Il fantasy secondo Aurora R. Corsini - Recensione "Pardus" (Serie Le luci dell' Eos #1)


Noi di RRB siamo liete di ospitare oggi sul nostro blog Aurora R. Corsini, autrice di Pardus (Serie Le luci dell'Eos #1), edito da Triskell Edizioni.

Aurora ha gentilmente accettato il nostro invito e ha risposto alle nostre domande!


Tre aggettivi che descrivono Aurora R. Corsini come donna...
Sognatrice, romantica, testarda.

Quando hai iniziato a scrivere e quando alla passione per la scrittura si è unito, anche, il desiderio di creare nuove storie e di esplorare mondi diversi?
Sin dall'infanzia ho immaginato le storie più disparate, sicuramente influenzata dalle letture che mi hanno accompagnata nel tempo, a partire da Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien che grazie ai miei genitori sono stati i miei racconti della buonanotte fin dall'asilo. Con il passare del tempo ho provato a scrivere qualcuna di queste avventure, alle superiori ho persino terminato un racconto fantascientifico del quale credo qualche vecchio amico abbia ancora una copia, ma è stato solamente qualche anno dopo che, complici le lunghe notti insonni trascorse insieme alla mia bimba, tutti quei “qualcosa” che erano sempre rimasti informi e incompiuti si sono concretizzati in una storia con un inizio e una fine, degna di essere messa su carta. È così che nel 2009 è nato il mio primo romanzo, un romance urban fantasy, che due anni dopo ha trovato la forma definitiva e un editore disposto a pubblicarlo, trasformandosi addirittura nel primo volume di una trilogia.
A parte una piccola parentesi, durante la quale ho scritto qualche fan fiction ambientata nel mondo di Anita Blake, la negromante cacciatrice di vampiri creata da Laurell K. Hamilton, in realtà la mia immaginazione si è sempre orientata verso storie originali, forse perché il desiderio di esplorare nuovi mondi mi ha sempre accompagnato, contribuendo ad alimentare i racconti che non cessano mai di frullarmi per la testa.

Quale autrice (e/od autore) ti ha influenzato di più?
Oltre ad amare Tolkien, le cui opere mi hanno indirizzata da subito verso tutto ciò che è fantasy, sono sempre stata una lettrice onnivora e sono passata da fasi durante le quali leggevo quasi solamente gialli (a 11 anni ho vissuto un’intensa passione per Agatha Christie, poi crescendo sono passata a Patricia Cornwell, Ian Rankin, Asa Larsson, Joe R. Lansdale e Fred Vargas) ad altre puramente fantasy (tra gli altri Terry Brooks, Ursula Le Guin e George R.R. Martin) e fantascientifiche (soprattutto Frank Herbert, Poul Anderson e Philip K. Dick), passando per romanzi storici, classici del romanticismo francese e opere dell’antichità greca e latina. In realtà l’unico genere letterario che non mi ha mai attratto fino in fondo era il romance, perché mi trovavo sempre in difficoltà con le protagoniste femminili, con le quali vivevo rapporti difficili; solamente negli ultimi anni, da quando ho scoperto il romance mm, ho iniziato ad apprezzare il genere e l’ho incluso nelle mie letture abituali. 
Se dovessi provare a fare un breve elenco degli autori che credo mi abbiano maggiormente influenzato, penso che racchiuderebbe, oltre ad alcuni degli autori già citati, Mary Renault, Marion Zimmer Bradley, Laurell K. Hamilton e Daniel Pennac. 

