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lunedì 19 dicembre 2016

Recensione "Un fiume in piena" di Leta Blake

Titolo: Un fiume in piena
Titolo originale: The river leith
Autrice: Leta Blake
Traduttrice: Stefania Trivelloni
Editore: Triskell
Genere: Contemporary
Pagg. 204
Data di pubblicazione: 9 dicembre 2016

Sinossi
Dopo un incidente sul ring, il pugile dilettante Leith Wenz si risveglia e scopre che i suoi ricordi risalgono a tre anni prima. Senza appigli e combattendo per affrontare la sua nuova condizione, Leith deve fare nuovamente i conti con dolorose rivelazioni riguardanti la sua famiglia. Il fratello è al suo fianco per sostenerlo, ma è il viso poco familiare di Zach, che gli è stato presentato come il suo migliore amico, a donargli la tranquillità che desidera ardentemente. Fino a quando la presenza di Zack comincia a suscitare in lui sentimenti che non riesce a spiegarsi. Per Zach, essere dimenticato dal suo partner è straziante, ma sta attento a non rivelare la verità a Leith per proteggere entrambi da ulteriori sofferenze. Riesce a dare sollievo e voce alle sue turbe interiori solo confessando paure e dolori all’anonimo Internet. Ma dopo che Leith sembra cominciare ad aprirsi, le scelte di Zach potrebbero ritorcersi contro di lui.

E alla fine Leith dovrà interrogare il suo cuore con domande a cui la sua memoria non riesce più a rispondere.


Recensione

Dopo essere rimasto, gravemente, ferito durante un importante incontro di boxe, il pugile dilettante Leith Wenz si risveglia dal coma, non ricordando nulla degli ultimi 3 anni della sua vita. Non ricorda alcuni fatti essenziali e, soprattutto, non  ricorda di avere un fidanzato, Zachariah Stephens.  

Leta Blake affronta, in "Un fiume in piena", il tema dell'amnesia, senza la pretesa di offrirne un quadro scientifico o tecnico, ma, semplicemente, per raccontare una storia di rinascita e di seconde opportunità.


Gif pugile allenamento


Quello della Blake, infatti, è un romanzo commovente, meravigliosamente malinconico e struggente. E' un romanzo che tocca le corde del cuore e le fa risuonare di paura, di dolore, di stupore e di angoscia, ma anche di speranza, di sollievo, di gioia e di liberazione.  E' però, anche e soprattutto, il romanzo della sospensione. Leith non ricorda più una parte importante della sua vita, ha perso, in maniera permanente, un lato di sé costituito da sentimenti, affetti, idee ed opinioni, ed è in questa dispersione della sua storia, che si percepisce il suo senso di smarrimento e di vuoto. 



Troviamo ad assisterlo, presso il centro di riabilitazione, il Dottor Thakur, psichiatra e uomo, profondamente, saggio e fuori dal comune, che decide, assieme al fratello di Leith, Arthur, e a Zach, di non rivelargli quanto accaduto negli ultimi 3 anni, al fine di non procurargli ulteriore stress, ed è proprio per questo motivo che da fidanzato Zach si trasforma, durante le presentazioni ufficiali, in migliore amico. 

Zach, però, è distrutto, porta con sé un enorme carico di dolore e di amarezza e vive la perdita del suo fidanzato, che non lo riconosce più, sperimentando rabbia e frustrazione e cercando conforto altrove o molto più semplicemente una via di fuga dalla realtà.





Ma l'unica persona tra tutte che riesce a dare serenità e calma interiore a Leith è proprio lui. Leith, infatti, si sente, inspiegabilmente, attratto da Zach, ed è proprio in virtù di questa attrazione che i due cominciano una nuova conoscenza, avvicinandosi sempre di più. Il legame si rafforza, e in pagine dense di poesia, la Blake racconta una storia che svela nuove possibilitàZach si rende conto, lentamente, che Leith non è più la stessa persona, ma che non ha perso fascino, umorismo, fiducia e voglia di vivere e Leith rivisita la realtà, trovando il proprio posto in una terra senza ricordi, in cui nulla può andare perduto, ma in cui tutto può essere ricostruito.

"A volte serviva tutto il coraggio di cui si era capaci per lasciarsi andare e finire nell'oceano dell'ignoto."

I personaggi secondari, il fratello Arthur, le coinquiline-amiche, lo stesso dottor Thakur, svolgono un ruolo fondamentale all'interno della storia: oltre ad essere strumento di appoggio, hanno uno scopo ben preciso e si rivelano preziosi per la trama.

Ho amato ogni aspetto di questo romanzo (personaggi, ambientazione, tempi e modalità di racconto) e ho amato, anche, l'uso di alcune metafore e lo stile adottato dall'autrice, dilatato come il tempo che vive Leith e scandito da un ritmo indolente, sfumato e sinuoso, come il ritorno alla vita di un giovane pugile dilettante, che a volte sa divertire e che a volte sa commuovere.

"Dammi ancora, se esiste, l'acqua del fiume Lete, che intorpidisce il cuore, e non avrò il potere di dimenticarmi di te."



dicembre 19, 2016 / by / 0 Comments

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