Recensione "Ethan che amava Carter" di Ryan Loveless

Titolo: Ethan che amava Carter
Titolo originale: Ethan, who loved Carter
Autrice: Ryan Loveless
Traduttrice: Claudia Milani
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Genere: contemporaneo
Pagg.: 223
Link per l'acquisto: Dreamspinner Press - Amazon

Sinossi 
Da ventiquattro anni Carter Stevenson convive con i tic e la balbuzie che lo hanno portato a sviluppare una timidezza cronica. Nonostante gli amici lo accusino di lasciare che la Sindrome di Tourette, dalla quale è affetto, governi la sua vita, Carter decide di lasciare la caotica Los Angeles per trasferirsi in una tranquilla cittadina californiana. Il suo proposito di passare inosservato e nascondersi, però, si scontra con l’esuberanza del nuovo vicino di casa, che irrompe nella sua vita solitaria e lo costringe a uscire e vivere. 
Ethan mette in chiaro sin dall’inizio quello che prova per Carter, ma teme che il giovane non riesca a vedere oltre la sua lesione cerebrale, anche se è proprio questa a renderlo molto più in sintonia con le sue emozioni di quanto lo sia la maggior parte della gente. Per Carter invece il problema è un altro: troppe volte ormai è rimasto scottato da quelle che credeva anime gemelle, e non ha intenzione di mettere di nuovo a rischio il proprio cuore. In un modo o nell’altro, Ethan è comunque deciso a dimostrargli che sono fatti per stare insieme. Fino a quando una cosa spaventosa non gli sconvolge la vita, costringendolo a cercare in Carter forza e sostegno. Riuscirà Carter a superare le proprie paure e ad aiutarlo quando più avrà bisogno di lui? 

Recensione 
Ci sono molte storie che intrattengono il lettore: storie di formazione, di evasione e di avventura, storie di crudeltà e di sconfitte, storie d'amore e di nuovi inizi, di fatica e di speranza, storie di vita e di coraggio che meritano di essere lette e raccontate. E poi... poi c'è “Ethan che amava Carter".
Facciamo la conoscenza di Carter, un ventiquattrenne traspositore di musiche per opere teatrali, nel momento in cui lascia Los Angeles per trasferirsi a Santa Josephina, una piccola cittadina sicura e appartata, in cui si rintana in cerca di quiete e tranquillità. Carter, in realtà, sta fuggendo: fugge dalla frenesia della grande città, dai rumori, dalla confusione, da esistenze che sfrecciano ad alta velocità, dalle persone che non lo capiscono e non lo accettano, e fugge anche da se stesso e da quel fascinoso vocabolo straniero che lo accompagna da quando è nato, la Sindrome di Tourette. Ma i tic, i movimenti incontrollati, sonori e motori, sono sempre stati con lui, sono una parte di lui, sono dentro di lui, sono lui. E siccome la vita, a volte, è come un insieme di scatole cinesi, che si compenetrano in maniera imperscrutabile e incomprensibile, destino vuole che il suo nuovo vicino di casa sia Ethan Hart, gay e alto, imponente e forte, acceso e luminoso come i capelli rosso-arancio che gli incorniciano il bellissimo viso.
La vita a volte, però, comporta anche dolore, ed Ethan, come Carter, non ne è immune: una grave lesione cerebrale causata da un brutto incidente avvenuto 10 anni prima, quando ne aveva 17, ha ribaltato completamente la sua realtà e le sue certezze, sottraendogli, almeno inizialmente, la capacità di modellare il mondo circostante per conformarlo ai suoi desideri, di procurarsi non solo cibo e acqua in autonomia ma anche pulizia e cure, protezione e calore. Ethan, d'altra parte, ha una formidabile personalità e con il passare del tempo ritorna alla vita, a una normalità fatta di un lavoro in una caffetteria, di un amore familiare unico e assoluto, di amicizie sincere e protettive. Ed è proprio in quella caffetteria che Carter si presenta a Ethan, forse nel peggiore dei modi ma concedendosi la possibilità di ritornare sui propri passi con sincero rammarico e dando inizio a una conoscenza dapprima superficiale e, via via, sempre più intima, fino a trasformare il loro rapporto in un legame potente e reale.
Descrivere ciò che ho provato leggendo “Ethan che amava Carter” è compito non facile: quando una storia si dipana in modo semplice e lineare, ma al ritmo e al suono di una poesia ferocemente bella e a tratti crudele, non si può fare altro che sorridere tra le lacrime.

