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martedì 28 novembre 2017

Recensione in anteprima

"Impatto" di John Inman 

Titolo: Impatto 
Titolo originale: Head-on 
Autore: John Inman 
Trad.: Sara Benatti 
Editore: Dreamspinner Press 
Genere: Contemporaneo 
Cover Artist: Reese Dante 
Pagg.: 205 
Data di uscita: 28 novembre 2017 
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press - Amazon 

Sinossi 
A ventisei anni, Gordon Stafford pensa di avere i giorni contati. O almeno spera che lo siano. Prostrato dal senso di colpa e dal rammarico che scaturiscono dal terribile incidente d’auto di due anni prima in cui è rimasto ucciso un uomo, si sveglia ogni mattina con idee suicide. Anche se la legge gli ha assegnato un lavoro perché possa espiare le sue colpe, la redenzione personale è molto più difficile da raggiungere.

Poi Squirt – un semplice senzatetto che ha la sua croce da portare – lo salva da un destino terribile. Nel corso di quella notte, Gordon trova non solo una nuova luce da seguire, e forse persino uno scopo nella vita, ma anche la possibilità di un amore che lo aspetta alla fine del tunnel.

Gordon non avrebbe mai immaginato che sarebbe riuscito in qualche modo a perdonare se stesso, aprendo così il cuore abbastanza da ricevere accettazione e amore… proprio dalla persona a cui ha fatto più male. 

Recensione 
Era buffo come le scomode verità della vita potessero essere camuffate dall’amore. Ma nemmeno l’amore poteva nascondere tutte le verità.
Impatto di John Inman è un libro bellissimo, coraggioso e vero, sofferto e ricco di umanità. È un libro carico di realismo, in cui il coraggio e la brama di vita, preziosa e fragile, intimamente legata al tema della morte, rendono il mondo un posto migliore. È un libro punteggiato di dettagli, di impressioni, di dolore e di silenzi, di frasi intense, illuminanti e scomode, e di storie dentro una storia. È uno di quei libri che oscilla fra rimpianto e ravvedimento, fra i ricordi di un passato che non può essere cancellato, perché sempre troppo vicino al presente, e un futuro che non fa sconti e richiede eroismo e audacia, la capacità di affrontare il problema del cambiamento e della trasformazione. Impatto è un libro che, a modo suo, perdona. Perdona e assolve un'umanità che vive la vita come viene, a volte subendola, a volte provocandola e reclamando il diritto di calpestarla; un'umanità in grado di fantasticare e immaginare realtà e identità inesistenti, costruendo tante possibili storie, almeno fino a quando non ci si scontra con la crudezza di eventi ineluttabili, con esperienze difficili, terribili anche, e improvvise. Quel tipo di esperienza, insomma, che costringe ognuno di noi a guardarsi dentro. E a guardare chi ci sta accanto. Impatto è un libro che invita alla riflessione e fa sentire inadeguati, come quando dimentichiamo che la vita è un mistero, di certo sacro e inviolabile. 
John Inman mette nero su bianco il senso della sconfitta e della delusione, della perdita e del fallimento, per dare spazio alla dolcezza e alla speranza: il duro colpo del destino non solo si abbatte su Gordon Stafford, ma diventa anche la rappresentazione lucida e incisiva di un pensiero in cui tutti possiamo riconoscerci, perché tutti costruiamo dentro di noi la trama della nostra vita, quanto meno una gran parte, quell'intreccio di orgoglio e desiderio — sì, anche desiderio di onnipotenza —, con cui siamo costretti a misurarci quando la rabbia e il dolore ci sorprendono e ci scuotono fin nel profondo, con i loro meccanismi ignoti e imprevidibili, talvolta impossibili da accettare. 
Così, in una San Diego via via sempre più inaspettata, conosciamo un giovane uomo sul punto di realizzarsi. 