Qual è secondo te il colore che definisce i tuoi romanzi...
Penso che potrebbe essere il rosso, visto che una delle definizioni che più spesso viene scherzosamente usata per definirmi è “sadica”, per il grado di sofferenza che tendo a infliggere ai miei protagonisti prima di lasciar loro conquistare un più che meritato lieto fine. So per certo che un folto gruppo di lettori ancora non mi ha perdonato per un paio di morti avvenute “letterariamente” ormai da qualche anno, tutt'ora non posso nominare quei personaggi senza rischiare di veder comparire alla porta una metaforica folla armata di torce e forconi decisa a chiedere un diverso finale per loro. Se solo sapessero cosa ho in serbo per il futuro… 

Qual è l'aspetto che ti diverte maggiormente, quando scrivi e crei una storia?
Vivere insieme ai miei personaggi. Io mi ritrovo letteralmente a vivere le loro vite, mi sforzo di pensare con la testa di ognuno di loro e cerco di trasformarmi, adattandomi ai diversi caratteri per renderli credibili e vivi sulla carta tanto quanto lo sono nella mia testa. Mi è capitato di fare settimane di ricerche per definire il passato di un personaggio vissuto agli inizi del 1500, leggendo pagine e pagine riguardanti la conquista dell’impero azteco da parte della spedizione di Hernan Cortés, ho preso tantissimi appunti e nel romanzo forse ne è finita la decima parte, forse anche meno, ma non è stata per niente una perdita di tempo, perché mentre leggevo dentro di me si è formato quel personaggio, fino alla più piccola sfumatura del suo animo. 

Affinché un romanzo possa dirsi riuscito, è fondamentale una buona caratterizzazione psicologica dei personaggi. Come hai coniugato il fantasy, sia nelle tue storie m/f sia in quelle m/m, con l'umanità che ci contraddistingue, rappresentando un universo, che di fatto è irreale, in modo credibile e vicino al nostro sentire? O meglio, quali sono gli ingredienti giusti per creare un mondo fantastico che sia, anche, realistico e convincente?
Sono convinta che l’unico modo per creare un mondo fantastico che risulti realistico e convincente sia, almeno per me, trattarlo come se fosse reale, costruendolo partendo da ricerche accurate e non dall'idea “tanto non è vero”. Di qualsiasi dettaglio si stia scrivendo, non importa se è l’abito di un vampiro vecchio di millenni, il colore degli occhi di una divinità greca alta due metri e mezzo o il modo in cui lotta un lupo mannaro, è essenziale trattarlo con precisione. Questo non significa mettere un freno all'immaginazione, bensì usarla per sfumare colori già esistenti. Per esempio, quando in passato ho creato il “mio” Ermes prima di tutto ho stilato una lista delle sue caratteristiche nel mito greco, poi ho selezionato quelle che si adattavano al ruolo che lui doveva avere nella mia storia, quindi in base a quello tra le altre cose ho deciso che, essendo lui per tradizione l’incarnazione del passaggio e della transizione, sarebbe stato l’unico tra le mie divinità a possedere occhi dal colore mutevole, che cambiava a seconda del suo stato d’animo. Ecco come quella che nella mia trilogia può sembrare una semplice caratteristica estetica che manifesta il suo essere una creatura fantastica, in realtà per me rappresenta una delle qualità fondamentali di Ermes sin dalla sua comparsa nei miti antichi. 

Qual è la genesi di “Pardus”?
Pardus è nato assolutamente per caso: stavo lavorando senza successo a un’altra idea, un  romanzo mm del tutto diverso e nemmeno fantasy in realtà, quando mi è balenata in testa l’immagine di un grosso felino che osservava un banchetto macabro dall’alto di una pedana. Parola dopo parola, i pensieri di questo felino sono diventati più chiari, ho capito che era legato a un guinzaglio contro la sua volontà, ho sentito la sua rassegnazione a un destino terribile dal quale era convinto di non avere scampo. Così ho pensato all’Eos, a questo gruppo di guerrieri arrivati per liberarlo, e a Mathias, che non è il classico vampiro bellissimo e inavvicinabile nella sua perfezione, ma un semplice schiavo romano segnato da molte battaglie, con le mani ricoperte di cicatrici e il naso rotto. Scrivere è diventato più facile una pagina dopo l’altra e in meno di due mesi il libro era finito, avevo un mondo completamente nuovo in testa e personaggi appena nati da far vivere. 

