Recensione "L'autunno nel cuore" di Alex Kidwell

Titolo: L'autunno nel cuore
Titolo originale: After the end 
Autrice: Alex Kidwell 
Traduzione: Claudia Milani
Editore: Triskell Edizioni 
Genere: contemporaneo
Pagg.: 206
Data di uscita: 25 marzo 2016
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon 


Sinossi 
Dopo che il cancro gli ha strappato il compagno con cui viveva da dieci anni, Quinn O’Malley si è allontanato da tutto e tutti. In un unico, tragico momento è passato dall’essere un promettente artista con un partner affettuoso a proprietario di un negozio di fumetti che si barcamena tra il lavoro e una vita che a malapena può essere definita tale. Si nasconde dietro un muro di dolore, rifiutando di lasciar andare Aaron e sentendosi in colpa anche solo a immaginare di vivere una vita diversa da quella che aveva con lui. 
L’affascinate party planner con cui la sua migliore amica lo costringe a uscire per un appuntamento al buio rappresenta qualcosa per cui Quinn non è assolutamente pronto, ma Brady Banner entra lo stesso nel suo piccolo mondo congelato e lo stravolge. Per anni, Quinn si è concentrato solo sulla conclusione, ma via via che Brady comincia a sciogliere il ghiaccio che avvolgeva la sua esistenza, capisce che un momento può fare più che porre fine a una vita: può farne cominciare una nuova. 


Recensione 
Amare cambia la visione delle cose, offre la possibilità di trasformarsi e di rinascere, di scoprire realtà nuove e incontaminate, in cui si sviluppano esperienze irripetibili che lasciano tracce, testimonianze che diventano ricordi, attimi che costruiscono vissuti lungo un presente continuo, proiettati verso un futuro che vale sempre la pena vivere. Così, quando amore e morte s’incontrano, quando il destino toglie invece di aggiungere, l'uomo sfida il senso ineluttabile del proprio limite senza possibilità di sconti.
Utilizzare questo argomento in un romance non è semplice: si rischia di cadere nella retorica o di affrontare con superficialità un tema delicato e complesso, ma quando il talento diventa esercizio, studio, ricerca, la lama affilata di un bisturi che viviseziona abilmente l'animo umano e le sue sconvolgenti emozioni, al lettore non resta altro da fare che immergersi nella bellezza di un racconto che è un pianto sommesso, un inno alla fragilità, uno splendido intreccio di vite di rara intensità. Perché "L'autunno nel cuore", edito da Triskell Edizioni, non è soltanto un romanzo d'evasione, è anche un libro sulla forza prodigiosa dell'amore, sul potente significato della vita, sulla capacità dell'uomo di far seguire a una fine dolorosa e tragica un inizio che diventa una promessa di felicità. 
Alex Kidwell, infatti, con una prosa trascinante e viva, toccante e spietata, feroce e poetica, racconta la storia di Quinn O’Malley, che ama Aaron Paterson di un amore intenso e disperato. Ma Aaron non c’è più, è morto da quasi due anni a causa di un male terribile, mettendo la parola fine a una felice relazione decennale. Quinn, così, si trascina tra apatia e disperazione, tra dolore e spaesamento, non riconosce più la vita così com'era stata fino a un momento prima e vive tutto ciò che gli è sconosciuto ed estraneo come lo spettro di una minaccia. 

La sua migliore amica Tracy, assieme alla bellissima moglie Annabeth, gli organizza un appuntamento al buio, perché è arrivato il momento per Quinn di ritornare alla vita, di risvegliarsi dal suo lungo torpore e di trovare la strada verso la guarigione; ed è in un piccolo bar, seduto a un piccolo tavolo, lontano da sguardi indiscreti e al calore di una luce soffusa, che Quinn conosce Brady. 
Brady è un party planner. È alto e biondo, bello e affascinante, solare e positivo, gentile e attento, tenero e paziente. A dispetto del suo innegabile carisma, però, l'incontro tra i due sembra non promettere nulla di buono: Quinn sa di dover ricominciare, ma Brady è diverso da ciò che si aspettava, è diverso da lui e, soprattutto, è diverso da Aaron, perché Brady non è Aaron. 

