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martedì 14 novembre 2017

Recensione: "Deus Machinae" (Serie Razze Antiche #5) di Thea Harrison

Titolo: Deus Machinae 
Titolo originale: Lord's Fall 
Serie: Razze Antiche #5 
Autrice: Deus Machinae 
Trad.: Laura Di Berardino 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Fantasy 
Pagg.: 353 
Data di uscita: 31 ottobre 2017 
Link per l'uscitaTriskell - Amazon 

Sinossi 
Prima di incontrare Dragos, Pia Giovanni, mezza umana e mezza wyr, era sola e in fuga. Adesso ha un compagno, è incinta, e si sta dirigendo verso sud per riparare il fragile rapporto tra i wyr e gli elfi. Stare lontana da Dragos è doloroso, ma per il bene del territorio wyr devono capire come riuscire a essere compagni ovunque, non solo in camera da letto.
A New York, Dragos presiede ai Giochi delle Sentinelle ed è preoccupato per la sua compagna, ma sa che trovare due nuove sentinelle è essenziale per mostrare al resto delle Antiche Razze quanto forte e brutale possa diventare il territorio wyr. 
Durante lo svolgimento dei giochi, però, i negoziati di Pia con gli elfi subiscono una svolta pericolosa, mettendo a dura prova il suo legame con Dragos e minacciando tutto ciò che hanno di più caro. 

Recensione 
Quella delle Razze Antiche di Thea Harrison è una delle mie saghe preferite in assoluto! Dal momento che non leggo in inglese, avevo già perso ogni speranza di proseguire questa fantastica serie, così quando ho scoperto che la Triskell Edizioni avrebbe continuato a pubblicarla, mi sono sentita davvero molto, molto felice. Voglio pertanto iniziare la recensione ringraziando la Casa Editrice, per averci concesso la possibilità di divertirci ancora grazie alle meravigliose avventure delle Razze Antiche e per averlo fatto nel migliore dei modi, con una traduzione e un editing impeccabili.
Se non avete mai avuto il piacere di leggere un libro di Thea Harrison, vi consiglio di correre ai ripari e di iniziare dal primo volume, per non perdere i collegamenti ai libri precedenti e i diversi riferimenti a fatti e personaggi, anche se Deus Machinae può essere considerato un volume a se stante: le avventure dei protagonisti hanno un inizio e una fine e, sebbene in modo sintetico, la struttura sociale del mondo creato dalla Harrison ha una sua spiegazione, lasciandoci così assaporare la magia della lettura.
L'autrice ambienta la saga in epoca contemporanea, in un mondo in cui le Razze Antiche, nate con la terra all'alba dei tempi, vivono tranquillamente insieme agli uomini: Elfi, maghi e streghe, vampiri, Dijin (esseri di pura energia) e mutaforma (chiamati Wyr) interagiscono con gli esseri umani. 

In Deus Machinae torna la coppia protagonista del primo libro: Dragos Cuelebre e la sua compagna Pia Giovanni. Sono entrambi Wyr, Pia appartiene a una razza di cui non dirò nulla per non togliervi il piacere della scoperta, mentre Dragos è il Signore dei Wyr, un enorme drago nato dalla scintilla stessa della creazione, chiamato dagli umani in molti modi, primo fra tutti la Grande Bestia. 
Dopo gli eventi narrati nei libri precedenti, ritroviamo i due Wyr alle prese con problemi politici e personali: Pia deve allontanarsi dal compagno per andare in missione diplomatica presso il Gran Signore degli elfi della luce, e Dragos è costretto a rimanere a New York per inaugurare e presenziare ai giochi delle sentinelle, istituiti per ricomporre la squadra delle sette guardie dei Wyr migliori al mondo. 

