosa scansione del tempo, accenna a un "cielo blu", a luci ora calde e leggere, ora soffuse e confortevoli, a "vetrine piene di neve finta [...] e di paccottiglia sfavillante", a "marciapiedi affollati" e a "caffè indipendenti", i cui "dipinti leggermente inquietanti" si sovrappongono agli stati d'animo e ai gesti dei personaggi. Ogni pennellata descrittiva, infatti, ogni connessione insistita tra spazio, sfondo e figure, assume un nucleo forte di significato: nulla è lasciato al caso, e alla fine sappiamo tutto di tutti, anche quando a rendere visibile ciò che visibile non è, è semplicemente il non detto. 

Sei mesi dopo Un'oscura marea (recensione - clicca qui) e in seguito a un viaggio di piacere a Londra, Adrien e Jake tornano a casa per trascorrere il loro primo periodo di festa insieme in tranquillità. Da una Pasadena natalizia, emergono elementi del passato che si mescolano al presente in un andirivieni che sfiora la tragedia: Kevin O'Reilly, conosciuto nel secondo volume Una cosa pericolosa, si rivolge a Adrien per ritrovare il fidanzato scomparso. Adrien, d'altro canto, vista la propria "naturale propensione ad attrarre guai", non si tira indietro, e prospetta a Kevin la possibilità di ottenere il sostegno e i servizi di Jake, già impegnato, nelle sue nuove vesti di detective privato, in un caso che riserva sorprese. Così il mistero ha inizio. Fanno irruzione indagini maldestre, appostamenti dagli esiti incerti, interrogatori che richiedono un'estrema cautela e tra i protagonisti una nuova collaborazione, che rompe gli indugi quasi senza clamore, in modo del tutto naturale, come fosse un'idea prevista da sempre, incredibilmente e felicemente sopravvissuta a un passato buio e incostante. Perché adesso tutto è possibile e reale, persino l'inesprimibile. 
Mentre le ricerche del ragazzo scomparso proseguono e alla libreria Cloack and Dagger si lavora pressoché senza sosta, la vita accade e si trasforma in una continua avventura e in un palcoscenico calcato da personaggi suscettibili di inattese rivelazioni. Accanto a Adrien c'è il suo commesso libraio, Angus, c'è la sua sorellastra, Natalie, insieme a un viavai ininterrotto di clienti, c'è il suo ex fidanzato, Guy, ci sono le telefonate di Lisa, sua madre, c'è lo sconforto di Kevin, morso dalla preoccupazione per il fidanzato introvabile, e c'è la presenza salda e ostinata di Jake, ma soprattutto c'è l'amore, quell'amore a cui bisogna credere con tutte le proprie forze. Anche quando instilla un senso di precarietà e terrore. Anche quando riporta in superficie sensi di colpa e insicurezze che rendono più labile il confine tra rimorso e serenità. Anche quando costringe a sopravvivere e a scendere a patti con le assenze e le ripercussioni delle proprie scelte. Perché in questa novella, come nei precedenti volumi della serie, il mistero da svelare e lo sviluppo della storia d'amore tra Adrien e Jake si compenetrano pur mantenendo una propria autonomia e identità: le parti coinvolte entrano in relazione tra loro e le interazioni che ne scaturiscono si scontrano con dubbi e tormenti, o si accordano in un'intesa stabile e comune, in compromessi che distillano speranza e arrendevolezza, in un rimando di gesti, contatti e parole, restituiti, con lucidità, dall'incanto della narrazione di Josh Lanyon e scanditi, con ironia, dolcezza e struggimento, dalla melodia di sottofondo che accompagna il racconto. Così, se gli Eagles cantano Bells will be ringing this sad, sad New Year’s e Judy Garland Have Yourself a Merry Little Christmas quando lo sguardo si allunga malinconico su quello che avviene, Ella Fitzgerald avvicina un divertito Adrien a Jake: 
He’s making a list and checking it twice, gonna find out who’s naughty and nice, cantava Ella Fitzgerald mentre confluivamo nella I-210. Jake aveva la mia copia di Ella Wishes You a Swinging Christmas nel lettore CD della sua auto, e per qualche motivo la cosa mi fece sorridere. Jake non era tipo da Ella Fitzgerald, anche se di tanto in tanto mi chiamava “piccolo”, come se stesse ripensando ai suoi giorni da Rat Pack.
Ciò che più mi ha colpito, però, è stata la conclusione del lungo e, di certo, non facile percorso iniziato 18 anni fa con Ombre fatali (primo volume della serie): Adrien English e il mistero di Natale è il volume dell'intimità, è il libro in cui Adrien e Jake si ritagliano il loro spazio caldo e segreto, fatto di eventi unici e imprevedibili, profondamente significativi, ma anche di una quotidianità prospera e rassicurante, forse anche un po' banale. Finalmente un po' banale. Perché in passato la ricerca della felicità ha avuto qualcosa di intenso e doloroso; ora, invece, senza più lo spettro di debolezze e fragilità, senza più l'ombra colpevole e inseguitrice dell'omofobia interiorizzata, Jake è un uomo libero, più provocatorio, coraggioso e integro, e Adrien, come sempre cocciuto, ironico e spassoso, è un uomo fedele, leale e che si fa valere per la sua umanità. 

Tradotto superbamente dalla bravissima Chiara Messina, e segnato da venature intimiste e crepuscolari, Adrien English e il mistero di Natale è il volume più romantico, fisico ed eroticamente esplicito della serie; è il racconto su cui campeggiano due personaggi straordinari, dai tratti decisi, ricchi, definiti e, a volte, conflittuali, due uomini imprevedibili, contraddittori, capaci di sorprenderci poiché sempre in evoluzione e mutamento. Per questo motivo, non credo di essere lontana dal vero quando dico che di loro avrò sempre un chiaro, chiarissimo ricordo. Tenero, vivo e appassionato. Perché come canta Ella Fitzgerald, Through the years we all will be together / If the fates allow… 

Quindi grazie alla CE Triskell Edizioni, grazie a Chiara Messina, grazie a Adrien e Jake e grazie di cuore a Josh Lanyon, che ha e avrà sempre tutta la mia stima, la mia ammirazione, il mio incanto e la mia più assoluta devozione.   
gennaio 10, 2018 / by / 4 Comments

4 commenti:

  1. Una recensione perfetta dove con le parole crei un dipinto di pennellate che sanno delle tue emozioni, e di conseguenza permetti a noi lettori di leggere non solo ciò che provi ma anche e soprattutto che libro magnifico questo sia.. complimenti di cuore!❤️

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    1. Grazie mille, Rita <3 apprezzo tantissimo le tue parole... Josh Lanyon ci ha messo del suo! :D Grazie ancora <3 D.

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  2. Complimenti per la bellissima recensione, da cui si percepisce tutta la passione che ti lega al personaggio e si intuisce il valore del libro.

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