Recensione: "Un rifugio in gabbia" di Tempeste O'Riley

Titolo: Un rifugio in gabbia 
Titolo originale: Caged Sanctuary
Autrice: Tempeste O'Riley 
Traduzione: Cristina Fontana 
Editore: Dreamspinner Press
Genere: Bdsm/Contemporaneo
Pagg.: 186 
Data di uscita: 25 luglio 2017 
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Sinossi 
Kaden Thorn, un chirurgo dentale con una vita tranquilla, non crede che troverà l’amore che tanto desidera. Un attacco omofobo gli è costato l’uso delle gambe, confinandolo su una sedia a rotelle. Ha perso la speranza di incontrare un Dom, o anche solo un compagno con preferenze più convenzionali, che lo ami. Quando la sua migliore amica lo costringe a partecipare a una cena, l’ultima cosa che si aspetta è di conoscere un Dom determinato che riesce a vedere al di là della sua carrozzina.
Deacon James è un architetto e un Dom esigente, ma ha passato gli ultimi due anni senza un sottomesso o un compagno. Quando un suo impiegato lo invita a una cena per conoscere la fidanzata, Deacon fiuta una trappola, ma accetta comunque. Si vanta di essere bravo a giudicare le persone, e quando incontra il giovane dentista, vede oltre la sua disabilità e trova un adorabile sottomesso che suscita in lui qualcosa di più di un semplice interesse.
I demoni e le paure che perseguitano Kade costituiscono per Deacon una sfida a usare tutto quello che ha imparato come Dom per guadagnare la sua fiducia e la sua sottomissione. Ma Deacon è determinato e combatterà per avere Kade al suo fianco e ai suoi piedi. 

Recensione 
Quando la vita ti porta via una parte di te stesso per l’odio ingiustificato che l’essere umano è in grado di provare, la tua esistenza non può che procedere sui binari dell’accontentarsi in un’infelice rassegnazione.
Kaden Thorn è un affermato chirurgo dentale, orgoglioso del successo professionale raggiunto nonostante sia costretto su una sedia a rotelle a causa di un attacco omofobo. Nella solitudine della sua casa, la sua disabilità invece lo domina, e non nel senso che lui vorrebbe. Kaden è un sub, è nella sua natura, e da quando ha subito l’aggressione, ha dovuto accantonare il suo sogno di avere un Dom, anche solo temporaneo, che sia in grado di soddisfare i suoi bisogni. Una relazione normale con un uomo sbagliato, insensibile ed egoista, lo ha privato di ogni autostima in un rapporto che, tuttavia, non lo aveva mai veramente soddisfatto.
Deacon James è un famoso architetto che, dopo le tristi esperienze passate, vive nella disillusione di poter trovare un compagno che gli resti fedele e che soddisfi i suoi bisogni di uomo e di Dom.
Basta un incontro, una serata organizzata da amici, e tra i due si crea quell’alchimia da entrambi bramata. Eppure, per arrivare a quella che sarà la realizzazione del sogno inseguito da entrambi, ci vorranno tempo, fiducia e il ritrovare quell’amore verso se stessi che gli è stato tolto con violenza.
Se Kade e Deacon sono i protagonisti di questo libro — due uomini che si avvicinano l’uno all’altro per creare, passo dopo passo, il giusto rapporto di coppia come amanti e come Dom/sub —, il BDSM è il terzo protagonista di questa storia, una componente necessaria e inscindibile della coppia.
Ho letto ultimamente delle critiche sul BDSM, definito come qualcosa di abominevole e ridotto a una sorta di abuso del Dom verso il suo sub. Ebbene, questo libro, così come i libri che trattano nel modo corretto l'argomento, non può che confutare ogni singola accusa o recriminazione.      

“Sicuro, sano e consensuale dipende da una comunicazione onesta e aperta.”

Ogni relazione tra Dom e sub, in quello che è il vero BDSM, si basa su questi principi. 
Tempeste ci racconta la storia di Kade e di Deacon, sì, ma quello che ho più apprezzato del suo libro, più delle scene che Deacon prepara per il suo amato sub dandogli tutto quello che gli serve e ricevendo in cambio ciò di cui ha bisogno (per inciso, scene che mi sono piaciute parecchio), è tutta la componente psicologica che viene messa nero su bianco, descritta nei minimi dettagli. 
Per Kade il dolore non è altro che il raggiungimento del piacere estremo, uno stato d’animo che lo porta in una sorta di estasi chiamata subspazio. A chi non è pratico ed è poco informato sulla materia può sembrare inconcepibile, ma la realtà è questa, chiara e semplice. E un bravo Dom fa di tutto per trasportare il suo sub in quella dimensione per il proprio piacere personale, anche se la soddisfazione, quella vera, la ottiene solo quando il suo partner riesce a raggiungere questo stato in modo sicuro, sano e consensuale. 
In tutto il libro, nella sua veste di uomo ma soprattutto in quella di Dom che gli dà apparentemente più potere agli occhi del lettore, sebbene il vero potere sia sempre nelle mani del sub con le sue safeword, Deacon è un uomo premuroso, attento e preoccupato, che fin dall’inizio vuole creare qualcosa di unico con Kane. Odia quanto gli è stato fatto, l’aggressione mossa dall’omofobia, e anche l’ex fidanzato di Kane, Gary, che ha, sì, abusato di lui, sottraendogli più volte la sedia a rotelle durante la loro relazione per punirlo e fargli pesare maggiormente la sua infermità e il suo essere non più integro. Se dobbiamo cercare degli uomini che hanno abusato di un sub, in questo libro non li ritroverete nei panni di un Dom ma in quelli di uomini normali, che fanno sesso vaniglia e che con la forza e l’egoismo esercitano il potere sui loro simili.
Deacon è un uomo di altri tempi, di quelli che ti regalano le rose, attento a ogni singolo dettaglio e soprattutto desideroso di far ritrovare a Kade il suo amor proprio, dimostrandogli, dentro e fuori dalla stanza dei giochi, il suo valore, orgoglioso di reclamarlo negli eventi sociali e davanti a tutti gli altri Dom del club. Arriva anche a rimproverare Kane per la sua assoluta sottomissione, ricordandogli che non può oltrepassare i suoi limiti col rischio di ferirsi, e facendogli promettere di usare le sue safeword nelle situazioni estreme. 
Un Kade che all’inizio non crede di poter aspirare più a nulla, tantomeno di avere un Dom che, travalicando i suoi limiti, sia in grado di volerlo anche per una sola sera, per giocare con lui, fino a quando Deacon non abbatterà tutte le sue barriere, questa volta non architettoniche, con le quali ha convissuto da quando è sulla sedia a rotelle, diventando quel rifugio in gabbia che ha sempre desiderato. 

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