Kane e Mathias, la loro storia d'amore, ma anche il valore e l'importanza della fiducia e del coraggio, elementi importanti in “Pardus”, potrebbero piacere a quei lettori che...
Potrebbero piacere a quei lettori che non si accontentano di un innamoramento istantaneo e quasi magico, ma cercano anche in un romanzo fantasy quegli elementi che caratterizzano una reale storia d’amore, come il graduale conoscersi a vicenda, l’arrivare a fidarsi dell’altro al punto da confessargli i propri segreti, il progressivo intensificarsi dell’intimità che parte da un semplice bacio e impiega settimane se non mesi per arrivare alla fisicità completa. 

Un libro del 2016 che porti con te e che anche noi dovremmo assolutamente leggere...
Nascosti dal mondo di J.W. Kilhey, pubblicato dalla Triskell: è un libro che ho acquistato appena è stato disponibile ma che ho aspettato a leggere finché non mi sono sentita pronta, perché sapevo che avrebbe lasciato un segno. Penso che l’autrice abbia avuto un’abilità e una sensibilità uniche nel parlare di argomenti pesanti come l’internamento nei campi di concentramento nazisti e la sindrome da stress post traumatico dovuta alla guerra; la sua scrittura si mantiene sempre lucida e lineare, accompagnando il lettore con la giusta dose di serietà e a tratti quasi poesia lungo una vicenda drammatica ma non priva di speranza. 

Cosa c'è nel tuo futuro di autrice? Puoi darci qualche anticipazione? Magari su “Le luci dell'Eos”?
Al momento sono completamente immersa nel mondo dell’Eos: nonostante Pardus sia nato per caso, i suoi personaggi mi hanno conquistato e hanno iniziato a parlarmi in modo molto animato, ve l’assicuro. Il mio progetto, se l’ispirazione mi assiste, è di scrivere quattro libri con una vicenda generale che prosegue dall’uno all’altro e ogni volta una nuova coppia di protagonisti. Ho già deciso quali saranno quelli di ognuno e posso anticiparvi che il prossimo sarà Javier, il vampiro di origine spagnola progenie di Mathias, anche se ovviamente non mi dimenticherò dei vecchi personaggi che continueranno a partecipare attivamente alla storia.

Grazie alla generosità di Aurora R. Corsini, è possibile partecipare al Giveaway di RRB per vincere una copia cartacea, con dedica personalizzata, di "Pardus", seguendoci su Evento Giveaway


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Titolo: Pardus (Le luci dell'Eos)
Autrice: Aurora R. Corsini
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Fantasy
Pagg.: 169

Sinossi:
Rapito e trasformato in un leopardo mannaro contro la sua volontà, Kane è vittima da moltissimi anni delle sevizie di una vampira folle e sadica, finché un gruppo di creature sovrannaturali che dispensano la giustizia dei non-morti, l’Eos, non arriva in città e la uccide. La libertà, però, non cancella i traumi subiti e Kane è spaventato persino dall’attrazione per Mathias, guerriero vampiro dal cuore gentile.
Quando anche una tremenda colpa sorgerà dal passato per dividerli, Kane dovrà lottare contro le proprie paure e contrastare i lupi mannari che vogliono ribellarsi alle leggi dell’Eos per salvare se stesso e il vampiro che ama. 

Recensione
Pardus è un romanzo che sa come sedurre il lettore, è il fantasy che incanta per la sua misteriosa bellezza e per le sue pagine intrise di atmosfere oscure e suggestive. Io  l'ho adorato. Mi sono innamorata del mondo creato da Aurora R. Corsini, dei personaggi meravigliosi che ne fanno parte e dei dialoghi densi di pathos. Credo di essermi innamorata, persino, della punteggiaturaAurora, infatti, è riuscita a stregarmi con la storia di Kane e di Mathias e di tutti i guerrieri dell'Eos. 

