"Un San Valentino molto particolare" - Una novella da "Lo strano caso del barista scomparso" (Serie I lupi di Stockton Town #2) di Agnes Moon

Un braccio muscoloso mi avvolse il fianco, tirandomi con forza verso il corpo caldo del mio compagno.
Deryl tuffò il volto nei miei capelli e si premette contro di me. «Mmm, non sai quanto sono contento che te li stai facendo ricrescere, sono bellissimi.»
Ridacchiai. «Beh, mi sembra di percepire la tua “contentezza” proprio dietro il mio sedere, e a giudicare dalle dimensioni, qualcuno deve essere davvero molto felice!»
Mi strinse forte. «E ti dispiace sapere quanto ti desidero?»
Mi girai verso di lui. «Certo che no, non mi sarei messo con un tipo così bestiale, e sottolineo la parola bestiale…» scherzai, mimando il gesto delle virgolette «se non avessi voluto un compagno arrapato 24 su 24.»
«Ehi, non sono una bestia» rispose lui, fingendosi oltraggiato e annusandomi nell’incavo del collo, gemendo di piacere.
«Ecco appunto, lo vedi che mi stai sempre ad annusare, ti sembra una cosa normale?» risi, girandomi verso di lui e prendendo il suo viso tra le mani. «Ma non ti preoccupare, mi piaci così: coda e batuffoli di peli compresi!»
Lo baciai teneramente sulle labbra e immediatamente mi diede accesso alla sua bocca meravigliosa. Le nostre lingue si riconobbero e cominciarono la danza che riusciva loro così bene, lasciandoci ansimanti e senza fiato.
«Dobbiamo scendere, lo sai che giorno è oggi?» chiesi a Deryl.
«Il giorno in cui hai deciso di distruggere il mio locale cazzuto e farlo diventare un covo di cuoricini?»
«Per l’appunto, oggi è San Valentino e noi faremo un sacco di soldi grazie a tutti gli idioti che vanno dietro a queste cretinate!»
Mi osservò pensoso. «È la festa degli innamorati. È una cosa carina.»
Ero già in piedi alla ricerca dei miei vestiti. «Certo, una cosa deliziosa, pucciosa e incredibilmente zuccherina e noi la renderemo indimenticabile al modico prezzo di 100 dollari a coppia!» sogghignai, dirigendomi verso il bagno.
Quando rientrai vestito di tutto punto Deryl era ancora a letto.
«Non ti prepari? Ho detto a Brett e Joshua di arrivare prima per sistemare il locale.»
Kirian, il fratello maggiore di Deryl, ormai era diventato l’Alpha del branco e avremmo potuto vivere nella grande casa di famiglia, ma avevamo preferito rimanere nell’appartamentino sopra il locale che avevamo preso in gestione. Era perfetto per noi e ci trovavamo benissimo, inoltre i pochi metri di quadratura erano una vera salvata quando si trattava di fare le pulizie.
Deryl si mise a sedere, non sembrava ancora convinto del mio atteggiamento verso il San Valentino. «Noi siamo innamorati, non è vero?»
Sgranai gli occhi dalla sorpresa. «Che domande sono? Certo che lo siamo! Ma non abbiamo bisogno di un giorno stabilito per fare gli innamoratini di Peynet!» Mi avvicinai a lui, posando una mano possessiva sul suo inguine coperto dal lenzuolo. «Li possiamo fare tutte le volte che vogliamo!»
Gli scoccai un bacio veloce, non mi andava di arrivare tardi visto che avevo costretto i due baristi a venire prima al lavoro.
«Io vado, ci vediamo più tardi»
«A dopo, piccolo» mormorò lui, poi, come ripensandoci aggiunse: «…e comunque non penso che gli innamoratini di Peynet scopassero come ricci!»

«Ciao Taylor! Pensavo ci avresti dato buca!» esclamo Brett, quando mi vide scendere le scalette che portavano nel retro del locale.
Sgranai gli occhi con un’espressione offesa. «Chi? MOI?»
In effetti ero sempre stato un gran ritardatario, ma nella coppia la persona seria era Deryl, e io gli avevo ceduto l’ambito onore con gran piacere.
Invece per la storia del San Valentino mi aveva praticamente abbandonato, poco convinto fin dall’inizio della mia idea per tirar su un po’ di grana. A un certo momento mi era anche venuto il dubbio che avrebbe preferito chiudere il locale e festeggiarlo con me, poi avevo cancellato quell’idea balzana dalla mente. Mister perfettino, intelligentino, ho-studiatino non era proprio il tipo da San Valentino.
Niente male la rima, eh? E poi dicono che non sono un poeta!
Così avevo organizzato tutto io, a partire dall’acquisto di un numero imbarazzante di palloncini a forma di cuore, candele a forma di cuore e tovagliolini a forma di cuore che avrebbero fatto impennare l’insulina anche a uno che non aveva mai mangiato un dolce in vita sua.
Mi ero procurato una Band che suonasse pezzi adatti all’occasione – del tipo sdolcinato andante, per capirci – e avevo scovato una ditta di catering che assicurava un menu talmente afrodisiaco da aver bisogno di secchi di acqua gelata per calmare i poveri clienti in preda al feromone impazzito.
Insomma avevo pensato proprio a tutto ed ero convinto che la gente si sarebbe divertita e avrebbe pagato volentieri i 100 verdoni richiesti.

