Recensione "Spietati Gentiluomini" di Ginn Hale

Titolo: Spietati Gentiluomini
Titolo originale: Wicked Gentlemen
Autrice: Ginn Hale
Traduttrice: Ida Giannini
Casa Editrice: Triskell Edizioni 
Genere: Fantasy
Pagg.: 264
Link di Acquisto: Triskell - Amazon 

Sinossi

Belimai Sykes è molte cose. È un prodigo, il discendente di antichi diavoli, una creatura di oscure tentazioni e rari poteri. È anche un uomo con un passato brutale e una pericolosa dipendenza.
E Belimai Sykes è l’unico uomo a cui il capitano William Harper può rivolgersi quando deve affrontare una serie di sanguinosi omicidi.
Il signor Sykes, però, non lavora gratuitamente e il prezzo della sua frequentazione costerà al capitano Harper ben più della propria reputazione. 
Dai palazzi sontuosi dei nobili, dove la vivisezione e la stregoneria sono celati da una patina dorata, ai quartieri malsani dei Bassinferi, il capitano Harper deve combattere per la giustizia e per la propria vita.
Ha molti nemici e il suo unico alleato è un diavolo che conosce fin troppo bene. Sono questi i pericoli che si incontrano quando si ha a che fare con gli spietati. 


Recensione
Ginn Hale con Spietati Gentiluomini, edito da Triskell Edizioni, ci porta nei misteri e negli intrighi di una Londra un po' fantasy e un po' steampunk, dove sacro e profano si intrecciano, dando vita a un romanzo visionario e poetico, in cui personaggi estremamente umani, pieni di insicurezze e di paure, di vigliaccheria e di eroismo, rappresentano l'eterna lotta tra il bene e il male, tra il buio e la luce. 
L'autrice scrive di un mondo in cui gli angeli caduti, uscendo dall'Inferno e accettando di inchinarsi davanti alla Croce di Dio e dell'Inquisizione, ottengono la salvezza per la loro anima e per quella dei loro discendenti. Ma questa scelta ha avuto un prezzo molto alto: ora i Prodighi, figli dei grandi signori degli Inferi, sono trattati alla stregua di un paria, obbligati a vivere in ghetti, i Bassinferi, con poche o nulle possibilità di condurre una vita dignitosa. 


L’orgoglio e la gloria degli inferi erano arrivati nelle loro vesti di fuoco, 
nei loro cocchi di oro battuto. 
Alcuni si erano adornati di gioielli, mentre altri indossavano le ossa ripulite 
degli angeli che erano caduti sotto le loro spade.
Ognuno di loro si era chinato davanti alla Croce d’argento e aveva accettato 
il battesimo dalle mani dell’Inquisizione. 

Belimai Sykes è egli stesso un prodigo. Un tempo, era un ragazzo con tanti sogni e desideri, ora è uno scarto della società che vive di espedienti e che ha come unica gioia quella di iniettarsi una dose di oforio, che lo induce a staccarsi dalla sua triste e dolorosa realtà. Non ha nessuno, né parenti né amici, si sente uno sconfitto, una creatura che non merita una vita onorevole e che aspetta solamente il momento in cui quel liquido velenoso gli darà la tranquillità e una felicità apparente. 

Volevo essere disfatto, ingoiato in un boccone e dissolto in un’esistenza incosciente. 
Non desideravo perdermi in Dio o nella Gloria; volevo solo essere perduto. 

La vita di Belimai cambia drasticamente quando alla sua porta bussa un capitano dell'Inquisizione, William Harper, che chiede il suo aiuto per rintracciare la sorella scomparsa. Cominciano a questo punto le indagini, che porteranno i due protagonisti a mettere in gioco se stessi e la loro visione del mondo che hanno conosciuto fino a quel momento.
Belimai e Harper sono due facce della stessa medaglia: Belimai rappresenta quella parte della società da nascondere, il reietto che non potrà mai riscattarsi dalla miseria in cui è caduto; il capitano Harper è la parte fulgente di quella stessa società, impersona la rettitudine, la parola dell'Inquisizione, fonte di autorità per volere divino. Ma leggendo e scoprendo di più su di loro e sulle loro storie, comprendiamo che non tutto ciò che appare è come sembra, che dietro la facciata c'è sempre di più. 
Belimai non è solo uno scarto ma è anche un uomo d'onore che porta avanti, con forza, le sue idee, che per non venire meno alla parola data, ha subito pene ingiuste, ed è dunque da considerarsi vittima di una società corrotta, che disprezza ciò che reputa diverso. 
Di contro, conosciamo l'affascinante capitano Harper e lo vediamo come uomo integerrimo, il braccio armato della Verità che non può sbagliare, ma anche lui si rivela solo una persona con una sorella e un cognato che ama e che vuole difendere. Ma soprattutto viviamo il suo conflitto morale interiore, quando capisce che tutto quello su cui ha basato la sua esistenza fino a quel momento è corrotto e, per certi versi, irreale. 


«La cosa che trovo più assurda nel condannare i prodighi come diavoli è 
che i diavoli e gli angeli sono le stesse creature.
Lucifero, Satanel, Sariel, Azazel, ognuno di loro. 
Ogni angelo caduto è stato creato anche prima della terra, e
non sono stati fatti dal fango, ma dalla volontà e dal corpo di Dio stesso. 
Anche il più degenere e disgraziato dei
prodighi è più vicino alla divinità di ognuno di noi nato dalla carne di Adamo.» 

Ottima, a mio avviso, la scelta di Ginn Hale di dividere il libro in due parti con due casi diversi da risolvere ma, in realtà, profondamente annodati. Il primo capitolo è scritto dal punto di vista di Belimai, mentre il secondo da quello del Capitano Harper, abbiamo così modo di conoscere i sentimenti e le emozioni di entrambi i personaggi e capire, nel migliore modo possibile, ciò che stanno vivendo, le sensazioni che provano e come conoscersi li stia lentamente cambiando. 

Spietati Gentiluomini è considerato da molti come un M/M romance, ma in realtà credo sia molto più di questo. La storia romantica fra Belimai e Harper, quasi sublime e sfumata, rimane come sottofondo ad atmosfere intense e suggestive, a bellissime immagini simboliche, rese alla perfezione dallo stile di Ginn Hale e dalla sua bravura nel descrivere una Londra steampunk con i Prodighi che cercano di affrancarsi dal loro ruolo di creature demoniache e con i preti Inquisitori che dispensano la giustizia divina in modo atroce e iniquo, celando peccati ancora più grandi di quelli che sono chiamati a giudicare. 
Ho davvero apprezzato la scelta dell'autrice di dare una possibilità di riscatto a un uomo, Belimai, che è stato spezzato e piegato, ma che ha ancora uno spirito combattivo, sagace e ironico, e al rigido capitano Harper, pieno di contraddizioni, tormentato dal desiderio, quasi impossibile, di unire le due metà della sua vita e della sua anima.
Spietati Gentiluomini è un complesso lavoro di fantasia e di narrazione che consiglio, indistintamente, a tutti: è un romanzo magnificamente strutturato, con personaggi magnetici e vivi, capaci di creare un forte legame con il lettore, e una Londra oscura e magica che, a suo modo, non perdona ma che lascia il segno. 


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