Recensione "Semper Fi" di Keira Andrews

Titolo: Semper Fi 
Titolo originale: Semper Fi
Autrice: Keira Andrews 
Traduttore: Maria Sofia Buccaro
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Storico
Pagg.: 319
Data di uscita: 11 novembre 2015
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Sinossi 
Quando erano marines, Jim e Cal dipesero l’uno dall’altro per uscire vivi dalla carneficina e dalla disperazione nel Pacifico. 
Sollevato di potersi lasciare alle spalle gli orrori della guerra, Jim è tornato al suo frutteto e alla vita tranquilla di padre di famiglia. 
Consapevole che l’amico non avrebbe mai potuto ricambiare i suoi sentimenti proibiti, Cal spera che il tempo e l’oceano tra di loro attenui il desiderio che prova per lui. 
Ma alla morte della moglie di Jim, Cal raggiunge l’amico per dargli una mano. Non sa nulla di mele né di bambini, ma vuole stargli vicino a tutti i costi, anche se la fiamma che lo tormenta si riaccende in lui. 
Jim gli è grato per il sostegno che gli dà mentre lotta con i sentimenti repressi e i terribili ricordi della guerra. 
Poi, quando inizia a vederlo con occhi diversi, il loro rapporto diventa intimo come mai avrebbero immaginato. 

Riusciranno a costruirsi una vita insieme come una famiglia e a trovare la felicità in un mondo che li condanna?

Recensione
Se dovessi definire il romanzo "Semper Fi" in tre parole, direi bello, intenso, emozionante!
Da sempre sono appassionata di storia, sia antica che moderna, e quando mi hanno consigliato la lettura di questo titolo, ho subito sentito la vibrazione giusta. Eh sì, perché un libro per appassionare deve toccare qualche corda... anche solo leggendo l'estratto di Kindle. 

Per chi non lo sapesse Semper fidelis è una locuzione latina che indicava l'eterna fedeltà agli imperatori romani e ai capi militari. Essa è diventata, poi, anche il motto dei Marines e simboleggia la propria fedeltà al corpo militare e ai propri compagni ovunque si trovino nel mondo (e qui, ai cultori della materia, verrà in mente un altro adorabile marine, Ty Grady... ma questa è un'altra storia!). "Semper Fi", quindi, è un libro che parla di fedeltà, di dedizione, di amore in tutti i sensi: nei confronti degli amici e commilitoni, della famiglia, di una moglie che avrebbe meritato di più, dell'anima gemella e compagna per la vita.
Fin dall'inizio, la storia dei due protagonisti, Jim Bennett e Cal Cunningham, è narrata in alternanza tra il passato - che si svolge durante la seconda guerra mondiale fino alla battaglia di Okinawa - e il presente - dal 1948 in poi - e dal loro primo incontro sul treno, che li avrebbe portati al campo di addestramento dei marines, i loro destini saranno indissolubilmente legati. Durante la guerra non è stato loro risparmiato niente, tutti gli stenti e gli orrori immaginabili sono passati davanti ai loro occhi e non sarà facile per entrambi dimenticare e tornare a vivere.
Mentre Cal, già a prima vista, non ha dubbi su quello che mano a mano può provare per Jim, quest'ultimo non ne sarà subito consapevole, ma dovrà attraversare un percorso introspettivo non privo di incertezze e momenti di tormento, che lo spingeranno ad aprire del tutto il cuore e a riconoscere quel sentimento forte ma silente che è sempre stato presente tra di loro. 

Alla fine della guerra le loro strade si separano: Jim torna alla vita di agricoltore nel meleto di famiglia con moglie e figli, fino alla tragica scomparsa di Ann, mentre Cal fa ritorno alla sua agiata vita newyorkese nell'azienda paterna, ma appena si presenta l'occasione,non ci pensa un attimo a raggiungere Jim al meleto di Clover Glove e ad aiutarlo nella gestione della tenuta nonché alla scoperta di se stesso. 

Entrambi i protagonisti mi sono piaciuti molto: Jim mi ha fatto una gran tenerezza, è buono e generoso, sa cosa significa il sacrificio e non perde occasione di dimostrare il suo coraggio e la sua integrità morale, anche se questo può costringerlo a rinunciare al vero amore; Cal è un uomo forte e protettivo, fin dall'accettazione della sua omosessualità, ha dovuto viverla di nascosto e trattenere il sentimento per Jim solo all'interno del suo cuore, dal momento che a quei tempi essere gay era addirittura un reato (oltre che motivo di condanna dal punto di vista religioso). 
Non voglio anticiparvi nient'altro per cui mi fermo qui, ma spero di avervi trasmesso quello che ho provato durante la lettura, e non posso fare a meno di consigliarvi di immergervi nell'atmosfera di questa emozionante storia, che a tratti può sembrare cruda, specie nella parte relativa ai ricordi di guerra, ma in realtà è un viaggio che accompagna la crescita umana dei protagonisti e dei sentimenti di due persone che chiedono alla vita solo di amare e di essere amate. 

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