Dopo pranzo avevamo finito di allestire tutto e dovevo ammettere che avevamo davvero fatto un buon lavoro.
Ci guardammo soddisfatti, circondati da un profluvio di cuoricini rossi ammiccanti il trionfo dell’amore. Certo che se un povero diavolo era single questo era davvero il giorno giusto per suicidarsi.
Proprio mentre pensavo a questo, Brett mi si avvicinò nervoso. Venne fuori che si era fidanzato, e di questo non potevo che esserne contento, e che – “ti prego, ti prego, non ho mai festeggiato un San Valentino” – aveva bisogno della serata libera.
«Cazzo, China boy! Così mi lasci nella merda più profonda!» esclamai.
«Taylor, ti prego! Non lo sapevo fino a ieri che il mio ragazzo avrebbe voluto festeggiare fuori!»
Guardai i suoi occhi a cuoricino – per quanto gli occhi a mandorla potessero diventare a cuoricino – e ripensai a quello che aveva passato solo pochi mesi prima.
Intanto lui si affannava. «Ho trovato anche chi mi può sostituire. È mio cugino ed è un bravissimo barman, vedrai, ti troverai una meraviglia a lavorare con lui! Ti prego, ti prego…»
Sbuffai. «Va bene, va bene!! Chiama quel tuo cugino super-barman e unisciti alla massa del clan dei baci Perugina!» Poi mi girai verso Joshua. «Hai qualcosa da dirmi anche tu?»
Quello fece no con la testa, tutto sconsolato. «No, io non ho nessuno…»
Ecco trovato il povero diavolo di cui parlavo prima! «Bene! Allora magari stasera è la serata buona che ti fidanzi!» lo rassicurai gentilmente.
«Ma Taylor! Stasera saranno tutti fidanzati!» si lamentò Joshua.
Ops, in effetti non aveva tutti i torti.
Nel frattempo di Deryl ancora non c’era traccia. A volte dava una mano al fratello come vice-capo branco e quindi non mi preoccupai, aveva fatto capire molto bene di non voler essere coinvolto più di tanto in questo progetto e non lo avrei pressato. Però quando sarebbe cominciata la serata c’era comunque bisogno di lui, anche se avevo assunto del personale solo per questo giorno in particolare.

Mi guardai intorno: i tavoli erano apparecchiati molto bene e sopra ognuno di loro c’erano delle candele e dei segnaposto con un cioccolatino.
L’effetto nell’insieme era piuttosto romantico e mi chiesi come sarebbe stato cenare a lume di candela con Deryl.
Non ce n’era mai stata l’occasione: io non ne avevo mai sentito il bisogno e certo il mio compagno non lo aveva proposto. Proprio per questo ero giunto alla conclusione che Deryl non amasse questo tipo di romanticherie.
Però, chissà…
Ridacchiai e scossi la testa. No! Non era proprio roba per noi!
Ci amavamo – pazzamente – e ce lo dimostravamo tutti i giorni in tanti piccoli modi, ma nessuno di noi due era incline alle smancerie.