Deus Machinae è senza ombra di dubbio un libro ricco di importanti rivelazioni e colpi di scena, di momenti di passione, turbamento e paura, e di battaglie epiche in puro stile fantasy — tutto descritto con maestria dalla bravissima Thea —, ma non è soltanto questo: la sua autrice ci racconta di lotte di potere fra creature mitologiche, creando allo stesso tempo una storia in cui amore e amicizia diventano l'elemento centrale della narrazione. 
Pia e Dragos sono nel periodo post accoppiamento, alla ricerca di un equilibrio su cui fondare la loro vita di coppia, Dragos, però, è una creatura millenaria, abituata alla ferocia e alla spietatezza, ed è il capo di tutti i Wyr, verso cui ha una grande responsabilità — deve fare in modo che i diversi generi di mutaforma, sia erbivori che carnivori, convivano serenamente insieme —, e tutti si rivolgono a lui per qualsiasi problema o questione da risolvere; ora, però, nella sua vita c'è Pia, il suo tesoro più grande, e tutto il suo mondo e la sua attenzione si sono concentrati su di lei e sul cucciolo che sta crescendo in lei.
Pia è una giovane ragazza newyorchese rimasta orfana e sola dopo la morte della madre; ha scoperto il suo lato Wyr solo grazie al suo incontro con Dragos e, data l'unicità della sua parte animale, è sempre stata costretta a fuggire e a mimetizzarsi, ora invece è fra le donne più conosciute sulla terra. 
Un rapporto, il loro, ancora in divenire ma fortemente voluto, fatto di compromessi e di pazienza, in cui un legame potentissimo e un'attrazione invincibile sono alla base di ogni azione e pensiero. Dragos deve attingere al proprio lato umano per comprendere appieno la compagna, mentre Pia sa di dover smussare gli angoli della bestia e cedere un po' di sé al suo bisogno innato di controllo e dominio. 

Lungo il corso della storia incontreremo tantissimi personaggi, vecchi e nuovi, e Pia otterrà nuove informazioni sulla madre e riuscirà a sentrsi più accettata dal resto dei collaboratori di Dragos. A tal proposito, ho davvero apprezzato il modo in cui l'autrice ha costruito la nascita dell'amicizia tra la protagonista ed Eva, donna Wyr a capo della scorta che accompagna e protegge Pia nelle terre Elfiche. I loro scambi di battute al vetriolo sono veramente spassosi, ma si comprende facilmente come, fra le due donne, nascano una vera amicizia e una profonda intesa. 
Ci saranno poi perdite dolorose da affrontare, ma con la sconfitta di un nemico antico sarà finalmente svelata la profezia che l'oracolo di Delfi aveva pronunciato a Dragos.
A rendere unici i libri di Thea Harrison, però, non sono solamente la sua straordinaria creatività e le sue coinvolgenti descrizioni di luoghi, azioni ed eventi, ma anche e soprattutto il modo in cui l'autrice riesce a tratteggiare le personalità dei vari personaggi, che siano i protagonisti delle sue storie o solamente comparse. Sempre veri e reali, anche se si parla di esseri mitologici, come i grifoni, le arpie o i vampiri, sono comunque uomini e donne che soffrono e gioiscono, che affrontano con forza e coraggio le difficoltà della vita. Volevo, inoltre, sottolineare la bellezza delle donne di Thea, artefici del proprio destino: anche quando si trovano in una posizione di debolezza e vulnerabilità (come non pensare alle venticinquenne Pia che deve tenere testa a un uomo antico come il mondo!), combattono senza paura per ottenere quello che desiderano. Superano i cliché presenti oggi nel romance, non aspettano inermi un cavaliere che le salvi, ma agiscono e si mettono in discussione, sempre molto ironiche e passionali, spesso descritte come persone normali, alcune anche con difetti fisici, non sempre bellissime o affascinanti, ma sicuramente coerenti e coraggiose, fiere dei propri valori.
Deus Machinae è un libro che consiglio — credo che a questo punto si sia capito! — per entrare nel bellissimo e affascinante mondo delle Razze Antiche, per staccare dalla quotidianità e sognare di storie fantastiche e di mondi magici e irresistibili.
novembre 14, 2017 / by / 0 Comments

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