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lunedì 12 dicembre 2016

Il Dark romance incontra il m/m: intervista a Micol Mian e Sabrina Romiti - Recensione "Opera al Rosso"

Per la sezione “Self-publishing” abbiamo incontrato oggi Micol Mian e Sabrina Romiti, le autrici italiane di “Opera al rosso”.

Benvenute, ragazze e grazie per aver accettato il nostro invito! Una piccola presentazione è d’obbligo: raccontateci un po’ di voi, delle vostre passioni, di quello che vi unisce nella scrittura.
Scriviamo insieme da dieci anni: ci siamo conosciute su quello che ai tempi era un po’ il forum di riferimento per lo slash e lo yaoi, l’ysal, e nel giro di pochi mesi stavamo già lavorando al progetto di una storia a quattro mani che ha più o meno fagocitato la nostra vita e che è ancora in corso. Caratterialmente siamo molto diverse e di solito amiamo cose opposte (probabilmente il fatto che Sabrina sia il classico tipo da cane e Micol viva con circa cinque gatti che girano per casa è indicativo) ma quando scriviamo queste differenze tendono a compensarsi e ci sproniamo a vicenda ad andare oltre le soluzioni più comode.

Com’è nata l’idea di “Opera al rosso”?  
“Opera al Rosso” è nata come fiction online, una costola di “Rosa dei Venti”, la storia a cui lavoriamo insieme da dieci anni. In quel periodo stavamo presentando un personaggio, l’editore di uno dei protagonisti, che per ragioni di trama doveva essere caratterizzato dall’ossessione per i capelli rossi. Così, per esplorare la sua caratterizzazione, abbiamo iniziato a scrivere “Drenched in Red” partendo dal punto di vista di un ragazzino pittore che doveva aiutarlo a dare un volto alla sua ossessione. Poi però siamo state noi a lasciarci ossessionare da loro e dal loro rapporto, che ha assunto da subito un’intensità diversa e del tutto fuori programma. La storia di Edward con il Rosso, quindi, è passata quasi in secondo piano.

Cosa vi affascina del genere dark romance? È un mondo che volete continuare ad esplorare in futuro? 
Ci affascinano le relazioni complicate, i personaggi che hanno una sessualità complessa e un passato pesante a cui far fronte. Abbiamo in programma un seguito di “Opera al Rosso”, che ci piacerebbe trasformare nel primo romanzo di una serie, ma in generale non sappiamo dire se scriveremo di altri personaggi disfunzionali quanto Edward e Rowan. È decisamente pesante, dal punto di vista emotivo, e dato che tendiamo anche a prendere molto sul serio le questioni etiche scrivere di personaggi amorali (o con una moralità molto diversa da quella comune) non è proprio una passeggiata. È probabile che nei nostri lavori futuri alcune di queste dinamiche rimangano, ma sicuramente abbiamo in programma di inserire i personaggi in contesti un po’ più salvifici. Proprio per una questione di autoconservazione del nostro equilibrio emotivo.

Edward e Rowan sono due personaggi complessi e dalle sfaccettature diverse. Sono magnetici, mutevoli, affascinanti e, a volte, anche respingenti nelle loro dinamiche psicologiche: come avete strutturato il loro processo di creazione e di scrittura? 
Onestamente? Siamo partite con tutt’altra intenzione. Con Edward e Rowan è andata esattamente così: man mano che proseguivamo con la prima stesura, ci siamo accorte che i personaggi svelavano di continuo nuovi aspetti della loro personalità e che sorgevano nuove problematiche. Così li abbiamo assecondati, lasciandoli parlare. Siamo state ad ascoltare cosa ci dicevano, e li abbiamo seguiti. Però poi, come succede spesso, i personaggi si definiscono da soli mentre li scriviamo. A noi piace pensare che siano entità incorporee, assolutamente reali, che ti bisbigliano la loro storia all’orecchio. Naturalmente poi, per giungere al romanzo definitivo, ci sono volute diverse altre stesure e un lavoro di editing molto attento e pesante.

Qual è stata la parte più difficile da scrivere?
La parte finale. Avevamo impostato dei personaggi così complessi e autodistruttivi che sembrava impossibile e superficiale, scrivere per loro un lieto fine. Al tempo stesso, però, volevamo chiudere con uno squarcio di speranza sul futuro. Analizzando la situazione, abbiamo infine trovato la soluzione più liberatoria e più sana che potevamo sperare, date le circostanze. È stato difficile, però: quando sei legato così tanto a dei personaggi che hai creato, vorresti per loro una vita “letteraria” meno traumatica e più solare.