Quando cominciarono ad arrivare i primi clienti, finalmente arrivò Deryl tutto trafelato. «Scusa ho fatto un po’ tardi!» Si guardò intorno, emettendo un fischio di approvazione. «Accidenti, hai fatto davvero un lavoro meraviglioso! Se uno non fosse innamorato, lo diventerebbe appena messo piede nel locale.»
Ridacchiai. «Dici? E a te ha fatto effetto?»
«A me fa effetto tutti i giorni!» mi mormorò nell’orecchio.
Lo abbracciai e lui sobbalzò, come se avesse sentito dolore. «Cos’hai? Ti fa male il braccio?» chiesi preoccupato.
«Non è niente» disse un po’ troppo velocemente, poi sollevò una mano e salutò due persone che stavano entrando. «Kirian! Ric! Siamo qui.»
Mio fratello e il suo compagno si avvicinarono, mano nella mano.
Ecco, loro sì che potevano rivaleggiare con gli Innamoratini. Ric ed io eravamo identici fisicamente, ma agli opposti caratterialmente e se volevate un romanticone di prima categoria dovevate rivolgervi proprio a lui.
Kirian ammirò l’allestimento. «Accidenti, vi siete proprio dati da fare! È bellissimo!»
Tralasciai il piccolo particolare di aver fatto tutto io, non era importante, ma volli comunque prendermi qualche complimento. «Vi piace?»
Ric era estasiato e si guardava intorno con occhi sognanti. Che io sapessi era la prima volta che festeggiava San Valentino e sembrava felicissimo. «Sì, mi piace molto, tutti questi palloncini sono deliziosi e le tavole apparecchiate così… oddio, anche i cioccolatini! Ma che adorabile idea!»
Li accompagnammo al tavolo e li lasciammo alla loro cena da innamorati. Noi avevamo altro da fare, molto presto la sala si riempì e non riuscimmo più a fermarci un secondo.
Mentre servivo ai tavoli, mi ritrovai a osservare le coppie che si divertivano, si scambiavano sussurri, ridacchiavano, si guardavano negli occhi, si stringevano le mani sopra il tavolo o si strusciavano sotto il medesimo.
Non potei negare che sembravano godersela alla grande e, nonostante i tanti cuoricini e l’uso smodato del rosso e del rosa, nessuno di loro sembrava considerare la serata un ridicolo inno al consumismo.
Mi chiesi se forse non avessi un po’ esagerato a ritenerli un gruppo di sfigati. Magari avevano ragione loro e io ero semplicemente un cinico bastardo?


Deryl
Erano le tre di notte quando finalmente l’ultima coppia se ne andò: felice, innamorata e con i pacchetti dei regali a seguito.
Osservai Taylor e notai il suo viso stranamente assorto mentre li guardava allontanarsi.
Ancora una volta mi convinsi di averci visto giusto. Il mio Piccolo Ninja era un ribelle, insofferente a qualsiasi regola e costrizione, ma sotto sotto aveva il cuore più tenero di un budino al cioccolato, solo che quel lato del suo carattere lo mostrava solo a me.
Una festa comandata sarebbe stata una forzatura e sapevo che per lui non sarebbe stata accettabile, ma un Post San Valentino?
Secondo me lo avrebbe adorato.
«Forza, saliamo! Sono stanco morto!» gli dissi, cingendogli le spalle esili.
«Ci portiamo una bottiglia di champagne?» mi chiese sorridente.
Ci pensai su. «Mmm, meglio di no. È davvero tardissimo. Tanto non volevi mica festeggiare no?»
Sobbalzò e un’ombra di dispiacere gli passò negli occhi, poi si riprese. «No, certo che no. Roba da sfigati…» ridacchiò forzatamente. «Era solo per bere qualcosa.»

Arrivati alla porta dell’appartamento, gli misi le mani sopra gli occhi e lo abbracciai da dietro.
«Ehi cosa fai?»
Lo feci entrare nel soggiorno e lasciai la luce spenta.
«Auguri, amore. Buon Post San Valentino!» gli mormorai nell’orecchio.
Tolsi le mani dai suoi occhi e quando vide ciò che avevo preparato per lui, lo sentii emettere un gridolino di meraviglia.
«Cazzo! Deryl!! Ma quando… come…?»
«Oggi pomeriggio, quando pensavi che fossi sparito, ero quassù…» dissi, mentre lui ammirava la tavola finemente apparecchiata, con un candeliere antico che emanava un debole e baluginante chiarore.
Altre candele erano sparse un po’ dappertutto e gli onnipresenti palloncini campeggiavano, anche se in misura comunque ridotta, sulle pareti.
«Porca puttana, questa volta mi hai lasciato davvero senza parole, maledetto lupastro che non sei altro! Ero convinto che odiassi queste cose!»
Lo abbracciai. «So che non ami sottostare alle imposizioni, ma ero certo che avresti apprezzato sapere quanto tu sia importante per me. E poi, oggi è il 15 febbraio! Da adesso in poi sarà il nostro Post san Valentino per sempre, cosa ne dici?»
Mi baciò con passione. «Tu, tu... accidenti sei davvero subdolo quando vuoi nascondermi qualcosa, ma ti perdono.» Mi guardò con gli occhi stranamente lucidi. «È la prima volta che qualcuno fa una cosa del genere per me, lo sai?»
«E tu lo sai quanto ti amo?» replicai io.
«Mai quanto io amo te» mormorò, baciandomi ancora una volta con quella bocca che sapeva di miele.
Si staccò e guardò sul tavolo. Sopra uno dei piatti c’era un pacchettino.
«Accidenti, Deryl! Mi hai fatto anche il regalo? Vuoi proprio farmi sentire in colpa!»
«Siediti e mettiti comodo. Il regalo lo potrai aprire a fine cena e non prima» gli dissi. Mi diressi verso la cucina, poi mi girai e lo fulminai con lo sguardo mentre con le manine avide scoteva il pacchetto. «E non barare!»

