Recensione "Il Principe Triste" di Thea Bricci

Titolo: Il principe triste
Autrice: Thea Bricci
Editore: Triskell Edizioni
Genere: contemporaneo
Pagg.: 187
Data di uscita: 14 febbraio 2017
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Sinossi 
Il destino regala a Denis splendidi tratti efebici e androgini, ma una situazione famigliare sfortunata, segnata dalla morte prematura dei genitori. Il ragazzo trova nella droga e nell'amore per la musica l'unico modo di soffocare il dolore, finendo per oltraggiare il suo dono, facendosi merce, vendendo il proprio corpo al miglior offerente, finché un facoltoso amante, cultore di arte classica, trovando in lui l'incarnazione di un ideale di bellezza, gli regala affetto e la possibilità di una vita più agiata. Quando, tuttavia, giunge il vero amore, Andrea, il giovane leader di una rock band, Denis deve fare i conti con nuove struggenti sensazioni, che rischiano di ricondurlo nell'abisso da cui era faticosamente uscito.

Recensione

Il romanzo di Thea Bricci è difficile da collocare in un genere preciso: potrebbe essere un erotico, ma non è solo quello; un romance... no, perché sarebbe riduttivo; un libro di narrativa forse? Un romanzo di formazione che ci fa vedere come può essere la vita di un ragazzino allo sbando? Non sono riuscita a risolvere questo mio dilemma, quindi, lo considero unicamente come il racconto di Denis, il Principe Triste.
È lui l'unico protagonista della storia, assieme alla sua pacata tristezza e ad un intenso dolore che lo accompagna da sempre. Sicuramente, non lo sono gli uomini e le donne che incontra lungo il suo cammino, sebbene siano gli unici a rimanergli accanto e a spingerlo verso esperienze di qualsiasi genere, sia positive che negative. Denis si fa trasportare dagli eventi, come se fosse uno spettatore e non il protagonista della sua esistenza: lo vediamo attraversare la droga, la prostituzione, il rapporto con un uomo molto più grande di lui, ed essere sempre in balia del fato; accetta di tutto, come se gli accadimenti della vita siano inevitabili e non modificabili. Non riesce a trovare una motivazione alla sua sofferenza e si lascia sopraffare da sensazioni e sentimenti determinati da fattori dei quali non è del tutto cosciente.
Ma Denis non è solo questo, perché è anche un ragazzo dotato di una sensibilità e di uno spirito artistico che lo aiuta a sognare, che gli permette di pensare che forse un giorno potrebbe esserci un po' di felicità anche per lui. È l'amore per la musica che alla fine lo salva e gli fa conoscere una persona che, forse, va oltre la facciata del Principe Triste.
Lo stile dell'autrice è ricercato, così come il lessico e la costruzione del racconto con riferimenti culturali che variano dalla musica all'arte alla mitologia e che stimolano intuizioni e riflessioni sulle vicende psicologiche del protagonista. È un romanzo, quindi, ben scritto e curato, che ci dà l'opportunità di andare oltre alla storia di Denis.
Per gusto personale avrei voluto avere la possibilità di conoscere di più i pensieri di Denis, su come ha vissuto la sua situazione familiare e il suo rapporto con Edoardo, ma nell'insieme "Il Principe Triste" rimane un libro complesso e inaspettato, da leggere per scoprire una visione diversa della realtà, soprattutto in relazione ad esperienze drammatiche a cui difficilmente si riesce a dare un senso e che attraggono per il loro aspetto misterioso e impenetrabile.


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