Gordon vuol fare esperienza di tutto e arrivare in alto, sia da un punto di vista professionale che sociale, provando gioie e piaceri e non negandosi gratificazioni immediate, lanciato verso un futuro che appare privo di ostacoli. Una decisione sbagliata, però, compromette ogni cosa, e i rischi derivati dalla presunzione e dall'imprudenza si concretizzano in uno spaventoso incidente stradale, in cui un uomo perde la vita. Gordon, fino a un attimo prima potente e inattaccabile, scopre il peso dell'errore e della vergogna, il senso di umiliazione e miseria, da cui rimane completamente travolto. Sconta la sua pena in carcere e poi in una comunità che offre riparo e cibo ai senzatetto, a uomini e donne che vivono in povertà e in mezzo a brutture, sudiciume e violenze. Sperimenta la diminuzione dell'immagine di sé e si trascina fra strappi e disillusioni, solitudine e terrore, desiderando di porre fine alle sue sofferenze, al suo senso di colpa straziante, lasciandosi dietro le immagini di morte e devastazione che lo perseguitano giorno e notte. Gordon sa di aver sbagliato, e per questo vuole pagare. Ma un giorno, per caso, entra nella sua vita un piccolo, incredibile e dolce uomo, l'esile e fragile Squirt, un angelo caduto dal cielo, a sua volta ferito, impaurito e abituato a nascondersi. Gordon, così, inizia il suo nuovo cammino di crescita, un esodo vero e proprio, un'uscita dalla sua terra e da se stesso: quando i loro mondi entrano in contatto, l'esperienza dell'affinità, dell'intesa e di un sentimento fortissimo e imprevisto si trasforma in un'esperienza creativa capace di condurre i due protagonisti verso un equilibrio inizialmente incerto e precario e, infine, stabile e fondamentale per le loro esistenze. 

Squirt è un uomo profondamente sensibile, gentile e generoso, buono e disposto ad amare, ha una grande attenzione per i dettagli e percepisce con chiarezza tutto ciò che si nasconde tra le pieghe del non detto: di fronte all'atrocità della battaglia di Gordon, di fronte alle sue difficoltà, finisce per trovare un senso al dolore, proprio e del suo nuovo amico e compagno. Perché se da una parte John Inman mostra la grettezza, l'orrore e la crudeltà dell'animo umano, dall'altro descrive uomini in grado di sperare e di formare fantasie e progetti positivi, che infondono fiducia e danno possibilità e un futuro che sa di amore: se è vero che esistono l'odio, la cattiveria e la malvagità, il desiderio di vendetta e una spietatezza implacabile e fine a se stessa, è anche vero che esistono la tenerezza, la nobiltà d'animo, la possibilità di accogliere e perdonare. Gli altri ma soprattutto se stessi. Il cammino iniziato da Gordon ricade su di lui, sì, ma raggiunge un risultato efficace perché è condiviso con un uomo che lo protegge da ogni senso di superiorità.
Così, tra dolori, accadimenti e colpi di scena che feriscono e mutano e scavano in profondità, tra un rinnovato senso di stupore, un bisogno di cambiamento innato e un'energia creativa che si traduce anche in scene d'amore appassionate e vividamente descritte, in compagnia di personaggi secondari forti, energici e indimenticabili, Gordon e Squirt trovano la loro soluzione, forse diversa da quella auspicata quando la vita sembrava loro perfetta, ma pur sempre piena e vera: le ferite hanno attraversato un processo di riconciliazione e di redenzione, donando loro la consapevolezza di essere vulnerabili e capaci di vibrare secondo gli stati d'animo altrui. 

Impatto spinge a prendere in considerazione le scelte e le azioni compiute dai personaggi, a immedesimarci in loro, a condividere le loro prese di posizione o a prenderne le distanze, e invita ad affinare il nostro criterio di giudizio, e per questo motivo lo porterò con me per molto tempo ancora. Mi ricorderò di Gordon e di Squirt quando commetterò un peccato di presunzione e quando sottovaluterò il senso misterioso della vita e la consapevolezza del nostro limite, certa però che alla fine del dolore, dopo una terribile esperienza, si può sempre rinascere e ricominciare: anche nel momento più buio si possono aprire sopra il tormento e la solitudine gli occhi d'oro del coraggio, della speranza, del perdono e dell'amore.
novembre 28, 2017 / by / 6 Comments

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