La cena fu perfetta. Naturalmente non avevo cucinato io, ma avevo ordinato tutti i suoi cibi preferiti: avevo messo la musica che lui amava di più e avevamo parlato dei nostri sogni e dei nostri progetti futuri.
Al dolce, notai che era sempre più nervoso ed ebbi pietà di lui. «Ok, non ce la faccio più a vederti così, apri quel regalo!»
Si fiondò sul pacchetto, strappando la carta con malagrazia e tirando fuori una scatolina di velluto.
So già cosa state pensato tutti, ma…
Pensate davvero che a un tipetto come il mio Taylor potrei regalare uno stereotipatissimo gioello?
Con mano tremante tirò fuori un biglietto con su scritto. “Ti amo da morire. Avambraccio sinistro.»
Sollevò lo sguardo confuso su di me. «Cosa significa?»
Gli diedi un aiutino e allungai un braccio.
Vidi esattamente il momento in cui comprese quale fosse il mio regalo, gli occhi gli si illuminarono e tirò su la manica del mio maglione con foga.
C’era ancora la benda, ma mi avevano detto che l’avrei potuta togliere la sera stessa per dare aria al tatuaggio. Diceva: Piccolo Ninja e al centro c’era un cuore a indicare il mio immenso amore per lui.
Questa volta riuscii a farlo commuovere e me ne compiacqui. Non era facile veder lacrimare il mio Piccolo Ninja.
«Così è certo che sarò tuo per sempre» mormorai.
Mi guardò con occhi velati dall'emozione. «E io sarò per sempre tuo, lupastro. Ti amo da morire!»
Lo sollevai e lo trasportai verso la camera da letto, avevo intenzione di fare l’amore tutta la notte e tutto il giorno e fargli capire bene chi appartenesse a chi.

Avremmo festeggiato degnamente il nostro Post San Valentino!

FINE


È possibile trovare Taylor e Deryl, insieme agli altri incorreggibili e divertenti lupacchiotti di Agnes Moon, nel romanzo "Lo strano caso del barista scomparso", secondo volume della Serie I lupi di Stockton Town.

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Biografia
Agnes Moon è lo pseudonimo di un’autrice italiana che vive nelle vicinanze di Roma, in compagnia del marito, di due figli adolescenti e due bellissimi cani. Nella vita reale il suo lavoro è quanto di più lontano possa esistere dal mondo artistico. Quando torna a casa, però, ama immergersi in un universo fatto di letture, scrittura e musica.
La sua passione per la lettura ha radici profonde che si perdono nella notte dei tempi, ma quella per il genere M/M è relativamente recente. Da circa due anni non riesce a dedicarsi ad altro e il desiderio di creare nuove storie – le stesse che vorrebbe poter leggere – le ha dato l’idea di cimentarsi nella scrittura.
Nel novembre del 2015 pubblica il suo primo romanzo “Come rapire un Alpha e vivere felici”, capitolo iniziale (autoconclusivo) della serie “I lupi di Stockton Town”.
A maggio del 2016 l’autrice decide di dare inizio a una nuova serie e di cambiare… creature soprannaturali. Non più sexy licantropi, ma affascinanti e pericolosi vampiri!
L’idea di abbinare al classico paranormal romance, uno stile spigliato e sbarazzino si rivela vincente e il romanzo viene accolto favorevolmente dai lettori. Al primo libro, seguono a dicembre “Lo strano caso del barista scomparso” e a febbraio “L’ombra del lupo bianco”.
“L’Acrobata” è il primo capitolo della serie “Legami di sangue” e ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte sia dei lettori che degli addetti ai lavori.
Ha in progetto di continuare la pubblicazione in cartaceo dei suoi romanzi (al momento sono disponibili i tre romanzi de I lupi di Stockton Town, di espandersi su altri mercati europei e naturalmente di continuare a scrivere storie appassionanti, divertenti e romantiche!
“Legami di famiglia” – il secondo romanzo della serie – è uscito lo scorso 5 settembre e sta anch’esso ricevendo un notevole riscontro di pubblico e ottime recensioni da parte dei blog.

Per il futuro, l’autrice ha moltissime idee e poco tempo per realizzarle!

Commenti

  1. Che bello ritrovare i miei due personaggi preferiti di questa serie!!❤❤ grazie Agnes!

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    1. Sì, sono davvero bellissimi e divertentissimi! <3

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  2. non poteva che essere così: splendido!

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