Recensione in anteprima "Una passione proibita" (Serie Gay Amish #1) di Keira Andrews

Titolo: Una passione proibita 
Titolo originale: A forbidden Rumspringa
Serie: Gay Amish #1
Autrice: Keira Andrews
Traduttrice: Chiara Fazzi
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Pagg.: 253 
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2017 
Link per l'acquisto: Triskell - Amazon

Sinossi: 
Quando due giovani uomini Amish scoprono l’amore, rischieranno di perdere tutto? 

In un mondo in cui ogni dettaglio – persino l’ampiezza della tesa del cappello – è dettato da Dio e dalle onnipotenti regole della comunità, due uomini osano immaginare una vita diversa. All'età di diciotto anni, Isaac Byler conosce poco il mondo al di fuori del rigido insediamento Amish di Zebulon, Minnesota, dove non esiste alcun rumspringa che gli permetta di varcare i limiti di quella ristretta realtà. Isaac sa che presto dovrà ufficialmente unirsi alla chiesa e trovare una moglie, ma desidera ardentemente qualcos'altro… un qualcosa che non può nominare. 
Lasciato da solo a mantenere sua madre e le sue sorelle dopo un’oscura tragedia, il carpentiere David Lantz non può più rimandare la sua aggregazione alla chiesa. Ma quando prende Isaac come apprendista, la loro attrazione cresce tra il sudore e la segatura. David condivide i suoi segreti peccaminosi, e lui e Isaac faticano a riconciliare i loro scioccanti desideri col loro impegno verso la fede, la famiglia e la comunità. 

Adesso che si sono incontrati, sono disposti a perdere tutto quanto? 


Recensione 

Il tempo è immobile a Zebulon.
In casa Byler, nella semioscurità della sera, Madre è intenta a cucire, mentre Padre richiude la Bibbia e guarda intensamente il figlio Isaac, che a loro insaputa ha, inspiegabilmente, il cuore in tumulto, lo stomaco sottosopra e la gola secca: lunedì inizierà un periodo di apprendistato presso la falegnameria del “terrificante” David Lantz. Così vogliono Padre e Madre, così è stabilito. E a nulla valgono le sue pallide proteste, perché Isaac, quasi come una resa alla consapevolezza del limite, obbedisce: “Onora il padre e la madre; tale è il primo comandamento”. Con delicatezza, con cura minuziosa e potente nella descrizione di personaggi, di luoghi, di ambienti, di oggetti e d'immagini, Keira Andrews costruisce una storia perfetta con cui stupisce e cattura il lettore: “Una passione proibita” è una storia d'amore travolgente, è un racconto sul bisogno innato di legami familiari, spirituali e di attaccamento, e sull'urgenza, altrettanto innata, di esplorare e di conoscere se stessi, l'altro e il mondo attraverso di sé con l'altro. Isaac Byler ha 18 anni, con solerzia e disciplina lavora nella piccola fattoria di famiglia, ed è sveglio, paziente e volenteroso, dolce e remissivo: ogni suo gesto, ogni sua scelta, ogni sua profonda motivazione esiste soltanto all'interno di relazioni umane in cui è sottomesso, umile e asservito, perché Isaac è terra e pensiero altrui.
David Lantz ha 22 anni, è il falegname della comunità Amish di Zebulon ed è schivo e introverso, solitario e taciturno. A differenza di molti suoi coetanei, che hanno già ricevuto il battesimo e che hanno preso moglie secondo le severe regole dell'Ordnung, David non si è ancora unito alla Chiesa e non nutre interesse per nessuna ragazza. Isaac e David vivono in un lembo di terra sommerso dalla neve, dai confini incerti e sfumati che invitano alla vicinanza e alla comunione, in una paura costante dei pericoli provenienti dalla natura. È in questi luoghi forzatamente poveri, in cui tutti i fenomeni hanno una ragione sacrale, in cui l'esperienza religiosa del Vescovo Yoder e del Diacono Jacob Stoltzfus offre una soluzione a tutti i problemi della collettività attraverso riti e pratiche sociali ben definite, è in questa cornice immutabile e in questo luogo senza tempo che prende corpo e significato l'amore intenso, assoluto e struggente di due giovani uomini che scoprono la loro identità e imparano a definirsi autonomamente. Al ritmo coinvolgente di un rapporto che nasce da un'affinità per certi particolari del corpo prima, per il viso, gli occhi, lo sguardo, le mani e per un'attrazione totale poi, Isaac e David ci conducono nel loro “rumspringa” personale: si avvicinano, si conoscono, entrano in contatto e, pur consapevoli di correre il rischio di farsi del male, non riescono a frenare i loro sentimenti in una esplosione incessante di emozioni prepotenti, impetuose, inarrestabili. La verità si palesa attraverso scene d'amore totalizzanti e tumultuose, dove la passione è pressante, incalzante, inevitabile. Baci, carezze, corpi intrecciati che dilatano il tempo e liberano un amore che non può essere costretto, oppresso, limitato. E se da una parte assorbiamo l'esultanza, la sensualità, lo stupore tipico di un innamoramento che diventa amore, dall'altro assistiamo al conflitto interiore dei due protagonisti: Isaac e David minano l'uno l'equilibrio dell'altro e per questo motivo ingaggiano una lotta intima tra il desiderio di fuggire da una vita collettiva rigidamente strutturata e il senso di appartenenza a un mondo che ha dato loro non soltanto la vita, ma anche abitudini e consuetudini che li definiscono e li rassicurano. E, così, al bisogno corrisponde l'avversione, all'ardore l'obbligo di essere coscienziosi e al piacere gli stati d'animo della vergogna e della colpa. Ma anche se i genitori premono verso un cammino prestabilito e impostato, i figli hanno una loro specificità con cui devono confrontarsi per trovare insieme alla possibilità di respiro, anche il senso di una vita che fino ad un momento prima appariva stretta, ridotta, asfissiante.


Lo stile di Keira Andrews è denso e concentrato, crudo e realistico, incisivo e tagliente per un libro che parla d'amore, di amicizia, di fiducia, di condivisione, di una comunità che si stringe attorno al dolore di chi soffre, di uomini e di donne che amano i propri figli, ma che non sono capaci di dargli ciò che loro stessi non hanno mai ricevuto. Questo è un libro che racconta molte storie ed è popolato da personaggi incredibilmente vivi, ricchi e convincenti, che restano nella memoria anche quando tratteggiati con poche e aguzze parole. Ed è un romanzo che non lancia accuse, che non chiede di puntare il dito contro l'incomprensibile e che pone numerosi interrogativi, perché il presente non può mai rinunciare al suo passato senza amputare una parte di sé.

Ho amato Isaac, ho amato David, ho amato Zebulon e la sua comunità Amish, che si alimenta in una memoria emotiva e di valori costruita di generazione in generazione. Ho amato “Una passione proibita” per i suoi personaggi, per il mondo che descrive, per le vicende che narra e per le parole usate per narrarle, srotolate con indubbio talento per dare forma alle cose. Ho pianto quando ho letto la parola fine - eh sì, ho il cuore tenero - e ho cullato dentro di me il pensiero di un amore che con forza e con furore prende coscienza di una realtà che gli appartiene. E ora attendo Isaac e David, le meraviglie del loro legame e il secondo volume della serie, nella piacevole e, al contempo, dolente nostalgia del bel falegname dagli occhi azzurri come l'oceano e del suo piccolo impenitente Eechel.


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