Inizia così, quasi in sordina e con la descrizione di un appuntamento all'apparenza disastroso, quella che si rivela essere, alla fine, una lettura travolgente e disorientante: attraverso un meccanismo narrativo pressoché perfetto, di scene fluide e sfumate — in un alternarsi di coincidenze esaltanti, di appuntamenti romantici, di sguardi complici, di attimi d'incertezza, di fughe dolorose e di spiazzanti ritorni —, viviamo sulla nostra pelle tutto lo sconforto di Quinn, che si dibatte, affannosamente, fra la spinta ad amare di nuovo, fra il desiderio di trovare calore denso intorno a sé e il senso di colpa nei confronti di chi non c'è più. Perché nel momento in cui Quinn si lascia andare, i ricordi del suo tempo con Aaron lo assalgono e il mondo si colora nuovamente d'insensato: la memoria non è fatta di cenere, ha un peso e fa male e riporta all'incredulità di ciò che è avvenuto, ripresentandogli un quotidiano che per lui sa d'irrazionale, di crudele e di assurdo. 
Ma Brady è paziente, tenace e perseverante e risponde alla perdita dell'amore di Quinn offrendogli altro amore, non lasciandosi sopraffare dalla rabbia, dai rifiuti e dalle resistenze dell'altro, ma facendo breccia lentamente nel suo cuore: con tocchi gentili e carezze suadenti, con parole evocative e gesti di tenera sollecitudine, Brady supera i muri apparentemente invalicabili di chi non ha più nulla da perdere. 

“L'autunno nel cuore” è un libro scritto e tradotto bene: nella sua apparente semplicità è un racconto magnifico e coraggioso, commovente ed esaltante, vivo e straziante, potente ed euforico e venato di una sottile ironia; è un racconto che lascia spazio al dolore ma anche al sollievo, alla gioia, allo stupore, alla meravigliosa scoperta di essere ancora capaci di amare e di contenere l'incontenibile. 
Quinn ce lo dimostra nei gesti e nelle parole, in ciò che è stato con Aaron e in ciò che sarà con Brady. Le sue descrizioni, il suo punto di vista attento e partecipato, ci restituiscono il suo desiderio di vivere e di creare, il suo tempo del dolore prima e della rinascita poi, accompagnato da personaggi secondari che credono, sperano e amano anche quando la fiducia sembra venire meno.
Alex Kidwell ha scritto uno dei romanzi più emozionanti che io abbia mai letto, chiedendo a ogni lettore di non reprimere le emozioni né di farsi schiacciare dal dolore, ma di viverlo per non dimenticare, perché la vita ha un'energia indomabile che non muore mai, che si rigenera, si rinnova e reintegra ciò che è spezzato, mettendo in moto se stessa e ogni cosa. 
Al di là di ogni amore perduto. 
Al di là di ogni amore ritrovato. 

Citazione preferita: 
"Brady mi fece scorrere le dita lungo la guancia in un gesto che mi strappò un sospiro tremante e mi spinse a chiudere brevemente gli occhi. Quanto tempo era trascorso? Non solo da quello ‒ non solo dalla morbida carezza della pelle sulla pelle, dal respiro caldo di qualcuno sul viso ‒ ma dalla vicinanza che non aveva nulla a che vedere con la prossimità fisica. Brady si stava insinuando dentro quella bolla silenziosa che costituiva il mio mondo, oltre le mura che ognuno di noi costruisce intorno a sé. Mi guardava e mi vedeva per com’ero realmente e, per qualche secondo, il pensiero di quanto tempo fosse trascorso dall’ultima volta che era successo mi tolse il respiro."

Commenti

  1. Non conosco il libro ma la recensione mi ha incuriosita; tra l'altro è scritta molto bene, con una prosa elegante e scorrevole, e soprattutto invoglia alla lettura dell'opera!

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    1. Grazie mille, mi fai davvero felice: amo condividere ciò che provo quando leggo e mi fa piacere sapere che ogni tanto riesco nell'intento. <3 Spero che il libro possa coinvolgere anche te. Grazie ancora di cuore! <3

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