Recensione - Libri Consigliati

"L'Aldisotto" di Kim Fielding 

Titolo: L'Aldisotto 
Titolo originale: The Downs 
Autrice: Kim Fielding 
Traduzione: Martina Nealli 
Editore: Self-Publishing 
Genere: Fantasy 
Pagg.: 108 
Data di uscita: 11 agosto 2017 
Download gratuito: CLICCA QUI
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Sinossi 
Figlio di un uomo molto ricco, Enitan Javed è abituato a una vita dissoluta, fatta di alcol, risse e piaceri fisici. Tutto cambia, però, quando viene accusato ingiustamente della morte del padre e condannato alla pena più severa: giudicato impossibile da redimere, viene bandito nelle terre dell’Aldisotto, dove – anche i bambini lo sanno – non sopravvive nessuno, eccetto i demoni che si divertono a torturare chi viene gettato nelle loro grinfie. Dopo gli abusi fisici dei suoi carcerieri, a Enitan non resta che aggrapparsi alla sete di vendetta.

La caduta nell’Aldisotto gli è quasi fatale e, al risveglio, l’uomo si ritrova in una terra spaventosa e da cui non può difendersi, malconcio com’è. Ad attenderlo, tuttavia, ci sono sorprese inaspettate, a partire da uno strano individuo di nome Rig... e la scoperta che i veri demoni non sono quelli che pensava di dover affrontare. 

Recensione 
Un po' fantasy, un po' distopico, un po' fiaba moderna, "L'Aldisotto" è un gioiellino di perfezione, una contaminazione di generi racchiusa in poco meno di 100 pagine intense e incisive. Kim Fielding sa come si scrive un racconto: intreccia lievità e gravità, vaghezza e consistenza al ritmo di un tempo costante, provvisto di lentezza e movimento; economizza la parola, la modella, le dà respiro e grazia, limpidezza e simmetria, e lascia una traccia profonda in chi legge perché, a dispetto dei rimandi favolistici e dell'ambientazione inquietante, paurosa e perturbante, "L'Aldisotto" esplora il mondo psichico ed emotivo di due personaggi perfettamente definiti, stretti nella morsa di un passato che svela e depista, vivifica e paralizza, proteso però verso un futuro che può salvare.

Enitan Javed, protagonista e voce narrante della storia, è l'anti-eroe che non ti aspetti. Vitale e indomito, incontenibile e incontrollabile, gode di tutti gli agi che la sua famiglia benestante gli offre; rincorre il presente con slancio energico e impulsivo, dedicandosi al gioco e al piacere, a una sensualità curiosa e ribelle, schivando regole e responsabilità e annegando nell'incoscienza, quasi infantile, di non possedere né limiti né confini. Accusato ingiustamente di aver ucciso il padre, viene mandato in esilio nell'Aldisotto, dove lo attendono la malvagità e la crudeltà di demoni che non perdonano, spietati, oscuri e terribili. 
Al suo risveglio, dopo essere stato brutalmente seviziato dai suoi aguzzini, si ritrova in una terra antica e incantevole, impervia, aspra e rarefatta che lo sorprende, lo agita e lo sconvolge, come a sorprenderlo e a sconvolgerlo è Rig, una creatura bizzarra e magnetica che gli gira intorno e che sembra essere connesso, inspiegabilmente, con quel mondo sconosciuto e spaventoso.
Da quel momento in poi, dopo la caduta e dopo aver sperimentato l'abbandono e il tradimento, la derisione, il supplizio e l'impotenza, Enitan si affida alla rabbia e al desiderio di vendetta, resiste al cambiamento ingaggiando una lotta interna che può condurlo anche alla morte: allontanando da sé tenerezza e vulnerabilità, concentra tutte le sue forze verso un unico obiettivo, ovvero quello di punire chi lo ha punito, chi non ha esitato a condannarlo a una sorte ingiusta. 
Ma Enitan non ha fatto i conti con la sua capacità di evolversi e trasformarsi, è accecato dall'ira e dal senso di rivalsa fino a quando Rig non gli insegna a spogliarsi di tutto ciò che è inutile e rigido, impuro e stagnante. Quella creatura eccezionale, a sua volta ferita e danneggiata, gli mostra come non lasciarsi imbrigliare da una realtà distorta e artefatta, oltrepassando i limiti delle apparenze e del visibile: è arrivato il tempo per Enitan di costruire e di creare, di lasciarsi alle spalle rancori, rimpianti e recriminazioni e di scorgere solitudine e finitezza negli occhi di chi gli ha procurato dolore e sofferenza. Perché quello che conta non è ciò che crediamo di vedere ma quello che rimane nell'anima, con dolcezza, con sensibilità e comprensione. 

Ne "L'Aldisotto" Kim Fielding combina luoghi vividi e accuratamente descritti, personaggi a tutto tondo e dialoghi dolci, inquieti ed efficaci giocando con lo stupore e con la tensione, con i conflitti personali dei protagonisti e con la loro risoluzione; cattura l'attenzione del lettore strappando sorrisi e qualche lacrima di commozione e costruisce una metafora in cui trovano spazio cupezza e luminosità, discordia e armonia: Enitan cade e si rialza, odia e ama, mente e ammette le sue colpe, compie il suo viaggio alla scoperta della verità, del riscatto e della redenzione in compagnia di un personaggio che non è solo un riempitivo del racconto ma, anche e soprattutto, asprezza e meraviglia, durezza e bontà, tormento, passione e guarigione. Perché Rig vi incanterà, vi sedurrà e, ne sono sicura, vi stregherà: «Nell’Aldisotto le stelle non le vediamo spesso» mormorò. «Quando brillano, ci sembra un dono. Un dono raro e inaspettato. Usciamo tutti a guardarle, e alcuni rimangono talmente affascinati che vanno a sbattere contro gli alberi. Per prenderli in giro diciamo che sono “accecati dalle stelle”». Fece un passo avanti e gli posò la mano sulla spalla nuda. «Per me è lo stesso con te.»  


2 commenti:

  1. Una trama originale, sicuramente diversa dal solito; come sempre, bellissima recensione!

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    Risposte
    1. Sì, questa lettura è davvero una gran bella sorpresa. Grazie mille ❤🤗 spero che L'Aldisotto possa piacere come è piaciuto a me.

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