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venerdì 10 novembre 2017

Recensione: "Nemico di se stesso" di SJD Peterson

Titolo: Nemico di se stesso 
Titolo originale: Rival Whitin 
Autrice: SJD Peterson 
Trad.: Karin Arreghini 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Storia contemporanea 
Pagg.: 200 
Data di uscita: 10 novembre 2017 
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Sinossi 
L’agente Thomas Webber ha fatto tre voti: a sua moglie un voto nuziale, a Dio di resistere alla tentazione e alla polizia di far rispettare la legge. Ma quando un tornado colpisce il suo paesino e Tom è costretto a mettersi al riparo con uno sconosciuto, i desideri a lungo repressi tornano a galla e gli è impossibile resistere. 
Ben Parker ha nascosto la sua vera natura per tutta la vita. Nel 1952 le leggi sono chiare e farsi scoprire significherebbe marcire in galera, emarginato o, peggio, condannato a morte. Conclusa la guerra non riesce a trovare lavoro e decide di darsi alla macchia. Sette anni dopo è ancora arrabbiato e stanco di nascondere al mondo chi è davvero. Dopo aver incontrato Thomas, Ben riesce per la prima volta a immaginare di sistemarsi. C’è solo un problema: ha già costretto Thomas a infrangere la legge e a fargli da alibi. E poi c’è il piccolo ostacolo della moglie di Tom, la sua famiglia e il suo impegno con la cittadina di Ramer. 

Recensione 
Nemico di se stesso, ambientato negli anni Cinquanta, inizia con una tempesta che si abbatte sulla città e sulla vita di Tom Webber, agente di polizia di Ramer, una piccola cittadina del Tenneesee. Ma se la tempesta che distrugge buona parte della sua città ha la forma di un uragano, quella che colpisce Tom, sino a scuoterlo nel più profondo, ha il nome di Ben Parker. 
Ben Parker non ha documenti; ha, invece, un volto che non promette nulla di buono. È sfrontato, parla in maniera allusiva, e lo guarda in un modo che a Tom non piace: in quello sguardo vede tutto ciò che lui ha sempre cercato di dimenticare, di negarsi, perché va contro la volontà di Dio e quella morale che gli hanno inculcato fin da ragazzino. Eppure, come la forza della tempesta che imperversa sulle loro teste, il loro incontro non può che sfociare in uno scompiglio di sentimenti ed emozioni, scatenando nei due uomini una passione incontrastabile.
Quello che accade tra loro non fa altro che incrementare la vergogna che Tom nutre nei confronti di se stesso. Ha una moglie e un figlio, è benvoluto da tutta la cittadinanza, di cui si prende cura ogni giorno consumando ogni sua energia e, per queste ragioni, Ben deve rimanere confinato in un angolo dei suoi ricordi, in quei momenti che continua a vivere nella sua testa, indimenticabili, e grazie ai quali si è sentito vivo per la prima volta.
Ben non vuole allontanarsi da Tom. Non ha radici, non ha una famiglia e da tempo ha fatto i conti con se stesso. Sa che quello che prova e che i suoi desideri vanno contro la morale della società e anche contro la legge, ma ha deciso di vivere al di fuori di ogni comunità, come un reietto, pur di non nascondere più la sua natura.
Le circostanze li portano a incontrarsi di nuovo, anche se è Ben a fare in modo che avvenga e, nei pochi attimi che riescono a trascorrere insieme, la complicità che li lega sfugge al loro controllo. Attimi rubati nell'intento di essere quello che si è, per uscire in superficie anche solo nell’intimità e soprattutto lontano da occhi indiscreti. E quando la città ormai non ha più bisogno dell’aiuto di Ben, questi decide di lasciare Tom con grande dolore. È consapevole di ciò che sta perdendo, ma sa anche che Tom ha una vita e una famiglia che non potrà mai abbandonare, sebbene la speranza di poterlo rivedere, dopo averlo invitato ad andare con lui, non lo abbandonerà mai.
Il tempo passa e Tom inizia a prendere coscienza di se stesso. Non prova più vergogna ma solo tanta nostalgia e tristezza per quanto ha perduto. Il desiderio di fuggire e raggiungere Ben è grande, ma abbandonare tutto quello che ha a Ramer significa venire meno a un obbligo sempre più difficile e quasi insostenibile da gestire. 
La sua vita verrà messa nuovamente a soqquadro dallo sceriffo Cronkite, che ritiene Ben responsabile di una rapina. L’alibi che Tom ha fornito non lo ha convinto, ma è soprattutto il suo orgoglio ferito a soffrire per un caso che non ha risolto come lui desiderava, tanto da iniziare una vera e propria caccia alla streghe contro Tom. 
Distrutto, tradito e abbandonato da tutti, Tom trova sostegno solo in Ben, che lo ha aspettato per mesi e non ha mai smesso di pensare a lui. E sarà Ben a garantire a Tom e a se stesso quella libertà e quella tranquillità necessarie perché il loro amore possa vivere indisturbato e per sempre. 

Nemico di se stesso è la storia di due uomini che combattono contro una società che li giudica e li rinnega. Ben sa di aver incontrato in Tom il suo destino, quella persona che ormai non sperava più di avere e con la quale condividere la sua vita. Tom vede in Ben la possibilità di essere felice per la prima volta, tanto da convincersi che quello che prova è giusto e che in lui non esiste nulla di sbagliato. Una consapevolezza che diventa sempre più profonda e radicata, soprattutto quando tutti quelli che credeva suoi amici gli voltano le spalle. 
La gioia dei due uomini che si trovano, si innamorano e decidono di lasciarsi tutti e tutto alle spalle è così intensa da toccare il cuore del lettore: si è consapevoli di quanto sia stata difficile da conquistare, in un momento storico in cui tutto era contro di loro. Vivere l’amore dovrebbe essere la cosa più facile da realizzare, soprattutto quando entrambe le persone lo desiderano con tutte le loro forze, ma nella storia di Tom e Ben ci rendiamo conto che ostacolare l’amore è più semplice che combattere l’odio. E, infatti, questo libro è anche la storia di una comunità, e anche di una società, che arriva a far vergognare gli uomini di quello che sono, solo perché amano persone dello stesso sesso. Una società che li costringe a nascondersi, a diventare anche dei fuggiaschi, ad additarli come dei criminali, arrivando anche a uccidere, come racconterà Marna, la moglie di Tom, ricordando il migliore amico della sua adolescenza. Una società che giudica e condanna, ma che nasconde segreti ben peggiori, perché chi scaglia la prima pietra non è mai senza peccato. E i peccati, quelli veri, violenti e crudeli, prima o poi vengono alla luce.
Tom e Ben riusciranno a realizzare il loro sogno, ma rimarrà sempre quell’ombra che oscura un mondo chiuso, che deve ancora imparare a essere tollerante e, soprattutto, umano. Perché l’amore è amore, in special modo quando è libero di esprimersi in tutte le sue forme, e il libro di SJD Peterson ci parla di questo, del coraggio, della volontà di non piegarsi e della speranza che un giorno distinzioni e discriminazioni scompariranno. Per fortuna, noi e  la nostra società abbiamo iniziato a farlo, anche se c’è ancora tanto da imparare.
novembre 10, 2017 / by / 0 Comments

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