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mercoledì 7 dicembre 2016

Prospettiva Self: Un'intervista a Dawn Blackridge - Recensione "Tra le dune"



Per le Sezioni "Reviews" e "Self-Publishing" incontriamo oggi una bravissima autrice italiana, Dawn Blackridge, di cui presentiamo l'ultimo lavoro pubblicato, "Tra le dune".

Grazie, Dawn, per aver accettato d'inaugurare la nostra rubrica sugli autori self! E' un piacere per noi presentarti ai lettori e avere la possibilità di scoprire qualcosa di più su di te.
Grazie a voi, sono onorata che mi abbiate invitato in questo salotto virtuale.

Partiamo dalla più classica delle domande: cosa ti piace, cosa non ti piace e com'è nata la tua passione per la scrittura?

Sono una persona abbastanza introversa e descrivermi non è facile per me. Fin da ragazzina leggere è stata la mia passione principale, un modo per immedesimarmi in altri mondi, altre storie, altre vite e dimenticarmi della mia. Ho sempre pensato di provare a descriverlo quel mondo in cui avrei voluto vivere. Per questo ho iniziato a scrivere, è il mio modo per sentirmi bene, per cercare di comunicare il mio pensiero, per far capire che c’è sempre un modo per superare le difficoltà. Caratterialmente tendo ad allontanare le persone che si arrendono dicendo
tanto è inutile, non cambierà mai nulla. Non voglio assolutamente pensarla così, credo fermamente che si possa sempre fare qualcosa per migliorare. Non sopporto ingiustizie e discriminazioni e neppure le persone che generalizzano, ogni contesto è diverso. Scrivendo cerco di trasmettere tutto questo, per lo meno ci provo.

Come sei approdata al "male-male romance"?

Mi sono avvicinata al M/M romance grazie ad una mia amica più o meno sei anni fa. A suo tempo neanche sapevo esistesse. Lei mi ha dato dei consigli e lì mi si è aperto un mondo. Ho iniziato a scrivere fan fiction relative a un’altra serie tv su un sito on line, all'inizio solo brevi storie , poi, mano a mano che mi sentivo più sicura, mi sono cimentata in storie da più di un capitolo. A quel punto ho deciso di provarci con un racconto originale. C’è voluto un po’ prima di decidermi a inviare il mio primo manoscritto in valutazione a una casa editrice, ero certa che non se ne sarebbe fatto nulla. Invece è andata diversamente. Il self-publishing è stato il passo successivo, un’altra sfida stimolante che ho affrontato e superato.

Entriamo adesso nel vivo dell'intervista: c'è qualcosa che ti ha ispirato la storia di “Tra le dune”?
A dire la verità non potrei indicare un fatto preciso che mi abbia ispirato la storia in sé. Mi è venuta in mente a grandi linee una notte in cui non riuscivo a dormire. Di solito mi succede così, inizio a fantasticare, a pensare a scenari plausibili e dal nulla vien fuori un’idea.

Per il tuo romanzo hai scelto un’ambientazione lontana e selvaggia: vuoi parlarci dei luoghi del romanzo? Ci sono elementi della tua ricerca che hai omesso o che ti sono rimasti dentro e che risuonano ancora in te?
Il libro è ambientato in Nuova Zelanda, un paese che vorrei tanto visitare, invece per ora mi sono limitata a usare Google maps e il suo street view. È una terra che mi affascina da sempre, forse perché è dall'altra parte del mondo. La cittadina di Orepuki dove è ambientato il libro, nell'Isola del Sud, è un luogo abbastanza isolato e nella realtà è una cittadina quasi abbandonata con poco più di un centinaio di abitanti anche se, ultimamente, sembra ci sia un rinnovato interesse per la zona. Ci sono altri luoghi molto belli lì vicino che ho scoperto durante le mie ricerche e che non hanno fatto altro che aumentare il mio desiderio di visitare il paese, tipo Monkey Island, una piccola isola con una mini laguna l'estremità meridionale della spiaggia che i Maori usavano come un belvedere tradizionale per osservare e balene australi. Oppure Gemstone Beach, una spiaggia selvaggia piena di gemme semi-preziose come ad esempio granati e quarzi.

Perché secondo te i lettori dovrebbero avvicinarsi al tuo romanzo “Tra le dune”?
"Tra le dune" non è solo una storia d’amore, sfiora anche altri argomenti come l’AIDS, l’omofobia, la chiusura mentale di certi genitori. Trovo inconcepibile che ci siano persone che pensino che l’omosessualità sia una malattia da curare. Nessuno sceglie di essere omosessuale, si è così e basta, esattamente come uno nasce biondo o bruno, con gli occhi azzurri o marroni. Attualmente viviamo in una società ancora troppo piena di pregiudizi e soprattutto di ignoranza. Credo che quest’ultima sia una delle cose peggiori, le persone spesso non sanno nulla dell’argomento e spessissimo si ha paura di ciò che non si conosce. Forse leggere questo libro potrebbe aiutare ad allargare le proprie vedute.