"Opera al rosso" potrebbe piacere a quei lettori che...
A quei lettori che sono interessati ai risvolti psicologici dei personaggi più che a una classica trama romance. “Opera al Rosso” non ha un lieto fine e la tematica M/M è finalizzata più che altro a esplorare gli aspetti di un rapporto profondamente disfunzionale, a dissezionarne le dinamiche e a cercare di comprenderne i meccanismi. Crediamo possa piacere a chi ama l’angst, visto che il romanzo ne è intriso.

Quali sono i progetti e i programmi letterari per il 2017?
Abbiamo molte idee in ballo e non siamo ancora sicure di quali avranno la precedenza.
Abbiamo quasi pronto un romanzo molto più leggero e divertente, però, l’incontro tra un fotografo che ha dovuto separarsi recentemente dal compagno e un ragazzino di vent’anni che sta cercando di capire cosa fare della sua vita. Lo abbiamo scritto nel corso degli anni passati e in un certo senso è un po’ il rovescio di “Opera al Rosso”, perché in questo caso quello che ci interessava era esplorare un rapporto che avesse come caratteristica principale quella di far bene ai due protagonisti e spronarli a dare il meglio di se stessi. Contiamo di pubblicarlo fra qualche mese, mancano giusto le solite venti riletture e poi andrà al vaglio della nostra editor.


E' possibile seguire Micol Mian e Sabrina Romiti per tenersi sempre aggiornati su  progetti e idee ai seguenti indirizzi:

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Sinossi


Un ragazzo perfetto.
Un ragazzo che non esiste. 
Edward lo sogna da quando era bambino: il compagno immaginario di un’infanzia solitaria. 
Rowan lo odia perché Edward sembra amarlo più di ogni altra cosa.
Ma cosa cerca davvero Edward nel Rosso, quali incubi sta tentando di fuggire? E perché Rowan non riesce a smettere di ritrarre un soggetto che in realtà detesta?
Ambientato fra i grattacieli di Manhattan e una villa maledetta a Long Island, il romanzo racconta il percorso che Edward e Rowan dovranno compiere per sigillare nella tela di un quadro il legame che li unisce. Per trasmutare, in una sorta di processo alchemico, le loro ossessioni in pigmento rosso. Il loro amore nelle pennellate di un ritratto. E la libertà in un patto di sangue indissolubile, sotto lo sguardo alieno di un ragazzo dipinto a olio.


Recensione

“Opera al Rosso” è un libro inusuale nel panorama m/m italiano: si discosta dal romance puro e veste l'abito del romanzo psicologico, allo scopo di sondare l'animo umano per sperimentarne emozioni, sentimenti, pensieri e scelte. 
Scritto in modo impeccabile, è di una bellezza rara, quasi agghiacciante, un Faust e un Dorian Gray senza presenze diaboliche, ma costruito sul rapporto dei due protagonisti, Rowan e Edward, luce e tenebra, e sulla richiesta di creare una rappresentazione impossibile.



La parte iniziale del romanzo introduce il lettore in un'atmosfera cupa e oscura, volutamente ambigua e mutevole: Rowan ha diciotto anni ed è un artista, Edward lavora per l’azienda di famiglia. Tra di loro si nasconde il Rosso, una figura che ossessiona l’immaginazione di Edward e che Rowan cerca da anni di catturare sulla carta.
Sono due personaggi che vivono dissociati dalla realtà e durante la storia se ne intravvede la ragione, seppur si rimanga col dubbio che si tratti solo del vaneggiamento di una mente ormai destinata alla pazzia. 
L’incontro con David, un avvocato che si innamorerà di Rowan, segnerà un punto di svolta nella vita dei protagonisti: per Rowan, infatti, che assaporerà per la prima volta il calore e la bellezza di un tocco gentile e affettuoso, sarà l’inizio di un percorso verso la luce; di contro, per Edward rappresenterà un'inesorabile discesa agli inferi, nella sua ossessione immaginaria e nella disperazione di non poter amare come vorrebbe la sua ossessione reale.
La realizzazione del dipinto con il Rosso, finalmente visibile agli occhi di entrambi, rappresenterà anche l’epilogo del loro rapporto, un amore incondizionato che dura da sempre, che li ha legati e distrutti nella sua impossibilità di essere vissuto e che alla fine concede una visione della libertà.

“Opera al Rosso” è un libro che consiglio di leggere così da assorbirne ogni singola parola: ne sarete ammaliati e conquistati ma con una consapevole inquietudine, rossa color del sangue come il terzo protagonista “assente” di questa bellissima storia.


«E poi aprirò le mani, Rowan», 
mormora, in un sussurro. 
«E, finalmente, ti lascerò volare». 





dicembre 12, 2016 / by / 0 Comments

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