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giovedì 2 febbraio 2017

Recensione in anteprima "Wireless" di L. A. Witt

Titolo: Wireless 
Titolo originale: Wireless
Autrice: L.A. Witt
Traduttrice: Raffaella Arnaldi
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Sci-fi
Pagg.: 252
Data di uscita: 3 febbraio 2017
Link per l'acquisto:
 Triskell - Amazon

Sinossi 
Toccarsi a pelle è illegale. Il sesso? Un reato. Tute isolanti e guanti impediscono alle persone persino il più platonico contatto. I cittadini in massa fanno la fila per entrare nelle simhouse, dove le macchine per la realtà virtuale forniscono loro la razione di orgasmi prescritta dai medici. 
Keith Borden lavora in una simhouse da anni e non ha mai provato la tentazione di infrangere la rigida regola che vieta il contatto… finché non compare Aiden Maxwell. Il suo paziente, attraente e pericolosamente amante del flirt, lo invita nell’ambiente malfamato in cui la gente fa sesso vero, senza essere collegata alla rete. Anche se Keith rischia di perdere la carriera e la libertà, è incuriosito, e Aiden irresistibile. 
Dal momento in cui mette piede per la prima volta in una sala dove si pratica il sesso wireless, Keith si ritrova in un mondo di carne e di fantasie realizzate. Sviluppa una dipendenza. Dal sesso, dall’atmosfera del locale, e soprattutto da Aiden. Anni in cui ha tenuto a distanza chiunque popolasse il suo mondo, hanno fatto sì che Keith brami il contatto umano, e Aiden gli offre tutto il contatto che lui possa desiderare: sesso rovente, dolce affetto, e tutto quanto vi stia in mezzo. 

Almeno finché un inaspettato tradimento sconvolge la vita di Keith, che si ritrova più solo di quanto abbia mai immaginato di poter essere… 

Recensione 
Provate ad immaginare un mondo senza calore umano in cui anche il contatto più lieve e leggero è bandito, vietato, illegale. Provate ad immaginare di vivere senza potersi sfiorare l'un l'altro, senza una carezza, un bacio, un abbraccio. Provate ad immaginare di vivere all'interno di una tuta isolante, che vi ricopra dalla testa ai piedi, mani comprese, impedendovi qualsiasi gesto d'affetto o di intimità.
Bene, questa è la vita a San Angeles.
In un futuro immaginario, in un luogo diviso tra la Città Nuova, in cui vivono quelle persone che rispettano la legge, e la Città Vecchia, la parte abbandonata, quella in cui si ritrovano, invece, le persone che hanno voglia di sentirsi vive davvero, la realtà è scandita dalla automaticità sterile di un governo robotico. Ed è lì che vive Keith Borden.
Keith è un uomo che ha accettato la rigidità della sua realtà, è fedele ai principi del governo ed è un impiegato modello con un curriculum genetico pressoché perfetto. Lavora alla simhouse, settore simulazioni sessuali. È rigido e dannatamente bravo nel suo lavoro, almeno fino alle ore 14.30 di un giovedì. È in quel momento, quando nella sua sala di simulazione entra Aiden, uomo di indubbio carisma e bello come il sole, che la fede di acciaio di Keith vacilla e il desiderio lo stringe in una morsa, dentro la sua tuta isolante.
Per settimane Keith è costretto a reprimere i suoi desideri, le sue pulsioni, perché desiderare qualcuno, anelare un tocco reale, voler sentire il calore di un altro essere umano non è solo vietato nel suo mondo, ma è anche illegale, e Keith non vuole perdere il lavoro né il suo status irreprensibile. Ma Aiden è... Dio, Aiden è fantastico. I suoi occhi, il suo sorriso sornione, i suoi modi allusivi... È difficile rimanere immuni di fronte a quello sguardo, e quando Aiden prova anche solo a sfiorare la corazza di Keith, le conseguenze sono irreparabili e devastanti.

"Wireless", l'ultimo lavoro edito da Triskell Edizioni, di L.A. WItt, è un romanzo appartenente al genere sci-fi.
È la prima volta, sarò sincera, che mi avvicino a questo genere. Non amo il fantasy, ma adoro L.A. Witt, e ogni suo libro per me è garanzia di successo. Per questo motivo mi sono offerta di recensire questo romanzo, e spinta da tanta curiosità mi sono buttata in questa lettura fatta di robot, di macchinari di simulazione e di sterilità affettiva. Il risultato è stato... Wow.
Aiden e Keith sono due personaggi fuori dall'ordinario: dimostrano, come coppia, che la forza di un sentimento, la voglia di superare le proprie convinzioni, andando, anche, incontro a conseguenze disastrose, può vincere su tutto. L'ambientazione mi ha ricordato "Gattaca", un famoso film degli anni novanta. Anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad una realtà distorta, dove ad essere messo sotto accusa è il contatto fisico, anche il più semplice e innocuo. Non ci si può sfiorare, a San Angeles, non ci si può baciare né toccare. Ancora peggio, non si può fare l'amore.
Il sesso inteso come momento di unione fisica, mentale e affettiva è totalmente bandito, e per trovare una valvola di sfogo, le persone sono costrette a chiudersi in una macchina di stimolazione sessuale.
Non ho dubbi sul fatto che questo libro sia un romanzo di evasione, e anche ben scritto nel perfetto quanto preciso stile Witt, ma è anche un libro che fa riflettere. Leggendo, non ho potuto non trovare alcuni punti d'incontro con un grande classico sempre profetico, attuale e struggente: "1984" di George Orwell. Riecheggia, in "Wireless", l'idea del controllo totale sulle nostre vite da parte di un governo totalitario, che non solo si prende la nostra quotidianità, le nostre idee e le nostre passioni, ma anche le nostre emozioni.

Aiden lotterà per Keith, per dimostrargli che vivere in modo reale vuol dire sentire, vuol dire provare emozioni sulla propria pelle, vuol dire stringersi in un abbraccio caldo e rassicurante, ma sarà Keith, in definitiva, a lottare davvero, perché una volta sperimentato cosa vuol dire amare ed essere amati, è impossibile tornare indietro. E se questo vuol dire mettere in discussione tutto, se questo vuol dire rinunciare al proprio lavoro, alla carriera, alla possibilità di un futuro con una donna perfetta ma senza calore, senza intimità, senza vita, allora, probabilmente, vale la pena perdere tutto, soprattutto quando, dall'altra parte della stazione, c'è l'amore della tua vita che ti aspetta, pronto a stringerti in un caldo, confortante e vero... abbraccio.


febbraio 02, 2017 / by / 0 Comments

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