A quale dei tuoi libri sei maggiormente legata e su cosa stai lavorando attualmente? Puoi darci una piccola anteprima dei tuoi progetti futuri?
È difficile per me sceglierne uno solo, li amo tutti incondizionatamente. Forse potrei sbilanciarmi dicendo che un posticino particolare nel mio cuore l’ha occupato il mio primo self, “L’urlo della folla”. Attualmente sto lavorando ad un’idea che mi è venuta sempre durante una delle mie notti insonni, un progetto che è solo agli inizi, non ancora ben delineato e che intendo sviluppare con calma, dato che non è la solita storia d’amore. Posso solo dire che ci sarà molta angst, che personalmente adoro.   

E' possibile seguire Dawn Blackridge per tenersi sempre aggiornati sui suoi progetti alla pagina Facebook https://www.facebook.com/Dawn-Blackridge-418559018341427/?ref=aymt_homepage_panel


"Tra le dune" 


Sinossi:
Un evento irreparabile spinge il trentaduenne Colin Harris, scrittore, a trasferirsi dall’altra parte del paese, per dare un nuovo inizio alla propria vita. I fantasmi del passato lo inseguono comunque e sembrano non volergli lasciare alcuna possibilità. Nathan, trentaquattrenne fisioterapista nell’ospedale cittadino, vive a Orepuki, Isola del Sud, Nuova Zelanda, con suo figlio Hemi, da qualche anno. Un buco nella recinzione che divide casa sua dalla spiaggia demaniale, gli fa incontrare il suo nuovo vicino, scoprendo così di abitare al fianco del suo autore preferito. I due lentamente inizieranno a conoscersi, fino a instaurare un rapporto che va ben oltre l’amicizia. Colin proverà, riuscendoci, ad aprirsi con Nathan, rivelandogli segreti mai confessati e problemi familiari mai risolti. La vita sembra accanirsi contro Colin e un imprevisto li porterà sull’orlo della separazione. Tutto verrà nuovamente messo in discussione. Riusciranno a superare anche questa prova e a costruire una vita insieme?


     
Recensione
Mi sono avvicinata al romanzo "Tra le dune" con la consapevolezza che non sarebbe stata una lettura facile: leggendo la sinossi, avevo chiara l'idea di tenere tra le mani un libro profondo e complesso e, in effetti, a posteriori posso dire di non essermi sbagliata.
Prima di scrivere le mie impressioni su questo libro davvero molto bello, permettetemi di consigliarvi di fare una veloce ricerca sui luoghi in cui è ambientata la storia, ovvero sulla parte più estrema dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda: l'autrice è riuscita, perfettamente, a coglierne l'anima malinconica e selvaggia, trasmettendola ai suoi personaggi.




Il romanzo ci fa incontrare Colin, un famoso scrittore di polizieschi, che si è trasferito, insieme alla sua dolce cagnetta Ares, in uno sperduto paesino in riva al mare nel tentativo di superare la morte del compagno e di tornare a vivere.
In modo fortuito, Colin incontra il  suo nuovo vicino di casa, papà di un bambino di 5 anni; ben presto tra loro nascerà un rapporto di amicizia sincero, che si trasformerà con il passare del tempo in qualcosa di più profondo.
Intorno a loro gravitano altri personaggi tutti ben delineati: l'agente in veste di "quasi padre" di Colin, i genitori di Nathan e Peter. 

La bellezza di questo libro non risiede soltanto nella sua trama, che trovo pur sempre solida e ben costruita, ma anche nel modo in cui l'autrice descrive i sentimenti dei protagonisti: viviamo anche noi l'estremo dolore che Colin prova per la perdita del suo amore e della sua famiglia e sentiamo sulla nostra pelle e nel nostro cuore la sua lenta e difficile marcia verso la rinascita, per tornare ad essere l'uomo che è sempre stato. 

In questo difficile cammino Colin sarà affiancato dal dolce e paziente Nathan, che lo aspetta, nonostante tutto, che comprende il suo dolore e ne rispetta i tempi. 





Dawn Blackridge ha creato, dunque, una storia intensa, a tratti dolorosa e veramente molto bella, senza mai cadere nella banalità e rifiutandosi di andare alla ricerca della lacrima a tutti i costi (lacrima che comunque arriverà, statene certi!).
Ne consiglio vivamente la lettura, anche solo per non perdersi lo stile di questa autrice che, in molti punti, sembra davvero una dolce poesia.  






dicembre 07, 2016 / by / 0 Comments

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