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mercoledì 20 settembre 2017

Recensione: "Maschere Veneziane" di Kim Fielding


Titolo: Maschere Veneziane
Titolo originale: Venetian Masks
Autrice: Kim Fielding
Traduzione: Eledh Armata
Editore: Dreamspinner Press
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 202 
Data di uscita: 27 ottobre 2015
Link acquisto: Dreamspinner - Amazon

Sinossi:
Jeff Dawkins è stato lasciato dal suo partner con un mutuo che non può permettersi e un paio di biglietti non rimborsabili per una vacanza di un mese in Europa. Nonostante la sua riluttanza a viaggiare, Jeff decide di partire comunque. Dopotutto, ha già pagato. Mette in valigia un Kindle pieno di romanzi gay e arriva a Venezia trepidante. Lì incontra il bellissimo e affascinante Cleve Prieto, un americano che vive all’estero, che gli offre di fargli da guida turistica. Jeff ha molti sospetti – non è nato ieri e qualcosa gli dice che Cleve non gliela racconta giusta – ma tutto è meglio che girare per i canali da solo. Grazie a lui, Jeff s’innamora di Venezia e inizia a riconciliarsi con il passato. Per la prima volta, si ritrova anche a provare dei sentimenti per qualcun altro. Ma non può essere sicuro di chi sia quella persona, perché il passato di Cleve rimane un mistero avvolto dalle bugie.
Poi una figura oscura riemerge dal passato di Cleve e Jeff deve scegliere se lasciare che questi scappi da solo o unirsi a lui in una corsa disperata attraverso l’Europa centrale. Forse Jeff riuscirà finalmente a vedere dietro la maschera di Cleve, se sopravvivrà al viaggio. 

Recensione

Maschere Veneziane di Kim Fielding, edito da Dreamspinner Press, è un libro uscito quasi due anni fa che rileggo periodicamente. Lo amo molto. Adoro l'autrice e il suo modo di descrivere i suoi personaggi, sempre distanti dallo stereotipo del maschio perfetto — presente ormai in tanti romance — e con una componente di imperfezione a volte anche un po' oscura e nascosta, e adoro i suoi intrecci narrativi, costruiti con maestria, sia che si tratti di fantasy (come dimenticare il bellissimo Bruto?) sia che si tratti di un romance contemporaneo. Insomma, Kim Fielding è un'autrice poliedrica, che riesce sempre a farmi innamorare di lei con ogni suo lavoro. 

Maschere Veneziane ci racconta di Jeff Dawkins, un informatico di Sacramento che, dopo la fine della sua relazione sentimentale, decide di partire, anche se da solo, per la vacanza in Europa progettata insieme al suo ex.
Jeff è un trentenne molto insicuro di sé che sembra temere ogni situazione nuova o improvvisa. Si butta a capofitto in questa avventura ma, appena mette piede sull'aereo che lo porterà a Venezia, si rende conto di non essere in grado di affrontare di colpo la seperazione, la vendita della propria casa e, infine, il lungo viaggio programmato con l'ex fidanzato.
Quando arriva nella casa vacanza, il suo disagio si manifesta in modo sempre più forte, acuito soprattutto dall'impossibilità di capire la lingua e le abitudini degli italiani. Fino a quando, però, seduto allo stesso bar in cui prende il caffè e legge uno dei suoi adorati romanzi rosa gay sul Kindle, non vede un bellissimo ragazzo con dei meravigliosi tatuaggi che gli ricoprono le braccia. Jeff rimane affascinato da quest'uomo, ma capisce che una persona come lui, noiosa e poco interessante, non potrà mai avere una possibilità con un uomo del genere, con quell'aspetto affascinante e selvaggio.
Cleveland Prieto, invece, si accorge di quell'intrigante ragazzo americano e decide di avvicinarlo per offrirgli i suoi servizi: vuole essere la guida di Jeff per tutto il tempo in cui resterà a Venezia, facendogli conoscere La Serenissima non da normale turista ma mostrandogli i posti più belli, quelli meno frequentati e non indicati nella guida che Jeff porta sempre con sé.
Jeff capisce subito che Cleve non è proprio ciò che dice di essere e che c'è qualcosa di nascosto in lui che fa capolino, ogni tanto, in qualche sguardo o espressione fugace e traditrice.
Accettando la guida del misterioso Cleveland, Jeff comincia un'avventura piena di imprevisti e di colpi di scena, che lo porteranno, come una spia, a cercare il suo insolito cicerone fuggiasco a Zagabria e a Trieste, per ritornare poi a Venezia, là dove tutto è iniziato. 

Jeff e Cleve sono due personaggi perfettamente tratteggiati, pieni di paure e con un passato difficile alle spalle che sembra allontanarli. Li conosciamo all'inizio del libro come due figure agli antipodi: Jeff è timido, titubante, maniaco del controllo e mai sicuro di se stesso, Cleve invece è allegro, sfacciato, esuberante, conscio della propria bellezza fisica e delle proprie possibilità.
Mentre la narrazione procede e l'autrice ci svela parte del loro passato e dei loro pensieri, scopriamo due uomini che hanno sofferto tanto, che sono stati, anche se in modo diverso, messi a dura prova dalla vita, ormai incapaci di fidarsi sia di loro stessi che degli altri. Come dicevo all'inizio, a Kim Fielding non piace parlare e scrivere di uomini semplici, preferisce personaggi segnati da cicatrici profonde, più o meno visibili, e che riescono con impegno a prendere coscienza di sé, a capire che ognuno di noi ha diritto a una seconda possibilità e a essere felice. 
Ho amato allo stesso modo i due protagonisti di questo romanzo, ho apprezzato l'insicurezza di Jeff che, una volta abbandonata la maschera e scoperto il suo volto, mette in luce la sua caparbietà e risolutezza nel momento del bisogno e Cleve che, travestito da impudente e spaccone, rivela la sua dolcezza e il suo desiderio di essere amato.
Un piccolo omaggio al terzo protagonista di questo romanzo: Venezia. Si nota in ogni parola e descrizione che l'autrice ama profondamente questa città: la descrive in modo autentico e pieno di sentimento, e il lettore si perde con Jeff fra le sue calli, vive con lui l'emozione regalata da un giro in gondola, dalla magnificenza di San Marco, dai profumi e dai sapori che esistono solamente in questa città unica al mondo. 


settembre 20, 2017 / by / 0 Comments

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