Kane, trasformato contro la sua volontà in una pantera mannara e tenuto in schiavitù per tanti anni, conquista con la sua commovente vulnerabilità; Mathias, antico vampiro che vuole salvare a tutti i costi il giovane, ammalia con la sua dolcezza e con la sua pazienza.
E' proprio Mathias a scalfire la corazza con cui Kane si protegge per sopravvivere alla crudeltà degli abusi subiti, durante gli anni della prigionia, da una Padrona feroce e spietata. Per difendersi dagli altri, infatti, Kane ricorre, spesso, al sostegno e all'aiuto della fiera che dimora in lui, non esitando a fare lo stesso con Mathias, che ben presto, però, si rivela essere il suo salvatore, nonché l'unica creatura sovrannaturale di cui avere fiducia. 
Ho adorato il modo in cui l'autrice descrive l'avvicinarsi dei due protagonisti, riuscendo a farci cogliere e vivere appieno le loro emozioni: la fragilità di Kane e la sua paura, ma anche il desiderio di potersi fidare di nuovo di un'altra persona, e la forza di volontà di Mathias, unita al dolore a alla rabbia, che si scatena, soprattutto, quando si rende conto della brutalità che il suo amato è costretto a sopportare. 
Lungo l'arco narrativo, poi, assistiamo all'evoluzione psicologica del mutaforma: inizialmente legato, sottomesso, umiliato e tenuto al guinzaglio, fino alla sua rinascita grazie all'amore e alla devozione del vampiro.

I primi contatti tra i due sono esitanti, ma dolcissimi: è palpabile il desiderio, quasi la necessità, di Kane di toccare e di farsi toccare da Mathias; belle ed intense le scene d'amore, scritte in  modo tenero e appassionato. 

Se da una parte il libro ci racconta una dolce storia d'amore, dall'altra raffigura un mondo composto da esseri sovrannaturali: non solo vampiri e pantere mutaforma, ma anche licantropi che hanno un ruolo essenziale nello snodarsi delle vicende narrate. Insieme ai due protagonisti, quindi, troviamo i Guerrieri della Luce o i Portatori di Luce, l'arma definitiva dei vampiri, interpellati soltanto quando gli esseri soprannaturali stanno per essere scoperti dagli umani. Tra questi spiccano le figure dell'irriverente dongiovanni Javier, "figlio" di Mathias, e della potente vampira Nael; personaggi che mi hanno incuriosita e di cui non vedo l'ora di sapere di più!

Pardus
è un libro che consiglio, assolutamente, di leggere, non solo per la trama avvincente, ma anche per lo stile di scrittura di Aurora, molto elegante ed evocativo, che riesce a far vivere i suoi personaggi come in un film: ai nostri occhi sono creature palpitanti, tangibili, nitide, che soffrono, lottano e, infine, amano. 



La gentilissima Aurora, poi, durante il periodo natalizio, ha fatto un meraviglioso regalo a noi appassionati di Kane e di Mathias: la dolcissima novella Tres (Le Luci dell'Eos 1.5).



Titolo: Tres 
Serie: Le luci dell'Eos 1.5
Autrice: Aurora R. Corsini
Casa Editrice: Triskell Edizioni

Sinossi

Pochi giorni dopo lo scontro con i lupi ribelli, Mathias aiuta Kane a superare un difficile ostacolo: uscire dalla villa e avventurarsi nel mondo esterno. Per il suo compagno qualsiasi contatto con degli estranei è fonte d’angoscia, ma il vampiro non immagina nemmeno quale pericolo si nasconda nell’animo di Kane. Non sono soli, dopotutto…


Con questa novella Aurora ci riporta nel magico mondo dei guerrieri dell'Eos, ci dona uno spaccato di vita di Kane e di Mathias, ci racconta dell'evoluzione del loro rapporto e dei problemi vissuti da Kane nel tornare a vivere normalmente, dopo gli anni di schiavitù sotto il potere di Leda. 
Come sempre, l'autrice esprime con delicatezza i sentimenti e le emozioni dei due protagonisti: l'amore che li lega si fa sempre più profondo, intrecciando sia la loro parte umana sia quella sovrannaturale, e la scena in cui Mathias cerca di placare e di addolcire la parte animale di Kane è di una toccante intensità, assolutamente perfetta.
Ritroviamo, anche se per poche battute, la glaciale Nael e l'amico di Kane, Joshua.

Se non l'avete ancora letto, vi consiglio di non perdere questo piccolo gioiello, regalatoci da Aurora e dalla Casa Editrice Triskell, perché sognare aiuta a vivere e fa anche bene al cuore! 😉




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