Recensione: "Una nuova vita" (Serie Gay Amish #2) di Keira Andrews

Titolo: Una nuova vita 
Titolo originale: A Clean Break 
Serie: Gay Amish #2 
Autrice: Keira Andrews 
Traduzione: Chiara Fazzi 
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: Contemporaneo 
Pagg.: 257
Data di uscita: 10/05/2017 
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Sinossi 
Sono fuggiti nel mondo esterno, ma riusciranno a essere veramente liberi?
David e Isaac hanno trovato la felicità tra le braccia l'uno dell'altro. Nella lontana San Francisco, Aaron, il fratello di Isaac, li aiuta a esplorare la confusa vita "inglese" e a lasciarsi alle spalle l’opprimente ombra delle loro radici Amish. Per la prima volta, David e Isaac possono essere apertamente gay, eppure si sforzano di riconciliare la loro sessualità con la loro fede. Almeno non devono nascondere la loro relazione, il che dovrebbe rendere tutto più facile. Giusto?
Ma mentre Isaac frequenta la scuola con profitto e si fa nuovi amici, David deve combattere per scendere a patti con la realtà del mondo esterno. Perseguitato dal senso di colpa per aver abbandonato la madre e le sorelle a Zebulon, viene sopraffatto dalla frenesia della città mentre lavora per far crescere la propria impresa di carpenteria.
Anche se finalmente David e Isaac dormono fianco a fianco ogni notte, la paura e l'insicurezza potrebbero allontanarli moltissimo. 

Recensione 
"Una nuova vita", secondo volume della serie Gay Amish, edito da Triskell Edizioni, è un gioiellino di dolcezza e intensità, un'esperienza che arricchisce e la conferma che Keira Andrews è una grande narratrice di storie.

Dopo il tumultuoso finale de "Una passione proibita", ritroviamo David e Isaac a San Francisco, in casa di Aaron, fratello maggiore di Isaac, fuggito anche lui dalla comunità Amish all'età di 18 anni e, ora, felicemente sposato con la frizzante e accogliente Jen. 
Aaron, felice di rivedere dopo tanti anni il fratello e il ragazzo di cui questi è innamorato, si fa carico della loro nuova avventura: gli mostra vantaggi, benefici, opportunità e la possibilità di crescere come uomini liberi e, soprattutto, come uomini liberi di amarsi. 
Isaac, così, intraprende un percorso di studi che lo appassiona, e si scopre sempre più socievole, aperto e curioso; David, al contrario, arranca tra rifiuto, privazione e nostalgia di casa, incapace di tollerare la frustrazione e di affrontare anche i problemi più piccoli.

La trama non sembra promettere nulla di buono, figuriamoci la felicità, eppure Keira Andrews scrive un libro impregnato di emozioni, umanità e speranza, e trasforma la solitudine, lo smarrimento e il dolore del suo protagonista David in bellezza e in un delicato racconto, che incanta e avvince, che sa di realtà e malinconia, ma anche di forza, coraggio, solidarietà e affettuoso riconoscimento. 
Perché se Isaac assorbe il colpo con l'entusiasmo dei suoi 18 anni e una naturale predisposizione al cambiamento - non priva, però, di momenti sofferti e di intime preoccupazioni - David, invece, immerso, quasi con violenza, in una cultura che lo scuote e lo sconvolge, si sente impaurito e sopraffatto, solo, triste e smarrito. 
David custodisce nel suo cuore tante colpe - troppe - alimentate da un flusso continuo di pensieri e di vissuti negativi; il suo viaggio verso il perdono di sé diventa, così, faticoso e oscuro, un cammino difficile sul sottile discrimine tra stordimento e lucidità, proiettato in un mondo di fronte al quale si sente impotente, preoccupato, insicuro e vulnerabile, alla disperata ricerca di un'identità che gli sfugge, mentre si nutre di resistenze e paure di svelarsi. 
Quello che non muta, però, è l'amore che lega Isaac e David: attraverso scelte di vita differenti, grazie a un allontanamento che mantiene viva l'inafferrabilità dell'altro, e un ricongiungimento che diventa creatività, passione giocosa e vitale, entrambi sperimentano gelosie, timori e riserve, ma anche lo stupore dovuto alla scoperta di un posto, di persone e di un tempo diversi. 
Entrambi, quindi, imparano a vivere, e con il loro amore, vero e profondo, imparano ad amare. 


Quando, poi, tutto sembra perduto, imparano, anche, ad apprezzare una parte di quei valori Amish nei quali si sono sempre riconosciuti e dai quali stanno fuggendo: se da una parte i loro genitori hanno distrutto e non costruito, imposto e non accolto, dall'altra hanno donato ad Isaac e David una fonte importante di motivazione, un valido e forte senso della vita. Perché la salvezza, la possibilità di riscatto, e, forse anche Dio, si nascondono nei dettagli.

"Una nuova vita", da leggere solo dopo "Una passione proibita", è un libro da non perdere, anche, per l'ottima traduzione di Chiara Fazzi, e perché è una storia di crescita, di formazione e di amore scritta con cura e comprensione, con sensibilità e un'implacabile pacatezza, e perché in un crescendo di colpi di scena spiazzanti, lascia senza fiato e travolge il lettore con un tenero struggimento, un sentimento di pacifica ribellione, una grazia che lascia il segno. Consapevole e vivido. Chiaro, potente e indelebile. 

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