Ryan Loveless è stata abilissima nel dipingere un quadro realistico incorniciato da legami familiari, di amicizia e di amore, che si alimentano in attrazioni immediate, in passioni comuni, in fatiche inevitabili, in ricordi seppelliti e poi riemersi, in verità mai pronunciate, in fughe e in ritorni, in abbracci e in baci impetuosi.
Carter è un ragazzo tremendamente timido, che ha sempre vissuto all'ombra di se stesso, perché oggetto di continue prese in giro e di atti di bullismo da parte di chi è incapace di andare oltre le apparenze della ST. Conduce un'esistenza poco appagante e infelice, fa un lavoro che gli consente di rimanere chiuso in casa, evitando, così, ogni contatto sociale, e ha collezionato una serie di relazioni sentimentali insoddisfacenti e fallimentari, che lo hanno reso sempre più chiuso e diffidente. L'unica sua relazione con il mondo esterno è rappresentata da Alice, la sua datrice di lavoro nonché amica del cuore. Carter, perciò, nonostante sia un bravo musicista, ha bisogno di sentire la musica intorno a sé, di percepirla nelle pieghe della vita e nello spettacolo della natura che lo circonda ma che avverte distante e lontano dalle sue imperfezioni; ha bisogno di sostegno e di conforto nella sua vulnerabilità di persona, costantemente, ferita dal giudizio sprezzante e denigratorio della gente.
Ethan, all'opposto, è un ragazzo travolgente, dinamico, socievole, irruente e pieno di vita, che a causa della sua lesione cerebrale non è più in grado di riconoscere la mutevolezza e la complessità del mondo, le sfumature che collegano il bianco al nero, rimanendo intrappolato in sottigliezze e ambiguità che sfuggono alla sua comprensione e assumendo un comportamento sociale non sempre conveniente o appropriato. Ma Ethan, al contrario di Carter, sente la musica, ovunque: nel suo cervello, nell'erba, fra le nuvole e le stelle, nel vento e negli spazi vuoti fra le cose che osserva e, soprattutto, in Carter:“La mia musica non la vede nessuno. È nel mio cervello e qualche volta nelle nuvole. Ma tu ce l'hai in tutto il corpo.” Lasciò cadere le braccia lungo i fianchi. “Mi piace guardarti.”
Carter, così, impara a guardarsi attraverso gli occhi di Ethan, che riconosce la musicalità dei tic e la fluidità dei movimenti improvvisi, scoprendo non solo una promettente fiducia in se stesso e nel mondo, ma anche la bellezza di essere Carter in un modo del tutto nuovo, più pieno, più onesto e sincero; Carter, dal canto suo, pragmatico e razionale, restituisce a Ethan la fermezza di cui questi ha bisogno, la solidità e il supporto che merita un uomo di 27 anni nel pieno della maturità affettiva ed emotiva.

Ryan Loveless rappresenta, per esperienza personale (le è stata diagnosticata la ST all'età di 12 anni) e per una ricerca approfondita sull'argomento, due personaggi dalle caratteristiche, estremamente, variabili e uniche, irripetibili ed eccezionali nella loro definizione: ne descrive la determinazione nell'affrontare le sfide di tutti i giorni, la capacità di assorbire ciò che li circonda, l'attitudine nell'interpretare situazioni e intuizioni che affiorano in modo incerto ma che vanno, assieme al procedere della storia, sempre più nel profondo.
Ethan e Carter imparano insieme a discriminare il tempo del prima dal tempo del dopo: due tempi, due vite, un nuovo orizzonte, ricco di amore e di meravigliose opportunità.
Straordinariamente tratteggiati sono, anche, i personaggi secondari, soprattutto Elliott, il fratello quindicenne di Ethan, alle prese con un'adolescenza complicata e con un tumulto interiore a cui non riesce a dare un nome, se non alla fine della storia.

Ethan che amava Carter è un libro che consiglio di leggere, perché è come un viaggio in una terra straniera alla scoperta di cose nuove ed inconsuete, tristi e felici, intense e lievi, romantiche e appassionate insieme. La sua bravissima autrice mi ha ricordato che un romanzo è buono, quando lo si può esplorare in profondità, quando ti ricorda che crearsi una vita degna di essere vissuta è un'impresa ardua e che per farlo bisogna prendersi il tempo per rendersene conto, così come hanno fatto due personaggi impareggiabili e che hanno molto da insegnare a tutti noi. Così come ha fatto l'indomabile Ethan che amava il timidissimo Carter.




Biografia
Ryan Loveless è la figlia di un agricoltore. Si è laureata in Inglese presso un’università privata dell’Illinois e ha conseguito una specializzazione in biblioteconomia e informatica con un diploma in archivistica presso un’università newyorkese. Cresciuta in una famiglia di stampo conservatore, è rimasta al tempo stesso scioccata e sollevata quando l’annuncio della sua omosessualità è stato accolto con relativa tranquillità. Scrive da quando ha imparato a leggere ed è sempre stata orientata verso le storie M/M perché le interessano le dinamiche relazionali. È possibile che il suo primo racconto avesse come protagonista GI Joe e le piacerebbe avercela ancora, quella storia.

Commenti